2009 Febbraio at

Archive for Febbraio, 2009

E’ scontro suol ruolo del presidente della Regione nel caso intecettazioni. I consiglieri di Idv e Cittadini, Piero Colussi e Alessandro Corazza, fanno spuntare dagli archivi la delibera di giunta che istituì il Noava nell’ottobre 2002. La  firma su quella delibera è dell’allora presidente, Renzo Tondo, e dell’allora assessore Danilo Narduzzi, oggi capogruppo della Lega Nord. «Come potevano non sapere?», si chiedono i consiglieri di opposizione.

Sul piano politico il Gruppo consiliare ha annunciato che presenterà una mozione da discutere nella prossima seduta del Consiglio regionale. Sulla questione era intervenuto nuovamente anche il senatore Saro rendendo noto attraverso la stampa di aver depositato una terza interrogazione al ministro della Giustizia Angelino Alfano. «Adesso, però, basta far melina. Se, come fa intendere, il senatore Saro sa chi e come è stato intercettato illegalmente, allora è arrivato il momento che vada alla Procura della Repubblica per l’apertura di un fascicolo che faccia piena luce su quella che appare come una struttura operante al limite, se non addirittura oltre la legge. Anche il presidente Renzo Tondo deve avvertire l’esigenza di fare immediata chiarezza e di andare oltre l’intenzione, pur condivisa ma ancora insufficiente, di chiudere il centro d’ascolto. Siamo convinti che non debba restare nulla di non detto o di nascosto, nessuna ombra, su una vicenda che ha riportato alla nostra memoria anni bui del passato e che debba quindi essere aperta una inchiesta, anche interna, per spazzare via  i sospetti che stanno inquinando pesantemente la vita della Regione. Se infatti in questa struttura, dipendente dalla Regione, ci sono state deviazioni dai compiti istituzionali e se sono stati compiuti degli illeciti, immediati e severi devono essere i provvedimenti da assumere per ripristinare la legalità interna e le funzioni istituzionali del servizio.
 

“Una richiesta urgente – hanno concluso - motivata anche dalla sproporzione fra i costi sostenuti (sette forestali a tempo pieno senza limiti di straordinari, con automezzi a disposizione, attrezzature sofisticate, più sedi sul territorio…) e i risultati ottenuti in questi sei anni di attività, da questo nucleo extra apparato che si trova alle dirette dipendenze del Direttore centrale delle risorse agricole, naturali e forestali”.

Leggi l’articolo del Messaggero Veneto.

Report sulla visita alle istituzioni europee

La sede del Consiglio delle Regioni, a Bruxelles

La V Commissione del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, competente in materia di rapporti esterni e con l’Unione Europea, si è recata a Bruxelles dal 10 al 12 febbraio per conoscere le strutture regionali presenti in loco e le attività di interesse regionale che svolge l’UE, al fine di predisporre il documento di indirizzo della Giunta regionale in materia di politiche internazionali della Regione.

L’Ufficio di collegamento di Bruxelles
La Regione Friuli Venezia Giulia è presente nella capitale europea con un ufficio, formato da cinque funzionari, che assicura i rapporti tra la nostra regione e le istituzioni comunitarie. In questo suo compito è capofila di tutte le regioni italiane e, nell’ottica di dare maggiore concretezza all’euroregione, divide la sede con la rappresentanza della Carinzia, affiancata dall’Istria e dal Cantone di Sarajevo.

Il padre dell’ERASMUS
Il sopralluogo ha permesso ai Consiglieri di conoscere il dr. Domenico Lenarduzzi, Direttore generale onorario della Commissione Europea e fondatore dell’ERASMUS, il progetto europeo che permette ogni anno a 160.000 studenti universitari di fare una formativa esperienza di studio all’estero. Lenarduzzi, forte dei suoi 74 anni di esperienza, 54 dei quali passati a Bruxelles, ha contribuito alla stesura di due documenti: “L’Europa dei cittadini” e “L’Europa della conoscenza”, uniformando in tutta Europa simboli e procedure, abolendo le frontiere, favorendo la mobilità di cittadini e merci, promuovendo la formazione continua e l’apprendimento delle lingue: conquiste che sebbene oggi sembrino scontate, una volta rappresentavano una barriera insormontabile.

La Rappresentanza permanente d’Italia presso l’UE
La prima giornata si è poi conclusa nella sede della Rappresentanza permanente d’Italia presso l’Unione Europea (ItalRap) che ha un ruolo di raccordo tra Italia e UE e fa attività di lobbing per tutelare gli interessi italiani, contribuendo -laddove possibile- ad indirizzare le Direttive e i Regolamenti europei in senso maggiormente favorevole.

