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UDINE. Le auto blu accendono ancora lo scontro politico. Dopo il caso che ha portato alle dimissioni del presidente Edouard Ballaman, ieri le auto blu sono «entrate» in commissione. E mentre nelle stesse ore, a palazzo arrivavano gli uomini della Guardia di finanza ad acquisire le agende e i documenti di Ballaman nell’ambito dell’inchiesta della Procura della Corte dei Conti, la quarta commissione discuteva animatamente su usi e abusi delle auto di servizio. All’ordine del giorno c’era il disegno di legge della giunta sulla cosiddetta manutenzione dell’ordinamento. Ieri la Guardia di Finanza si è presentata nel palazzo di piazza Oberdan a Trieste, su incarico del procuratore generale Maurizio Zappatori, per acquisire le agende e gli atti relativi a una settantina di viaggi personali che l’ex presidente Edouard Ballaman ha fatto. In commissione. E proprio ieri in commissione, tra un articolo e l’altro, come annunciato a fine luglio, l’Italia dei Valori ha presentato un emendamento che puntava a stravolgere l’attuale organizzazione di auto e autisti a disposizione della giunta. L’idea dei dipiestristi era quella riscrivere da capo la norma che prevede l’assegnazione di due autisti di rappresentanza a disposizione del presidente della Regione e di un autista per ogni assessore. La proposta. «Dato che la cancellazione tout court delle auto blu non trova seguito, per dare un segnale ai cittadini anche dopo il caso Ballaman ed economizzare al meglio la gestione di uno strumento troppo spesso abusato – ha spiegato il capogruppo Alessandro Corazza – proponiamo di istituituire un parco macchine a disposizione non più dei singoli assessori ma di tutta la Giunta, e che gli autisti vengano assegnati man mano che le esigenze di rappresentanza lo richiedano, permettendo così di ridurre il numero di auto e ottimizzare le risorse della Regione». Secondo Italia dei Valori, questo meccanismo creerebbe «un vero risparmio per la Regione, contrariamente a quanto si sarebbe verificato se fosse passata la norma che permetteva agli assessori esterni di rinunciare all’autista di rappresentanza a fronte di un cospicuo conguaglio economico». La polemica. Neanche il tempo di enunciare la proposta, che la commissione è scoppiata in un vespaio. L’unico a sostenere l’emendamento, oltre a Corazza, è stata la Sinistra arcobaleno. L’atmosfera si era accesa prima, con il dibattito, in cui praticamente tutti hanno bocciato e censurato la proposta di Corazza come demagogica e ipocrita. Roberto Asquini riconosce che «il problema delle auto blu esiste, ma – dice – quella era una presa in giro, che avrebbe solo creato maggiori problemi. Io – continua il consigliere del Gruppo Misto – sono per non prendere in giro la gente, sulle auto blu dobbiamo dare un taglio drastico con un semplice rimborso chilometrico». Corazza si è visto contro tutte le forze politiche, dalla Lega, con Danilo Narduzzi, al Pdl, con Daniele Galasso. C’è chi lo ha accusato di «operazione da prima repubblica», chi gli ha rimproverato di «voler solo cercare pubblicità», e chi come il capogruppo Pd Gianfranco Moretton, ha chiesto il rinvio della discussione all’apposito tavolo sui costi della politica. «Noi – replica alla fine dei lavori Corazza – siamo gli unici ad aver proposto qualcosa di concreto, riproporrò l’emendamento in aula». Beniamino Pagliaro

Tratto dal Messaggero Veneto del 17-09-10

I dipietristi chiedono la discussione in aula di un provvedimento per abrogare i privilegi dopo il no alla proposta di referendum  

Ma il Pd è diviso, Travanut contro Serracchiani: «La sua strategia è inopportuna»

