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Archive for Gennaio, 2009

Il Messaggero Veneto, 26 gennaio 2009, Regione

UDINE. Ridurre i costi della politica e mantenere un alto livello di rappresentanza si può: basta tagliare gli stipendi dei consiglieri. È la contro-proposta che arriva dal consigliere regionale dell’Italia dei Valori, Alessandro Corazza che plaude all’intenzione del presidente del consiglio Edouard Ballaman, ma suggerisce un’altra via per ottenere lo stesso risultato senza controindicazioni. Che, a parere di Corazza, nel caso di un taglio da 59 a 40 consiglieri, come proposto dall’esponente del Carroccio, ci sarebbero eccome. «Tagliare i seggi – dice infatti - significa ridurre ulteriormente la possibilità di entrare in Consiglio regionale per chi non ne fa già parte, diminuendo quindi la possibilità di un ricambio della classe politica». Per Corazza «sarebbe quindi preferibile diminuire della stessa quantità non tanto il numero, quanto l’indennità dei consiglieri. Questo non solo garantirebbe più democrazia e una maggiore possibilità di entrare in Consiglio». ( c.r. )

Guarda l’intervista su PnBox.tv.

Il Gazzettino - venerdì 23 gennaio 2009

Tiene banco il caso del bonus consiglieri. Parla il giovane dell’Idv: «Ho occhi vergini e mani pulite»

Il consigliere Corazza dopo l’avvio dell’indagine: «Ve l’assicuro, non cerco visibilità»

Trieste - Alessandro Corazza non immaginava che la sua denuncia politica sul bonus dei consiglieri regionali del Friuli Venezia Giulia sarebbe stata raccolta dalla Corte dei conti. Lui, il consigliere ragazzino, con i suoi 28 anni, occhialini, viso pulito e nessun capello fuori posto, lui non immaginava proprio che si sarebbe scatenata una gazzarra politica e forse giudiziaria. Non immaginava e non voleva. Ma ha fatto il suo dovere, dice a se stesso, sì, perché sennò che ci sta a fare lì, se deve rinunciare agli ideali da studente. Studente che è ancora, in Giurisprudenza. Giovane sì, ma mica un pivellino. È stato già nel cda di Erdisu e Ateneo di Trieste. Corazza, Italia dei Valori, è di Pordenone, dov’è consigliere comunale, ma è iscritto appunto all’Università di Trieste. Ha denunciato di aver subito intimidazioni per il suo j’accuse.
      «Come cittadino – spiega – ho ritenuto opportuno dire che non condividevo l’idea del bonus. Non condivido il concetto che ci potessero essere degli emendamenti "ad personam" e "ad cosas". Credo che si debba essere in linea con i criteri pubblicistici delle norme nella gestione del denaro pubblico».
      - Consigliere Corazza, nella denuncia del bonus non c’era un po’ di sfida verso i politici più navigati?
      «Non c’entra nulla. Sono appena arrivato in Consiglio e mi posso permettere di dire come vedo le cose».
      - Con occhi vergini?
      «Occhi vergini e mani pulite. Me lo posso permettere».
      - Come ha trovato, lei che è un debuttante, la politica regionale: limpida od opaca?
      «Non saprei come descriverla. Non m’interessa com’era fino a oggi. Ho avuto mandato per un tipo di politica pulita e trasparente. Credo in un forte ruolo della moralità nei consiglieri».
      - Ha stimolato lei la Corte dei conti?
      «No, è stata un’iniziativa loro, indipendente. Non so se è stato un atto dovuto o no. Sono solo stato il primo dei consiglieri a tirare fuori la faccenda. Anzi, mi dispiace di aver dovuto denunciare una cosa così».
      - Ha ottenuto una notevole visibilità con questo caso, mentre prima la conoscevano in pochi. Cammina a un metro da terra?
      «No, assolutamente. Non voglio avere nessun premio da primadonna. È normale che tutte le istituzioni si attivino per fare la propria funzione. Se la Corte dei conti ha voluto aprire l’inchiesta è giusto che la faccia».
      - E ora?
      «Avrei bisogno del supporto del mio stesso partito. Invece lì ci sono visioni diverse. Non vorrei trovarmi da solo e che l’Italia dei Valori diventasse un partito come gli altri. Magari un partito delle tessere».
      - Lei è giovane e ancora studia. Farà il politico di professione?
      «No, assolutamente. È per questo che posso fare certe uscite».
      - Cosa farà da grande?
      «Sono un idealista, ho un’idea romantica della politica».
      - Quindi?
      «Oggi sono qui. Faccio politica finché non mi fanno perdere l’entusiasmo. Finché la gente mi vota».