Il Comitato delle Regioni e il GECT
Il ponte sul fiume Guadiana che collega Spagne e PortogalloLa seconda giornata si è aperta nella sede del Comitato delle Regioni (CdR), organo consultivo (i cui pareri sono però spesso obbligatori) che riveste un ruolo propulsivo in materia di cooperazione transfrontaliera. E’ uno dei principali sostenitori politici del GECT (gruppo europeo di cooperazione territoriale), strumento giuridico europeo che consente ad autorità territoriali (Regioni, autorità locali o nazionali, organismi di diritto pubblico o associazioni) di due o più Stati di istituire gruppi di cooperazione con personalità giuridica, finanziati dall’UE, per organizzare -ad esempio- servizi di trasporto o sanità transfrontalieri. Introdotto il 5 luglio 2006 dal regolamento (CE) n. 1082/2006 del Parlamento Europeo e del Consiglio, è stato già adottato da una dozzina di Stati membri (per l’Italia bisognerà invece aspettare almeno sei mesi ancora) e tra i primi progetti in fieri è presente il GECT ”Euroregion Alpes-Mediterraneé” formato da Piemonte, Liguria, Valle D’Aosta, e dalle Regioni francesi della Provenza-Alpi-Costa Azzurra e Rodano-Alpi.

Un ruolo sempre maggiore per l’UE
Gli incontri avuti con alcuni Europarlamentari e deputati italiani presenti a Bruxelles hanno evidenziato come ormai l’80% delle decisioni che ricadono sulla nostra testa siano assunte dall’UE, attraverso le sue istituzioni. Delle tre procedure che l’UE ha per operare (co-decisione, consultazione e consenso) la co-decisione è la più usata e permette alla Commissione Europea di coinvolgere il Consiglio dei Ministri e successivamente il Parlamento Europeo che, attraverso propri emendamenti, può influenzare notevolmente il processo legislativo, assumentosi un ruolo sempre più determinante nello scacchiere europeo.

Take a week to change tomorrow
Il sopralluogo ha fornito inoltre l’occasione per partecipare a qualche sessione della terza edizione della “settimana dell’energia sostenibile” che si tiene annualmente a Bruxelles. In tempi di crisi economica è significante il segnale dato dal Consiglio d’Europa che ha confermato l’obiettivo della Commissione Europea di diminuire le emissioni di anidride carbonica del 20%, aumentare l’efficienza energetica del 20% e di incrementare del 20% l’uso di fonti rinnovabili, il tutto entro l’anno 2020. Uno impegno europeo da portare anche nella nostra Regione!

 

Il Messaggero Veneto, 2 febbraio 2009, Pordenone

Giovanni De Lorenzi è il nuovo coordinatore provinciale di Italia dei Valori. E’ stato eletto, al congresso di ieri, col 71 per cento dei voti. Il consigliere regionale Alessandro Corazza, intanto, annuncia la costituzione di un’associazione «che ristabilisca regole e valori».
Non sono piaciute, al giovane consigliere regionale Corazza, le modalità con le quali si è arrivati ai congressi, con l’esplosione delle tessere e con il movimento diviso. Tanto che, pur restando in Italia dei Valori, annuncia, subito dopo il congresso (vinto comunque dal candidato che ha sostenuto) presieduto dall’onorevole Ivan Rota, un’associazione «per tenere in contatto tutte quelle persone che credono nella democrazia e nei valori del movimento». Compito del neocoordinatore De Lorenzi, 53 anni, sindaco di Erto e Casso dal 1983 al 1993, ex Dc della componente morotea, attuale presidente di Longarone Fiere e già candidato alle regionali, sarà quello di ricomporre la frattura interna: a lui sono andati 63 voti, pari al 71 per cento, allo sfidante Manuel Giacomin, 32 anni, di Sacile, 25 voti, pari al 29 per cento. «Fino a giovedì non pensavo a questo impegno – ha spiegato il neocoordinatore – ovvero fino a quando i giovani mi hanno chiesto la disponibilità. Metterò in campo la mia esperienza per una squadra di giovani, auspicando che si arrivi al prossimo congresso con una mozione unitaria». Ha ricordato la sua prima elezione alla fiera di Longarone: «Ottenni 33 quote su 65: un blitz. Alle successive due votazioni ho ottenuto l’unanimità. Lavorerò per un partito forte, collaborando anche con la minoranza interna». Minoranza che incassa e fa i complimenti al vincitore e al lavoro del garante, l’onorevole Carlo Monai.
Il partito ritrova l’unità? Alessandro Corazza, che aveva contestato l’accelerazione sui congressi, resta prudente: «Non mi interessava di vincere o perdere, ma il rispetto delle regole. Avrei preferito maggiori garanzie per tutti. Ora auspico si arrivi a un codice etico».
L’assemblea ha cominciato a votare con un quarto d’ora di ritardo, perché venivano contestati 3 nomi inseriti tra i votanti a penna, «all’ultimo minuto» e 2 di una coppia non registrata, ma presente. Poi il via alla conta, con il risultato ampiamente maggioritario di De Lorenzi. Con lui saranno nel coordinamento provinciale Andrea Bruscia, Fabio Gasparini, Nicola Pissas, Fabio Piva, Sara Sanviti, Luigi Smiroldo, Roberta Milazzo e Angelo Gnan; per la minoranza, Manuel Giacomin, Simone Bortolan, Alessandra Fonti ed Edoarda Mazzoli.

Enri Lisetto





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