Contro la chiusura del SummerEnd at



Il trasloco del SummerEnd, il Festival rock che avrebbe dovuto tenersi in Fiera a fine agosto al quale l’amministrazione comunale non ha però concesso la deroga per poter suonare dal vivo oltre le 23.30, sta sollevando un mare di polemiche. Tra gli interventi più autorevoli, pur scritto sul suo blog, quello di Luca Ciriani, assessore regionale al Turismo che proprio sui grandi eventi (leggi concerti) ha basato una buona parte dell’attrazione regionale. «Il SummerEnd festival – scrive l’assessore sul Blog – che si sarebbe dovuto svolgere nel parco della Fiera di Pordenone dal 26 al 28 agosto ha deciso di trovarsi un’altra location perchè il sindaco non ha concesso la deroga per permettergli di suonare fino a mezzanotte e mezza, dato che quella zona è considerata residenziale. Le serate del festival si sarebbero quindi dovute concludere alle 23.30, un orario difficilmente compatibile con una manifestazione di questo genere. È un problema purtroppo non nuovo e il SummerEnd non è la prima manifestazione che Pordenone perde per questo motivo. Pochi mesi fa, infatti, cercammo di portare, proprio nel parco della Fiera i Placebo, ma alla luce di questo limite abbiamo dovuto "dirottarli" a Villa Manin a Codroipo. È un vero peccato perchè il concerto dei Placebo sarebbe stato un appuntamento importantissimo per Pordenone, anche dal punto di vista turistico. Spero quindi che si trovi una soluzione a questi problemi, perchè non avere un luogo adatto per questi eventi costringe Pordenone a perdere una opportunità dopo l’altra». Ma voce fuori dal coro è anche quella del consigliere regionale (nonchè comunale eletto con il Fiume e in maggioranza) Alessandro Corazza. «Personalmente ritengo che ospitare un evento come il SummerEnd rappresenti una opportunità tale per Pordenone da consentire di concedere una deroga di un’ora nei tre giorni richiesti ad agosto. Questa città – continua Corazza – ha un fermento culturale rappresentanto da numerosissimi gruppi musicali che bisognerebbe sostenere e rilanciare come un volano, evitando che l’offerta musicale della città diventi monopolio del solo deposito Giordani che è stata senza dubbio un’ottima idea diventata realtà proprio grazie a questa amministrazione. Dopo la chiusura dell’In-Chiostro questo sarebbe un altro duro colpo per la città e i giovani. Spero, quindi, che l’amministrazione comunale riveda la sua decisione e che si apra un ragionamento per cercare nuovi spazi in città per dare voce a queste iniziative». Secca anche la presa di posizione del capogruppo leghista Danilo Narduzzi. «Altro che dormitorio: Pordenone rischia di diventare un cimitero. Non si vuole dare nessuna fiducia ai giovani e questo è un grande errore».

(Il Gazzettino di Pordenone del 12 maggio 2010, pag. 7)

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