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Domani, in occasione della Festa della Repubblica, anche in Friuli Venezia Giulia come nel resto della nazione, l’Italia dei Valori ha lanciato il ‘D-Day’: la giornata della  democrazia. L’appuntamento è volto a rilanciare il ruolo protagonista dei cittadini nella vita politica attraverso la campagna referendaria promossa contro il nucleare, la privatizzazione dell’acqua e il legittimo impedimento. Con il primo referendum si vuole impedire il ritorno al nucleare: serve a bloccare la costruzione di nuove centrali nel nostro Paese, pericolose sia per l’ambiente che per la salute. Il secondo è un referendum a difesa dell’acqua pubblica, affinché continui ad essere garantita a tutti i cittadini. Infine, il referendum contro il legittimo impedimento: l’ultima legge ad personam di Silvio Berlusconi che, violando il principio di uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge, sospende tutti i processi dei Ministri e del Presidente del Consiglio.
L’obiettivo che l’Italia dei Valori si pone a livello regionale è quello di raggiungere le 10.000 firme e per l’evento saranno allestiti una ventina di gazebo sparsi sul territorio regionale. Tutte le informazioni utili e l’elenco dei punti di ritrovo sono disponibili sul sito www.trereferendum.it.

Alla conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa, tenutasi martedì 1 Giungo presso il Consiglio regionale, sono intervenuti i Consiglieri regionali Alessandro Corazza ed Enio Agnola e il Coordinatore regionale Paolo Bassi, annunciando la grande mobilitazione del 2 giugno per il D-Day (Democratic Day): «Noi consideriamo la forma referendaria come uno dei modi migliori per realizzare la partecipazione democratica, espressione diretta della volontà popolare. I referendum hanno avuto un’importanza decisiva nella vita politica italiana e devono tornare a rivestire quel ruolo di metro, insindacabile, della volontà del popolo. Per questo il D-DAY segnerà anche il successo dell’idea di partecipazione attiva e di un popolo vigile che anche in Friuli Venezia Giulia è presente e darà il proprio contributo».
Da domani 3 Giugno e fino all’inizio di Luglio sarà inoltre possibile sottoscrivere i tre referendum presso tutte le sedi dei Comuni della regione.

 

 

Chiamata alle armi

Pubblico una lettera di Antonio Di Pietro:

"Carissimi,
è tempo di reagire; l’Italia, dal 5 marzo 2010, non è più una democrazia parlamentare.
Il Governo Berlusconi ha cambiato la legge elettorale con un decreto legge per favorire il Pdl, il proprio partito, alle prossime elezioni regionali del 28 e 29 marzo 2010.
Il Pdl è stato escluso per gravi irregolarità nel collegio elettorale di Roma, dove non aveva depositato le firme nei tempi fissati dalla legge.
Il 5 marzo 2010 il Consiglio dei Ministri, presieduto dal Premier Silvio Berlusconi, ha emanato un decreto con cui ha cambiato la legge elettorale e violato la Costituzione, sostituendosi agli organi competenti giudiziari, proprio per ammettere il Pdl alle elezioni. Il presidente della Repubblica ha firmato il decreto e, secondo alcune fonti, questo sarebbe avvenuto sotto forti pressioni di Berlusconi il quale avrebbe minacciato di ricorrere alla piazza. Ma il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio ha confermato l’esclusione della lista Pdl per le gravi irregolarità nella presentazione della documentazione e perché la Regione Lazio ha proprie disposizioni in tema elettorale, pertanto la legge nazionale non ha competenze in materia. 
Nessun governo in nessuna democrazia può cambiare le regole elettorali durante il periodo elettorale. Nessun governo in nessuna democrazia può “interpretare” le leggi al posto della magistratura. Invece, questo è ciò che è avvenuto in Italia.  Un Paese nel quale i media televisivi pubblici e privati sono sotto il totale controllo del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.
E’ tempo di chiamata alle armi. Pertanto, invito tutti i cittadini a partecipare alla manifestazione di sabato 13 marzo a Roma, alle ore 14,00, in piazza del Popolo. Su tutto il territorio abbiamo predisposto dei pullman e altri mezzi di trasporto per raggiungere Roma".

