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Come da mesi l’Italia dei Valori sta ripetendo, il modo in cui vengono impiegate le auto blu della Regione Friuli Venezia Giulia fa acqua da tutte le parti, e lo ha dimostrato l’inchiesta pubblicata dal Messaggero Veneto sugli spostamenti “personali” e “familiari” del Presidente del Consiglio regionale Edouard Ballaman.
Il Gruppo consiliare dell’Italia dei Valori aveva recentemente proposto sia degli emendamenti alla legge sull’assestamento di bilancio che un Ordine del giorno per riformare il sistema delle auto di rappresentanza, dimezzando il parco macchine e mettendolo a disposizione dell’intera Giunta – non più quindi dei singoli assessori – in modo che ci fosse un sistema di prenotazione che consentisse un uso più razionale delle auto e anche di verificare che esse venissero usate per scopi istituzionali e non personali. La risposta del Consiglio regionale è stata chiara: un secco e unanime "no", con qualche accusa di populismo, provenuta sopratuttto da uno sprezzante assessore De Anna.
Ora, grazie anche al dossier pubblicato dal Messaggero Veneto, i nodi vengono al pettine: «A questo punto – chiede ora con forza il capogruppo IDV Alessandro Corazza – vogliamo che vengano resi pubblici tutti gli spostamenti di tutti i componenti della Giunta e del Presidente della Regione, in onore della trasparenza e per permettere al Consiglio di riformare un servizio evidentemente abusato. Se, come abbiamo sempre denunciato, ci sono stati degli abusi (e il “caso Ballaman” lo testimonia), chi ha abusato dovrà prendersi le proprie responsabilità nonché rifondere la Regione dei danni erariali conseguenti ad un uso privatistico di risorse e mezzi pubblici. Inoltre appare ormai chiaro che il sistema va completamente riformato perciò la prossima settimana, quando in commissione verrà discussa la proposta di legge regionale di manutenzione, ripresenteremo l’emendamento con la nostra contro-riforma aspettandoci però che stavolta venga accolto, con uno slancio di responsabilità che deve investire tutto il Consiglio. Ci aspettiamo infatti delle risposte vere e concrete. Il silenzio degli altri componenti della Giunta su questo caso ci allarma e non vorremmo che si sia solo scoperta la punta di un iceberg. Quello che ora pretendiamo è che tutte le forze politiche convergano sulla nostra proposta, per salvare la dignità di una Regione che, a causa delle brutte figure a cui la “Casta” la sottopone, rischia di cadere sempre più in basso ed essere sempre più lontana dai cittadini.

 «Vietare le riprese da parte del pubblico presente in Consiglio regionale è un atto oscurantista». Interviene così il capogruppo dell’IDV Alessandro Corazza, che non aveva perso occasione per criticare già in Aula l’intenzione, lanciata dal consigliere del PD Tesini e raccolta dal Presidente del Consiglio regionale Edouard Ballaman, di vietare la possibilità al pubblico di filmare le sedute del Consiglio regionale.
«E’ incredibile che il palazzo regionale, invece che aprirsi alla gente, si chiuda a riccio e neghi addirittura ai cittadini di poter filmare delle sedute che sono pubbliche per legge e peraltro già trasmesse in diretta. I politici sono chiamati ad amministrare la cosa pubblica in nome e per conto dei cittadini ed è davvero incredibile che alcuni sentano l’esigenza di nascondere alla gente il loro operato. Di cosa hanno paura? Se un politico inizia a difendersi dalla gente a cui deve rispondere, vuol dire che siamo davanti ad una patologia del sistema. E non è certo un caso che queste richieste siano giunte subito dopo un momento delicato come la discussione in Aula sull’ammissibilità dei referendum regionali contro i vitalizi e l’indennità di fine mandato, che ha visto quasi tutti i partiti votare per il loro affossamento, eccetto l’Italia dei valori che sul tema ha rilanciato depositando una proposta di legge.
Ballaman è dunque cosciente - continua Corazza- dell’impopolarità delle decisioni che prende il Consiglio regionale e temendo il giudizio dell’opinione pubblica, sceglie la via dell’oscurantismo: vieta con un colpo di mano la trasparenza, chiude in una torre d’avorio il Consiglio regionale, e toglie ai cittadini la possibilità di giudicare l’operato di chi hanno eletto.
Di questo passo non vorrei ritrovarmi di colpo catapultato dal Friuli Venezia Giulia alla vecchia Unione Sovietica, dove l’unico strumento di comunicazione autorizzato del palazzo rimarrebbe la webtv fvg.tv, magari con tanto di trasmissione in differita per permettere magari il taglio preventivo di qualche esuberanza degli assessori o dei consiglieri…
E’ una decisione inaccettabile e antidemocratica alla quale ci opporremo con tutti gli strumenti che abbiamo, mobilitando il popolo di internet e non dando pace al Consiglio fintanto che le riprese del pubblico non verranno nuovamente permesse.»

