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Arriva da Roma il No al nucleare che l’Italia dei valori ha deciso di lanciare anche in regione. In occasione del congresso nazionale che ha visto riconfermato alla guida del partito Antonio Di Pietro, l’Idv del Friuli Venezia Giulia conferma la propria contrarietà alle centrali nucleari e rilancia il tema annunciando una raccolta firme per un referendum:

«Mentre il governo – spiega Paolo Bassi, coordinatore regionale Idv - ha approvato il decreto legislativo per individuare i siti delle centrali nucleari e il presidente della regione Tondo ha dato la disponibilità della regione Friuli Venezia Giulia (visto che tra i siti possibili vi sono Monfalcone e la zona di Spilimbergo), l’Italia dei valori ha già presentato il quesito referendario per impedire questa scelta folle, dire no al nucleare e sì agli investimenti sulle energie rinnovabili». «Gli italiani – continua il dipietrista - avevano già espresso la loro contrarietà nell’87 e lo ribadiranno con il nostro referendum. Il nucleare è una scelta costosa e pericolosa che condanna l’Italia all’arretratezza e ci riporta indietro di vent’anni ad una tecnologia superata, nociva e fallimentare». Come fatto per il Lodo Alfano l’Italia dei valori vuole rimettere nelle mani dei cittadini una decisione della quale non fu neppure fatta menzione nella campagna elettorale di chi ora governa e che va addirittura contro una precedente consultazione popolare che diede un risultato del 71% . Il quesito è già stato annunciato e ha lo scopo di chiamare i cittadini ad assumersi responsabilità importanti che peseranno sul loro futuro e su quello delle prossime generazioni.
Dal gruppo consiliare regionale dell’Italia dei Valori interviene anche il capogruppo Alessandro Corazza:  «Anzichè ritornare su scelte che appartengono ormai al passato – aggiunge - bisognerebbe puntare con decisione sul rilancio delle energie rinnovabili e sull’efficienza energetica. Se avessimo avviato subito il programma per le energie rinnovabili e per il risparmio energetico saremmo già in linea con quanto richiesto dal pacchetto clima-energia “20-20-20” che vuole appunto, entro il 2020, la riduzione del 20% delle emissioni di anidride carbonica e l’aumento del 205 dell’efficienza energetica e delle fonti di energia alternativa».

«Contro l’infezione nucleare che ci vogliono propinare – conclude Bassi – ci difenderemo con un referendum, che intendiamo portare nelle nostre piazze a partire da Aprile e che ci vedrà impegnati in prima linea nei prossimi mesi, per dimostrare che gli italiani e i friulani non vogliono tornare indietro ma guardare al proprio futuro». 

Un grave danno alla fauna selvatica verrà inferto, secondo il presidente del gruppo dell’Italia dei Valori Alessandro Corazza, dall’art. 3 comma 4 della legge finanziaria che prevede che in alcune Zone Cinofile sia consentito l’abbattimento della fauna cacciabile anche al di fuori della stagione venatoria. Le Zone Cinofile - quelle aree individuate per l’addestramento dei cani da caccia nell’ambito delle Riserve - diventeranno una  zona franca dove gli animali liberati dagli allevamenti, che giuridicamente diventano appunto fauna selvatica, potranno essere uccisi in qualsiasi periodo dell’anno.
I pericoli sono evidenti, poiché inevitabile sarà il disturbo provocato da queste attività in particolari periodi, ad esempio quello riproduttivo, periodo ordinariamente di chiusura della caccia.
«E’ incredibile – ha aggiunto il dipietrista- come questa maggioranza non perda mai occasione per infilare anche in leggi che dovrebbero avere esclusivamente carattere finanziario, emendamenti che liberalizzano la caccia, addirittura contraddicendo la relativa legge quadro».
 Il Gruppo consiliare regionale dell’Italia dei Valori giudica nettamente insufficiente la politica di spesa destinata ai parchi e alle risorse naturali presenti nel territorio regionale. Il vicepresidente del Gruppo, Enio Agnola, accogliendo  l’appello venuto dal Wwf regionale ha proposto una serie di emendamenti  nel tentativo di rendere meno pesanti i gravi tagli operati rispetto ai fondi stanziati nel 2009.
«Una diminuzione – ha dichiarato il consigliere - che tocca anche il 90% delle risorse degli scorsi anni». Insufficiente il tentativo di correggere il tiro, da parte della maggioranza, con degli emendamenti che hanno alzato di poco i fondi. Per l’Italia dei Valori «viene di fatto smantellata, con una contrazione dell’80% dello stanziamento, la rete di tutela ambientale presente in Friuli Venezia Giulia, già sottodimensionata rispetto alla media nazionale».
«Il taglio – ha aggiunto Agnola – non avrà soltanto ricadute di mera natura ecologica, ma interesserà anche l’aspetto occupazionale: ne risentirà il lavoro di produzione delle strutture espositive e didattiche a livello europeo, come i centri visite, che dovrebbero richiamare e mettere in moto l’economia locale e che invece ora rischiano di essere chiusi». 

