Friuli Venezia Giulia, Regione europea at



Report sulla visita alle istituzioni europee

La sede del Consiglio delle Regioni, a Bruxelles

La V Commissione del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, competente in materia di rapporti esterni e con l’Unione Europea, si è recata a Bruxelles dal 10 al 12 febbraio per conoscere le strutture regionali presenti in loco e le attività di interesse regionale che svolge l’UE, al fine di predisporre il documento di indirizzo della Giunta regionale in materia di politiche internazionali della Regione.

L’Ufficio di collegamento di Bruxelles
La Regione Friuli Venezia Giulia è presente nella capitale europea con un ufficio, formato da cinque funzionari, che assicura i rapporti tra la nostra regione e le istituzioni comunitarie. In questo suo compito è capofila di tutte le regioni italiane e, nell’ottica di dare maggiore concretezza all’euroregione, divide la sede con la rappresentanza della Carinzia, affiancata dall’Istria e dal Cantone di Sarajevo.

Il padre dell’ERASMUS
Il sopralluogo ha permesso ai Consiglieri di conoscere il dr. Domenico Lenarduzzi, Direttore generale onorario della Commissione Europea e fondatore dell’ERASMUS, il progetto europeo che permette ogni anno a 160.000 studenti universitari di fare una formativa esperienza di studio all’estero. Lenarduzzi, forte dei suoi 74 anni di esperienza, 54 dei quali passati a Bruxelles, ha contribuito alla stesura di due documenti: “L’Europa dei cittadini” e “L’Europa della conoscenza”, uniformando in tutta Europa simboli e procedure, abolendo le frontiere, favorendo la mobilità di cittadini e merci, promuovendo la formazione continua e l’apprendimento delle lingue: conquiste che sebbene oggi sembrino scontate, una volta rappresentavano una barriera insormontabile.

La Rappresentanza permanente d’Italia presso l’UE
La prima giornata si è poi conclusa nella sede della Rappresentanza permanente d’Italia presso l’Unione Europea (ItalRap) che ha un ruolo di raccordo tra Italia e UE e fa attività di lobbing per tutelare gli interessi italiani, contribuendo -laddove possibile- ad indirizzare le Direttive e i Regolamenti europei in senso maggiormente favorevole.

Il Comitato delle Regioni e il GECT
Il ponte sul fiume Guadiana che collega Spagne e PortogalloLa seconda giornata si è aperta nella sede del Comitato delle Regioni (CdR), organo consultivo (i cui pareri sono però spesso obbligatori) che riveste un ruolo propulsivo in materia di cooperazione transfrontaliera. E’ uno dei principali sostenitori politici del GECT (gruppo europeo di cooperazione territoriale), strumento giuridico europeo che consente ad autorità territoriali (Regioni, autorità locali o nazionali, organismi di diritto pubblico o associazioni) di due o più Stati di istituire gruppi di cooperazione con personalità giuridica, finanziati dall’UE, per organizzare -ad esempio- servizi di trasporto o sanità transfrontalieri. Introdotto il 5 luglio 2006 dal regolamento (CE) n. 1082/2006 del Parlamento Europeo e del Consiglio, è stato già adottato da una dozzina di Stati membri (per l’Italia bisognerà invece aspettare almeno sei mesi ancora) e tra i primi progetti in fieri è presente il GECT ”Euroregion Alpes-Mediterraneé” formato da Piemonte, Liguria, Valle D’Aosta, e dalle Regioni francesi della Provenza-Alpi-Costa Azzurra e Rodano-Alpi.

Un ruolo sempre maggiore per l’UE
Gli incontri avuti con alcuni Europarlamentari e deputati italiani presenti a Bruxelles hanno evidenziato come ormai l’80% delle decisioni che ricadono sulla nostra testa siano assunte dall’UE, attraverso le sue istituzioni. Delle tre procedure che l’UE ha per operare (co-decisione, consultazione e consenso) la co-decisione è la più usata e permette alla Commissione Europea di coinvolgere il Consiglio dei Ministri e successivamente il Parlamento Europeo che, attraverso propri emendamenti, può influenzare notevolmente il processo legislativo, assumentosi un ruolo sempre più determinante nello scacchiere europeo.

Take a week to change tomorrow
Il sopralluogo ha fornito inoltre l’occasione per partecipare a qualche sessione della terza edizione della “settimana dell’energia sostenibile” che si tiene annualmente a Bruxelles. In tempi di crisi economica è significante il segnale dato dal Consiglio d’Europa che ha confermato l’obiettivo della Commissione Europea di diminuire le emissioni di anidride carbonica del 20%, aumentare l’efficienza energetica del 20% e di incrementare del 20% l’uso di fonti rinnovabili, il tutto entro l’anno 2020. Uno impegno europeo da portare anche nella nostra Regione!

 


0 Responses to “Friuli Venezia Giulia, Regione europea”

  1. No Comments

Leave a Reply




Il giornale dei Giovani dell'Italia dei Valori:

energie libere

Io c'ero al Vaffanculo Day

Basta! Parlamento pulito

Libera, contro le mafie

3K2 theme by Hakan Aydin


AJAXed with AWP