      Paolo Pichierri

 

21 gennaio 2009, Il Messaggero Veneto, Regione

TRIESTE. Dopo l’opposizione al bonus, il consigliere regionale di Idv-Cittadini, Alessandro Corazza, va avanti con le sue proposte per una maggiore trasparenza nelel scelte del consiglio. Ieri in V commissione ha depositato la proposta di legge su una nuova disciplina delle nomine. «È importante che le nomine non siano più a disposizione esclusiva di chi vive nel Palazzo, ma che vengano assegnate secondo criteri di merito anche alle personalità della società civile», ha detto Corazza. La proposta fornisce precisi criteri di incompatibilità con le nomine. Sono esclusi, a esempio, i soggetti che hanno riportato condanne, anche non in via definitiva, per reati che prevedono una pena superiore nel massimo a cinque anni, per reati contro la pubblica amministrazione o per reati fiscali.

21 gennaio 2009, Il Messaggero Veneto, Regione

Convocato l’ufficio di presidenza dopo la denuncia di Corazza (Idv) di pressioni per essersi opposto ai benefit di fine anno

TRIESTE. Il caso bonus esplode. E dopo la denuncia di «intimidazioni» del consigliere Alessandro Corazza dell’Italia dei valori, interviene il presidente del consiglio regionale Edouard Ballaman, il quale convoca l’ufficio di presidenza per avviare un’inchiesta che «faccia chiarezza», dice. E mentre spunta un “pacchetto” di bonus raccolto nelle concitate ore delle votazioni in aula da un consulente del centro-destra, il presidente dell’aula annuncia che «questa cosa deve essere conosciuta effettivamente».
«Sinceramente - spiega Ballaman - non ho avuto modo di vedere un atteggiamento di questo genere. Non l’ho mai visto, nè in aula nè fuori. Ma è anche vero che non posso fare da guardia del corpo dei consiglieri». Probabilmente interpretando l’umore di tanti, Ballaman rileva che «è strano che ci si svegli con accuse di tali gravità a distanza di un mese. Che siano avvenute o che siano state solo dette, sono cose estremamente gravi: quindi ci dev’essere, sul caso, un’attività di tutto l’ufficio di presidenza». Il presidente leghista rimarca che «se l’atteggiamento fosse accaduto e fosse comprovato, sicuramente verrebbe duramente sanzionato. Quindi va fatta chiarezza». Il giorno dopo la denuncia, intanto, il telefono di Corazza ha squillato più del solito. «Ho ricevuto buoni riscontri - dice - ma non dai politici».
Corazza, al momento di spendere il famoso bonus di Natale, ha invece criticato la scelta. E la denuncia del consigliere ventottenne è diretta: in consiglio, racconta, «c’è un po’ di nonnismo». Sembra di stare in una «torre d’avorio. Dovrebbe essere normale parlarne, invece c’è una certa paura. C’è omertà. E io dovrei stare zitto? Parlare di queste cose danneggia l’immagine del consiglio regionale? Ma sono io che devo tacere, o gli altri che non devono fare queste cose, per non danneggiare l’immagine?». La politica è compromesso: «Il rischio - continua - è che le ripercussioni personali vadano a toccare anche le proposte politiche».
Un altro tassello si aggiunge intanto alla ricostruzione delle febbrili ore in cui si è votata la Finanziaria. E alcuni consiglieri rivelano che un “consulente” vicino al Pdl, così lo definiscono, avrebbe affiancato il relatore di maggioranza nella «raccolta» delle indicazioni. Ora il pacchetto sarebbe finito nelle mani dei vari assessori, che saprebbero esattamente a chi dare questo e a chi dare quello.
Infine, ancora numeri. Fino a pochi giorni fa, la cifra del bonus conosciuta da tutti era di 4,9 milioni di euro. A correggere, in rialzo la cifra, ci pensa però il bilancio pubblicato sul Bur. Solo le «poste puntuali», una parte che potrebbe essere irrisoria, rispetto al valore complessivo del bonus, valgono oltre 16 milioni di euro. Non è difficile immaginare che i fondi ‘nascosti’ siano almeno altrettanto. I consiglieri di oggi, infatti, finanziano associazioni e parrocchie non per un anno, bensì per ventenni: la Finanziaria del 2020, per dire, dovrà finanziare ancora con 40 mila euro l’area pedonale di San Pietro al Natisone. Ma a dicembre 2009 i consiglieri finanzieranno altre parrocchie, aumentando così la spesa a dismisura. E così continueranno a fare, se nulla li bloccherà, nel 2010, e via così.
Beniamino Pagliaro

