2010 Aprile at

Archive for Aprile, 2010

In merito alla Commissione congiunta (III e IV) che ha audito gli Assessori regionali all’ambiente De Anna e al lavoro Rosolen sul futuro della Ferriera di Servola (TS), interviene il capogruppo dell’Italia dei Valori in Consiglio regionale Alessandro Corazza: «Siamo davanti ad una situazione inqualificabile, sia sotto il profilo ambientale che del diritto alla salute dei cittadini, che sta andando avanti da troppo tempo». «La questione occupazionale – afferma Corazza – è stata strumentalizzata nel corso degli anni per giustificare il guadagno di pochi privati a scapito di disastri ambientali aberranti e del mancato rispetto del diritto alla salute delle persone. La necessità di ricollocare i lavoratori dell’obsoleto impianto triestino – ha spiegato Corazza – non può essere un’argomentazione sostenibile per avvallare la mancata chiusura dello stesso, e inoltre le alternative occupazionali proposte dall’Assessore Rosolen appaiono di difficile attuazione, in relazione sia ai tempi lunghissimi di messa in opera che all’opportunità di investire in progetti futuri discutibili come, in particolare, il Rigassificatore di Zaule».
«Volendo fare una riflessione generale sul bilancio complessivo dei costi e benefici, emerge chiaramente quanto l’intera vicenda storica della Ferriera di Servola sia la cartina di tornasole di quel modo di intendere il rapporto tra politica e affari che premia chi è inserito nel sistema e non chi merita davvero».«In realtà non c’è nemmeno più un’utilità sociale in quanto attualmente il vero business dell’impianto della Severstal Lucchini – evidenzia il dipietrista – deriva non tanto dall’attività siderurgica, quanto invece da una discutibile normativa nazionale che attraverso l’incentivazione del recupero energetico permette ingenti guadagni (attraverso i cip6 e i certificati verdi) a pochi influenti potentati economici, facendo peraltro ricadere sui cittadini i costi economici, ambientali e di salute». E’ inaccettabile –conclude il Consigliere regionale dell’Italia dei Valori- che a pagare la costosissima bonifica del terreno inquinato su cui sorge la Ferriera siano i privati che si insedieranno in futuro in quell’area o, peggio ancora, il pubblico. Quei costi devono essere imputati a carico di chi fino ad oggi ne ha tratto profitto per poi scappare col bottino».
 
«Su questa vicenda la politica ha dato un pessimo esempio di inefficienza e connivenza – conclude Corazza – dimostrandosi più accondiscendente agli interessi economici di pochi, colpevolmente anteposti alla tutela dell’interesse pubblico. Oggi serve un’azione concreta per fermare definitivamente l’attività della Ferriera senza indugiare ulteriormente con atti privi di efficacia vincolante come il Protocollo d’Intesa siglato dalle parti interessate che non comporta alcun impegno concreto ma mere dichiarazioni d’intenti».