Il presidente del gruppo dell’Italia dei Valori Alessandro Corazza, che sarà relatore di minoranza della legge finanziaria regionale, interviene nel dibattito in I Commissione, chiedendo che per quanto attiene al finanziamento delle attività culturali «si rimanga nell’alveo della legalità». Il riferimento del dipietrista è alla sentenza 137 del 2009 della Corte costituzionale che decretò l’incostituzionalità delle tabelle della cultura approvate dal Consiglio regionale del Lazio per violazione dell’art. 3 della Costituzione.
 
«La sentenza – spiega Corazza – ha punito il Consiglio regionale del Lazio  perché quest’ultimo non ha osservato criteri obiettivi e trasparenti nella scelta dei beneficiari dei contributi. Il rischio che si vuole evitare è che anche in Friuli Venezia Giulia si prospetti la stessa mancanza di obiettività».
 «Le tabelle – spiega Corazza - non devono diventare l’occasione per spartirsi politicamente in Consiglio regionale i contributi da erogare, ma devono essere uno strumento tecnico, in mano alla direzione competente, per assegnare i fondi in maniera imparziale solo alle associazioni che promuovono iniziative che hanno veramente carattere regionale».
In questo senso andava l’emendamento presentato in Commissione dal consigliere. «Già a partire dalla scorsa legge finanziaria, all’interno delle tabelle della cultura stanno finendo delle associazioni i cui requisiti di rilevanza regionale sono discutibili, ma che, in compenso, avranno probabilmente dei buoni “padrini politici”. Se non si pone un freno al rischio di trovarsi davanti ad un ”assalto alla diligenza”, non ci saranno più fondi per altre associazioni magari più meritevoli e che fanno domanda regolarmente».
 
«Inoltre – rilancia Corazza – iniziative come il Sunsplash, che hanno un grande indotto culturale, sociale ed economico, si lasciano andare via, mentre si aumentano da 60 a 100 mila euro gli stanziamenti a Pordenone Pensa, iniziativa che per riaffermare ideologicamente la cultura del centro destra al governo, sottrae i fondi a quelle associazioni meritevoli e radicate che operano nel territorio».

Italia dei Valori e Federazione della Sinistra unite contro Berlusconi. I maggiori rappresentanti delle due forze d’opposizione del Friuli Venezia Giulia si sono dati appuntamento oggi ad una conferenza stampa che si è svolta in Consiglio regionale a Trieste per annunciare la propria partecipazione e l’offerta del supporto logistico alla manifestazione che si svolgerà a Roma il 5 dicembre denominata “No Berlusconi Day”. Dal Friuli Venezia Giulia partiranno una decina di pullman organizzati dalle due forze di centro sinistra, la cui partecipazione è ancora aperta a tutti coloro che ne faranno richiesta. Il coordinatore regionale dell’Italia dei Valori, Paolo Bassi, ha fornito un numero per prenotarsi (040.3406808).

Ha aperto la conferenza Roberto Antonaz, consigliere regionale di Rifondazione Comunista: «La manifestazione del 5 dicembre – ha spiegato - rappresenta qualcosa di unico, perché nata spontaneamente dall’insofferenza della gente comune a quello che agli occhi di tutti è un governo ingiusto che favorisce i poteri forti e i ricchi e penalizza i più deboli» Gli ha fatto eco il coordinatore regionale dell’Italia dei Valori Paolo Bassi: «Questa manifestazione nasce dall’iniziativa del popolo della rete, ed in questo caso Italia dei Valori si è messa a disposizione dei cittadini fornendo loro tutto il supporto necessario per essere, tutti insieme, a Roma a urlare il nostro disappunto ad un governo che persegue fini ingiusti» Bassi non ha risparmiato anche una critica al Pd: «L’assenza del Partito Democratico – ha detto Bassi – rappresenta di fatto la rinuncia alla leadership dell’opposizione da parte del partito di Bersani. Ringrazio invece Deborah Serracchiani per essersi esposta personalmente e aver annunciato la sua presenza a Roma al nostro fianco, e con lei tutti i militanti del Pd che verranno comunque in piazza con noi».

