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Archive for Ottobre, 2008

manette Mercoledì 29 ottobre il Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia vota la nomina di tre membri della Commissione paritetica Stato-Regione. La Casa delle Libertà ha indicato come candidato anche Adriano Biasutti, ex Presidente della Regione ed ex Parlamentare Dc, che negli anni novanta accumulò patteggiamenti per complessivi 3 anni e 2 mesi di reclusione per vicende legate a diversi filoni tangentizi: Autovie Venete Spa, nuova sede AMGA di Udine, Friuli Venezia Giulia card, finanziamento della Zanussi, Canale 55, impianto di compostaggio di Udine, impianto di smaltimento di San Giorgio di Nogaro ecc.

Per protestare e impedire la sua probabile nomina è stata organizzata una manifestazione mercoledì 29 ottobre in Piazza Oberdan a Trieste, davanti al palazzo della Regione, a partire dalle 9.30.

Ancora una volta la "casta" sceglie di riciclare nomi di personaggi inquisiti dalla prima Repubblica, che, a meno di vent’anni dalle loro malefatte, si fanno riaccomodare su poltrone ripulite ad arte dai loro eredi politici, senza neppure il coraggio di rimettersi al giudizio degli elettori. Per il suo passato giudiziario Biasutti è il meno credibile di tutti i candidati a ricoprire l’incarico di membro di una commissione di primo livello che decide i trasferimenti Stato-Regione e che giocherà un ruolo ancora più forte alla luce della riforma federalista che il Parlamento si appresta a varare. Dopo Michelangelo Agrusti nominato Presidente del Polo tecnologico di Pordenone assistiamo ancora all’ennesima dimostrazione del nuovo che avanza da parte di questo centro-destra nostalgico di metodi e persone che dovrebbero appartenere ormai alla storia e che invece vengono troppo spesso riproposti sulla scena politica.

Tratto dal volantino della manifestazione.

L’esito della riunione di ieri della Giunta delle nomine dimostra ancora una volta l’inutilità della Giunta stessa. Infatti – ha spiegato Alessandro Corazza, vicepresidente del Gruppo Consiliare Italia dei Valori-Cittadini – l’esame delle candidature è circoscritta ad aspetti meramente tecnico-formali, senza alcun riferimento alla qualità dei candidati. Inoltre il vaglio è limitato alle proposte avanzate dai consiglieri, escludendo ai cittadini non iscritti ai partiti la possibilità di essere chiamati a ricoprire incarichi di nomina regionale. E’ perciò doveroso cambiare metodo di amministrare la cosa pubblica, liberando la politica da vecchie pratiche spartitorie, premiando invece la meritocrazia”.
Anche per questo l’esame della proposta di legge «Nuova disciplina delle nomine di competenza regionale», già depositata in Consiglio dal gruppo e che arriverà in V Commissione il prossimo 11 novembre, diventa ancora più attuale.
La suddetta proposta invece, è un corpus organico di norme che vuole assicurare pari opportunità di accesso alle cariche pubbliche a tutti i cittadini e garantire un filtro imparziale formato da tecnici super partes.
In buona sostanza – ha evidenziato Alessandro Corazza - il pdl obbliga la Regione a pubblicare l’elenco annuale delle nomine in scadenza, consentendo cosí, a chi è interessato, di presentare il proprio curriculum. Stabilisce, poi, che i curricula siano redatti secondo il modello UE con precise caratteristiche. Il pdl prevede anche l’istituzione di un’Authority costituita da tre esponenti con caratteristiche di imparzialità e competenza. Il primo è nominato dal presidente della Regione, gli altri due dal Consiglio: uno per la maggioranza, l’altro per l’opposizione. L’Authority vaglierà i curricula, potrà promuovere audizioni dei candidati e predisporre l’elenco dei candidati idonei alla nomina. La scelta finale, ovviamente, spetterà ai politici, che dovranno però motivare le decisioni assunte. Sarà quella l’occasione – ha sottolineato ancora il consigliere regionale - per verificare se la tanto sbandierata trasparenza politica e la volontà di rinnovamento appartengono davvero a questa maggioranza. Come gruppo consiliare siamo uniti nel confermare il rifiuto delle vecchie logiche sin qui seguite dalla “casta” nella individuazione delle nomine. Noi dimostriamo infatti la nostra coerenza con il mandato politico ricevuto dai nostri elettori, perché le nostre indicazioni si sono sempre basate su persone scelte sulla base dei curricula e sulle competenze dimostrate nel ricoprire gli incarichi per cui sono stati chiamati. Condanniamo invece con fermezza – conclude Corazza - l’uso delle istituzioni per permettere ai dirigenti di costruirsi consenso all’interno dei partiti, non rispondendo alle ben altre più reali esigenze che hanno i cittadini. L’arrivo della proposta di legge in Commissione sarà un vero banco di prova per capire se queste nostre idee anti lottizzazione sono condivise”.