UDINE. L’opposizione si divide sull’abrogazione dei vitalizi ai consiglieri regionali. Idv presenta una proposta di legge; Mauro Travanut (Pd) attacca la segretaria regionale Debora Serracchiani; Kristian Franzil (segretario regionale Prc-Se) invita il Pd ad assumere una posizione unitaria.
Il gruppo dell’Italia dei valori in consiglio regionale, dopo la bocciatura dei referendum da parte dell’aula, ha presentato una proposta di legge per abolire l’assegno vitalizio dei consiglieri e l’indennità di buonuscita. L’iniziativa è stata presa «in risposta» alla decisione del consiglio che ha decretato l’inammissibilità dei referendum contro i privilegi. «Se i consiglieri regionali si nascondono dietro “problemi tecnici” di ammissibilità dei quesiti – ha detto Alessandro Corazza, capogruppo dell’Idv – risolviamo il problema presentando una legge che metterà le forze politiche che compongono il consiglio regionale davanti alle loro responsabilità». Secondo Corazza, «in aula è stato fatto un vero e proprio blitz, mettendo all’ordine del giorno un tema così importante senza preavviso e assegnando a esso una sola ora di dibattito, trasformando quindi la decisione che sarebbe dovuta essere tecnica, in politica. Forse lo si è fatto – ha aggiunto – per cercare di far passare inosservato in un caldo pomeriggio estivo una decisione che va contro il volere dei cittadini e ha come obiettivo soltanto quello di autotutelare la classe politica sempre più autoreferenziale».
Il vicecapogruppo del Pd, Mauro Travanut, intanto attacca la segretaria regionale del suo partito Debora Serracchiani, che aveva affermato che il tavolo di lavoro per ridurre i costi della politica può essere archiviato. «È del tutto inopportuno definire una strategia come indicata dalla segretaria. Il tavolo politico, tra l’altro anche da noi promosso, ha l’obiettivo di trovare i numeri e le opportunità reali per intervenire in materia e sicuramente non è fallito alcunché, ma sicuramente si tratterà di intensificare un lavoro collegiale per approdare a qualcosa di serio e di concreto – continua Travanut -. Se tutti i partiti dovessero invece presentare separatamente progetti tra loro anche distanti il risultato sarebbe inevitabile: non si farebbe nulla. Quindi – sono ancora le parole di Travanut – bisogna fare esattamente l’opposto di quello che dice la segretaria Serracchiani e non dire che il tavolo si è svuotato. L’indirizzo del Pd in consiglio – continua Travanut – è invece di lavorare per conto nostro per un progetto e confrontarlo al tavolo. Se invece, come sostiene la segretaria, si dovesse seguire il suo indirizzo alla fine avremmo un sacco di articoli senza speranza che diventi legge. Mi auguro che un simile atteggiamento si possa anche perseguire ad altri livelli e nello specifico a livello europeo e a livello romano».
Anche Kristian Franzil, segretario regionale Prc-Se, critica le parole dell’europarlamentare Serracchiani. «Non si comprendono le parole della segretaria del Pd se non come una smentita dell’operato del suo gruppo consiliare regionale – sostiene Franzil -. Non è altrimenti possibile sostenere una cosa e il suo opposto, ovvero che bisognava votare contro la legittimità dei referendum sui vitalizi e poi dire che il voto contrario è stata una brutta pagina della politica regionale. Dunque invitiamo il Pd del Friuli Venezia Giulia a trovare una posizione unitaria e poi a esporla agli altri gruppi di opposizione, per evitare ambiguità», conclude Franzil.

Sabato 31 luglio 2010, Messaggero VenetoRegione, pag. 8

TRIESTE Niente più vitalizio né indennità di fine mandato. È l’obiettivo dell’Italia dei Valori che ha annunciato la presentazione di una proposta di legge statutaria per la cancellazione dei due benefit di cui godono i consiglieri e gli assessori regionali.
Parallelamente i dipietristi mirano anche a ridurre le auto blu a disposizione della giunta o quantomeno di arrivare a una «moratoria» sull’acquisto delle macchine di rappresentanza. La proposta sui vitalizi ricalca quanto promosso da Italia dei Valori anche a livello nazionale, nella ”contromanovra” illustrata ieri dal deputato Carlo Monai, affiancato dal coordinatore regionale Paolo Bassi e dai consiglieri regionali Alessandro Corazza e Enio Agnola. «Abbiamo affiancato il comitato referendario nella raccolta delle firme per i referendum che sostengono l’abolizione dei vitalizi e delle indennità di fine mandato – ha spiegato Monai – mentre Pd e Pdl spendono soldi per pareri che mettono in dubbio l’ammissibilità dei quesiti». Il percorso sarà tutto in salita visto che è lo statuto regionale a prevedere vitalizi e indennità di fine mandato con l’obbligo quindi di passare anche per il Parlamento: «È un percorso accidentato e pieno di veti incrociati – è conscio il deputato di Idv – ma non per questo la battaglia non va fatta». La necessità di una proposta di legge, ha aggiunto Corazza, deriva anche dal «boicottaggio del referendum, anche attraverso l’emendamento votato in assestamento di bilancio che pone tutti i vitalizi, anche quelli degli assessori esterni, sotto la competenza del Consiglio regionale che ha autonomia contabile». Proprio oggi i referendum e le relative firme verranno consegnati dal comitato promotore al presidente del Consiglio, Edouard Ballaman. «I promotori – ha affermato l’Italia dei valori – sappiano che se i referendum dovessero venire dichiarati illegittimi c’è chi porterà avanti questa battaglia». Sul capitolo auto blu il percorso normativo è più complesso visto che si tratta di una questione regolamentare della giunta. «L’obiettivo – ha affermato Corazza – è quello di ridurre il parco vetture prevedendo non più una macchina per assessore ma dimezzando le auto con un sistema ”a prenotazione” in caso di necessità». Se questa strada non dovesse essere percorribile, Idv presenterà un emendamento alla legge di manutenzione per una moratoria dell’acquisto di nuove auto di rappresentanza. (r.u.)

