2009 Settembre at

Archive for Settembre, 2009

 Anche "Il Messaggero Veneto" stava indagando sulla vicenda. Ieri si è saputo che il viaggio è stato cancellato, e oggi la notizia è finita in prima pagina dell’edizione nazionale del quotidiano del gruppo Espresso. Qui di seguito riporto il testo dell’articolo di Anna Buttazzoni.
 
Era il sogno americano. Si è infranto sui principi di trasparenza del dipetrista Alessandro Corazza. Che al grido “Mamma Regione, ma quanto ci costi?”, è riuscito a stoppare, almeno per il momento, un viaggio di una settimana tra New York e Washington per una decina di consiglieri della I commissione.
Da qualche settimana nei corridoi di palazzo, non si parlava d’altro. Di un viaggio, ideato dal gruppo di consiglieri che nello specifico si occupa di bilancio e programmazione, finanze, imposte e tributi, per imparare il sistema fiscale americano, è stata una delle ipotesi. Oppure, per capire e studiare l’origine della crisi mondiale, così da meglio prepararsi alla realizzazione della Finanziaria regionale. Gli obiettivi, insomma, sembravano fumosi, eppure la “missione americana” s’avvicinava, perchè gli uffici erano pronti a realizzare la necessaria delibera con costi e motivazioni, ma anche a prenotare biglietti aerei e camere d’albergo. Un documento ufficile che invece è stato annullato e che, dicono fonti autorevoli, non si farà più. Il motivo? L’incalzare di Corazza che ha chiesto di conoscere ogni dettaglio del viaggio, minacciando di rendere pubblico lo spreco, se di spreco si fosse trattato.
La richiesta dell’autorizzazione all’iniziativa è ufficiale ed è stata recapitata all’ufficio di presidenza del Consiglio regionale. Il viaggio era organizzato per sette giorni, dal 14 al 20 ottobre. La spesa ipotizzata, suppergiù quattro mila euro a testa, tutto incluso, viaggio e pernottamento. Il numero di consiglieri, invece, oggi più che mai è imprecisato. Perchè in commissione siedono 17 componenti e una decina aveva dato un’informale adesione al viaggio, un esponente per gruppo consiliare. Ma oggi più d’uno è pronto a chiamarsi fuori, a giurare che non sarebbe partito, «perchè no, qui ho molto da fare».
«Non mi interessa il populismo – spiega Corazza –, ho agito con il massimo rispetto istituzionale chiedendo delucidazioni su un’iniziativa di cui non avevo chiare le finalità e preavvertendo i colleghi che, se mi fosse sembrata più una vacanza a spese dei contribuenti che un sopralluogo serio, l’avrei denunciato pubblicamente».
Ma il caso è di quelli capaci di aprire giornate di veleni. Tanto che subito è arrivata, anonima, la replica: il capogruppo di Idv-Cittadini Pietro Colussi e Annamaria Menosso (Pd) sono a New York. Partiti domenica, rientreranno stasera dopo aver partecipato all’inaugurazione della mostra su Tina Modotti, voluta dal Consiglio regionale assieme a Cinemazero.
«Alcuni viaggi – prosegue Corazza –, come quello a Bruxelles a cui io stesso ho partecipato a febbraio, sono necessari per poter avere un chiaro quadro istituzionale e informativo nel quale operare, ma altri no. Il fatto che ora la missione sembri annullata, mi porta a credere che a pensar male io abbia avuto ragione. Mi spiace per quei colleghi che avevano già programmato di partire, ma è il rispetto che ho per i cittadini e per questa istituzione – conclude Corazza – che mi impedisce di chiudere gli occhi davanti a certe cose sulle quali continuerò a vigilare fintanto che ne avrò la possibilità». E il sogno americano è rimandato.
 
(tratto dall’articolo di Anna Buttazioni, Messaggero Veneto del 23.09.09)
 

E’ ormai da diverso tempo che l’Ater di Pordenone è agli onori della cronaca per diverse inchieste giudiziarie.