Anche dal Friuli Venezia Giulia stiamo organizzando dei pullman e chi non potrà andare in piazza del Popolo potrà manifestare nelle piazze dei capoluoghi provinciali. In caso di necessità, o per ulteriori informazioni logistiche, contattatemi.
…e ricordatevi che la realtà si cambia solo attraverso i partiti (unico strumento democratico che la Costituzione ci assegna per partecipare al processo decisionale) e che l’unica cosa da fare per non lamentarsi a posteriori è investire un po’ del proprio tempo in quest’attività di "controllo democratico": iscrivetevi all’Italia dei Valori..la campagna adesioni è aperta!

 

Questa sera, mercoledì, alle 22 (in replica domenica alle 20.30), andrà in onda uno "speciale" del telegiornale di Telefriuli sulla questione energetica in regione. Si parlerà del nucleare, delle biomasse, di elettrodotti, dell’energia per uso domestico e di quella necessaria all’industria. Vi prenderanno parte, oltre a me, Alessandro Colautti, Mauro Travanut, Roberto Asquini, Enore Picco e Giorgio Brandolin.

VENERDI’ 12 e DOMENICA 14 FEBBRAIO
alle 12.00 sul canale televisivo FREE (ex Tele Nordest)
ALESSANDRO CORAZZA partecipa alla trasmissione "Sottosopra" dove si parlerà di costi della politica in Friuli Venezia Giulia.

Partecipano anche i Consiglieri regionali Antonio Pedicini (PDL) e Ugo Della Mattia (Lega Nord), Tommaso Cerno (Giornalista de l’Espresso), Cristina Martina (Comitato per il referendario contro i privilegi) 

 

m'illumino di menoIn occasione della sesta edizione di “M’illumino di meno”, la giornata nazionale del risparmio energetico che vedrà migliaia di persone coinvolte in una festa dell’energia pulita, il gruppo consiliare regionale dell’Italia dei Valori ha annunciato un’interpellanza alla giunta regionale. Nello specifico si  chiedono i motivi del ritardo dell’emanazione del regolamento previsto dalla legge 15 del 2007 “Misure urgenti in tema di contenimento dell’inquinamento luminoso, per il risparmio energetico nelle illuminazioni per esterni e per la tutela dell’ambiente e dell’attività svolta dagli osservatori astronomici”.  Nella legge si prevede che l’amministrazione regionale sia autorizzata a concedere contributi ai Comuni per la predisposizioni dei piani comunali di illuminazione, nonché concedere contributi ai soggetti pubblici per l’adeguamento degli impianti di illuminazione stradale con elevate efficienze che minimizzino le potenze installate e massimizzino le interdistanze tra gli apparecchi di illuminazione. La legge prevedeva che entro centottanta giorni dalla sua entrata in vigore la giunta regionale, su proposta dell’assessore all’ambiente, adottasse apposito regolamento recante i criteri e le modalità per l’erogazione dei contributi. 
«Fin’ora il regolamento non è stato mai emanato – ha spiegato il capogruppo dell’Idv Alessandro Corazza – ed è nostra intenzione chiedere alla giunta i motivi di tale ritardo».

L’interpellanza verrà presentata il 12 febbraio proprio in concomitanza con la giornata nazionale del risparmio energetico. “M’illumino di meno” nacque come un invito a rispettare un simbolico “silenzio energetico”, e ora si trasforma nell’invito a utilizzare le energie pulite: nelle piazze spente di tutta Italia si accenderanno luci virtuose alimentate a energia rinnovabile o dimostrazioni creative di consumo efficiente, per testimoniare il passaggio da un sistema ormai al collasso a una “gestione più illuminata del nostro futuro”». Ed è proprio in quest’onda che dipietrista va oltre il contenuto dell’interrogazione e rilancia: «Chiediamo – aggiunge - che venga fatto un gesto di responsabilità verso l’ambiente e che si manifesti concretamente la volontà di incentivare il risparmio energetico seguendo le direttive europee con riferimento al pacchetto clima-energia 20-20-20. Pertanto ritentiamo opportuno che venga ripristinato un apposito capitolo di spesa nella prossima variazione di bilancio, per poter garantire almeno la realizzazione da parte dei comuni del Piano Regolatore sull’illuminazione comunale che dia l’esatto stato di fatto delle reti e le priorità su cui intervenire».

Dal 5 al 7 febbraio si tiene a Roma il Congresso nazionale dell’Italia dei Valori. Un’occasione di confronto e dibattito interno da cui uscirà un nuovo partito. Molte le mozioni presentate, dal lancio del referendum "NO al nucleare" allo sviluppo della Green Economy, passando per i temi della legalità, della trasparenza e democrazia interna, e della giustizia. Segui i lavori dal sito nazionale!





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