2010 Settembre at

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Sembra proprio che le famose “tabelle della cultura” non andranno mai in pensione. La risposta decisamente "abbottonata" dell’Assessore Kosic ha rivelato, secondo Alessandro Corazza, la volontà di interrompere l’iter di riforma dell’assegnazione dei contributi alla cultura iniziato dall’Assessore Molinaro. Il dipietrista aveva chiesto, tramite un interrogazione a risposta immediata, se con l’imminente passaggio della delega alla cultura da Molinaro a De Anna sarebbe caduto anche il progetto di riforma avviato dall’Assessore uscente, che avrebbe avuto lo scopo di riportare nell’alveo della legalità il "discrezionale" sistema di assegnazione dei contributi a enti e associazioni, che oggi avviene con legge regionale e non con un riparto della Giunta – di natura amministrativa così come richiesto dalla Corte dei Conti-, fatto sulla base di criteri oggettivi definiti da un apposito Regolamento.
«Già durante i lavori della scorsa legge Finanziaria – aveva ricordato Corazza – l’Assessore Molinaro aveva proposto un emendamento per l’eliminazione del sistema delle tabelle che però poi fu costretto a ritirare davanti alla volontà di non votarlo dei consiglieri della sua maggioranza. Dopodiché l’Assessore depositò, lo scorso 28 gennaio, un disegno di legge di riforma che però non è ancora stato esaminato in Commissione». Il gioco "al rimpallo" della Giunta è evidente nella risposta all’interrogazione che incolpa il Consiglio regionale della mancata volontà di eliminare le tabelle. «Ma la Giunta e i suoi Consiglieri regionali si parlano tra loro? Hanno un programma e una linea politica unitaria?» si chiede il consigliere Corazza.
Il disegno politico, per Corazza, è quindi molto chiaro: togliere la delega alla cultura a Molinaro in favore di De Anna, più calato di lui nel sistema che fin’ora ha regolato l’assegnazione dei contributi, sta a significare che non si vuole riformare il sistema. «Le vere vittime di questo gioco allo "scaricabarile" – ha spiegato Corazza – saranno quelle associazioni che, non avendo un "padrino politico" tra i banchi del Consiglio, restano sempre più a bocca asciutta nonostante abbiano presentato regolare domanda di contributo per programmi e progetti culturali, e che si vedono prosciugati i fondi dalle altre associazioni “raccomandate”».
«Se questo Consiglio regionale non si vuole prendere la responsabilità di riformare un sistema palesemente ingiusto e incostituzionale, io stesso mi attiverò per ricorrere alle opportune sedi legali affinché anche in Friuli Venezia Giulia venga sancita l’incostituzionalità del sistema così come già avvenuto per quanto riguarda un analogo provvedimento della Regione Lazio».

Il Gruppo dell’Italia dei Valori, assieme a tutta l’opposizione, non ha partecipato al voto per la rielezione  del Presidente del Consiglio regionale, per protestare contro l’atteggiamento della maggioranza che non ha coinvolto anche i Gruppi consiliari d’opposizione nella scelta del nome del sostituto di Edouard Ballaman.

«Ci siamo ritrovati – ha commentato il capogruppo dell’Idv Corazza – a rieleggere il Presidente dell’Aula per motivi molto gravi che hanno portato il precedente Presidente a doversi dimettere. Dopo un fatto così grave ci saremmo aspettati un atteggiamento diverso, soprattutto dalla Lega Nord, invece si è continuato a ragionare soltanto per logiche di lottizzazione partitica, senza coinvolgere tutte le forze politiche presenti in Consiglio regionale, nonostante ci si è apprestati ad eleggere una figura che dovrà essere di garanzia di tutti i Consiglieri, non solo della maggioranza. E inoltre il fatto che ci siano stati sette consiglieri che hanno rivotato Ballaman nella prima votazione, nonostante i fatti che hanno portato alle sue dimissioni, è un dato politico grave che lede il prestigio dell’istituzione. Sul piano personale stimiamo Franz che ha operato con equilibrio alla guida della II Commissione, e gli auguriamo buon lavoro».

pordenone in tascaMio intervento sull’ottavo di "Pordenone in Tasca" - Appuntamenti in città e in provincia dal 24 settembre al 7 ottobre 2010