A riaprire la "ferita" ci ha pensato il Consigliere Regionale dell’Italia dei Valori Alessandro Corazza, che ha presentato nei giorni scorsi un’interrogazione al Presidente della Regione Tondo per chiedere se non intenda attuare dei provvedimenti urgenti a fronte dalle situazione di grave illegalità nella quale versa l’azienda regionale di Pordenone. I fatti a cui fa riferimento il Consigliere dipietrista riguardano sia le indagini della Guardia di Finanza che avevano portato all’arresto di un dipendente e al sequesto di alcuni beni, sia alla “costola” denominata “Edilizia futura & territorio srl”, società che era stata costituita dalla stessa ATER con alcuni Comuni (Pordenone, Montereale, Casarsa, Cordovado, San Vito al T., Sesto al Reghena, Spilimbergo) allo scopo di costruire e vendere alloggi con l’obiettivo di calmierare così i prezzi di mercato e ora sciolta dalla stessa azienda a causa dei rilievi della Corte dei Conti.

La storia di quest’ultima società è stata a dir poco fallimentare. Su iniziativa dell’allora Presidente dell’Ater pordenonese Alberto Scotti nel 2002 nasceva “Edilizia futura & territorio srl”, un’operazione che sin dall’inizio era stata connotata da contenziosi legali con gli acquirenti, poche realizzazioni e piani mai decollati. Già la Corte dei Conti aveva richiamato la Regione affinché regolarizzasse la situazione e conseguentemente, l’8 maggio 2007, la Direzione Centrale dei Lavori Pubblici imponeva all’Ater di uscire dalla compagine societaria, rappresentando questa -di fatto- un doppione. “Questa operazione -ha aggiunto Corazza che aveva già sollevato la questione durante un Consiglio comunale di Pordenone dov’era stato però scaricato anche dallo stesso Sindaco– si configura come un’inutile sperpero di denaro pubblico consentendo, fra le tante cose, la duplicazione delle indennità degli amministratori: il già Presidente Alberto Scotti raddoppiava la sua indennità di circa 31.000 euro percepiti quale Presidente dell’Ater con quella di Presidente di “Edilizia futura & territorio srl” per più di 60.000 euro annui complessivi, e gli altri componenti del CdA dell’Ater -prima a maggioranza di centrodestra e poi di centrosinistra, in una ritrovata trasversalità di interessi- hanno goduto di analoghe duplicazioni”. Facendo un po’ di conti, salta agli occhi che le poltrone di questo carrozzone sono costate al contribuente ben 564.000 euro e che, anche per questo ingiustificabile esborso, la Procura della Corte dei Conti del Friuli Venezia Giulia ha citato in giudizio i vertici Ater.

Le prime risultanze dell’altra inchiesta, quella avviata dalla Guardia di Finanza, avevano portato all’arresto di un dipendente dell’Ater pordenonese, indagato per corruzione, e successivamente al sequestro di depositi bancari, titoli e di un’auto per oltre 250.000 euro con il coinvolgimento, per truffa e istigazione alla corruzione, di quattro rappresentanti delle società pordenonesi “Fioretto” e “Edil 90”. “La vicenda  risale a circa due mesi fa e alla luce di tutto quanto illustrato – ha concluso il consigliere dipietrista – è necessario che il Presidente della Regione intervenga per fare chiarezza: non è più tollerabile una simile situazione di diffusa illegalità e va riproposta con forza anche la questione morale nei confronti di chi deve essere nominato a gestire le aziende pubbliche. Davanti a questa grave situazione -rilancia il Consigliere- andrebbe anche ripensato l’assetto istituzionale dell’ente valutando l’effettiva utilità di avere un intero Consiglio di Amministrazione nominato su logiche spartitorie che non premiano il merito, in luogo, magari, di un solo, competente, Amministratore delegato. Su questa proposta il dibattito è aperto, ma tutti i partiti coinvolti in questa operazione dovranno ammettere le loro responsabilità e fare un passo indietro, anche per dare quel segnale di cambiamento della politica che i cittadini si aspettano”.

