2009 Giugno at

Archive for Giugno, 2009

Doccia fredda per Federica Seganti e per la legge regionale bandiera della Lega Nord sulla sicurezza bocciata dal Governo nazionale.  

“Tutto avremmo potuto immaginare – ha commentato il capogruppo in Consiglio regionale Piero Colussi (IdV-Citt) tranne che un Governo in cui la Lega ha un ruolo determinante bocciasse la legge bandiera dell’assessore regionale leghista. La Lega Nord ha costruito tutta la campagna elettorale sulla sicurezza e che ben sei punti vengano impugnati davanti alla Corte costituzionale è un risultato veramente pesante”.

“Quello che è successo era però prevedibile – aggiunge il vice capogruppo Alessandro Corazza – già in Aula e ancor prima in Commissione avevo portato all’attenzione dell’assessore l’incostituzionalità di alcuni punti. E questo è esattamente quanto è successo. Se l’assessore ci avesse ascoltato avrebbe evitato questo risultato poco edificante”.

“In qualità di relatore di minoranza della legge, infatti, - ha continuato Corazza - avevo proprio segnalato che le figure dei volontari per la sicurezza suscitavano perplessità tra i giuristi, ma non solo. Avevamo infatti ricordato che poiché con l’entrata in vigore del decreto legge n.11 del 13 febbraio 2009 in materia di sicurezza pubblica il quadro nazionale era in divenire, sarebbe stato opportuno procedere con meno fretta poiché era sicuramente rischioso andare a normare un contesto giuridico che tra meno di un mese avrebbe potuto subire delle variazioni a causa di una possibile non fedele conversione in legge del Decreto.”

Tra le criticità che il gruppo aveva segnalato e che hanno trovato conferma nella decisione del Governo, le così dette ronde, la volontà di armare la polizia locale, il sostegno finanziario ai volontari per la sicurezza.

“Dove il Consiglio regionale non è arrivato – hanno ripreso all’unisono Colussi e Corazza – ci ha pensato il Governo a fermare questa maggioranza. Ora – hanno concluso – l’assessore Seganti eviti di esporre la Regione ad un contenzioso con il Governo per una legge illegittima costituzionalmente. Sospenda l’iter dei regolamenti attuativi e ci ripensi così come è stato fatto anche per la legge di tutela della lingua friulana. Non c’è nessuna fretta, e la prossima volta al rincorrere il proprio elettorato anteponga piuttosto la responsabilità per il ruolo che riveste”.

Un abuso al giorno toglie il codice d’intorno : 2009-06-24
Parentopoli in Friuli
(dal sito di Radio24) Parte dalla mail di un ascoltatore giunta in redazione nei giorni scorsi l’inchiesta di oggi su presunte anomalie che sarebbero ascrivibili all’Assessore al Personale del Friuli Venezia Giulia. Questi avrebbe favorito, sempre secondo quanto scritto nella mail e in alcuni articoli recentemente apparsi sulla stampa locale, alcuni familiari nell’assunzione presso alcuni enti che fanno capo alla Regione. Ne parliamo con Alessandro Corazza, membro del Consiglio Regionale e autore assieme ad altri consiglieri di alcuni atti di interpellanza depositati in Regione.

ASCOLTA LA PUNTATA

Il periodo di crisi che stiamo vivendo significa anche per molte persone non riuscire più a far fronte alla rate del mutuo contratto per l’acquisto della prima casa. Il gruppo Italia dei Valori – Cittadini aveva già fatto inserire nella così detta legge anticrisi un ordine del giorno che impegnava la Giunta ad attivare ogni misura per fronteggiare questa problematica  individuando adeguate risorse in sede di assestamento di bilancio. Quel momento è perciò arrivato e proprio oggi, in IV Commissione, dove ho riportato all’attenzione dell’assessore Lenna l’impegno assunto in sede di approvazione della legge anticrisi.

La Giunta regionale ha istituito un fondo per l’edilizia residenziale creato con gli incassi che la Regione percepisce dalle sanzioni amministrative pagate da chi ha percepito dei contributi per l’edilizia agevolata senza però averne i requisiti. Il mio suggerimento è che questo fondo venga utilizzato per aiutare quei cittadini che a causa della perdita del lavoro o di accesso agli ammortizzatori sociali non riescono a far fronte al pagamento del mutuo e che per questo rischiano di vedersi pignorata la casa.
L’assessore Lenna ha risposto dicendo che su questo specifico argomento i fondi saranno previsti nella prossima Finanziaria. Questo significa gennaio e sarà troppo tardi vista la situazione che attualmente stanno vivendo molti lavoratori della nostra regione. L’utilizzo di questo fondo, da subito, è un modo concreto per aiutare tutte quelle famiglie di lavoratori che sono le fasce più bisognose della società e che stanno subendo le pesanti conseguenze dell’attuale crisi economica. 
 

