rassegna stampa at

Archive for the 'rassegna stampa' Category

 L’Ufficio di presidenza ha stabilito la percentuale che i singoli consiglieri dovranno versare mensilmente ai fini dell’assegno vitalizio. La quota, fiscalmente non imponibile, è stata fissata al 17,60% sull’indennità, con decorrenza 1° gennaio 2012. «Si tratta di una prassi che annualmente l’Ufficio di presidenza è tenuto ad effettuare” – spiega la vice-presidente dell’aula Annamaria Menosso (Pd). Il collega dell’Udc Maurizio Salvador conferma. L’Idv, una delle forze politiche più attente al tema dei privilegi, non ha nulla da obiettare: «Questa volta pare sia un’operazione in regola che non nasconde niente che possa portare particolari vantaggi ai consiglieri», spiega il capogruppo Alessandro Corazza. E ciò riguarda anche il pagamento delle tasse. L’articolo 4 della legge 314/1997, infatti, afferma che «gli assegni vitalizi, sono assoggettati a tassazione per la quota parte che non deriva da fonti riferibili a trattenute effettuate al precettore già assoggettate a ritenute fiscali». In altri termini su quella quota il consigliere ha già pagato le tasse. «Confermo – continua Corazza – si tratta quindi del semplice adeguamento alla normativa nazionale che ogni anno deve essere aggiornata. In ogni caso – aggiunge – continueremo a fare i cani da guardia». Anche Roberto Antonaz di Rifondazione Comunista, presente alla riunione di ieri, garantisce: «Un atto dovuto». Il vitalizio sarà abolito a partire dal 2013. 
(Articolo di Gianpaolo Sarti, tratto da "Il Piccolo" del 12 gennaio 2012, pag 18)

TRIESTE – Non è consentito alle pubbliche amministrazioni attribuire con norma di legge contributi puntuali, ossia una cifra determinata a un destinatario preciso. Cosa che invece ha fatto giovedì il Consiglio regionale, con numerose iniziative trasversali sia di centrodestra che di centrosinistra, in sede di approvazione della legge di assestamento del bilancio, per una spesa approssimativa globale di 4 milioni.
A precisare la condizione giuridica della questione è il procuratore della Corte dei conti Maurizio Zappatori, il quale fa riferimento generale a una sentenza pronunciata nel 2009 dalla Corte costituzionale su istanza del Governo. Il caso affrontato dalla Consulta riguardava la regione Lazio, che con la propria legge finanziaria aveva attribuito una serie di erogazioni puntuali. La norma era stata posta sotto la lente dell’Esecutivo dal commissario del Governo per quella Regione.
La sentenza della Corte costituzionale – chiarisce il procuratore contabile – afferma il principio che le erogazioni di contributi possono essere stabilite esclusivamente con provvedimenti di natura amministrativa e quindi delibere di Giunta regionale, decreti della dirigenza, eccetera. Ma mai per legge. E i provvedimenti amministrativi, che a differenza delle leggi sono soggetti alla giurisdizione della Corte dei conti quanto a possibili danni erariali, devono forzatamente seguire una serie di procedure che garantiscano equità e trasparenza.
Si tratta proprio di quei criteri fortemente richiamati anche recentemente dalla Sezione di controllo della Corte dei conti, al punto da indurre la Ragioneria generale della Regione a diramare una direttiva a tutti i dipartimenti dell’ente: darsi regole predefinite prima di erogare un euro a chicchessia.
La questione, sollevata in aula del Consiglio da Corazza dell’Idv, era già stata al centro di un intervento formale del procuratore Zappatori a proposito dei cosiddetti "bonus" dei consiglieri, ossia di elargizioni puntuali stabilite in sede di approvazione della legge finanziaria regionale su segnalazione di singoli consiglieri. La procura aveva aperto un’inchiesta per chiarire come stessero, effettivamente, le cose, ma aveva così accertato che i denari erano stati assegnati per legge. E perciò aveva dovuto fermarsi.
Ma se questo modo di agire è illegittimo, come procedere? Le strade sono due, una formale e una informale. La prima: chi si ritenga leso nel suo interesse legittimo di ottenere un contributo, può impugnare al Tar l’erogazione per legge. Non che il Tar possa sindacare una legge, ma può sollevare – dove la ritenga fondata – la questione di legittimità costituzionale e demandare la decisione alla Consulta. La via informale: chiedere un intervento del commissario del Governo, che può segnalare la norma al Governo.
Quest’ultimo può impugnare la legge e con ciò chiedere, a sua volta, una pronuncia della Corte costituzionale.

dal Gazzettino, 30 luglio 2011.