PORDENONE - Migliaia di iscrizioni a “Facebook” e una festa già fissata a Pordenone per il 24 ottobre. Nuovi luoghi d’incontro. Dagli studenti ai politici: cambia il modo di comunicare.

La “Facebook mania” dilaga anche a Pordenone. Dalla piazza reale, luogo di incontro e di divertimento, migliaia di giovani si sono trasferiti su quella virtuale offerta dal popolare sito, tra i dieci più cliccati al mondo e con 130 milioni di utenti. Non la solita comunità virtuale con “nickname” (pseudonimi, ndr) e utenti anonimi, ma persone con nomi e cognomi reali. Che permettono di ritrovare vecchi amici, colleghi o compagni di scuola con cui si erano persi i contatti, condividere foto e video e organizzare eventi.
Sul web non mancano i nomi noti, dai politici agli sportivi. Fra i primi, il consigliere regionale Alessandro Corazza, che di internet ha fatto il cavallo di battaglia della propria campagna elettorale, e la consigliere comunale Giordana Panegos. Tra gli sportivi, Daniele Molmenti, il canoista di Cordenons campione d’Italia e in gara alle ultime Olimpiadi, Matteo Chiarcossi, navigatore del neovincitore del titolo tricolore di rally Luca Rossetti, e il ciclista di Casarsa Enrico Gasparotto.
Tra le possibilità offerte ci sono poi i gruppi, in cui persone con interessi comuni possono condividere le proprie passioni. Il più numeroso in assoluto, con oltre 1100 membri, è “Un grado di separazione - l’esperimento pordenonese”: l’obiettivo è verificare la teoria secondo cui, specie in una piccola città, basta una persona che faccia da tramite per mettere in contatto due sconosciuti. Al secondo posto, il gruppo “Pordenone”, con 600 iscritti. Molto frequentati anche quelli dei vari istituti superiori, con il liceo Grigoletti che svetta a quota 360 iscritti, seguito da Don Bosco e Kennedy. Non mancano le curiosità, con due gruppi dedicati ad Anna Ciriani, in arte Madameweb, e uno intitolato “Gigi Di Meo, un uomo un perché”.
“Facebook” spopola tra i giovani come tra le aziende. Per queste ultime, infatti, si tratta di uno degli strumenti più moderni per fidelizzare i propri clienti e creare una comunità. In questo senso si sono mosse anche aziende pordenonesi, come la Super//Fluo, società che ha acquisito la Sèleco. Gli introiti legati alla pubblicità, d’altronde, costituiscono la principale fonte di guadagno di “Facebook”, che per quest’anno stima introiti per 300 milioni di dollari.
Anche Pordenone avrà il suo “Facebook party”, che si terrà venerdì 24 ottobre a partire dalle 23 al Royal City di via Musile. L’evento riprende quanto sta avvenendo in molte altre città in Italia e nel mondo, dove ne sono già stati organizzati altri per far incontrare, anche nel mondo reale, persone che fino a quel momento si erano conosciute solo attraverso la rete.
Massimo Vendramini