Messaggero Veneto di Pordenone 27-04-10, 10
 
 
FANNA. Il piano rifiuti regionale e il progetto di utilizzo di combustibile da rifiuto alla Zillo di Fanna sono stati i temi trattati dalla quarta commissione, alla cui riunione è intervenuto anche il capogruppo di Idv, Alessandro Corazza. Dall’esponente dipietrista sono giunte critiche al piano, che «punta troppo sull’incenerimento dei rifiuti, il quale, stando alle direttive europee, dovrebbe essere soltanto l’ultima ed eventuale fase della gestione dei rifiuti, e sul business del Cdr-q che, per questa giunta, riveste evidentemente un interesse maggiore rispetto alla salute umana e alla tutela dell’ambiente». Corazza ha ammesso il suo desiderio: che il piano regionale puntasse all’obiettivo “rifiuti zero”, mirando soprattutto alla riduzione della produzione di rifiuti prima ancora che al riciclo, evitando soluzioni dannose per la salute umana come l’incenerimento. Il capogruppo di Idv ha infine incalzato l’assessore all’Ambiente, Elio De Anna, sul fatto che sono ormai due volte che l’interpellanza che ha presentato come primo firmatario sull’utilizzo del “rifiuto” Cdr-q nel cementificio di Fanna viene rimandata di seduta in seduta, assieme alle altre iniziative sul tema. «Ora attendiamo la risposta ufficiale all’interpellanza – ha sottolineato Corazza – che pone anche altre questioni alle quali la Regione deve dare urgentemente seguito». E proprio sulla questione del cementificio di Fanna si è registrata una significativa ammissione da parte di De Anna, che, dando ragione a Corazza nel merito del contenuto della suddetta interpellanza, ha affermato che il Cdr-q è da considerare rifiuto a tutti gli effetti e non combustibile. «Ci fa piacere – commenta Corazza – che la nostra interpellanza abbia innescato quelle opportune verifiche che hanno fatto convenire anche l’assessore sulle nostre posizioni in merito al fatto che il Cdr-q sia da considerare rifiuto, così come richiamato dalle direttive europee, e non combustibile. La partita quindi non è chiusa e, ferma restando la nostra contrarietà all’incenerimento di rifiuti, continueremo a fare le opportune verifiche per vedere se le procedure autorizzative per la combustione di rifiuti in impianti industriali rispettino tutte le direttive europee in materia». (l.v.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

L’Italia dei Valori riapre la questione del rigassificatore di Zaule. Lo fa presentando un’interpellanza alla Giunta Regionale, a firma del capogruppo Alessandro Corazza e del Consigliere Enio Agnola. «Alla luce della recente nota del Soprintendente per i beni architettonici e paesaggistici del Friuli Venezia Giulia che, rispondendo all’Avvocatura dello Stato, riteneva opportuno per l’Avvocatura stessa “trovare un accordo con le controparti onde evitare i relativi annullamenti dal TAR”,– si legge nel testo dell’interpellanza – si chiede, tenendo conto anche dei vizi procedurali e delle inesattezze riscontrate sul progetto, quale posizione politica intenda assumere la Regione». 
L’interpellanza chiede, inoltre, spiegazioni alle posizioni politiche espresse da Tondo nella sua recente visita a Bruxelles. «Siamo stati molto sorpresi – ha dichiarato Alessandro Corazza – quando, ascoltando le dichiarazioni da Bruxelles del Presidente Tondo del 14 aprile di quest’anno, lo abbiamo sentito dire che sarebbe stato da sempre favorevole ad un progetto “on-shore” del rigassificatore. Eppure nel 2007, quando era deputato della Repubblica e candidato in pectore alle elezioni regionali, si dichiarava pubblicamente contrario anche al progetto a terra». «Tondo deve spiegare cosa gli abbia fatto cambiare idea e perché. Da quando è Presidente della Regione ha dato dei “sì” superficiali al progetto, senza aver mai fatto realmente un’analisi profonda e attenta dei rischi intrinseci». L’interpellanza dell’Italia dei Valori evidenzia molti vizi procedurali, inesattezze e leggerezze del progetto preliminare e ricorda i ricorsi presentati contro il progetto di Gas Natural dai comuni di Koper – Capodistria (SLO), Muggia, San Dorligo della Valle – Dolina, dall’Associazione Greenaction Transnational, da WWF Italia e da Legambiente, rispetto ai quali il Sopraintendente per i beni architettonici e paesaggistici del Friuli Venezia Giulia consiglia molta prudenza. L’impianto di rigassificazione presenterebbe grossi problemi di sicurezza, come segnalato nel dossier della Digos citato nell’interpellanza dell’Idv. «In caso di incidente – si legge – le distanze di sicurezza riscontrabili non sono compatibili con quelle necessarie a garantire la sicurezza delle persone operanti negli adiacenti impianti a rischio di incidente rilevante e alle persone gravitanti negli insediamenti antropici circostanti l’area dell’impianto, che in caso di incidente andrebbero soggette a lesioni di tipo irreversibile». «Non si spiega inoltre – continua il dipietrista – perché siano state disposte due procedure di V.I.A. differenti, una per il rigassificatore e una per il gasdotto, visto che una direttiva europea dispone l’obbligatorietà di disporre ad un’unica procedura di valutazione d’impatto ambientale il progetto nella sua interezza». Nel dispositivo finale si fa anche riferimento alla forte contrarietà al progetto espressa della Slovenia. «Il Governo sloveno – spiega Corazza – ha recentemente avviato una procedura contro l’Italia, con la quale si vuole dimostrare alla Commissione europea che la costruzione del rigassificatore vicino a Trieste violerebbe una serie di convenzioni internazionali e alcune direttive europee». 
«Tondo dovrebbe spiegare, quindi – conclude Corazza -  in che modo intende affrontare il dissenso della Slovenia».

