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Una petizione che marca, più di quanto si potesse immaginare, le differenze tra PD e IDV. Approdato in Consiglio regionale nella seduta del 2 febbraio, il testo, sottoscritto da 1060 cittadini della regione, chiedeva sostanzialmente di ridurre la produzione dei rifiuti mirando all’obiettivo “rifiuti zero” e, al secondo punto, di bandire definitivamente l’insalubre pratica dell’incenerimento dei rifiuti e del combustibile da rifiuto.
Una petizione che ha raccolto da subito l’adesione dei relatori Alessandro Corazza (Idv) e Piero Colussi (Cittadini-Libertà Civica) e la contrarietà di Bucci (PDL, relatore di maggioranza) ma che, nonostante fosse stata presentata già il 25 novembre 2010, è stata rimandata di Consiglio in Consiglio per almeno quattro volte. Un ritardo che il capogruppo dell’Idv Alessandro Corazza attribuisce anche al fatto che fosse scomoda non solo al PDL, Lega Nord e UDC ma anche allo stesso PD che infatti non aveva nominato alcun relatore.
«Al momento del voto – spiega infatti Corazza- è emersa l’imbarazzante incoerenza di un PD che sul territorio proclama che la pedemontana pordenonese non deve diventare la pattumiera della provincia, ma dall’altra avvalla col proprio voto l’incenerimento di rifiuti nei cementifici, compreso quello di Fanna (PN)».

Ma la polemica ha radici più profonde. Corazza recrimina infatti al PD non solo la posizione politica difforme, ma anche il fatto che per cercare di uscirne politicamente al meglio abbia forzato, con la complicità della maggioranza, lo stesso regolamento interno del Consiglio regionale.
«Per togliersi infatti dall’imbarazzo di dover votare contro alla petizione, il PD ha presentato, assieme a PDL, Lega Nord e UDC, un Ordine del Giorno che faceva propri i contenuti della petizione ad eccezione della parte che chiedeva lo stop all’incenerimento dei rifiuti, ma scrivendo che il documento avrebbe “sostituito” la medesima. Un artificio inaccettabile che avrebbe ristretto il diritto degli altri Consiglieri regionali a poter esprimere la propria posizione politica sulla petizione». Ma non basta. «Benché i miei rilievi al Regolamento interno abbiano fatto emergere con tutta evidenza che il voto sulla petizione si sarebbe dovuto svolgere prima di quello sugli Ordini del Giorno, – continua il Consigliere – Annamaria Menosso (PD) prima (che presiedeva il Consiglio in qualità di VicePresidente) e Maurizio Franz (Lega Nord) dopo (come Presidente del Consiglio), hanno respinto senza evidenza di motivazione l’obiezione e invertito l’ordine della votazione, non permettendo quindi che la petizione venisse votata se passava prima il loro OdG.». Il Regolamento interno, al Capo II “Esame di petizioni”, articolo 139, comma 5 dice che “Si applicano alle petizioni le disposizioni sugli ordini del giorno di cui all’articolo 157” e al Capo III “Mozioni”, l’art. 157, comma 1, dice che “Gli ordini del giorno presentati in riferimento alla materia oggetto di una mozione [leggasi: petizione] possono essere soltanto messi ai voti, senza svolgimento, dopo la votazione della mozione [leggasi: petizione]”).

E’ questo che più di tutto ha infastidito il giovane Consigliere: «l’azione autoritaria avallata dal PD, che ha forzato il regolamento interno pur di nascondere le sue imbarazzanti incoerenze nel proclamarsi a tutela dell’ambiente per poi però difendere l’incenerimento dei rifiuti.
Il PD infatti voleva scongiurare che i media, i giorni seguenti, titolassero la sua bocciatura della petizione, rispetto invece ad un più accomodante voto positivo su un Ordine del Giorno che accoglieva parzialmente il contenuto della petizione. Ma il confronto politico non può mai uscire dalle regole comuni entro il quale deve avvenire, e il fatto che ci fosse un asse trasversale tra il PD e il PDL, UDC e Lega Nord non autorizza certo queste forze ad imporre alle altre cose non permesse dal Regolamento».

