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Il Messaggero Veneto, 31 marzo 2009, Attualità

UDINE. E’ stata consegnata ieri, nelle mani della vicepresidente della Camera Rosy Bindi, dall’onorevole Carlo Monai, dai consiglieri regionali Alessandro Corazza e Enio Agnola la petizione sottoscritta da oltre duemila firme con la quale si chiede che gli studenti del Fvg possano continuare ad usufruire del tempo pieno.
«L’onorevole Bindi – ha riportato la delegazione dell’Idv – ha sottolineato come la scuola esca indebolita dai tagli apportati dalla riforma soprattutto in una regione come il Fvg dove è molto alta la percentuale dei giovani immigrati e dove l’organizzazione del tempo pieno rappresenta un elemento importante verso l’integrazione».
Per i cittadini che hanno sottoscritto la petizione e, in primis per i genitori degli alunni del Circolo didattico di Aquileia che hanno dato il via alla raccolta di firme, il tempo pieno, che in regione vanta un’esperienza più che trentennale, risulta un modello di scuola in grado di rispondere qualitativamente e flessibilmente alle sempre più numerose necessità dell’utenza e del contesto socio-economico, permettendo di suddividere la classe in gruppi meno numerosi per attività di recupero e potenziamento, di proporre laboratori e attività a classi aperte che possono arricchire le conoscenze degli alunni attraverso una pluralità di attività e iniziative.
Per i firmatari, infatti, questo tipo di organizzazione scolastica risponde alle necessità sempre più complesse delle nuove generazioni, che si trovano a vivere in un contesto sociale in rapido mutamento: vedasi le condizioni del lavoro femminile, con la necessità di conciliare lo stesso con l’impegni familiari; la presenza sempre più diffusa di alunni stranieri; l’aumento delle problematiche legate alle dinamiche dei nuclei familiari (separazioni, divorzi); l’aumento significativo dei casi di disagio conclamato e/o latente.
 

Da diversi anni, sulle piste delle stazioni sciistiche regionali, durante la tarda stagione invernale e all’innalzarsi delle temperature, in occasione di gare di sci di particolare importanza viene fatto ricorso massiccio allo spargimento di sostanze chimiche per contrastare lo scioglimento della neve. Lo scopo è quello di mantenere il più possibile una sufficiente compattezza del manto nevoso. La sostanza chimica più utilizzata in questi casi è il solfato ammonico, un fertilizzante agricolo azotato di sintesi contenente circa il 20% di azoto, che è causa di eutrofizzazione delle acque.

“Venuti a conoscenza di questa pratica – hanno spiegato i consiglieri regionali Alessandro Corazza ed Enio Agnola (IdV-Citt) - abbiamo deciso di interpellare la Giunta regionale per sapere se non ritenga opportuno, in considerazione dell’attuale fase della stagione sciistica, dare immediate disposizioni alla Promotur, la società che gestisce gli impianti, di limitare fortemente o, più in generale, di impedire l’uso dello spargimento di sostanze chimiche inquinanti sulla neve nelle stazioni sciistiche della Regione.”

“Va considerato – hanno continuato i consiglieri -  che le sostanze fertilizzanti azotate in condizioni di totale assenza di assorbimento e assimilazione da parte delle piante - come d’inverno, durante il riposo vegetativo – si distinguono per la loro elevata mobilità che risulta peraltro esaltata se riferita ad ambienti di tipo carsico tipici del nostro territorio. Inoltre, a valle delle aree sciistiche, sono presenti opere di presa per il rifornimento di acquedotti pubblici”.

“L’eutrofizzazione del Mare Adriatico - e, per quanto riguarda più specificamente la nostra regione, della Laguna di Grado e di Marano - sono fonte di particolari provvedimenti normativi volti a contenere gli apporti azotati derivanti dall’attività agricola e zootecnica. Ci sembra quindi particolarmente importante intervenire per non aggravare una situazione già di per sé complessa”.

Per il vicecapogruppo Alessandro Corazza, l’Italia subisce un grave ritardo strutturale che mette il nostro paese e la nostra regione in una posizione di maggior difficoltà d’uscita dalla crisi. Al fianco degli opportuni interventi economici e sociali già evidenziati dai colleghi durante il dibattito consiliare e che mirano a dare soluzioni nel breve periodo, Corazza pone l’esigenza di investire in incubatori d’impresa (start up) che, grazie anche ad un maggiore sostegno finanziario da parte delle banche rispetto a quello fino ad oggi dato, favoriscano la nascita di nuove aziende e quindi nuovi posti di lavoro che rappresentano l’unica vera risposta alla disoccupazione. In questo senso è ancora più urgente investire in infrastrutture tecnologiche, abbattendo il digital divide e promuovendo la diffusione della banda larga, perché ciò significherebbe creare nuovi mercati e quindi nuove possibilità di sviluppo di servizi e quindi di impiego.

Altre occasioni da cogliere sono quelle legate ai fondi dell’Unione Europea: il pacchetto clima-energia, che mira entro il 2020 ad una riduzione del 20% delle emissioni di anidride carbonica e ad un aumento del 20% dell’efficienza energetica e delle fonti di energia alternativa, rappresenta un’ulteriore possibilità di sviluppo per la nostra regione, oltretutto con il vantaggio dell’ecosostenibilità. Una strada da percorrere senza ulteriori ritardi.

Non ci sto a vedere approvata dalla V commissione la proposta di legge 31 concernente interventi per il sostegno delle associazioni combattentistiche e d’arma. Vi spiego il perchè.

Soltanto sette giorni fa l’Aula del Consiglio regionale aveva stralciato questo tipo di associazioni da una analoga Proposta di legge: la legge n. 30 infatti, che disciplina i contributi alle associazioni con finalità di mantenimento della memoria e della testimonianza storica, era stata emendata proprio all’art.1 lasciando fuori le associazioni d’arma tra le tipologie di associazioni che avrebbero beneficiato dei contributi. Ora vengono invece “ripescate” in maniera forzosa e poco rispettosa del giudizio già espresso dall’Aula.

A questo punto quindi si pone una questione di metodo: come Consiglieri regionali dobbiamo porci delle regole e rispettarle senza forzare la mano su alcune questioni sulle quali, sebbene stiano particolarmente a cuore ad alcuni Consiglieri, il Consiglio, il cui giudizio è sovrano, si è già espresso. Un punto su cui, al di là della specifica proposta di legge, si deve riflettere. Penso che queste questioni  vadano affrontate con la giusta serietà. Se si continua a proporre un principio già bocciato dall’aula consiliare dobbiamo prendere atto che siamo davanti ad una mancanza di rispetto della democrazia. Giorno dopo giorno assistiamo sempre più frequentemente a livello nazionale ad un attacco forte ai principi della Costituzione, primo tra tutti l’indipendenza della magistratura, che dovrebbero essere invece scontati e insindacabili in uno Stato di Diritto, e questo è frutto di una deriva illiberale e antidemocratica sempre più presente nella politica italiana e che trova sfogo anche nel continuo ed eccessivo ricorso ai Decreti Legge fatto dal Governo che togliendo sempre più spazio politico al Parlamento.

Non vorrei che lo stesso indirizzo “culturale” venisse impresso anche in questo Consiglio regionale e su questo tema vorrei che si aprisse una profonda riflessione.





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