Dal 5 al 7 febbraio si tiene a Roma il Congresso nazionale dell’Italia dei Valori. Un’occasione di confronto e dibattito interno da cui uscirà un nuovo partito. Molte le mozioni presentate, dal lancio del referendum "NO al nucleare" allo sviluppo della Green Economy, passando per i temi della legalità, della trasparenza e democrazia interna, e della giustizia. Segui i lavori dal sito nazionale!

 

E’ stata consegnata in Consiglio regionale una petizione sostenuta da 1200 firme che chiede alla Regione l’acquisto di un’apparecchiatura di risonanza magnetica ad alto campo (RM Total Body) per l’ospedale di San Vito al Tagliamento.
Le firme, ha detto il capogruppo di Idv Alessandro Corazza, sono state raccolte in loco dal Circolo dell’Italia dei Valori del Sanvitese, che ha trovato un’adesione trasversale da parte della cittadinanza. Corazza, con il consigliere Enio Agnola sempre di Italia dei valori, ha consegnato la petizione alla vicepresidente del Consiglio Annamaria Menosso assieme al primo firmatario della petizione Salvatore Callea, che è consigliere comunale e presidente della Commissione sanità di San Vito al Tagliamento. Presente alla consegna anche il presidente del circolo dell’Italia dei Valori del Sanvitese, Andrea Bruscia.

La richiesta contenuta nel documento è di consentire all’Azienda sanitaria 6 - Friuli occidentale, di procedere all’acquisto dell’apparecchiatura, per la quale i fondi sono stati già stanziati. Alla base della petizione - ha detto il primo firmatario - c’è la preoccupazione della comunità locale per la propria salute. Questa apparecchiatura contribuisce a migliorare la possibilità di diagnosi di varie patologie e, sostituendo alcuni esami eseguiti con la TAC, riduce l’esposizione alle radiazioni dei pazienti. Una risonanza magnetica a San Vito contribuirebbe anche a ridurre le lunghe liste d’attesa.
Corazza ha chiesto che nella revisione del Piano sociosanitario sia inclusa anche questa necessità e che venga rispettato l’ordine del giorno approvato dal Consiglio a dicembre.
La vicepresidente Menosso si è fatta carico di trasmettere la petizione alla competente Commissione e anche all’assessore Vladimir Kosic. "Si tratta di un bisogno espresso dal territorio - ha concluso la Menosso - e in quanto tale deve avere la giusta considerazione".

 

Maggioranza e opposizione votano a favore. Il presidente Ballaman: Decisione corretta anche se inopportuna

Corazza (Idv): si chiedono sacrifici a tutti i settori, ma non ai politici

TRIESTE. Aumento del rimborso per l’uso della macchina e per il vitto a favore dei consiglieri regionali del Friuli Venezia Giulia: lo prevede un emendamento alla legge regionale di Bilancio 2010.
A renderlo noto e’ Alessandro Corazza, capogruppo di Italia dei Valori. L’emendamento e’ stato accolto con voto trasversale di maggioranza e opposizione, e il voto contrario dei due consiglieri dell’Idv, Corazza, appunto, e Enio Agnola, e dei consiglieri del gruppo della Sinistra Arcobaleno, Igor Kocijancic e Roberto Antonaz e dell’assessore regionale al Lavoro, Alessia Rosolen.
Corazza ha espresso «indignazione» per «l’aumento dei giorni di rimborso per l’uso della macchina e per il vitto, che passano da 18 a 21 giorni». Questo, ha sottolineato Corazza, «venendo incontro alla proposta del presidente del Consiglio, Edouard Ballaman, di inserire anche il venerdì tra i giorni d’Aula o di commissione». «È incredibile - ha affermato Corazza -: si chiedono a tutti i settori dei sacrifici e i consiglieri regionali pensano ad aumentarsi i rimborsi».
Ballaman ha spiegato che tale decisione è da un lato corretta e dall’altro inopportuna. «Corretta - specifica Ballaman - perché i dati del 2009 indicano un aumento della produttività nel lavoro dei consiglieri mediamente del 40%; ciò significa più sedute d’Aula e di Commissione, più ore complessivamente impegnate per queste attività. E nel 2010 è stata introdotta anche una quarta mezza giornata nelle sessioni di Consiglio per garantire il completamento dei provvedimenti messi all’ordine del giorno. Inopportuna - ha aggiunto il presidente - vista la situazione generale. Una decisione che questa presidenza non ha di certo sollecitato, che però si troverà a dover gestire perché comporterà un aggravio dei costi che comunque - assicura Ballaman - non farà incrementare la richiesta di fondi alla Regione, perché dovrà essere il frutto di un’ulteriore ricognizione dei costi del Consiglio regionale. Non si tratta inoltre - conclude Ballaman - di una misura generalizzata, in quanto interessa coloro che non ricoprono cariche quali presidente di Consiglio e di Regione o di assessore».

