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	<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 09:11:00 +0000</pubDate>
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		<title>Chiamata alle armi</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 15:11:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>amministratore</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[agenda eventi]]></category>

		<category><![CDATA[Crisi democratica]]></category>

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		<description><![CDATA[Pubblico una lettera di Antonio Di Pietro:
&#34;Carissimi,
&#232; tempo di reagire; l'Italia, dal 5 marzo 2010, non &#232; pi&#249; una democrazia parlamentare.
Il Governo Berlusconi ha cambiato la legge elettorale con un decreto legge per favorire il Pdl, il proprio partito, alle prossime elezioni regionali del 28 e 29 marzo 2010.
Il Pdl &#232; stato escluso per gravi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Pubblico una lettera di Antonio Di Pietro:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>&quot;Carissimi,<br />
&egrave; tempo di reagire; l&#8217;Italia, dal 5 marzo 2010, non &egrave; pi&ugrave; una democrazia parlamentare.<br />
Il Governo Berlusconi ha cambiato la legge elettorale con un decreto legge per favorire il Pdl, il proprio partito, alle prossime elezioni regionali del 28 e 29 marzo 2010.<br />
Il Pdl &egrave; stato escluso per gravi irregolarit&agrave; nel collegio elettorale di Roma, dove non aveva depositato le firme nei tempi fissati dalla legge.<br />
Il 5 marzo 2010 il Consiglio dei Ministri, presieduto dal Premier Silvio Berlusconi, ha emanato un decreto con cui ha cambiato la legge elettorale e violato la Costituzione, sostituendosi agli organi competenti giudiziari, proprio per ammettere il Pdl alle elezioni. Il presidente della Repubblica ha firmato il decreto e, secondo alcune fonti, questo sarebbe avvenuto sotto forti pressioni di Berlusconi il quale avrebbe minacciato di ricorrere alla piazza. Ma il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio ha confermato l&rsquo;esclusione della lista Pdl per le gravi irregolarit&agrave; nella presentazione della documentazione e perch&eacute; la Regione Lazio ha proprie disposizioni in tema elettorale, pertanto la legge nazionale non ha competenze in materia.&nbsp; <br />
Nessun governo in nessuna democrazia pu&ograve; cambiare le regole elettorali durante il periodo elettorale. Nessun governo in nessuna democrazia pu&ograve; &ldquo;interpretare&rdquo; le leggi al posto della magistratura. Invece, questo &egrave; ci&ograve; che &egrave; avvenuto in Italia.&nbsp; Un Paese nel quale i media televisivi pubblici e privati sono sotto il totale controllo del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.<br />
E&rsquo; tempo di chiamata alle armi. Pertanto, invito tutti i cittadini a partecipare alla manifestazione di <strong>sabato 13 marzo a Roma, alle ore 14,00</strong>, in piazza del Popolo. Su tutto il territorio abbiamo predisposto dei pullman e altri mezzi di trasporto per raggiungere Roma&quot;.</em></p>
<p>Anche dal Friuli Venezia Giulia stiamo organizzando dei pullman e chi non potr&agrave; andare in piazza del Popolo potr&agrave; manifestare nelle piazze dei capoluoghi provinciali. In caso di necessit&agrave;, o per ulteriori informazioni logistiche, contattatemi.<br />
&#8230;e ricordatevi che la realt&agrave; si cambia solo attraverso i partiti (unico strumento democratico che la Costituzione ci assegna per partecipare al processo decisionale) e che l&#8217;unica cosa da fare per non lamentarsi a posteriori &egrave; investire un po&#8217; del proprio tempo in quest&#8217;attivit&agrave; di &quot;controllo democratico&quot;: <strong>iscrivetevi all&#8217;Italia dei Valori..la <a href="http://www.idvfvg.it/tesseramento/tesseramento.asp" target="_blank">campagna adesioni</a> &egrave; aperta!</strong></p>