Il Gruppo consiliare regionale dell’Italia dei Valori ha depositato un’interpellanza alla Giunta Tondo per chiedere chiarezza sulle informazioni lacunose relative alla Ferriera di Servola inviate alla Commissione Europea dagli uffici della nostra Regione: « La Giunta regionale – spiega il capogruppo dell’Idv Alessandro Corazza – spieghi quali sono i motivi per cui non è stata data alcuna comunicazione ufficiale a Bruxelles della mancata ottemperanza delle prescrizioni A.I.A. per la manutenzione dell’altoforno AFO2 e la traslazione dei lavori sull’altoforno AFO3».

 «Il 12 marzo 2009 – afferma Corazza – l’azienda ha chiuso l’attività dell’altoforno in funzione, denominato AFO2, non essendo in grado di adeguarlo alle prescrizioni contenute nel decreto di Autorizzazione Integrata Ambientale risalente al  2008, attendendo altresì di completare i lavori per l’apertura dell’altoforno AFO3, inattivo da anni. Viene da chiedersi – prosegue il giovane rappresentate in regione del partito di Di Pietro – quali siano i motivi per cui non sia stata data alcuna comunicazione ufficiale di questa modifica operata dalla proprietà, alla luce del fatto che il nuovo altoforno è tornato in attività nel giugno dello stesso anno, non risolvendo in alcun modo la drammatica situazione ambientale causata dall’inquinamento dello stabilimento della Lucchini».

 «Si faccia luce – sostiene Corazza – su una così grave anomalia che non ha permesso alla Commissione Europea di formulare un parere consapevole e completo sulle sollecitazioni pervenutele dai cittadini residenti del rione di Servola e dalle associazioni e comitati di quartiere che da anni si battono per il diritto alla salute e per la salvaguardia dell’ambiente».

 Inoltre nell’interpellanza, alla luce delle inadempienze del Comune di Trieste nell’ottemperare alle ripetute segnalazioni dell’Azienda Sanitaria, si chiede alla Giunta se non intenda esercitare eventuali poteri sostitutivi nei confronti del Sindaco di Trieste a tutela della salute pubblica e dell’ambiente.

 «Constatiamo dunque – prosegue l’esponente dipietrista – come il centro destra continui a non dare risposte chiare ai cittadini servolani e ai lavoratori impiegati nello stabilimento siderurgico. Il siluramento dell’Assessore al Lavoro Rosolen non ha fatto altro che creare ulteriori elementi di criticità, questa volta sotto il profilo dei lavoratori e della loro ricollocazione nel mercato del lavoro, a riprova dell’inadeguatezza delle azioni che questa amministrazione sta mettendo in atto in difesa dei cittadini della nostra regione».