 

 La IV Commissione consiliare regionale, riunitasi il 10 settembre 2009, ha espresso parere favorevole unanime alla delibera di Giunta che ha per contenuto il protocollo regionale VEA per la valutazione della qualita’ energetica e ambientale degli edifici. Si tratta di un protocollo importante per il quale mi sento di esprimere compiacimento. Spiace pero’ constatare che il Protocollo sia stato licenziato quanto mai tardivamente dalla Giunta regionale che auspico recepisca il prima possibile i rilievi tecnici fatti in Commissione. Finalmente, con questo atto, anche il Friuli Venezia Giulia, attraverso un indirizzo volto al risparmio energetico e alla sostenibilita’ ambientale, da’ ora prova di una maggiore civilta’. 

Clicca qui per scaricare il protocollo VEA

 

IL PICCOLO, lunedì  8 settembre 2009, Pagina 13 - Trieste

«Un rigassificatore a Trieste senza la necessaria valutazione sull’impatto ambientale e senza discuterne con il territorio è criminale». Antonio Di Pietro, leader dell’Italia dei Valori, boccia senza mezzi termini il progetto di rigassificatore a Zaule. Ad esprimersi contro l’impianto di Gas Natural era stato in precedenza l’eurodeputato di Idv, Luigi De Magistris, che sul suo sito internet aveva esortato il Governo italiano a “fermarsi e riflettere”. De Magistris, ricordando le denunce degli ambientalisti su possibili omissioni e falsificazioni di informazioni tecniche, sostiene che «il Governo, in particolare il Ministero dell’Ambiente, sarebbe stato a conoscenza ma avrebbe scelto di coprire tali falsificazioni e omissioni». L’ex magistrato si chiede «se non sia opportuno non solo un intervento dell’autorità giudiziaria, che chiarisca se ci sono state o meno ‘taroccature’ della Valutazione di impatto ambientale, ma anche una riflessione da parte dell’esecutivo. Di fronte al timore che non siano rispettate leggi importanti fermarsi è un obbligo». Dal canto suo Di Pietro, secondo cui è necessario “ascoltare la Slovenia ma anche e soprattutto i cittadini”, ammette che “c’è bisogno di strutture per l’energia ma il Governo pensa soltanto all’approvvigionamento energetico e non alle conseguenze che gli impianti potrebbero comportare”. Il leader di Italia dei Valori era ieri a Trieste dove, insieme al deputato Carlo Monai, al coordinatore regionale Paolo Bassi e ai consiglieri regionali Enio Agnola e Alessandro Corazza, ha partecipato a un incontro pubblico all’Hotel Savoia dove ha presentato l’assemblea programmatica del partito che si terrà tra il 18 e il 20 settembre prossimi a Vasto e che darà il via al percorso che porterà ai congressi regionali e a quello nazionale, previsto per febbraio a Roma. «Noi ci proponiamo come alternativa al modello fascista, piduista e xenofobo del centro-destra. Noi vogliamo parlare di crisi e di come affrontare i problemi della gente” ha affermato Di Pietro. Tra le proposte avanzate dall’ex pubblico ministero di Mani Pulite c’è la riduzione di 5 punti del carico fiscale alle imprese, la liberalizzazione dei servizi pubblici locali (esclusa l’acqua), il raddoppio da 52 a 104 settimane della cassa integrazione. Quanto alle possibili alleanze da stringere in vista delle prossime scadenze elettorali, Di Pietro conferma l’intenzione di proseguire il percorso con il Partito Democratico: «Lavoriamo a una coalizione che sia alternativa alla destra. – ha dichiarato - Dobbiamo puntare alla qualità e alla credibilità delle persone, escludendo i condannati dalle liste». (Roberto Urzio)

DI Pietro in conferenza stampaAntonio Di Pietro, Presidente dell’Italia dei Valori, sara’ a Trieste lunedi’ 7 settembre per lanciare il tesseramento e aprire la fase congressuale del partito a tutti i livelli.
Alle ore 16.30 ci sarà una conferenza stampa presso il Caffe’ Tommaseo, riservata ai giornalisti, e alle ore 17.00 ci sara’ un evento pubblico presso la sala conferenze dell’Hotel Savoia Exelsior (Riva del Mandracchio, 4).
Siete tutti invitati a partecipare e ad aderire all’IDV: c’e’ bisogno della partecipazione attiva dei cittadini che credono nei valori che Antonio Di Pietro porta avanti, per essere sempre più forti ed incisivi e rappresentare la vera alternativa all’attuale sistema!