Il Piccolo, 13 luglio 2010 (pag. 12)

Messaggero Veneto di Pordenone 05-06-10, pag. 14
   
 
FANNA. Il consiglio regionale ha bocciato ieri la mozione presentata dal gruppo della Sinistra Arcobaleno sul cementificio di Fanna. L’aula ha respinto il documento con 20 voti contrari (Pdl, Lega, Udc, Misto e Pensionati) e 17 favorevoli (Pd, Cittadini, Idv e Sa). L’obiettivo della mozione – firmata dai consiglieri Roberto Antonaz , Igor Kocijancic e Stefano Pustetto – era bloccare l’utilizzo di sostanze nocive, almeno fino al completamento della Valutazione di impatto ambientale. «La proprietà – ha spiegato Antonaz – intende utilizzare come combustibile per il forno dello stabilimento il Cdr-Q, sigla che sta per combustile derivato da rifiuti di qualità elevata». «Novanta tonnellate al giorno – ha sostenuto Kocijancic – il che vuol dire per l’impresa un risparmio di un milione e 600 mila euro». «A quanto sembra – ha aggiunto Kocijancic – la direzione regionale dell’Ambiente non avrebbe richiesto alla società la Via eppure la combustione di questo tipo di rifiuti, oltre a emettere grandi quantità di inquinanti come le polveri sottili, può portare all’emissione nell’aria di diossina, furani, policlorobifenili e altre sostanze cancerogene». Emissione che, secondo i consiglieri regionali, «va scongiurata», perchè «la salute dei cittadini deve essere prioritaria e non subordinata agli interessi economici di qualsiasi azienda». Da qui le richieste dell’attivazione della procedura di Via sulla possibilità di uso del Cdr-Q e l’obbligo, per la proprietà, anche in caso di Valutazione di impatto ambientale positiva, di installare su ogni camino dello stabilimento adeguati sistemi di monitoraggio dei fumi per il campionamento di tutti gli inquinanti. Simili nel contenuto anche le interpellanze presentate da Alessandro Corazza , capogruppo di Idv, e Piero Colussi , dei Cittadini, che sono state illustrate all’aula dopo la mozione. «Il dato emerso in consiglio è che non vi è alcun ripensamento riguardo al progetto della Cementizillo di poter utilizzare il Cdr-Q» ha commentato Colussi, osservando: «Un’occasione persa per garantire la salute dei cittadini». E ha aggiunto: «Ho chiesto all’assessore De Anna un impegno straordinario nell’attività di monitoraggio delle emissioni che verranno prodotte nel cementificio perché non possiamo esporre a rischi la salute delle popolazioni che vivono nella pedemontana. L’assessore su questo specifico punto ha dichiarato la sua disponibilità». De Anna ha accettato di visitare assieme al gruppo di lavoro sul piano dei rifiuti della IV commissione consiliare il centro riciclo di Vedelago quale esempio virtuoso di una politica che vuole valorizzare il riutilizzo dei rifiuti. «Ancora una volta l’assessore De Anna, pare non essere interessato ai pericoli per la salute umana e per l’ambiente che comporta la combustione di rifiuti – ha evidenziato Corazza – Eppure dovrebbe porsi alcune domande sull’opportunità di dare seguito a un business così rischioso, ampliamente documentato da studi medici».
 