IL MESSAGGERO VENETO, 20 dicembre 2009, pag 12 - Regione (dalla prima pagina)

FANNA. Il presidente del gruppo regionale di Italia dei valori, Alessandro Corazza, si è fatto promotore di un ordine del giorno, sottoscritto anche dal collega Piero Colussi dei Cittadini, relativo al progetto di bruciare combustibile da rifiuto nei forni della cementeria di Fanna. Nel documento si chiede l’impegno dell’esecutivo regionale ad avviare l’iter necessario «per integrare l’attuale procedura di autorizzazione integrata ambientale con le disposizioni previste dalla valutazione di impatto ambientale e con una valutazione di accumulo delle emissioni prodotte dalle attività produttive del territorio». Inoltre, si rileva la necessità di eseguire «una valutazione dello stato attuale di inquinamento del suolo (il cosiddetto “studio del bianco”) coinvolgendo in modo ufficiale anche il Comune di Maniago e sospendendo almeno sino al termine del procedimento di valutazione ogni attività di utilizzo del Cdr-q da parte della Cementizillo».
L’ordine del giorno si arricchisce anche della richieste di sollecitazione della Regione nei confronti dell’Arpa, affinché disponga «la rapida collocazione di una centralina di rilevamento delle più importanti sostanze inquinanti emesse in seguito alla combustione di Cdr-q mediante centralina ai camini e in postazione fissa lungo la direttrice dei venti prevalenti nella frazione di Campagna di Maniago».
«Riteniamo d’obbligo che per questioni che mettono a rischio la salute dei cittadini e dei loro figli – ha dichiarato il capogruppo in Regione dell’Idv Alessandro Corazza – vengano attuate le misure necessarie a garantire la massima prudenza e sicurezza. Per questo abbiamo raccolto l’appello del Comune di Maniago e abbiamo chiesto alla giunta regionale di attivarsi per effettuare la valutazione di impatto ambientale, procedura che tutela l’interesse pubblico dei cittadini. Resta comunque allarmante la volontà di continuare sulla strada di bruciare i rifiuti quando sarebbe opportuno e più ecosostenibile spingere sulla riduzione della produzione, sulla raccolta differenziata e sul riciclo». (l.v.)

IL MESSAGGERO VENETO, 19 dicembre 2009, pag 13

Un grave danno alla fauna selvatica verrà inferto, secondo il presidente del gruppo dell’Italia dei Valori Alessandro Corazza, dall’art. 3 comma 4 della legge finanziaria che prevede che in alcune Zone Cinofile sia consentito l’abbattimento della fauna cacciabile anche al di fuori della stagione venatoria. Le Zone Cinofile - quelle aree individuate per l’addestramento dei cani da caccia nell’ambito delle Riserve - diventeranno una  zona franca dove gli animali liberati dagli allevamenti, che giuridicamente diventano appunto fauna selvatica, potranno essere uccisi in qualsiasi periodo dell’anno.
I pericoli sono evidenti, poiché inevitabile sarà il disturbo provocato da queste attività in particolari periodi, ad esempio quello riproduttivo, periodo ordinariamente di chiusura della caccia.
«E’ incredibile – ha aggiunto il dipietrista- come questa maggioranza non perda mai occasione per infilare anche in leggi che dovrebbero avere esclusivamente carattere finanziario, emendamenti che liberalizzano la caccia, addirittura contraddicendo la relativa legge quadro».
 Il Gruppo consiliare regionale dell’Italia dei Valori giudica nettamente insufficiente la politica di spesa destinata ai parchi e alle risorse naturali presenti nel territorio regionale. Il vicepresidente del Gruppo, Enio Agnola, accogliendo  l’appello venuto dal Wwf regionale ha proposto una serie di emendamenti  nel tentativo di rendere meno pesanti i gravi tagli operati rispetto ai fondi stanziati nel 2009.
«Una diminuzione – ha dichiarato il consigliere - che tocca anche il 90% delle risorse degli scorsi anni». Insufficiente il tentativo di correggere il tiro, da parte della maggioranza, con degli emendamenti che hanno alzato di poco i fondi. Per l’Italia dei Valori «viene di fatto smantellata, con una contrazione dell’80% dello stanziamento, la rete di tutela ambientale presente in Friuli Venezia Giulia, già sottodimensionata rispetto alla media nazionale».
«Il taglio – ha aggiunto Agnola – non avrà soltanto ricadute di mera natura ecologica, ma interesserà anche l’aspetto occupazionale: ne risentirà il lavoro di produzione delle strutture espositive e didattiche a livello europeo, come i centri visite, che dovrebbero richiamare e mettere in moto l’economia locale e che invece ora rischiano di essere chiusi». 

Il Coordinamento giornalisti precari e freelance dell’Assostampa Friuli Venezia Giulia ha diramato un comunicato stampa sui risultati della riunione pubblica sul precariato giornalistico tenutasi venerdì 11 dicembre presso il Circolo della Stampa di Trieste e che ha visto l’adesione di vari esponenti politici e di altre organizzazioni sindacali.
Dall’incontro è emersa la necessità, per i precari, di regole precise e di una forte azione sindacale.
Il tema è molto sentito dall’Italia dei Valori che da sempre si batte per la libertà di stampa e dell’informazione, troppo spesso assoggettata al potere di chi comanda. Proprio il 28 novembre scorso avevamo organizzato a Pordenone un incontro con Oliviero Beha, gornalista de "Il Fatto quotidiano" e scrittore, che ci ha parlato de “i nuovi mostri” e della stampa taroccata, all’apertura del quale ho presentato l’iniziativa di cui mi sono fatto promotore in Regione e che aveva trovato una sensibilità abbastanza trasversale anche tra le altre forze politiche rappresentate in Consiglio regionale (PDL a parte): un’interpellanza al Presidente della Regione Renzo Tondo affinché attivasse un tavolo con gli editori, l’ordine dei giornalisti e il sindacato per approfondire le prospettive dell’informazione nella nostra Regione e affinché adottasse delle misure che andassero a tutelare la grave situazione di precariato e sottoretribuzione che coinvolge centinaia di collaboratori e freelance in Friuli Venezia Giula. L’interpellanza, sebbene sia stata depositata già il 4 settembre scorso, è rimasta tutt’ora inevasa. Speriamo che non sia questa la risposta che Tondo intende dare ai freelance e precari della nostra Regione!

Leggi la condizione e le rivendicazioni dei precari dell’informazione.





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