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Lo scorso 2 ottobre il Consiglio dei Ministri ha impugnato, su proposta del ministro per i Rapporti con le Regioni Raffaele Fitto, la legge regionale n.13 del 30 luglio 2009 che detta disposizioni per l’adempimento degli obblighi della Regione derivanti dall’appartenenza dell’Italia alla Unione Europea (c.d. legge comunitaria).

In sostanza, il Governo punta il dito contro alcuni punti della legge che invaderebbero la competenza esclusiva statale, come la determinazione delle specie cacciabili, preclusa alla competenza regionale. Tra le norme impugnate, anche quella che sottopone l’intera Regione Friuli Venezia Giulia al regime giuridico della zona faunistica delle Alpi, limitando la quota di territorio da destinare a protezione della fauna selvatica.

«Ancora una volta – ha commentato il Consigliere regionale di Italia dei Valori-Cittadini Alessandro Corazza, che da relatore di minoranza della legge aveva a suo tempo avvertito proprio sul rischio di incorrere all’impugnativa davanti alla Corte Costituzionale – il centrodestra produce leggi che, una dopo l’altra, infrangono le regole del sistema e prefigurano la volontà di porsi, sistematicamente, oltre e al di là di ogni legislazione, sia essa nazionale o comunitaria». Già nel maggio scorso la Corte Costituzionale aveva bocciato diverse previsioni della legge regionale sulla caccia e cioè dimostra che la Regione sapeva perfettamente di legiferare al di fuori delle proprie competenze.

«Il tutto – ha continuato Corazza - per favorire la lobby della caccia, che già nella precedente legislatura si era ritrovata confezionata una legge che aveva costretto l’allora Governo Prodi a impugnarla».

Corazza accende la luce su quella che – a suo parere - è una sorta di trasversalità dei partiti a favore della lobby della caccia: «Cambiano i governi ma la storia si ripete: i maggiori partiti del centro destra ma anche del centro sinistra sono disposti a infrangere le regole, mettendo peraltro in grave difficoltà la nostra Regione che dovrà ora affrontare il problema a livello giuridico, pur di avvantaggiare una categoria – quella dei cacciatori – che evidentemente è più preziosa per loro del rispetto delle leggi e della salvaguardia della fauna regionale».

«Sarebbe quantomeno opportuno – conclude il dipietrista – che mentre l’assessore Violino pensa come risolvere i problemi di incostituzionalità della norma, venga temporaneamente sospesa l’attività venatoria nel Friuli Venezia Giulia, visto che, alla luce di questi sviluppi, al momento è evidente che si stia svolgendo in regime di illegalità»

 

«Verificare i costi del progetto, i risultati dimostrabili dello stesso e quelli attesi al fine di modificare od eventualmente cancellare il progetto qualora risultasse incongruo». E’ questa, in sostanza, la richiesta di Alessandro Corazza, vice presidente del Gruppo Italia dei Valori-Cittadini, rivolta all’assessore regionale alla sanità Kosic in merito al progetto dell’Azienda sanitaria N.1 denominato "Presidi Distrettuali di Medicina Generale".
Il dipietrista ha depositato un’interpellanza all’assessore regionale alla sanità Kosic per chiedere che venga fatta chiarezza sull’opportunità di un progetto che rientrerebbe in quel modus agendi dell’azienda sanitaria che «non assicura il pieno controllo della spesa pubblica e fa emergere una grave carenza di trasparenza nella stessa». Corazza cita infatti nell’interpellanza la relazione dell’ispettore Igino Eleopra, nominato dalla Regione Friuli Venezia Giulia relativamente all’indagine sull’Azienda per i Servizi Sanitari N.1 “triestina”, che è già stata consegnata nelle mani dei giudici della Corte dei Conti.  
Il Progetto, in sostanza, consta dell’apporto di ben due medici di medicina generale che dal lunedì al venerdì si recano in ciascuno dei quattro distretti dell’Azienda, dalle ore 15 sino alle ore 19, per offrire “servizi sanitari aggiuntivi alla cittadinanza”.

Torna sull’argomento navigabilità del Noncello il consigliere regionale di Italia dei Valori Alessandro Corazza che non ha gradito che il Consiglio regionale non abbia rispettato le indicazioni del Comune di Pordenone in tema di navigabilità ecosostenibile che egli stesso aveva presentato all’Aula. “L’emendamento proposto dalla Lega Nord e votato a maggioranza ieri dall’Aula non rispetta infatti dette indicazioni non dando infatti garanzie di salvaguardia ambientale per una navigazione ecosostenibile, così come invece era stato chiesto anche dal nostro Gruppo (IDV-Citt) come compromesso. Attendiamo ora il Decreto del presidente della Regione Tondo che dovrà decidere i limiti e prevedere le prescrizioni da rispettare, sentito il Comune di Pordenone e gli altri soggetti interessati e recependo il parere della IV commissione.





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