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		<title>Ater di Pordenone: questione morale ancora aperta, ma per De Anna va tutto bene</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Mar 2010 11:34:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>amministratore</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[report dal Consiglio regionale del FVG]]></category>

		<category><![CDATA[Crisi democratica]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160;La questione morale dell&#8217;Ater di Pordenone approda nell&#8217;Aula del Consiglio regionale. Alessandro Corazza, capogruppo dell&#8217;Italia dei Valori, non molla la presa sulla vicenda &#8220;appaltopoli&#8221; (definizione data dalla stampa), e si dichiara insoddisfatto dell&#8217;&#171;immobilismo della Regione che emerge dalla risposta di De Anna all&#8217;interpellanza presentata lo scorso settembre, riguardante l&#8217;Ater di Pordenone&#187;. Nell&#8217;interpellanza si chiedeva quali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify; "><img hspace="5" align="left" alt="" src="http://www.flashgiovani.it/imageserver/pageingrandimento/files/immagini/casa/c_mutuo.jpg" />&nbsp;La questione morale dell&rsquo;Ater di Pordenone approda nell&rsquo;Aula del Consiglio regionale. Alessandro Corazza, capogruppo dell&rsquo;Italia dei Valori, non molla la presa sulla vicenda &ldquo;appaltopoli&rdquo; (definizione data dalla stampa), e si dichiara insoddisfatto dell&rsquo;&laquo;immobilismo della Regione che emerge dalla risposta di De Anna all&rsquo;interpellanza presentata lo scorso settembre, riguardante l&rsquo;Ater di Pordenone&raquo;. Nell&rsquo;interpellanza si chiedeva quali fossero le azioni che la Regione intendesse portare avanti per riportare al rigore amministrativo, all&rsquo;ordine e alla legalit&agrave; l&rsquo;Ater di Pordenone, travolta dalla chiusura della societ&agrave; Edilizia Futura &amp; Territorio Srl, a seguito dei rilievi della Corte dei conti nonch&eacute; rispetto alle indagini per corruzione tuttora in corso da parte della Guardia di Finanza. L&rsquo;interpellanza ripercorre i passaggi che hanno portato alla nascita della societ&agrave; Edilizia Futura &amp; Territorio Srl, costituita dall&rsquo;Ater e da alcuni Comuni per costruire alloggi di edilizia convenzionata da vendere alla fascia media della popolazione a prezzi contenuti. Sulla questione era intervenuta la Corte dei Conti avanzando rilievi sull&rsquo;utilit&agrave; dell&rsquo;iniziativa, e la Direzione Centrale dei Lavori Pubblici della Regione, sulla spinta dalla Corte, intimava all&rsquo;Ater di uscire dalla compagine societaria. Pertanto l&rsquo;Ater ha riacquisito Edilizia Futura per poi scioglierla. Tale operazione ha configurato quello che Corazza definisce &laquo;uno sperpero di danaro pubblico consentendo, tra l&rsquo;altro, la duplicazione delle indennit&agrave; degli amministratori. &laquo;Questo &ldquo;carrozzone&rdquo; &ndash; ricordava Corazza nell&rsquo;interpellanza &ndash; &egrave; costato al contribuente la somma di 564.000 euro&raquo;. &nbsp;Ci&ograve; non bastasse, si &egrave; aggiunta anche l&rsquo;indagine per corruzione da parte della Guardia di Finanza che ha portato all&rsquo;arresto di un dipendente in seguito riassunto ad operare dall&rsquo;Ater. Corazza ha replicato duramente a quella che ha definito la &ldquo;non risposta&rdquo; di De Anna, sostenendo che la vicenda fornisse &laquo;una pessima immagine delle istituzioni agli occhi di tutte le persone&raquo;. Il fatto inoltre che vi siano ancora delle cause in corso da parte dei proprietari che hanno comprato gli alloggi di Edilizia Futura smentisce le dichiarazioni dell&rsquo;assessore riguardo al supposto utile che la societ&agrave; avrebbe conseguito. Il dipietrista continua: &laquo;Il fatto che nell&rsquo;Ater sia ancora rimasto tutto