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Archive for Giugno, 2008

(ACON) Trieste, 10 giu - COM/RC - Abbiamo letto con soddisfazione che nel corso del primo incontro ufficiale con il rettore dell’Università di Udine, Cristiana Compagno, il presidente Renzo Tondo ha espresso un orientamento favorevole all’unificazione degli Erdisu. A parlare è il capogruppo in Consiglio regionale di Italia dei Valori-Cittadini, Piero Colussi, che nella passata legislatura si era battuto, invano, insieme al gruppo di cui faceva parte (Cittadini per il Presidente), per arrivare alla creazione di un unico Ente di diritto allo studio universitario. ERDISUSin da quando l’argomento è stato sollevato nel 2005 - così ancora Colussi - l’idea è sempre stata, senza tentennamenti, quella di arrivare alla creazione di un unico Erdisu. L’obiettivo era quello di rispondere alle esigenze degli studenti che riguardano principalmente la qualità dei servizi. E’ questo un impegno tuttora valido, da strutturare a livello regionale perché tutti gli studenti, e in qualsiasi sede, abbiano pari opportunità. Nella nostra regione esiste un’Università diffusa con molteplici sedi. Ci troviamo di fronte a una mappa che tende a espandersi per presenza e attività e che richiede un effettivo coordinamento regionale per quantità e qualità di interventi. Bisogna allora prevedere economie di scala e politiche di promozione umana che superino le banali rivendicazioni di appartenenza territoriale. A questo punto, se non siamo nel campo delle mere enunciazioni, per passare dalle parole ai fatti - gli ha fatto eco il vice-capogruppo di IdV-Citt, Alessandro Corazza - sarebbe coerente soprassedere alle nomine per procedere immediatamente alla riforma così come annunciata dal presidente Tondo.

Il Gazzettino - 12 Giugno 2008

PROPOSTA DI LEGGE

Trieste. Il gruppo consiliare Italia dei ValoriCittadini lancia una sfida al presidente del Friuli Venezia Giulia, Renzo Tondo e al governo ombra del Partito democratico. Lo fa presentando una proposta di legge dal titolo Nuova disciplina delle nomine di competenza regionale che va ad inserirsi nell’ottica di una politica di trasparenza che accomuna i due movimenti.

«Si tratta di una proposta rivoluzionaria è intervenuto il capogruppo in Consiglio regionale di Italia dei ValoriCittadini Piero Colussi, in occasione di una conferenza stampa ieri a Trieste che vuole assicurare pari opportunità di accesso alle cariche pubbliche a tutti i cittadini e garantire un filtro imparziale formato da tecnici super partes».
foto Consiglio regionale FVGLa proposta di legge, già presentata nella precedente legislatura ma mai attivata, sembra ora aver superato le passate problematiche di costituzionalità ed obbliga la Regione a pubblicare l’elenco annuale delle nomine in scadenza, consentendo così, a chi è interessato, di presentare il proprio curriculum. Stabilisce poi che i curricula siano redatti secondo il modello Ue con precise caratteristiche, «oltre alle qualificazioni professionali e alle esperienze maturate, i candidati dovranno anche indicare i redditi dichiarati negli ultimi anni, in modo da dimostrare che hanno adempiuto agli obblighi fiscali» ha precisato Colussi. È prevista, quindi, l’istituzione di un’Autorità di garanzia costituita da tre esponenti imparziali e competenti, il primo nominato dal presidente della Regione e gli altri due dal Consiglio, uno per la maggioranza, l’altro per l’opposizione. «L’Autorità ha spiegato il capogruppo di IdvCittadini assieme ai consiglieri Alessandro Corazza, Stefano Alunni Barbarossa ed Enio Agnola vaglierà i curricula, potrà promuovere audizioni dei candidati e predisporre l’elenco dei candidati idonei alla nomina. La scelta finale ha aggiunto spetterà ai politici che dovranno motivare le decisioni prese». Inoltre, su richiesta, l’Autorità potrà effettuare anche controlli e valutazioni sulla corrispondenza tra obiettivi posti e raggiunti dai manager secondo criteri di efficacia ed efficienza. «Questa legge ha sottolineato Colussi aiuterà le istituzioni a diventare nei fatti una casa di vetro ed è un modo per capire se la voglia di trasparenza e l’abbattimento dei costi della politica sono solo parole o se a queste seguono dei fatti concreti».

«Pensiamo che anche nel settore della sanità, in cui la trasparenza è carente, ha concluso il Gruppo ci debba essere un testo simile che regoli il tema delle competenze e della legalità».
Elisabetta Batic

MESSAGGERO VENETO - Sabato 7 Giugno 2008

COSTI DELLA POLITICA
Corazza: dalla Lega solo slogan

UDINE. E’ polemica in consiglio regionale dopo l’annuncio di tagli ai costi della politica da parte del neopresidente del consiglio, il leghista Edouard Ballaman. foto Alessandro A contestare l’esponente del Carroccio accusandolo di «slogan a cui non seguono fatti» è il consigliere regionale Alessandro Corazza dell’Italia dei Valori-Cittadini: «I primi atti del presidente Edouard Ballaman vanno – dice – in direzione opposta allo slogan del Centrodestra sui costi della politica», prosegue commentando l’aumento da tre a quattro dei componenti della segreteria di presidenza del Consiglio del Friuli Venezia Giulia. Secondo Corazza, dunque «sembra una presa in giro lo slogan contro i costi della politica che l’Amministrazione Tondo ha scelto poichè con i suoi primi atti - conclude - si va addirittura nella direzione opposta».