Ha chiuso la conferenza stampa il capogruppo di Idv in Regione Alessandro Corazza, con una battuta: «Visto che il colore scelto per la manifestazione è il viola – ha scherzato il dipietrista – speriamo che porti sfortuna al Governo Berlusconi!»

La questione delle tabelle della cultura che il consiglio regionale inserisce annualmente in allegato alla legge finanziaria regionale e contro le quali si era espresso l’assessore regionale competente Molinaro, trova sponda nelle dichiarazioni del presidente del gruppo Italia dei Valori Alessandro Corazza che denuncia come troppo spesso ricorrano logiche di mera lottizzazione partitica dei fondi alle associazioni e si ravvedano anche tratti di incostituzionalità.
 
«Quella delle tabelle della cultura, nella prassi, assume spesso aspetti di mera ripartizione di fondi discrezionale che non trova riscontro – dichiara il dipietrista- nei criteri di corretta e imparziale amministrazione a cui i cittadini si aspettano che l’amministrazione si attenga».
 C’è quindi – ha continuato Corazza - grande attesa per l’annunciata riforma organica del settore che è stata annunciata e che, negli intendimenti del gruppo dell’Idv, dovrebbe recepire i rilievi che la Corte costituzionale ha sollevato nei confronti delle tabelle della Regione Lazio considerate incostituzionali perché create in sostanza senza criteri oggettivi. Inoltre le domande di finanziamento delle attività legate alla cultura dovrebbero essere presentate, come ricorda la Corte dei Conti, alle direzioni competenti che dovrebbero assegnare i finanziamenti con atti amministrativi sulla base dei dettami di un regolamento approvato dalla competente commissione».

Basta con questa prassi – ha concluso il dipietrista - di ripartire finanziamenti per legge aggirando così il regolamento a cui invece tutte le associazioni che non hanno “padrini” in Consiglio devono assoggettarsi. Inoltre ad essere finanziati dovrebbero essere i progetti, sulla base della loro utilità e del valore, e non le associazioni a scatola chiusa».

Dopo il divorzio dai Cittadini, il Gruppo intende riprendere un’azione politica decisa sul territorio

Alessandro Corazza sarà il Presidente del gruppo consiliare dell’IDV in Friuli Venezia Giulia

TRIESTE - (p.p.) Il gruppo regionale dell’Italia dei Valori, sciolta la convivenza con i Cittadini, rilancia la sua azione politica sul territorio per superare un fase in cui l’abbinata con i civici aveva un po’ “stemperato” la sua identità.
L’analisi è di Paolo Bassi, coordinatore regionale dei dipietristi, che ha preso parte a un incontro stampa in Consiglio regionale con Alessandro Corazza, Enio Agnola e l’on. Carlo Monai. È stato il deputato a fotografare il divorzio con i Cittadini: dopo aver ringraziato Piero Colussi, capo del gruppo unificato, per il lavoro svolto «con coesione interna e in modo produttivo», Monai ha rilevato il disappunto per la collaborazione venuta meno: «Mi aspettavo una maggior assunzione di ruolo dei civici in questo progetto. Ho preso atto un po’ a malincuore delle scelta di inseguire Rutelli e l’Alleanza per l’Italia».
Il deputato ha avuto parole critiche per l’adesione al progetto rutelliano di Adriano Biasutti, che «incarna quella politica che non vorremmo presidiasse le istituzioni». Dunque, nella versione dell’Idv, il percorso comune si è interrotto a causa delle scelte dei Cittadini.
Corazza lo ha detto in maniera chiara: «Abbiamo preso atto della volontà di cambiare». Tappa decisiva per la stagione politica dell’Italia dei Valori la manifestazione romana del 5 dicembre per chiedere le dimissioni di Berlusconi. Nell’occasione, come ha reso noto Bassi, i dipietristi regionali organizzeranno dei pullman, mentre a Trieste si terrà un’iniziativa simultanea.

Articolo del Gazzettino e titolo principale del Piccolo di sabato 21 novembre 2009.

 





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