Corazza: «Il vero estremismo sta in chi produce leggi come questa»

Il gruppo consiliare regionale Italia dei Valori-Cittadini ha presentato in Regione una mozione affinché l’intero Consiglio si impegni a promuovere la richiesta di referendum abrogativo della legge del 23 luglio 2008, denominata lodo Alfano, una legge, a detta dei consiglieri del gruppo, “paragonabile ad una sorta di scudo penale per le quattro più alte cariche dello Stato: un provvedimento ingiusto, ingiustificato e immorale”.
La mozione è stata presentata oggi nel corso di una conferenza stampa alla presenza del capogruppo in Consiglio regionale Piero Colussi, del vicecapogruppo Alessandro Corazza, del consigliere Enio Agnola e del deputato Carlo Monai. “Il lodo Alfano – ha detto Colussi aprendo l’incontro – è un’iniziativa senza precedenti. Chi rappresenta un Paese non può dotarsi di meccanismi di difesa personali. Il nostro gruppo consiliare sostiene in maniera convinta la raccolta di firme avviata da Italia dei Valori e questa mozione desideriamo venga portata all’attenzione del Consiglio perché la Regione non può sottrarsi alla discussione di questi argomenti”.
Gli fa eco Alessandro Corazza che ha aggiunto: “E’ ormai consuetudine, con la presenza dei governi di centrodestra, assistere all’approvazione di leggi ad personam. Il Lodo Alfano, al di là di ulteriori valutazioni giuridico – scientifiche, fa sì che quattro persone possano fare ciò che vogliono senza che vi sia la possibilità di sottoporle a processo contro il principio, costituzionalmente sancito, secondo il quale tutti i cittadini della Repubblica - quindi proprio tutti, sono uguali di fronte alla Legge. Tante – ha concluso - sono le ragioni di merito a sostegno della proposta di referendum abrogativo del lodo Alfano. Ragioni morali, costituzionali e politiche che non è neppure il caso di svolgere, tanto sono note ed evidenti. Ne vogliamo richiamare e sottolineare, però, quella di chiara marca liberale, utile a smentire le strumentali accuse di estremismo e di giustizialismo che pure sono state mosse. Il costituzionalismo liberale e democratico moderno nasce proprio per porre limiti al potere di chi comanda. Per arginare l’uso arbitrario e dispotico del potere. Per porre fine agli assolutismi. Come non vedere, in questo caso, che l’estremismo sta esattamente dalla parte opposta?”
Carlo Monai ha riportato alcuni dati significati riguardo al raccolta di firme partita in tutta Italia sabato scorso: “Nonostante ultimamente si sia assistito ad una disaffezione da parte dei cittadini dell’istituto referendario, il lodo Alfano smuove le coscienze in modo trasversale. Non solo la partecipazione è stata massiccia, ma ai banchetti si sono presentati a firmare anche elettori del Popolo della Libertà e della Lega. Sabato e domenica, in Friuli Venezia Giulia, sono state raccolte 5400 firme. In tutta Italia, 250 mila praticamente metà di quelle richieste per indire il referendum”.

