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Archive for Giugno, 2010

Sulla manovra di assestamento di bilancio è intervenuto in I Commissione Alessandro Corazza, evidenziando gli elementi di criticità contenuti nel disegno di legge. «Se ci si ritrova con “soli” 19 milioni a disposizione – è stato il primo punto toccato da Corazza – è a causa di una credibilità politica regionale debole nei confronti dello Stato, dal quale non è ancora riuscita a pretendere i 482 milioni di euro di crediti derivati dalle compartecipazioni nelle pensioni. Quello che emerge, è la mancanza di un vero disegno politico. Anziché investire, ad esempio, su ricerca e innovazione, che sono gli elementi cardine per uscire dalla crisi attraverso il sostegno a idee nuove e progetti innovativi, ci si limita a mettere delle “toppe”, molte delle quali che servono a porre rimedio ad errori fatti dai nostri stessi amministratori, come nel caso dell’aeroporto, del quale la Regione si è fatta carico di risanare tutti i debiti attraverso il proprio intervento pubblico.
Corazza ha lanciato quindi una provocazione alla Giunta, ricordando che il Governo nazionale ha adottato un Ministero apposito per l’attuazione del programma: « Forse Tondo dovrebbe istituire una delega analoga  – ha detto il dipietrista, constatando che che la Giunta è sempre molto impegnata su questioni di potere e di rimpasti -: appare infatti evidente da questa manovra di bilancio che manca una visione politica di dove portare questa Regione».

Critiche dall’esponente dell’Italia dei Valori anche per quanto riguarda la gestione del settore turistico: «Il turismo, che in passato veniva gestito secondo logiche di merito e non lottizzatrici, sta vivendo una fase di decadimento che non si potrà certo arrestare grazie ad un nuovo logo, che anzi, è uno degli elementi che ha fatto emergere l’ulteriore dato negativo di una mancanza di coordinamento delle varie iniziative di programmazione della regione, e che andrebbe stoppato senza spendere ulteriori risorse economiche».

Il capogruppo dell’Idv ha infine dichiarato che il suo gruppo consiliare porterà particolare attenzione alla fase d’esame del testo in Aula per contrastare eventuali emendamenti “ad personam” che non rispettino i criteri di merito e di reale bisogno nell’assegnare i fondi, evitando di finire in casi simili a quello della “legge mancia” che ha assegnato una cifra spropositata al comune di Forni di Sotto, guarda caso dove è sindaco il figlio del senatore Vanni Lenna».

 

Il consigliere regionale dell’Italia dei Valori Alessandro Corazza interviene sulla questione della "mancia" da 400 mila euro per Forni di Sotto. Il caso, riportato dal settimanale "l’Espresso" e ripreso dai giornali regionali, vede come beneficiario della prebenda il sindaco di Forni, figlio del senatore del Pdl Vanni Lenna.
«Così come in Regione l’ingiusta pratica del "bouns consiglieri" – spiega Corazza –in Parlamento la legge "mancia" rappresenta uno di quegli strumenti del potere che hanno lo scopo di permettere allo stesso di perpetrarsi all’infinito. Il sistema di ripartizione andrebbe eliminato e riformulato totalmente sulla base di criteri di merito ed effettivo bisogno.
Oltre che sui vitalizi e gli stipendi dei politici la società dovrebbe scandalizzarsi su queste pratiche: politici che hanno la possibilità di assegnare centinaia di migliaia di euro a propria discrezione, così da rafforzare la propria posizione e avere in mano un fortissimo strumento elettorale. In questo caso quello che è successo è sotto gli occhi di tutti: un padre che fa assegnare al Comune dove è Sindaco il figlio una cifra spropositata, alla faccia della crisi e dei bisogni di tutta la vastità del territorio. Io non giustifico, come hanno fatto altri, il gesto come un atto di amore di un padre verso un figlio, bensì lo condanno come esempio di iniquità di gestione dei soldi pubblici».
«Vigileremo – conclude Corazza – affinché nella legge di assestamento di bilancio, già in esame in Commissione, nessun finanziamento venga assegnato con le stesse modalità di quello di Forni di Sotto, e che i fondi a disposizione della regione, già molto ridotti, vengano elargiti secondo i principi a cui le amministrazioni pubbliche devono conformarsi».

 

Anche questo sito recepisce l’appello di Articolo21 di listare a lutto tutti i siti e i blog come piccola ma significativa forma di protesta contro il ddl interecettazioni che cancella il diritto all’informazione.