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Troppe assenze, il consiglio chiude in anticipo
 
Solo tre consiglieri dell’opposizione in aula: rinviate mozioni e interrogazioni


di STEFANO POLZOT
Dopo quasi tre mesi di ferie l’altra sera il consiglio comunale di Pordenone ha ripreso l’attività, ma si è concluso anzitempo, cosa mai successa prima d’ora, per carenza di consiglieri. Nella riunione dei capigruppo che precede di una settimana l’appuntamento in aula si era concordato di chiudere la seduta, come avviene normalmente, entro le 22.30. Esaurite le delibere e le prime interrogazioni, il presidente del consiglio, Vincenzo Romor, ha cominciato a “chiamare” le mozioni per la discussione fino al termine stabilito. Soltanto che, mancando gran parte dei proponenti dell’opposizione, uno dopo l’altro i punti all’ordine del giorno sono stati rinviati. Tornato alle interrogazioni, per verificare se c’era la possibilità di discuterle, anche in questo caso ha dovuto desistere. «Ho anche fatto l’appello nominale – afferma Romor – ma alla fine non ho potuto far altro che chiudere la seduta poco dopo le 21 e rinviare tutto alla prossima settimana».
Dell’opposizione erano rimasti in aula solo Elena Coiro ed Emanuele Loperfido, del Pdl, e Monia Giacomini, della Sinistra radicale. Tutti gli altri componenti del Popolo della libertà, la consigliere leghista e i componenti del gruppo Misto, uno dopo l’altro, si erano dileguati. Giustificati, racconta Romor, erano Giuseppe Pedicini e Matteo Rizzato, impegnati in una riunione serale con i coordinatori del partito convocata dal responsabile provinciale, Angioletto Tubaro, e Pietro Tropeano, a letto con la febbre. L’assenza della leghista Piccin non ha permesso di discutere la mozione sul cimitero islamico e l’interrogazione sui contributi al centro culturale islamico e sul commercio cittadino. La defezione, a un certo punto della seduta, del capogruppo del Pdl, Francesco Ribetti, ha causato la mancata discussione delle interrogazioni sui lavori in via Bertossi e sulle sanzioni per i rifiuti, oltre alla mozione sull’istituzione dei parcheggi “rosa”. L’addio di Franco Giannelli e Giuseppe Verdichizzi ha rinviato al prossimo consiglio l’interrogazione sullo smaltimento delle acque piovane della nuova biblioteca. Infine l’assenza di Daniele Caufin e Orazio Cantiello ha congelato l’istanza sulla situazione di precarietà della sanità locale.
Tutti temi che saranno discussi nella seduta convocata per lunedì prossimo, alle 18, presenza dei consiglieri permettendo.

Messaggero Veneto, 22/09/10
 
 

L’appello rilanciato in questi giorni dal comitato dei genitori che denuncia le difficoltà in cui verte il mondo della scuola non cade nel vuoto. Il Consigliere comunale di Pordenone Alessandro Corazza, dipietrista e componente del gruppo Il Fiume, raccoglie i moniti e presenta un’interrogazione al Comune di Pordenone per chiedere conto delle azioni che il Comune sta portando avanti in soccorso del doposcuola.
«Il problema della riduzione delle ore di insegnamento conseguente alla riforma Gelmini, – afferma Alessandro Corazza- ha aggravato ulteriormente la già difficile situazione in cui verte il mondo della scuola e rende necessario un intervento sussidiario degli enti locali, chiamati a dare risposta coordinando e sostenendo servizi come il doposcuola, che svolgono un’importante funzione sociale per il bambino nonché -intrinsecamente- di supporto alla famiglia.
Un doposcuola accreditato e qualificato, creato in continuità con l’insegnamento scolastico, darebbe una prima risposta alle richieste avanzate dai genitori, nonché sarebbe un servizio rivolto al bambino e quindi a tutta la comunità. Inoltre le esperienze virtuose messe in atto da altri Comuni del Friuli Venezia Giulia come -ad esempio- Aquileia e Pozzuolo del Friuli, dimostrano come sul tema si possibile intervenire con efficacia. In città esistono già dei progetti di doposcuola, organizzati da associazioni di volontariato, cooperative sociali e strutture organizzative di carattere parrocchiale, che andrebbero coordinati, sostenuti economicamente e integrati con l’attività scolastica. E’ questa la richiesta che avanzo con urgenza al Comune, visto che nel frattempo l’anno scolastico è già iniziato».
La questione nel frattempo è già approdata anche all’attenzione del Consiglio regionale sia attraverso una petizione presentata dal comitato stesso che da un’altra, portata avanti dall’Italia dei Valori di cui Alessandro Corazza è capogruppo in regione, che chiede un interessamento delle istituzioni anche per il tempo pieno. Le due petizioni, che hanno già passato il vaglio in commissione, potrebbero già essere calendarizzate per la prossima seduta del Consiglio regionale prevista per fine mese.
 