Si è trattato di un convegno molto partecipato e fortemente sentito quello organizzato  a Casarsa della Delizia dal gruppo Consiliare regionale dell’Italia dei Valori-Cittadini sul tema dell’istituzione di un Garante per l’infanzia e l’adolescenza in Friuli Venezia Giulia. La tavola rotonda coordinata dal presidente del gruppo consiliare Piero Colussi che ha visto, dopo il mio saluto in qualità di Vicepresidente del gruppo, la partecipazione dell’Assessore alla cultura e famiglia Roberto Molinaro, dell’esperta Fabia Mellina Bares, della rappresentante dell’Unicef-Italia Chiara Curto, dell’Ufficio del Tutore dei Minori del Veneto rappresentato da Chiara Drigo e dai referenti per il Friuli Venezia Giulia del PIDIDA Luigi Piccoli e Dario Barattin rappresentando la prima occasione di confronto pubblico sull’omonima proposta di legge sottoscritta nell’aprile scorso dall’intera opposizione.

Fabia Mellina Bares nel tratteggiare la cornice legislativa sull’introduzione in Italia di questo istituo di garanzia ha evidenziato i rischi sempre più presenti oggi di una retorica e della conseguente banalizzazione dei diritti dell’infanzia, richiamando la necessità di terzietà di questa figura, autonoma e indipendente rispetto alla politica, ma al completo servizio dei minori.

Sulla stessa lunghezza d’onda Chiara Curto che, dopo aver informato i presenti sullo stato di avanzamento in Parlamento della legge per l’istituzione del Garante Nazionale per l’Infanzia come prevedono le convenzioni internazionali sottoscritte anche dal nostro Paese, ha ricordato il lavoro positivo svolto dall’Unicef con la Regione Lombardia che lo scorso mese di marzo ha votato una legge per l’istituzione della figura del garante regionale. Luigi Piccoli e Dario Barattin dopo aver espresso un sostanziale giudizio positivo sulla proposta di legge n.61, definita “un buon punto di partenza”, hanno espresso forti perplessità riguardo la decisione della maggioranza regionale di sopprimere – anche se temporaneamente – la figura del tutore, lamentando una scarsa attenzione del presidente Renzo Tondo alle varie richieste di chiarimento inoltrate dal coordinamento Pidida negli ultimi mesi. Molto applaudite anche le parole di Chiara Drigo – che sostituiva il prof. Lucio Strumendo – che ha illustrato il lavoro svolto in quella regione dal tutore dei minori in un ottica di ascolto e di dialogo, finalizzato a garantire l’effettivo godimento dei diritti da parte dei bambini e delle bambine. Un lavoro quello svolto dal Tutore della Regione Veneto contraddistinto da uno spiccato spirito di sussidiarietà e impegnato a richiamare ogni soggetto alle proprie responsabilità: azione resa possibile proprio dall’assoluta autonomia politica di cui gode questa istituzione.

Nel suo intervento l’Assessore Molinaro ha prima ricordato il clima in cui – circa un anno fa in Consiglio regionale – nacque l’ipotesi di chiudere con l’esperienza del Tutore dei Minori: “all’inizio prevale sempre il bisogno di cambiare tutto, ma nel programma elettorale del Presidente  Tondo, in realtà, questo scelta non c’era, non era stata prevista”. Ha poi riferito che ancora a livello di maggioranza non è stata assunta nessuna decisione sul futuro di questa figura, anticipando, però, che entro poche settimane è sua intenzione presentare in Giunta una proposta al riguardo. Proposta che dovrebbe prevedere un incardinamento all’interno del Servizio alla famiglia di questo ruolo. Il consigliere Piero Colussi dopo aver ringraziato l’Assessore Molinaro per aver accetto l’invito al confronto, anche a rischio di essere criticato da alcuni consiglieri del centrodestra, ha rimarcato la necessità di superare l’attuale situazione di incertezza, esprimendo un giudizio fortemente negativo sul fatto che ancor oggi a svolgere il ruolo di Tutore dei Minori sia il Presidente Edouard Ballaman, il quale condivide, purtroppo, senza riserve le prese di posizione della Lega Nord contro i diritti dei minori immigrati dimostrando in questo modo di non poter svolgere imparzialmente il ruolo di Garante dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.