 

«L’atteggiamento della Giunta nei confronti dell’Unione Europea – ha dichiarato oggi Alessandro Corazza, componente della V Commissione riunitasi per dare parere alla relazione sullo stato di conformità dell’ordinamento regionale al diritto comunitario – è decisamente imprudente e rivela il fatto che chi governa questa regione non viva la dimensione europea, anzi ne sembra quasi infastidito».
Il dipietrista ha condannato l’atteggiamento della Giunta che «ha scelto di non fare nulla in attesa che arrivino provvedimenti, così da lucrare il più possibile giocando sui tempi della burocrazia, rischiando di ritrovarsi con delle pesanti sanzioni da pagare. Detta con una metafora, è come se si aprissero i cancelli del recinto facendo scappare i buoi e aspettare il richiamo dell’Europa per richiuderli, quando ormai però i buoi sono già scappati». La Regione dovrebbe quindi prevenire e vigilare anziché muoversi solo quando arrivano i richiami dell’Unione Europea».
Corazza ha poi ricordato alcuni dei casi aperti contenuti nella relazione, tra cui quello del Comune di Azzano X, per il quale ha accusato la Giunta di non aver voluto fare nulla per recepire i rilievi, «forse per non creare un problema in casa del centrodestra». Importanti anche, per Corazza, i casi sul Rigassificatore di Zaule – questione sulla quale il dipietrista ha depositato un’interpellanza non ancora evasa -  sulla Ferriera di Servola – della quale l’Idv chiede il ricollocamento dei lavoratori per giungere a una chiusura dell’impianto; sulle discariche e sulle emissioni nocive in atmosfera. Il capogruppo dell’Idv ha infine annunciato che sarà relatore di minoranza in Aula.

«La maldestra richiesta di estensione dei termini per la presentazione delle domande dei volontari della sicurezza è in realtà un tentativo di nascondere una sconfitta politica testimoniata dalla scarsità delle richieste di aspiranti volontari per la sicurezza».
E’ questo il commento di Alessandro Corazza, capogruppo di Italia dei Valori in Consiglio regionale, che, partecipando alla seduta della V Commissione chiamata ad esprimere un parere sulle modifiche del regolamento introdotte dalla Giunta, ha fatto notare come «prima sono stati diminuiti i fondi, ora vengono prorogati i termini: segno che l’esigenza di istituire le ronde non c’è e non è neppure sentita dal territorio e che questa legge è stata solo un tentativo di cavalcare una campagna mediatica che in Friuli Venezia Giulia non trovava e non trova alcun riscontro con la realtà, contrassegnata da una buona integrazione sociale e pochi episodi di criminalità».
Corazza ha poi spiegato gli effetti dannosi creati dalla legge voluta dalla Lega Nord: «Penso che sia opportuno che i cittadini sappiano nelle mani di chi stanno mettendo la loro sicurezza. La Lega, invece che togliere garanzie, introducendo l’autocertificazione al posto della dichiarazione  e dei relativi documenti richiesti, si interroghi piuttosto sull’utilità di una legge che oggi, alla prova dei fatti, si rivela essere stata solo uno spot elettorale. L’unica conseguenza concreta di questa legge è rappresentata dall’ennesimo controsenso della Lega Nord, che ci ha abituato a delle lotte che tolgono diritti sociali agli extracomunitari e ai comunitari residenti da pochi anni nel nostro territorio, con l’effetto di aggravare le situazioni di marginalità sociale che creano, esse sì, insicurezza, e alimentano la criminalità. Ora, l’unica realtà che funziona davvero e che era nata effettivamente dalle esigenze del territorio, rappresentata dai “nonni vigile”, è messa in grave difficoltà, visto che questa legge li obbliga a doversi sottoporre alle stesse regole burocratiche dei volontari per la sicurezza».

In merito al caso dei manifesti dell’Ersa sul “Tipicamente friulano” interviene anche il Consigliere regionale dell’Italia dei Valori Alessandro Corazza, che si pone in contrasto con il coro di pareri favorevoli all’operazione: «Voglio sperare che non ci siano davvero dei collegamenti tra la campagna dell’Ersa e quella dell’Arcigay, anche se tutto lascia pensare il contrario. Sarebbe davvero grave e non solo “di cattivo gusto” se fossero stati usati dei fondi pubblici per portare avanti una campagna ideologica».

A Tondo, che ha plauso la campagna sui prodotti friulani e considerato diseducativa quella dell’Arcigay, Corazza lancia una frecciata: «L’unica cosa diseducativa sarebbe proprio lanciare messaggi che siano ricollegabili all’omofobia, che è l’unica vera questione di cui ci si dovrebbe occupare».



Il giornale dei Giovani dell'Italia dei Valori:

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