Il Gazzettino (ed. Pordenone, pag. XVIII), Venerdì 18 Febbraio 2011

Sono legittime le procedure seguite nella vendita delle case Peep di via Umberto Saba a Prata? A chiederselo sono alcune famiglie che nel 2005 le acquistarono attraverso l’agenzia immobiliare "Idea città", nell’ambito della lottizzazione "Edilizia futura e territorio", la società creata dall’Ater di Pordenone nel 2002 e presieduta dal leghista Alberto Scotti (in seguito alla liquidazione vi è subentrata la stessa Ater). La causa civile avviata da Alberto Pavanello e Paolin Camaj (a cui si è poi aggiunto Severino Martino) per i disagi dovuti a umidità, condense e muffa sui muri interni, non è stata ancora definita. È una battaglia che le famiglie portano avanti con l’avvocato Nicola De Stefano. In questi giorni sono però subentrati nuovi dubbi. Leggendo la convenzione stipulata tra "Edilizia futura e territorio" e il Comune di Prata, hanno scoperto di aver pagato le proprie abitazioni 40 euro in più rispetto al prezzo calmierato.
Le case di via Umberto Saba erano state vendute nel 2005 attraverso l’agenzia "Idea Città" per la somma di 128 mila euro. «Eravamo convinti che facessero parte di una lottizzazione residenziale – spiega Pavanello – invece scopriamo che era zona Peep: edilizia economica popolare». Il timore è che sia stata adottata una procedura anomala al momento della vendita, che non è avvenuta attraverso l’ente pubblico, come previsto nella convenzione, ma attraverso un’agenzia e con prezzi superiori a quelli previsti, cioè di mercato.
Sono risvolti che potrebbero avere conseguenze di tipo giudiziario? È ancora presto per dirlo. Sulla vicenda era già stato presentato un esposto in Procura. Fu archiviato per un difetto di procedibilità, in quanto l’azione penale era stata proposta tardivamente, quattro anni dopo l’acquisto dell’immobile. Nella denuncia si chiedeva di verificare la sussistenza di una truffa. Nonostante l’archiviazione, i Pavanello e i Camaj non hanno alcuna intenzione di mollare sul piano penale. Del caso si sta interessando anche il consigliere regionale dell’Italia dei valori, Alessandro Corazza, che sta preparando un’interrogazione per fare chiarezza.
Cristina Antonutti

Messaggero Veneto di Pordenone, 14 dicembre 2010

ritaglio di giornaledi STEFANO POLZOT Centro-sinistra in fibrillazione nelle trattative per la scelta del candidato sindaco di Pordenone. I partiti “minori” sono sul piede di guerra e attendono dal Pd un via libera a quella larga coalizione che Bolzonello, peraltro, non considera praticabile. Così Idv è pronta a presentare Corazza, mentre spunta l’ipotesi di mediazione Piero Colussi. L’ultima indiscrezione riguarda il capogruppo in Regione di Cittadini, nonché fondatore di Cinemazero, Piero Colussi. Per un capoluogo che ha deciso di investire nella cultura, un’ipotesi considerata percorribile. Ci stanno ragionando in tanti, anche nel Pd. Il diretto interessa si schernisce, afferma di non essersi candidato, ma sottolinea che «Cittadini vuole essere della partita all’interno del tavolo del centro-sinistra». Sta di fatto che il candidato suggerito dal sindaco, ovvero il manager Piergiorgio Angeli, non ha sciolto le riserve, in ragione dei suoi impegni di lavoro. Una scelta, peraltro, che non farebbe fare un passo indietro a Giovanni Zanolin, sempre più convinto di correre in solitario. Stasera è in programma il coordinamento provinciale di Italia dei valori che insisterà nel proporre al Pd un’alleanza ampia. «Si tratta di capire – afferma il consigliere regionale, Alessandro Corazza – cosa pensa il Pd. Il ragionamento di coalizione speriamo prevalga su tatticismi volti a conquistare consensi nell’area moderata. La stessa candidatura di Zanolin, seppur legittima, mal si concilia con gli interessi dell’alleanza». Senza un’intesa unitaria, Idv potrebbe presentare un proprio candidato di bandiera che sarebbe lo stesso Corazza. Domani, invece, i dipietristi si incontreranno con Sel. «La nostra idea non cambia – afferma Pierantonio Rigo – ed è quella di un’alleanza dell’intero centro-sinistra. In caso contrario potrebbe esserci un’intesa con Idv». Sulla stessa linea anche il segretario provinciale di Rifondazione comunista, Michele Negro. «Continuo a ritenere – afferma – che va costruito un rapporto con il Pd, Sel e Idv. L’alternativa è che si presentino 3/4 candidati con il rischio di una sconfitta». E Zanolin? «Il suo programma – replica Negro – ha molti punti condivisibili. E’ stato disponibile al dialogo partecipando all’incontro che si è tenuto recentemente alla Casa del popolo. Spetta a lui dimostrare se vuole effettivamente collaborare». E il Pd? Mai come oggi disunito. I bersaniani sono a caccia di candidati da affiancare a quello del sindaco, che convince poco. Così la scelta di Colussi potrebbe anche essere una concreta mediazione. Prima di Natale il nuovo vertice con le forze del centro-sinistra. A quell’appuntamento più che ascoltare, però, dovrà rispondere alla domanda centrale: vuole un’intesa ampia di centro-sinistra?

