2010 Febbraio at

Archive for Febbraio, 2010

UDINE. Gli uffici legislativo e dell’avvocatura sono al lavoro, perchè il presidente del Consiglio Edouard Ballaman vuole una decisione tecnica, non politica. In discussione ci sono i vitalizi per i consiglieri regionali, che dopo 5 anni da rappresentante eletto, percepisce una “pensione” di mille e 900 euro al mese. Un “bonus” che un Comitato udinese vuole abolire, prevedendo un referendum abrogativo. Diversi, però, sono i dubbi che serpeggiano all’interno del palazzo regionale sull’ammissibilità della consultazione referendaria. Non solo tra i consiglieri regionali, ma anche tra i dirigenti, “tecnici” che, pareri e leggi alla mano, sono impegnati a dimostrare l’inammissibilità del referendum. Che sarebbe basata, ad esempio, su una legge regionale del 2003 che prevede che non possano essere sottoposte a referendum abrogativo le leggi regionali di bilancio o di variazioni di bilancio. E il vitalizio è una legge di bilancio. «Personalmente – spiega Ballaman – non avrei nulla in contrario a eliminare i vitalizi, ma dalla prossima legislatura, mettendo cioè tutti, nuovi e uscenti, a conoscenza con chiarezza delle nuove regole. E comunque mi auguro che, se il referendum andrà avanti, il Consiglio regionale preveda una legge per superarlo, evitando strascichi giudiziari che senza dubbio ci sarebbero, perchè le nuove regole, a mio avviso, vanno fissate prima, non in corso d’opera». Ballaman, quindi, conferma che gli uffici sono al lavoro, anche se critica il poco tempo a disposizione per esprimersi. «L’ufficio di presidenza del Consiglio – argomenta Ballaman – avrà 30 giorni di tempo per verificare l’ammissibilità del referendum e quindi ho chiesto ai tecnici della Regione di mettersi al lavoro per tempo visti i giorni che avremo a disposizione e l’importanza della decisione».
E se la Lega non intende fare dichiarazioni, il capogruppo del Pdl Daniele Galasso non si tira indietro: «Le persone che appartengono al Comitato – afferma – mi risulta siano vicine all’area socialista e che alcuni siano stati candidati per ruoli amministrativi, senza esiti soddisfacenti. Probabilmente, quindi, stanno cercando visibilità per le prossime elezioni regionali. E comunque i numeri forniti dal Comitato sono sbagliati, perchè per ottenere il vitalizio noi versiamo di più di quanto riferito da loro». Anche Edoardo Sasco, capogruppo Udc, ritiene che qualunque strumentalizzazione vada respinta. «A posto del no ai vitalizi – interviene il centrista – avrei preferito un’analisi seria su tutti i costi della politica, così che si potesse analizzare la situazione con calma e affinchè ognuno potesse fare la sua parte, non solo i consiglieri».
A fianco del Comitato a raccogliere le firme per la richiesta di referendum, invece, ci sarà Italia dei Valori, il cui segretario regionale, per altro, Carlo Monai, è un ex consigliere Fvg e oggi deputato. «Siamo favorevoli all’eliminazione dei vitalizi – assicura il capogruppo Alessandro Corazza – e noi ci auguriamo che il referendum sia ammissibile, per questo aiuteremo il Comitato». Il Pd, invece, non sosterrà il gruppo udinese nella raccolta delle sottoscrizioni. «Non siamo il Comitato – taglia corto il capogruppo Gianfranco Moretton – e quindi ci manteniamo su piani diversi. Quella del Comitato è una richiesta legittima e spontanea, così come come sarà dovere dell’Ufficio di presidenza del Consiglio valutare l’ammissibilità nel rispetto dello statuto e delle leggi del Fvg». (Messaggero Veneto del 24-2-2010, pag. 7, Regione)

 

Questa sera, mercoledì, alle 22 (in replica domenica alle 20.30), andrà in onda uno "speciale" del telegiornale di Telefriuli sulla questione energetica in regione. Si parlerà del nucleare, delle biomasse, di elettrodotti, dell’energia per uso domestico e di quella necessaria all’industria. Vi prenderanno parte, oltre a me, Alessandro Colautti, Mauro Travanut, Roberto Asquini, Enore Picco e Giorgio Brandolin.

 

Tiene ancora banco la questione energia nucleare sollevata mercoledì scorso dal presidente della Regione renzo Tondo. Ieri ad esternare sono state soprattutto le opposizioni. Decisamente critico il capogruppo Idv in Consiglio Regionale Alessandro Corazza: «Le dichiarazioni di Tondo – spiega il capogruppo in consiglio regionale Alessandro Corazza - sebbene esprimano il diniego all’ipotesi di costruire una centrale nucleare sul nostro territorio regionale a causa soprattutto delle condizioni idrogeologiche della regione, svelano la sua totale apertura a tutte le fonti di energia, compresa quella nucleare. Una posizione, quella del presidente, che non tiene in minima considerazione i rischi e i pericoli connessi alla produzione di energia nucleare».

Corazza interviene anche circa l’ipotesi di collaborare con la Slovenia per il raddoppio della centrale nucleare di Krsko. «Tondo si dimentica delle 74 raccomandazioni fatte dall’Unione Europea e tuttora non adempiute. La centrale di Krsko è di seconda generazione, al pari di quella di Cernobyl».

VENERDI’ 12 e DOMENICA 14 FEBBRAIO
alle 12.00 sul canale televisivo FREE (ex Tele Nordest)
ALESSANDRO CORAZZA partecipa alla trasmissione "Sottosopra" dove si parlerà di costi della politica in Friuli Venezia Giulia.