Siamo sicuri che ci sia tutta questa gran voglia di nucleare in Friuli Venezia Giulia e in Italia? E lo scampato pericolo per il guasto accorso l’altro ieri alla centrale slovena di Krsko non deve far riflettere?
Domande, queste, che si pone il gruppo consiliare regionale “Italia dei Valori – Cittadini” alla luce di quanto accaduto in Slovenia. Quesiti che i consiglieri del gruppo (Piero Colussi, Alessandro Corazza, Enio Agnola, Stefano Alunni Barbarossa) girano al presidente della Giunta Renzo Tondo affinché riconsideri la sua tempestiva adesione al nucleare dopo la recente proposta del ministro Scajola.
la centrale nucleare di Krsko “Al di là dei dei rischi evidenti che può comportare anche la miglior tecnologia di costruzione delle centrali – ha dichiarato il capogruppo Piero Colussi – non si può dimenticare l’alto costo del nucleare. In Europa non si costruiscono più centrali atomiche (unica eccezione la Finlandia) e anche in America non si realizza più un reattore dal 1979. Infine, c’è un problema che tutto il mondo, l’Italia in particolare, non ha risolto: lo smaltimento delle scorie. Non sappiamo ancora dove collocare in sicurezza quelle delle centrali atomiche esistenti”. Per il capogruppo, le parole virtuose sono quelle di efficienza energetica: che definiscono le politiche mirate per un uso razionale dell’energia.
Per il vicecapogruppo Alessandro Corazza la scorciatoia del nucleare potrebbe non solo rivelarsi illusoria, ma – e questo è il vero rischio - distogliere l’Italia dalle fonti rinnovabili per le quali siamo in gravissimo ritardo rispetto all’Europa. E’ notizia di oggi che l’energia eolica sorpassa l’atomo. La produzione di energia nucleare su scala globale è in diminuzione in termini assoluti rispetto a quella di energia eolica. Le previsioni infatti sono che complessivamente l’energia eolica e quella solare (sia fotovoltaica che termica) entro il 2012 incideranno quattro volte di più dell’energia nucleare. Un orientamento in linea con gli accordi del protocollo di Kyoto.”
Il deputato Carlo Monai, infine, sottolinea: “La stabilità geologica deve essere un fattore imprescindibile per l’individuazione della ubicazione di simili impianti, perchè bisogna ridurre le componenti di rischio; la nostra regione sarebbe quindi automaticamente esclusa quale sito ideale per la realizzazione di un impianto delicato quale un reattore nucleare”.

GAZZETTINO DI PORDENONE
giovedì 5 maggio 2008

INTERNET GRATIS

Alessandro Corazza, consigliere regionale del gruppo Italia dei Valori - Cittadini interviene nel merito della questione Wi-Fi che in questi giorni tiene banco in città e lo fa annunciando che depositerà un’interpellanza per conoscere le intenzioni della giunta Tondo, dopo che dal capoluogo è arrivato un segnale di preoccupazione sulla possibilità che i finanziasmenti necessari per completare la rete sull’intero territorio, potrebbero essere stati messi in discussione. «La tecnologia Wi-Fi - ha spiegato il consigliere - è un procedimento innovativo che vede Pordenone città pilota. Se la sperimentazione avrà successo, l’attivazione potrà essere estesa a tutta le regione. Il progetto - ha continuato - risponde ad una visione politica e strategica su quello che potrà essere il futuro dell’intera regione per quanto attiene alla possibilità di utilizzare gratuitamente la connessione internet sul modello di altre realtà internazionali all’avanguardia. Questo finanziamento diventa, quindi, un test che permetterà di valutare l’impatto che le reti Wireless potranno avere sullo sviluppo del territorio sia nei suoi aspetti economici legati alla nascita di nuovi servizi che su quelli socio-culturali, permettendo a tutti i cittadini di accedere liberamente all’informazione. Sarebbe un peccato perdere questa opportunità».

Martedì 6 maggio 2008 si è tenuta a Trieste la prima riunione della X legislatura del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia.
Anche per me è stata una nuova esperienza, da neoeletto, iniziata con il compito di fare da segretario in quanto Consigliere più giovane (mentre il Consigliere anziano presiedeva l’Assemblea).
All’ordine del giorno c’era la prestazione del giuramento da parte dei Consiglieri regionali espresso in italiano e, secondo la sensibilità di ciascuno, eventualmente anche in una delle altre lingue ufficiali riconosciute dalla regione: friulano, sloveno, tedesco.

Successivamente si è proceduto con l’elezione del Presidente del Consiglio regionale che avrà il compito di regolare i lavori assembleari durante questo mandato e che le urne hanno decretato essere il leghista Edouard Ballaman.
Per le due cariche di Vice Presidente sono stati eletti Maurizio Salvador (UDC) e Annamaria Menosso (PD) e per i quattro ruoli di Segretari Pedicini (PDL), Tononi (PDL), Brussa (PD) e Antonaz (SA). Esclusione dall’ufficio di Presidenza del Consiglio quindi per il Gruppo “Italia dei Valori - Cittadini” che nonostante rappresentasse la seconda forza di opposizione con quattro componenti non avrà rappresentanza istituzionale: un fatto decretato dai 3 voti di “Sinistra l’Arcobaleno” uniti ai 15 del “Partito Democratico” (quest’ultimo rappresentato sia con un Vice Presidente che con un Segretario) che hanno così rotto non solo la consuetudine di lontana memoria che vedeva ogni forza di minoranza rappresentata nell’ufficio ma anche la coalizione di Intesa Democratica.





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