I quotidiani locali (Gazzettino, Messaggero Veneto e il Piccolo) sono da tempo in una fase di     ridimensionamento del personale con il blocco del turn over nelle redazioni e la drastica riduzione del numero delle collaborazioni dei freelance e a partiva IVA. A questo stato di cose si aggiunge anche l’orientamento dell’Editoriale Espresso-Repubblica che vorrebbe stampare i quotidiani regionali non più nei centri stampa del Friuli Venezia Giulia ma nel vicino Veneto.

“Siamo convinti – ha spiegato il consigliere regionale Alessandro Corazza (IdV-Citt) primo firmatario di un’interpellanza sottoscritta da Piero Colussi (IdV-Citt), Igor Kocijancic (SA-PRC), Stefano Pustetto (SA-SD), Gianfranco Moretton (PD), Federico Razzini (LN), Luigi Ferone (Pens.), Edoardo Sasco (UDC) - che i collaboratori dei giornali costituiscano l’anima dell’informazione dal momento che svolgono l’attività di ricerca dell’informazione e di stesura degli articoli che verranno pubblicati. Di fatto, però, la loro figura professionale risulta essere la meno tutelata sia per la precarietà della collaborazione – interrompibile in qualsiasi momento senza preavviso – che per l’irrisoria retribuzione di ogni singolo articolo pubblicato che viene pagato 5, 10 o massimo 15 euro lordi e in alcuni casi tocca punte anche inferiori, pari ai 3 euro lordi per 1000 battute”. 

“E’ evidente – ha continuato Corazza – che una così esigua retribuzione economica e una tale incertezza lavorativa comportino di fatto un peggioramento della qualità dell’informazione e una mancata salvaguardia dell’indipendenza del giornalista. Se un giornale per risparmiare non si avvale di collaboratori o li sottopaga ciò comporta che viene meno il processo di ‘ragionata mediazione e verifica’  fatta da un giornalista presente in loco, e si verrebbe a creare così una trasformazione dell’importantissimo servizio di informazione locale che diventerebbe una mera pubblicazione dei comunicati stampa forniti dalle istituzioni, dai politici e dai privati”  

Una situazione, questa, che è andata peggiorando perché, prendendo come giustificazione la crisi che ha colpito i settori dell’economia, da qualche mese, i quotidiani si sono lanciati alla corsa al ribasso dei compensi.  

“Fare finta di niente davanti a tutto ciò – ha spiegato il consigliere dipietrista - significa sostenere di fatto lo sfruttamento di centinaia di collaboratori, che con il loro costante lavoro e la loro professionalità, riempiono le pagine dei nostri quotidiani e forniscono ogni giorno servizi alle televisioni e alle radio private. Proprio per questo, con i colleghi degli altri gruppi consiliari – abbiamo deciso di depositare un’interpellanza nella quale chiediamo al presidente Tondo se non ritenga la situazione denunciata dalle organizzazioni sindacali della stampa gravemente lesiva del ruolo fondamentale dell’informazione locale e regionale nella nostra regione; se non ritenga necessaria l’apertura di un tavolo di confronto con gli editori, l’Ordine dei giornalisti e le organizzazioni sindacali per approfondire le prospettive dell’informazione in Friuli Venezia Giulia e quali forme di tutela intende adottare nei confronti della situazione di forte precariato e sottoretribuzione che coinvolge centinaia di collaboratori e freelance del Friuli Venezia Giulia. 





AJAXed with AWP