E’ per evitare quindi che il Consiglio regionale non si pronunciasse sul testo presentato da 1060 cittadini che Corazza ha pensato di presentare, in tutta fretta, un contro-Ordine del Giorno che riprendeva di fatto gli stessi contenuti della Petizione, costringendo l’Aula a pronunciarsi sullo stesso, poi bocciato a maggioranza, e smascherando quindi lo stesso PD. Hanno votato a favore, oltre a Idv, anche Cittadini-LC, il Gruppo della Sinistra Arcobaleno, Paolo Menis (PD) e Igor Gabrovec (PD – SK); astenuto Luigi Ferone (Misto – Pensionati); non ha votato Eduard Ballaman (Misto).

«E’ imbarazzante, soprattutto per tutte quelle persone che in buona fede si riconoscono nel PD, vedere che al momento della verità invece dell’interesse generale alla salute e alla tutela dell’ambiente, nel PD prevalgano le posizioni politiche di chi si è visto finanziare la propria campagna elettorale da aziende che producono combustibile da rifiuto e i conflitti d’interesse di chi copre l’azione dei propri uomini nominati nelle società pubbliche che gestiscono questo business.
Una petizione
– conclude Corazza – tanto scomoda proprio per i conflitti d’interessi che svela e che alla fine l’asse PD – PDL sarebbe anche riuscito nell’intento di non votare se non l’avessi ripresentata nei suoi contenuti attraverso l’ordine del giorno».

Documenti in allegato:
- Petizione rifiuti
- Relazione sulla Petizione
- Ordine del giorno n.1
- Esito votazione Ordine del giorno n.1
- Ordine del giorno n.2 (Corazza)
- Esito votazione Ordine del giorno n.2 (Corazza)

Leggi anche:La Regione blinda gli inceneritori(Messaggero Veneto)

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Buon anno nuovo

buon 2011In un periodo storico segnato dal virus del dispotismo del potere che sta permeando la cultura italiana da Roma in giù, trasformando i partiti in una patologia invece che in una risposta democratica alle richieste dei cittadini, spero che il nuovo anno possa segnare un rivoluzione della politica, a partire dal metodo e dal ripristino delle regole alla base di una democrazia, con una maggiore moralità politica, onestà e coerenza.

…e spero sopratutto che, sul piano personale, il nuovo anno vi porti serenità, giustizia e lavoro, oltre a tanto amore.

BUON 2011 A TUTTI!

Alessandro

Finanziare il progetto del wi-fi gratuito nei Comuni della regione. E’ questa la proposta di Alessandro Corazza, capogruppo di Idv in Consiglio regionale, contenuta in un emendamento alla Legge Finanziaria (momentaneamente ritirato in attesa di accorgimenti tecnici) nel quale si propone di stanziare 700.000 euro in tre anni per sostenere i progetti promossi dai comuni volti a diffondere sul territorio l’accesso locale gratuito e senza fili a internet. Una proposta che Corazza e l’Idv hanno in serbo da diverso tempo, ma che era rimasta bloccata dal Decreto Pisanu che imponeva la schedatura degli utenti per motivi di sicurezza, rendendo di fatto impossibile il libero accesso alla rete gratuita nelle piazze.

«Dal primo gennaio il Decreto Pisanu decaderà – spiega Corazza – e finalmente l’Italia uscirà dal medioevo wireless. Ci allineeremo al resto del mondo evoluto in tema di Internet e reti senza fili: per questo la nostra proposta è più che mai attuale e da cogliere al volo».

«In Italia – continua Corazza sono poco meno di duemila le postazioni wi-fi gratuite, mentre negli Usa sono 70 mila e in Francia cinque volte tanti Hot-Spot rispetto a quelli presenti in Italia. Favorendo i progetti dei comuni volti a diffondere la rete gratuita senza fili potremmo quindi iniziare un percorso di rimonta verso l’ammodernamento della nostra Regione fornendo un servizio che permetterà di avere risvolti positivi sia in termini economici legati al turismo e al commercio, sia in termini socio-culturali, permettendo a tutti i cittadini di accedere liberamente all’informazione».

«Sogno una società – conclude Corazza – in cui aria, acqua e internet siano gratuiti, e nelle piazze delle città principali ognuno possa connettersi alla rete con i propri pc o smartphone, accedendo a tutti i servizi forniti dalla rete e che servono ad arricchire il panorama culturale di ognuno di noi»



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