I dipietristi chiedono la discussione in aula di un provvedimento per abrogare i privilegi dopo il no alla proposta di referendum  

Ma il Pd è diviso, Travanut contro Serracchiani: «La sua strategia è inopportuna»

UDINE. L’opposizione si divide sull’abrogazione dei vitalizi ai consiglieri regionali. Idv presenta una proposta di legge; Mauro Travanut (Pd) attacca la segretaria regionale Debora Serracchiani; Kristian Franzil (segretario regionale Prc-Se) invita il Pd ad assumere una posizione unitaria.
Il gruppo dell’Italia dei valori in consiglio regionale, dopo la bocciatura dei referendum da parte dell’aula, ha presentato una proposta di legge per abolire l’assegno vitalizio dei consiglieri e l’indennità di buonuscita. L’iniziativa è stata presa «in risposta» alla decisione del consiglio che ha decretato l’inammissibilità dei referendum contro i privilegi. «Se i consiglieri regionali si nascondono dietro “problemi tecnici” di ammissibilità dei quesiti - ha detto Alessandro Corazza, capogruppo dell’Idv - risolviamo il problema presentando una legge che metterà le forze politiche che compongono il consiglio regionale davanti alle loro responsabilità». Secondo Corazza, «in aula è stato fatto un vero e proprio blitz, mettendo all’ordine del giorno un tema così importante senza preavviso e assegnando a esso una sola ora di dibattito, trasformando quindi la decisione che sarebbe dovuta essere tecnica, in politica. Forse lo si è fatto - ha aggiunto - per cercare di far passare inosservato in un caldo pomeriggio estivo una decisione che va contro il volere dei cittadini e ha come obiettivo soltanto quello di autotutelare la classe politica sempre più autoreferenziale».
Il vicecapogruppo del Pd, Mauro Travanut, intanto attacca la segretaria regionale del suo partito Debora Serracchiani, che aveva affermato che il tavolo di lavoro per ridurre i costi della politica può essere archiviato. «È del tutto inopportuno definire una strategia come indicata dalla segretaria. Il tavolo politico, tra l’altro anche da noi promosso, ha l’obiettivo di trovare i numeri e le opportunità reali per intervenire in materia e sicuramente non è fallito alcunché, ma sicuramente si tratterà di intensificare un lavoro collegiale per approdare a qualcosa di serio e di concreto - continua Travanut -. Se tutti i partiti dovessero invece presentare separatamente progetti tra loro anche distanti il risultato sarebbe inevitabile: non si farebbe nulla. Quindi - sono ancora le parole di Travanut - bisogna fare esattamente l’opposto di quello che dice la segretaria Serracchiani e non dire che il tavolo si è svuotato. L’indirizzo del Pd in consiglio - continua Travanut - è invece di lavorare per conto nostro per un progetto e confrontarlo al tavolo. Se invece, come sostiene la segretaria, si dovesse seguire il suo indirizzo alla fine avremmo un sacco di articoli senza speranza che diventi legge. Mi auguro che un simile atteggiamento si possa anche perseguire ad altri livelli e nello specifico a livello europeo e a livello romano».
Anche Kristian Franzil, segretario regionale Prc-Se, critica le parole dell’europarlamentare Serracchiani. «Non si comprendono le parole della segretaria del Pd se non come una smentita dell’operato del suo gruppo consiliare regionale - sostiene Franzil -. Non è altrimenti possibile sostenere una cosa e il suo opposto, ovvero che bisognava votare contro la legittimità dei referendum sui vitalizi e poi dire che il voto contrario è stata una brutta pagina della politica regionale. Dunque invitiamo il Pd del Friuli Venezia Giulia a trovare una posizione unitaria e poi a esporla agli altri gruppi di opposizione, per evitare ambiguità», conclude Franzil.

Sabato 31 luglio 2010, Messaggero Veneto - Regione, pag. 8

Il Gruppo dell’Italia dei Valori si è opposto fermamente alla repentina calendarizzazione in Aula dell’ammissibilità sul referendum contro vitalizi e indennità di fine mandato, inserita durante la pausa pranzo all’ordine del giorno del Consiglio regionale nella seduta pomeridiana e in discussione subito dopo la norma sui carburanti.
«E’ un vero e proprio blitz – ha denunciato il Capogruppo Alessandro Corazza – perché si mette all’ordine del giorno un tema così importante senza preavviso e senza dare la possibilità ai Consiglieri di prepararsi sul tema (è prevista solo un’ora di dibatitto!), trasformando quindi la decisione che sarebbe dovuta essere tecnica, in politica, checché ne dicano gli altri esponenti. Forse lo si è fatto per cercare di far passare inosservato in un caldo pomeriggio estivo una decisione che va contro il volere dei cittadini e ha come obiettivo soltanto quello di autotutelare la classe politica sempre più autoreferenziale e in palese conflitto di interesse».
Secondo Corazza, infatti, «l’Ufficio di Presidenza, anticipato ad oggi per prendere questa decisione, si sarebbe dovuto riunire dopo questa sessione di Consiglio regionale rimandando la decisione sui referendum alla seduta d’Aula di Settembre. Invece si è preferito, con questo colpo di mano, chiudere subito un argomento spinoso».
 