 

 

Un piccolo “colpo di scena” ha animato la V Commissione consiliare, riunitasi per esaminare il ddl n.101 intitolato “Semplificazione del sistema normativo. Abrogazione di disposizioni normative”. Il capogruppo di Italia dei Valori Alessandro Corazza ha abbandonato polemicamente l’Aula, annunciando il voto contrario se non verranno stralciate dalla norma tutte le questioni di merito che, secondo Corazza, «rendono questa legge una vera e propria “omnibus” , altro che un disegno di riordino». «Parlare di semplificazione – accusa Corazza – è solo un modo per ingannare i cittadini con belle parole che però non corrispondono alla realtà di quanto è effettivamente contenuto nella norma stessa, che non fa altro che eliminare disposizioni già tacitamente abrogate oppure la cui efficacia è terminata, o recanti previsioni di interventi puntuali ad oggi compiutamente realizzati».Inoltre Corazza ha spiegato come vengano ricomprese anche questioni che vanno invece valutate nel merito dalle commissioni competenti, nell’ambito di una legge che riformi la specifica materia di riferimento. In questo senso la Giunta ha presentato un emendamento per togliere dal disegno di legge alcune norme ancora vigenti, evitando così che fossero abrogate. Paradossalmente, però, il centrodestra non ha voluto sostenere un analogo emendamento a firma di Corazza, Tesini e Travanut. L’emendamento voluto da Corazza e sostenuto dalla sola opposizione, andava a togliere dall’abrogazione una disposizione in materia di parchi e riserve naturali regionali che la Giunta voleva invece abrogare. «Se di riordino del sistema normativo bisogna parlare, allora non è ammissibile che all’interno di un disegno di legge come questo vi finiscano invece norme tutt’ora vigenti e applicabili che entrano su questioni di merito, come ad esempio, appunto, l’individuazione di alcuni parchi e riserve naturali protette dalla legge regionale, che invece oggi è stata abrogata.Così facendo, sono uscite dalla tutela dell’art. 70 della LR 42 del ’96 il fiume Livenza, la zona pedemontana pordenonese di Budoia e Polcenigo, parti del monte Mia e Matajur, dove adesso quindi mancherà una legge regionale che ne vieti la speculazione edilizia. Corazza annuncia pertanto il voto contrario in Aula a questa legge se non verranno stralciate dalla norma tutte le questioni di merito che rendono questa legge più una “omnibus” che un disegno di riordino.