Partecipano anche i Consiglieri regionali Antonio Pedicini (PDL) e Ugo Della Mattia (Lega Nord), Tommaso Cerno (Giornalista de l’Espresso), Cristina Martina (Comitato per il referendario contro i privilegi) 

 

m'illumino di menoIn occasione della sesta edizione di “M’illumino di meno”, la giornata nazionale del risparmio energetico che vedrà migliaia di persone coinvolte in una festa dell’energia pulita, il gruppo consiliare regionale dell’Italia dei Valori ha annunciato un’interpellanza alla giunta regionale. Nello specifico si  chiedono i motivi del ritardo dell’emanazione del regolamento previsto dalla legge 15 del 2007 “Misure urgenti in tema di contenimento dell’inquinamento luminoso, per il risparmio energetico nelle illuminazioni per esterni e per la tutela dell’ambiente e dell’attività svolta dagli osservatori astronomici”.  Nella legge si prevede che l’amministrazione regionale sia autorizzata a concedere contributi ai Comuni per la predisposizioni dei piani comunali di illuminazione, nonché concedere contributi ai soggetti pubblici per l’adeguamento degli impianti di illuminazione stradale con elevate efficienze che minimizzino le potenze installate e massimizzino le interdistanze tra gli apparecchi di illuminazione. La legge prevedeva che entro centottanta giorni dalla sua entrata in vigore la giunta regionale, su proposta dell’assessore all’ambiente, adottasse apposito regolamento recante i criteri e le modalità per l’erogazione dei contributi. 
«Fin’ora il regolamento non è stato mai emanato – ha spiegato il capogruppo dell’Idv Alessandro Corazza – ed è nostra intenzione chiedere alla giunta i motivi di tale ritardo».

L’interpellanza verrà presentata il 12 febbraio proprio in concomitanza con la giornata nazionale del risparmio energetico. “M’illumino di meno” nacque come un invito a rispettare un simbolico “silenzio energetico”, e ora si trasforma nell’invito a utilizzare le energie pulite: nelle piazze spente di tutta Italia si accenderanno luci virtuose alimentate a energia rinnovabile o dimostrazioni creative di consumo efficiente, per testimoniare il passaggio da un sistema ormai al collasso a una “gestione più illuminata del nostro futuro”». Ed è proprio in quest’onda che dipietrista va oltre il contenuto dell’interrogazione e rilancia: «Chiediamo – aggiunge - che venga fatto un gesto di responsabilità verso l’ambiente e che si manifesti concretamente la volontà di incentivare il risparmio energetico seguendo le direttive europee con riferimento al pacchetto clima-energia 20-20-20. Pertanto ritentiamo opportuno che venga ripristinato un apposito capitolo di spesa nella prossima variazione di bilancio, per poter garantire almeno la realizzazione da parte dei comuni del Piano Regolatore sull’illuminazione comunale che dia l’esatto stato di fatto delle reti e le priorità su cui intervenire».

 

Arriva da Roma il No al nucleare che l’Italia dei valori ha deciso di lanciare anche in regione. In occasione del congresso nazionale che ha visto riconfermato alla guida del partito Antonio Di Pietro, l’Idv del Friuli Venezia Giulia conferma la propria contrarietà alle centrali nucleari e rilancia il tema annunciando una raccolta firme per un referendum:

«Mentre il governo – spiega Paolo Bassi, coordinatore regionale Idv - ha approvato il decreto legislativo per individuare i siti delle centrali nucleari e il presidente della regione Tondo ha dato la disponibilità della regione Friuli Venezia Giulia (visto che tra i siti possibili vi sono Monfalcone e la zona di Spilimbergo), l’Italia dei valori ha già presentato il quesito referendario per impedire questa scelta folle, dire no al nucleare e sì agli investimenti sulle energie rinnovabili». «Gli italiani – continua il dipietrista - avevano già espresso la loro contrarietà nell’87 e lo ribadiranno con il nostro referendum. Il nucleare è una scelta costosa e pericolosa che condanna l’Italia all’arretratezza e ci riporta indietro di vent’anni ad una tecnologia superata, nociva e fallimentare». Come fatto per il Lodo Alfano l’Italia dei valori vuole rimettere nelle mani dei cittadini una decisione della quale non fu neppure fatta menzione nella campagna elettorale di chi ora governa e che va addirittura contro una precedente consultazione popolare che diede un risultato del 71% . Il quesito è già stato annunciato e ha lo scopo di chiamare i cittadini ad assumersi responsabilità importanti che peseranno sul loro futuro e su quello delle prossime generazioni.
Dal gruppo consiliare regionale dell’Italia dei Valori interviene anche il capogruppo Alessandro Corazza:  «Anzichè ritornare su scelte che appartengono ormai al passato – aggiunge - bisognerebbe puntare con decisione sul rilancio delle energie rinnovabili e sull’efficienza energetica. Se avessimo avviato subito il programma per le energie rinnovabili e per il risparmio energetico saremmo già in linea con quanto richiesto dal pacchetto clima-energia “20-20-20” che vuole appunto, entro il 2020, la riduzione del 20% delle emissioni di anidride carbonica e l’aumento del 205 dell’efficienza energetica e delle fonti di energia alternativa».

«Contro l’infezione nucleare che ci vogliono propinare – conclude Bassi – ci difenderemo con un referendum, che intendiamo portare nelle nostre piazze a partire da Aprile e che ci vedrà impegnati in prima linea nei prossimi mesi, per dimostrare che gli italiani e i friulani non vogliono tornare indietro ma guardare al proprio futuro». 





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