Il trasloco del SummerEnd, il Festival rock che avrebbe dovuto tenersi in Fiera a fine agosto al quale l’amministrazione comunale non ha però concesso la deroga per poter suonare dal vivo oltre le 23.30, sta sollevando un mare di polemiche. Tra gli interventi più autorevoli, pur scritto sul suo blog, quello di Luca Ciriani, assessore regionale al Turismo che proprio sui grandi eventi (leggi concerti) ha basato una buona parte dell’attrazione regionale. «Il SummerEnd festival – scrive l’assessore sul Blog – che si sarebbe dovuto svolgere nel parco della Fiera di Pordenone dal 26 al 28 agosto ha deciso di trovarsi un’altra location perchè il sindaco non ha concesso la deroga per permettergli di suonare fino a mezzanotte e mezza, dato che quella zona è considerata residenziale. Le serate del festival si sarebbero quindi dovute concludere alle 23.30, un orario difficilmente compatibile con una manifestazione di questo genere. È un problema purtroppo non nuovo e il SummerEnd non è la prima manifestazione che Pordenone perde per questo motivo. Pochi mesi fa, infatti, cercammo di portare, proprio nel parco della Fiera i Placebo, ma alla luce di questo limite abbiamo dovuto "dirottarli" a Villa Manin a Codroipo. È un vero peccato perchè il concerto dei Placebo sarebbe stato un appuntamento importantissimo per Pordenone, anche dal punto di vista turistico. Spero quindi che si trovi una soluzione a questi problemi, perchè non avere un luogo adatto per questi eventi costringe Pordenone a perdere una opportunità dopo l’altra». Ma voce fuori dal coro è anche quella del consigliere regionale (nonchè comunale eletto con il Fiume e in maggioranza) Alessandro Corazza. «Personalmente ritengo che ospitare un evento come il SummerEnd rappresenti una opportunità tale per Pordenone da consentire di concedere una deroga di un’ora nei tre giorni richiesti ad agosto. Questa città – continua Corazza – ha un fermento culturale rappresentanto da numerosissimi gruppi musicali che bisognerebbe sostenere e rilanciare come un volano, evitando che l’offerta musicale della città diventi monopolio del solo deposito Giordani che è stata senza dubbio un’ottima idea diventata realtà proprio grazie a questa amministrazione. Dopo la chiusura dell’In-Chiostro questo sarebbe un altro duro colpo per la città e i giovani. Spero, quindi, che l’amministrazione comunale riveda la sua decisione e che si apra un ragionamento per cercare nuovi spazi in città per dare voce a queste iniziative». Secca anche la presa di posizione del capogruppo leghista Danilo Narduzzi. «Altro che dormitorio: Pordenone rischia di diventare un cimitero. Non si vuole dare nessuna fiducia ai giovani e questo è un grande errore».

(Il Gazzettino di Pordenone del 12 maggio 2010, pag. 7)

Messaggero Veneto di Pordenone 27-04-10, 10
 
 
FANNA. Il piano rifiuti regionale e il progetto di utilizzo di combustibile da rifiuto alla Zillo di Fanna sono stati i temi trattati dalla quarta commissione, alla cui riunione è intervenuto anche il capogruppo di Idv, Alessandro Corazza. Dall’esponente dipietrista sono giunte critiche al piano, che «punta troppo sull’incenerimento dei rifiuti, il quale, stando alle direttive europee, dovrebbe essere soltanto l’ultima ed eventuale fase della gestione dei rifiuti, e sul business del Cdr-q che, per questa giunta, riveste evidentemente un interesse maggiore rispetto alla salute umana e alla tutela dell’ambiente». Corazza ha ammesso il suo desiderio: che il piano regionale puntasse all’obiettivo “rifiuti zero”, mirando soprattutto alla riduzione della produzione di rifiuti prima ancora che al riciclo, evitando soluzioni dannose per la salute umana come l’incenerimento. Il capogruppo di Idv ha infine incalzato l’assessore all’Ambiente, Elio De Anna, sul fatto che sono ormai due volte che l’interpellanza che ha presentato come primo firmatario sull’utilizzo del “rifiuto” Cdr-q nel cementificio di Fanna viene rimandata di seduta in seduta, assieme alle altre iniziative sul tema. «Ora attendiamo la risposta ufficiale all’interpellanza – ha sottolineato Corazza – che pone anche altre questioni alle quali la Regione deve dare urgentemente seguito». E proprio sulla questione del cementificio di Fanna si è registrata una significativa ammissione da parte di De Anna, che, dando ragione a Corazza nel merito del contenuto della suddetta interpellanza, ha affermato che il Cdr-q è da considerare rifiuto a tutti gli effetti e non combustibile. «Ci fa piacere – commenta Corazza – che la nostra interpellanza abbia innescato quelle opportune verifiche che hanno fatto convenire anche l’assessore sulle nostre posizioni in merito al fatto che il Cdr-q sia da considerare rifiuto, così come richiamato dalle direttive europee, e non combustibile. La partita quindi non è chiusa e, ferma restando la nostra contrarietà all’incenerimento di rifiuti, continueremo a fare le opportune verifiche per vedere se le procedure autorizzative per la combustione di rifiuti in impianti industriali rispettino tutte le direttive europee in materia». (l.v.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA
 



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