 Forte contrarietà  al nucleare è stata espressa anche da Alessandro Corazza, Presidente del Gruppo consiliare regionale dell’Italia dei Valori e presentatore della mozione discussa in Aula, giustificata non da pregiudizi ma da obiettive valutazioni di merito: «Il fatto che il Presidente degli USA Obama abbia annunciato la nascita di due centrali nucleari di quarta generazione in Texas trova la sua logica nel fatto che negli Usa è stata fatta una scelta strategica che dura da decenni per cui ha tutto l’interesse a continuare la ricerca e lo sviluppo del settore dell’energia nucleare che interessa tutto il suo territorio federale. In Italia queste condizioni non ci sono perché nel 1987 è stata fatta una scelta di campo che andava in senso contrario a quella che ora Berlusconi e Tondo vorrebbero ribaltare, e ci troviamo a non avere né il know-how né le materie prime (Uranio) per recuperare quel gap accumulato nel settore del nucleare che, partendo da zero, rende la scelta molto meno conveniente per il nostro paese rispetto ad altre realtà».Corazza ha inoltre ricordato che anche in questo settore «c’è un grande interesse imprenditoriale di pochi grandi gruppi economici che va valutato con molta attenzione perché la politica deve subordinare gli interessi economici all’esigenza di garantire la sicurezza e la salute dei cittadini, che vengono al primo posto».Per l’Italia dei Valori la direzione verso cui andare è già stata indicata dall’Unione europea che ha emanato da tempo delle Direttive europee sugli obiettivi che anche il nostro paese dovrebbe raggiungere entro il 2020, e il pacchetto clima-energia “20-20-20” ne traccia le linee. Eppure sembra che il “Paese del sole” preferisca rimanere ultimo anche in questo campo. Tondo dovrebbe prendere esempio da Nichi Vendola, che in Puglia ha fatto dell’energia pulita uno dei propri cavalli di battaglia realizzando importanti centrali di produzione di energia pulita e uscendo trionfante dalle ultime consultazioni elettorali.«L’Italia dei Valori – ha ricordato Corazza in Aula – ha già lanciato un referendum contro il nucleare per il quale partirà presto una raccolta firme su tutto il territorio nazionale».

 

 

Come si dice in questi casi: lavorare con lentezza. Nella seduta odierna del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, per la prima volta priva di provvedimenti legislativi, si è giunti per ben due volte alla sospensione per mancanza del numero legale. In mattinata la seduta, che avrebbe dovuto avere inizio alle ore 10, è stata subito sospesa per mezz’ora a causa del basso numero di Consiglieri presenti negli scherni del Consiglio regionale. Alla sua ripresa abbiamo assistito al battibecco tra l’assessore Violino e i Consiglieri del Pdl Camper, Marin e Tononi, con questi ultimi due che, dopo una battuta di cattivo gusto dell’Assessore, hanno gridato “vergognati” all’indirizzo di Violino, chiedendone le dimissioni, e sono usciti dall’aula insieme al consigliere Maurizo Bucci. Un pessimo esempio per la politica della nostra regione, sempre più lontana dai veri problemi della gente che subisce la crisi economica e che si aspetta delle risposte dalle istituzioni. L’analisi delle interrogazioni a risposta immediata, che avrebbe dovuto terminare prima delle 13, si è conclusa nel pomeriggio, per poi passare all’analisi della mozione proposta dall’Udc sulla celebrazione per i 150 anni dell’Unità d’Italia. Durante l’illustrazione, però, dopo i primi richiami al silenzio da parte del vicepresidente Anna Maria Menosso, si è dovuto sospendere ulteriormente la seduta per un’ora, a causa nuovamente della mancanza del numero legale. Evidentemente il tema non appassionava i membri del Consiglio regionale. La realtà è che la maggioranza che governa questa Regione sta cadendo sempre più in basso e sta portando il livello di questo consiglio regionale verso i minimi storici: in sede di approvazione della legge finanziaria regionale ha inserito l’emendamento notturno per aumentare i rimborsi spese dei Consiglieri regionali, al quale il Gruppo dell’Italia dei Valori si è opposto insieme a una sparuta minoranza, proprio sulla base di un teorico aumento dei giorni lavorativi, salvo poi lavorare meno di prima e al rallentatore. Ci auspichiamo che si ritorni più presto ad un ritmo di lavoro decente, per onorare quello che dovrebbe essere un ruolo di forte responsabilità al quale i cittadini di questa regione ci hanno delegato, e dal quale si aspettano risposte vere a problemi concreti.

 



Il giornale dei Giovani dell'Italia dei Valori:

energie libere

Io c'ero al Vaffanculo Day

Basta! Parlamento pulito

Libera, contro le mafie

3K2 theme by Hakan Aydin


AJAXed with AWP