 20 gennaio 2009, Il Messaggero Veneto, Regione

E il consigliere dell’Italia dei valori Corazza denuncia «intimidazioni dai colleghi solo perché ho detto no»

TRIESTE. Il bonus c’è. Eccome. Dal bilancio appena varato trapelano i primi numeri. E che numeri: si tratta di almeno 12 milioni di euro nell’articolo 3, per la gestione del territorio e 4 milioni e mezzo tra cultura e sport. Fondi che finanzieranno per ventenni, associazioni, oratori, enti, parrocchie e comuni amici. Basta sfogliare la Finanziaria 2009 del Friuli Venezia Giulia. E mentre il centrodestra sceglie il silenzio, sulla questione, un consigliere dell’Italia dei Valori eletto ad aprile, Alessandro Corazza, rivela di aver subito delle intimidazioni, proprio perché si era dichiarato contrario all’uso del bonus.
Le famose «poste puntuali», versione burocratica del bonus natalizio che a fine anno finanzia qua e là senza passare per le pratiche delle leggi di settore, sono vive e vegete. Come funziona il meccanismo? E’ semplice: prendiamo un ente che viene finanziato con 25 mila euro per 20 anni. Perché, pur esistendo un capitolo specificio per quel tipo di ente, sia esso associazioni o parrocchia, in questo caso si sceglie la via diretta? Sta tutto nella decisione di uno o più consiglieri.
Di esempi ce nè: alla Parrocchia San Giorgio di Pordenone, per esempio, qualche consigliere ha scelto di donare un mosaico. Costo? 50 mila euro. A Roveredo in Piano, invece, 400 mila euro in dieci anni per nuovi uffici del comune e dei campi da tennis. La lista continua: e quelli in evidenza sono solo, per ora, i commi del bilancio “in chiaro”, ovvero quelle poste in cui il destinatario della somma è scritto a chiare lettere. Una buona parte del bonus, aveva spiegato ieri il consigliere di Rifondazione Roberto Antonaz, «verrà spartita al momento del riparto dai vari assessorati».
I consiglieri regionali non hanno troppa voglia di parlare del loro bonus. Qualcuno, però, racconta. «Durante la Finanziaria - dice Mauro Travanut (Pd) - ci furono momenti di tensione in aula, tanto che fu convocata una riunione dei capigruppo. E proprio allora - continua - i capigruppo del centrodestra hanno ripetuto: “Nessuno ha mai detto che il bonus sarebbe stato cancellato”, smentendo Tondo». Ieri però, l’assessore al Bilancio Sandra Savino aveva garantito al Messaggero che «il bonus non c’è». «E’ sbalorditivo - dice dunque Travanut - che proprio l’assessore al Bilancio sostenga la tesi opposta al capogruppo del Pdl. Non si sono parlati? La Savino non sa cos’è successo? In questo modo - conclude - l’assessore dichiara di essere disinformata».
La polemica cresce, dunque, e Alessandro Corazza, consigliere dell’Italia dei Valori, rivela di aver subito addirittura «intimidazioni» dai colleghi in aula: «Dall’inizio mi ero detto contrario al bonus e infatti non l’ho usato. Proprio per questo ho subito delle intimidazioni. Andare a toccare gli interessi di molti consiglieri è una cosa molto delicata». Dice Corazza: per molti consiglieri «quella del bonus è l’unica chance per coltivare il proprio elettorato». Ancora: «Ho avuto un po’ di paura, qualcuno è venuto a gridarmi, mi ha urlato in faccia, in aula. Poi sono andati a chiedere al mio capogruppo di bloccarmi, mi hanno fatto capire che non dovevo occuparmi di questa cosa». Racconta ancora Corazza: «Non volevo uscire pubblicamente su questa cosa, ma sono rimasto scandalizzato dalla Finanziaria, mi pare una schifezza».
Beniamino Pagliaro





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