Nel suo intervento il capogruppo di Idv ha criticato aspramente l’istituto del vitalzio: «E’ un’ingiustizia inacettabile che un Consigliere regionale dopo soli cinque anni di mandato maturi il diritto, al compimento del 65o anno d’età, ad un trattamento pensionistico peraltro sproporzionato rispetto a quanto effettivamente versato. Infatti in un contesto nazionale di tagli e sacrifici, dove il sistema pensionistico è passato ormai da tempo da retributivo a contributivo, il vitalizio diventa un privilegio inaccettabile e discriminatorio rispetto a chi non è Assessore o Consigliere regionale».
 
I dipietristi hanno fatto resistenza al trincerarsi del Consiglio regionale a difesa della norma sui privilegi dei propri componenti, chiedendo anche il voto per appello nominale su tutti e quattro i quesiti. Corazza ha annunciato immediatamente dopo la decisione dell’Aula l’imminente presentazione di una proposta di legge che abolisce il vitalizio per i consiglieri regionali. «Se i consiglieri regionali si nascondono dietro “problemi tecnici” di ammissibilità dei quesiti, risolviamo il problema presentando una legge che metterà le forze politiche che compongono il Consiglio regionale davanti alla loro responsabilità».

 

Alessandro Corazza ha formalizzato l’annunciata proposta dei dipietristi per ridurre realmente i costi delle cosiddette “auto blu”, inserendola all’interno del Regolamento di organizzazione dell’Amministrazione e degli Enti Regionali, sul quale la I Commissione era oggi chiamata a dare parere. L’idea del Gruppo dell’Idv è di riscrivere la norma che prevede l’assegnazione di due autisti di rappresentanza a disposizione del Presidente della Regione e di un autista per ogni Assessore. «Riscontrato che la cancellazione tout court delle auto blu non trova seguito, per dare un segnale di contenimento dei costi e per economizzare al meglio la gestione di uno strumento che troppo spesso viene abusato – spiega il Capogruppo Alessandro Corazza - abbiamo formalizzato in Commissione una proposta affinché venga istituito un parco macchine a disposizione non più dei singoli Assessori ma di tutta la Giunta, e che gli autisti vengano assegnati man mano che le esigenze di rappresentanza lo richiedano, permettendo così di ridurre i numero di auto ed ottimizzare le risorse della Regione». «In questo modo – conclude Corazza -  si creerebbe un vero risparmio per la Regione, contrariamente a quanto si sarebbe verificato se fosse passata la norma che permetteva agli Assessori esterni di rinunciare all’autista di rappresentanza a fronte di un cospicuo conguaglio economico».
Corazza ha comunque contestato il metodo adottato in sede di calendarizzazione dei lavori, che portava a dare parere sul Regolamento di organizzazione dell’Amministrazione e degli Enti Regionali prima che la proposta di legge 123 “Norme urgenti in materia di personale e di organizzazione” fosse approvata dall’Aula. «Non condividiamo i termini generali di questa operazione fatta dalla Giunta – ha dichiarato Corazza -  sia nel merito che nel metodo. Ci ritroviamo infatti a dare un parere su un regolamento prima che la legge a cui fa riferimento sia approvata in Aula. In questo modo si manca di rispetto all’Assemblea che dovrebbe essere l’organo legislatore che fa le regole a cui poi i regolamenti di Giunta si adattano, e non il contrario».
Tra le proposte di modifica del regolamento presentate dal Gruppo dell’Italia dei Valori c’è anche la riduzione al 10% dei direttori centrali con contratti esterni che rivestono carattere di fiduciarietà a fronte del limite del 20% proposto nel regolamento.





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