Messaggero Veneto di Pordenone 03-11-10, pag. 13 

SAN VITO. Non c’è ancora un esito dai campionamenti effettuati dall’Arpa di Pordenone a San Vito nelle ore seguite all’incendio alla Geo nova. Giungono, al contrario, le prime reazioni politiche all’accaduto. Come riferito dall’Arpa, per sapere ufficialmente che cosa c’era nell’aria nella mattinata di sabato scorso nelle zone di San Vito su cui si è diretta la nube sprigionatasi dalle fiamme (i primi campionamenti erano stati prelevati da Rosa e dall’area dell’ospedale) bisognerà ancora attendere qualche giorno. Gli esiti saranno poi comunicati a sindaco e vigili del fuoco. Anche sul fronte delle cause si sta cercando ancora di fare luce, così come non sarà immediata la quantificazione dei danni per l’azienda. Chi non ha dubbi sull’accaduto, invece, è il capogruppo dell’Italia dei valori in consiglio regionale, Alessandro Corazza. «Una situazione allarmante – afferma – che ha inquinato l’ambiente e messo a rischio la salute dei cittadini: impone una verifica della sicurezza di questi impianti e una costante azione di controllo e vigilanza da parte delle autorità pubbliche sull’attività di chi opera in un settore molto delicato come quello dei rifiuti». Dichiarazioni che cadono in un periodo in cui si discute del nuovo piano regionale dei rifiuti. «Al di là delle minimizzazioni che verranno fatte sul rogo alla Geo nova – continua Corazza –, è importante che sulla questione venga fatta la massima chiarezza, perché il materiale stoccato in questi impianti che producono combustibile da rifiuto è potenzialmente nocivo». Quello prodotto alla Geo nova, per precisione, è simile ma non qualificabile propriamente come Cdr, che per essere così definito necessita della componente dei rifiuti solidi urbani. «Quello del Cdr – conclude – è un business pericoloso fatto a spese della salute umana e dell’ambiente e non dovrebbe quindi ricevere gli incentivi pubblici statali. Sull’attuale bozza di piano regionale dei rifiuti è invece promossa la produzione di Cdr di qualità e il suo incenerimento “presso impianti industriali presenti sul territorio regionale”, come ad esempio il cementificio di Fanna». (a.s.)
 

pordenone in tascaMio intervento sull’ottavo di "Pordenone in Tasca" - Appuntamenti in città e in provincia dal 24 settembre al 7 ottobre 2010

Clicca per visualizzare la pagina del magazine in formato elettronico con l’articolo.

 

 

 

 

 

 

 



Il giornale dei Giovani dell'Italia dei Valori:

energie libere

Io c'ero al Vaffanculo Day

Basta! Parlamento pulito

Libera, contro le mafie

3K2 theme by Hakan Aydin


AJAXed with AWP