pianta urbanistica(ACON) Trieste, 02 ott - COM/DT - Fortemente critici i consiglieri di IdV-Cittadini sulla legge che riforma l’urbanistica in Friuli Venezia Giulia. "Le norme introdotte con questa proposta di legge - spiega Alessandro Corazza - aprono la strada a un regime transitorio che produrrà seri danni all’ambiente, al paesaggio e quindi all’intera comunità regionale.
La netta tendenza verso una deregulation fa sì che questa proposta più che una legge sia un vero e proprio indulto urbanistico, che pare rispondere soprattutto a logiche clientelari (si liberalizza non a vantaggio del cittadino, ma a vantaggio di qualche cittadino). Con queste scelte, i rischi che corrono le politiche di tutela e valorizzazione del paesaggio sono evidenti: le nuove norme, infatti, indeboliscono gravemente il sistema dei controlli che invece la legge 5/2007 prevedeva.
Inoltre, speravo che in Aula emergesse una disponibilità della maggioranza a confrontarsi democraticamente e a recepire almeno alcuni emendamenti da noi proposti che avrebbero sicuramente migliorato il risultato finale. Invece, questa maggioranza, arroccandosi sulle sue posizioni, ha bocciato tutti gli emendamenti della minoranza dimostrandosi ancora una volta incapace di un dialogo costruttivo, come invece sarebbe auspicabile nell’interesse dei cittadini del Friuli Venezia Giulia".
"Purtroppo - evidenzia infine il capogruppo Piero Colussi - in questa occasione la libertà è stata confusa con l’anarchia. Il rischio è che il piccolo compendio dell’universo, come Ippolito Nievo aveva definito il Friuli Venezia Giulia, diventi un territorio alla mercé di ogni singolo cittadino e non più un bene di tutti da preservare".

03 ottobre 2008 - Messaggero Veneto - Regione

IL CASO

UDINE. Il cugino dell’assessore Elio De Anna si dimette da presidente del Collegio Sindacale del Consorzio Bonifica Cellina Meduna dopo le polemiche dei giorni scorsi per gli incarichi regionali affidati a familiari. Ma nella sua lettera di addio, Renato della Ragione apre la polemica definendo «umiliante» il trattamento ricevuto.
«E’ con estremo rammarico che devo constatare il persistente accanimento degli organi di stampa nei miei confronti a causa dei mirabolanti incarichi di cui negli anni la mia persona avrebbe beneficiato grazie alla parentela con il dottor Elio De Anna – scrive –. E’ umiliante vedere svilite le proprie professionalità da articoli che in maniera tendenziosa sottolineano il grado di parentela senza tenere minimamente conto delle esperienze professionali di chi può vantare, senza tema di smentita, un curriculum di tutto rispetto».
Della Ragione spiega, usando l’ironia, che gli incarichi pubblici «che mi vengono assegnati costantemente per questioni nepotistiche fortunatamente non rappresentano nemmeno il 10% del mio fatturato annuale – aggiunge –. E così è stato negli anni passati. Non ho mai fatto politica, diretta o indiretta, per sfamare la mia famiglia, ho sempre preferito lavorare e ciò senza tema di smentita. Andate a controllare in casa d’altri semmai».
«I miei incarichi – aggiunge – sono sempre stati di carattere professionale per posti di revisore previsti dal Codice Civile e per i quali la legge prevede dei requisiti obbligatori (titoli di studio, iscrizioni ad albi ecc.) – precisa –. Cosa diversa sono i consigli di amministrazione o le consulenze pure, ma io di questi incarichi non ne ho mai ricevuti». E aggiunge: «Dimenticavo, sono stato consigliere di amministrazione del Consorzio Aeroporto di Ronchi, un anno di incarico a 319,54 euro Iva compresa».
Secondo Della Ragione «forse è un po’ scomodo fare altri nomi, controllare la dichiarazione dei redditi di qualcuno che prima della politica era un morto di fame e stranamente dopo un benestante magari con l’aereo in garage – continua –. Elio De Anna è mio cugino, ne sono orgoglioso perchè è una persona onesta, un ottimo medico e un buon politico e mi sembra di non essere il solo a pensarla così, ci sono almeno altre 4mila persone che con il voto hanno manifestato la loro stima. Sono stanco di queste illazioni che mortificano anni di studio, lavoro e sacrifici. Questi sono i motivi che mi inducono a rassegnare le dimissioni da presidente del Collegio Sindacale del Consorzio Bonifica Cellina Meduna», mentre quale presidente del Collegio dei revisori del Comune di Cordenons l’incarico scadrà a fine anno e non sarà rinnovabile».





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