A conclusione dei lavori, dopo due ore e mezza di intenso confronto, l’auspicio unanimemente condiviso dai partecipanti è stato quello che il prossimo mese di novembre in concomitanza con i 20 anni della Convenzione sui Diritti dell’infanzia di New York approvata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite la  Regione Friuli Venezia Giulia sia in grado di approvare una nuova legge istitutiva della figura del Garante per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza e metta fine all’attuale anomala situazione di temporaneo “congelamento” del vecchio istituto del Tutore dei minori previsto, fra i primi in Italia, fin dal 1993.
 
PER CONTRIBUIRE CON IDEE, OPINIONI, SUGGERIMENTI SU QUESTO TEMA E’ STATO APERTO UN CANALE D’ASCOLTO: SCRIVETE A italiadeivalori.cittadini@gmail.com

 

Chiara Drigo e Dario Bigattin
 
Alessandro Corazza introduce il convegno
 
Piero Colussi e Chiara Curto
 Dario Bigattin e Chiara Drigo

FAC SIMILE scheda referendaria NON ATTINENTE al presente referendumPremetto innanzitutto che questa legge elettorale per l’elezioni del Parlamento italiano (Camera e Senato) andrebbe cambiata in fretta, a prescindere dall’esito che avrà il referendum, per rimettere la possibilità all’elettore di eleggere direttamente il proprio rappresentante (con collegi uninominali) o per dargli la possibilità di scegliere esprimendo una preferenza. Oggi, così com’è, la legge elettorale è simile alle liste fasciste in cui il partito decideva di fatto gli eletti.
Personalmente ritengo che gli appelli a boicottare il referendum -affinché non raggiunga il quorum- non siano opportuni. Il referendum è l’unico strumento previsto dalla Costituzione che resta in mano ai cittadini per abrogare direttamente ciò che i partiti producono di "sbagliato". Dequalificare così un tale strumento non è opportuno, sopratutto in questo momento storico di crisi delle istituzioni e considerando che in futuro potremmo averne davvero bisogno.
Entrando nel merito dei TRE quesiti referendari, ritengo che ai PRIMI DUE sia opportuno votare NO per evitare che un partito con la maggioranza relativa si trovi ad avere la maggioranza dei voti in Parlamento: sarebbe un profilo assimilabile a quello della dittatura del partito di maggioranza, consci anche del fatto che oggi i Parlamentari non hanno quell’indipendenza di mandato che avevano in passato, dato che sono stati eletti per "nomina" delle segreterie di partito e non per il numero delle loro preferenze personali.
Al TERZO QUESITO, che vieta le candidature multiple (cioè in più di un collegio), ritengo che sia opportuno votare SI’ per togliere l’ennesima possibilità alla partitocrazia di scegliere chi deve subentrare in Parlamento, cosa che avviene quando il primo degli eletti (candidato in più collegi) esercita discrezionalmente l’opzione per un collegio invece che per un altro in base a chi è il candidato che gli subentrerebbe.
Comprendendo che molti che sono contrari ai primi due quesiti del referendum temono che sia più opportuno astenersi dal voto invece che compartecipare al raggiungimento del quorum recandosi alle urne per votare NO, il mio consiglio è quello di RITIRARE ALMENO LA SCHEDA DEL TERZO QUESITO e votare SI’. Così almeno togliamo ai partiti uno strumento per decidere ciò che spetta ai cittadini.

Lo scorso 17 giugno i lavoratori della Luvata di San Vito al Tagliamento sono venuti a Trieste, davanti al Consiglio regionale, per manifestare per il grave stato di crisi dell’azienda e contro la sua chiusura. Voglio esprimere a loro la mia completa vicinanza e solidarietà per una situazione che rischia di trasformarsi in una vera e propria tragedia sociale per loro e per le loro famiglie. I lavoratori hanno presidiato la zona intorno al Consiglio Regionale e lanciando richieste d’aiuto tramite slogan. Da parte mia, posso assicurare loro la disponibilità a mantenermi costantemente informato sulla situazione e sui suoi sviluppi, ribadendo la mia contrarietà all’annunciata chiusura dello stabilimento che dà lavoro a 150 persone.

Nella recente legge così detta anticrisi votata dal Consiglio regionale sono stati stanziati fondi aggiuntivi per gli ammortizzatori sociali per venire in aiuto alle aziende e ai lavoratori che si trovano sempre più difficoltà. Un aiuto importante, peraltro, potrà venire anche dai contratti di solidarietà, fortemente voluti dal nostro Gruppo consiliare.





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