UDINE. Le auto blu accendono ancora lo scontro politico. Dopo il caso che ha portato alle dimissioni del presidente Edouard Ballaman, ieri le auto blu sono «entrate» in commissione. E mentre nelle stesse ore, a palazzo arrivavano gli uomini della Guardia di finanza ad acquisire le agende e i documenti di Ballaman nell’ambito dell’inchiesta della Procura della Corte dei Conti, la quarta commissione discuteva animatamente su usi e abusi delle auto di servizio. All’ordine del giorno c’era il disegno di legge della giunta sulla cosiddetta manutenzione dell’ordinamento. Ieri la Guardia di Finanza si è presentata nel palazzo di piazza Oberdan a Trieste, su incarico del procuratore generale Maurizio Zappatori, per acquisire le agende e gli atti relativi a una settantina di viaggi personali che l’ex presidente Edouard Ballaman ha fatto. In commissione. E proprio ieri in commissione, tra un articolo e l’altro, come annunciato a fine luglio, l’Italia dei Valori ha presentato un emendamento che puntava a stravolgere l’attuale organizzazione di auto e autisti a disposizione della giunta. L’idea dei dipiestristi era quella riscrivere da capo la norma che prevede l’assegnazione di due autisti di rappresentanza a disposizione del presidente della Regione e di un autista per ogni assessore. La proposta. «Dato che la cancellazione tout court delle auto blu non trova seguito, per dare un segnale ai cittadini anche dopo il caso Ballaman ed economizzare al meglio la gestione di uno strumento troppo spesso abusato – ha spiegato il capogruppo Alessandro Corazza – proponiamo di istituituire un parco macchine a disposizione non più dei singoli assessori ma di tutta la Giunta, e che gli autisti vengano assegnati man mano che le esigenze di rappresentanza lo richiedano, permettendo così di ridurre il numero di auto e ottimizzare le risorse della Regione». Secondo Italia dei Valori, questo meccanismo creerebbe «un vero risparmio per la Regione, contrariamente a quanto si sarebbe verificato se fosse passata la norma che permetteva agli assessori esterni di rinunciare all’autista di rappresentanza a fronte di un cospicuo conguaglio economico». La polemica. Neanche il tempo di enunciare la proposta, che la commissione è scoppiata in un vespaio. L’unico a sostenere l’emendamento, oltre a Corazza, è stata la Sinistra arcobaleno. L’atmosfera si era accesa prima, con il dibattito, in cui praticamente tutti hanno bocciato e censurato la proposta di Corazza come demagogica e ipocrita. Roberto Asquini riconosce che «il problema delle auto blu esiste, ma – dice – quella era una presa in giro, che avrebbe solo creato maggiori problemi. Io – continua il consigliere del Gruppo Misto – sono per non prendere in giro la gente, sulle auto blu dobbiamo dare un taglio drastico con un semplice rimborso chilometrico». Corazza si è visto contro tutte le forze politiche, dalla Lega, con Danilo Narduzzi, al Pdl, con Daniele Galasso. C’è chi lo ha accusato di «operazione da prima repubblica», chi gli ha rimproverato di «voler solo cercare pubblicità», e chi come il capogruppo Pd Gianfranco Moretton, ha chiesto il rinvio della discussione all’apposito tavolo sui costi della politica. «Noi – replica alla fine dei lavori Corazza – siamo gli unici ad aver proposto qualcosa di concreto, riproporrò l’emendamento in aula». Beniamino Pagliaro

Tratto dal Messaggero Veneto del 17-09-10



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