invariato &ndash; spiega &ndash; la dice lunga su quanto poco sia sentito il tema della moralit&agrave; pubblica. Un tempo in seguito a fatti del genere ci si dimetteva, anche a tutela del prestigio e dell&rsquo;onorabilit&agrave; delle istituzioni. Mi piacerebbe che oggi De Anna si facesse responsabilmente parte in causa di questa vicenda dando concreta attuazione a quelle funzioni di monitoraggio e controllo che la LR 24/1999 gli riserva&raquo;. &laquo;Invece &ndash; conclude Corazza &ndash; pare che per De Anna tutta questa vicenda, che ha interessato addirittura la Corte dei Conti e la Guardia di Finanza, sia riconducibile nell&rsquo;alveo della normalit&agrave;&raquo;. D&rsquo;altronde, bench&eacute; l&rsquo;assessore dica che la costituzione di Edilizia Futura sia avvenuta durante la precedente gestione dell&rsquo;Ater, la continuit&agrave; amministrativa &egrave; stata garantita dall&rsquo;aver nominato presidente dell&rsquo;Azienda Peressutti che gi&agrave; aveva condiviso questa scelta nel vecchio Cda. La replica di Corazza si chiude con l&rsquo;invito all&rsquo;assessore a farsi parte in causa in questa vicenda ed avviare una riforma complessiva delle Ater che valuti anche la possibilit&agrave; di mettere un amministratore delegato al posto dei Cda, troppo spesso lottizzati dai partiti.</p>
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		<title>Fine delle Utap? Presentata un&#8217;interrogazione urgente per conoscere i motivi del mancato rinnovo</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Mar 2010 15:45:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>amministratore</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[generale]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160;
Il 31 dicembre  scorso &#232; scaduto l&#8217;accordo integrativo aziendale, sottoscritto nell&#8217;ottobre 2007  tra i medici di medicina generale e l&#8217;Ass n.6, che avviava nella Provincia di  Pordenone il progetto sperimentale degli Utap (Unit&#224; territoriali per  l&#8217;assistenza primaria). L&#8217;accordo, che nel frattempo era stato prorogato fino al  28 febbraio scorso, non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p align="justify"><img height="200" hspace="5" src="http://www.vecchiordinamento.org/immagini/medicina2.jpg" width="200" align="left" border="0" mce_src="http://www.vecchiordinamento.org/immagini/medicina2.jpg" alt="" />Il 31 dicembre  scorso &egrave; scaduto l&rsquo;accordo integrativo aziendale, sottoscritto nell&rsquo;ottobre 2007  tra i medici di medicina generale e l&rsquo;Ass n.6, che avviava nella Provincia di  Pordenone il progetto sperimentale degli Utap (Unit&agrave; territoriali per  l&rsquo;assistenza primaria). L&rsquo;accordo, che nel frattempo era stato prorogato fino al  28 febbraio scorso, non &egrave; ancora stato rinnovato, motivo per il quale il Gruppo  consiliare regionale dell&rsquo;Italia dei Valori ha presentato un&rsquo;interrogazione  urgente. Le Utap nascono come evoluzione della medicina di gruppo: due o pi&ugrave;  medici di medicina generale che scelgono di lavorare insieme per offrire un  migliore servizio ai propri assistiti. I medici che costituiscono una Utap  condividono la stessa sede dando quindi ai pazienti la massima disponibilit&agrave;  oraria di apertura dell&rsquo;ambulatorio e quindi un servizio pi&ugrave; ampio. Contro la  fine del progetto si era gi&agrave; schierata la Fimmg, la maggiore organizzazione  sindacale della medicina territoriale, nonch&egrave; il direttore dell&rsquo;Azienda per i  servizi sanitari del Friuli Occidentale Nicola Delli Quadri, che aveva  dichiarato la volont&agrave; dell&rsquo;Ass n.6 di proseguire quella che ha definito  &ldquo;un&rsquo;esperienza positiva&rdquo;. Nell&rsquo;interrogazione si chiede alla Giunta i motivi del  mancato rinnovo che, stante l&rsquo;attuale situazione, andrebbe a cancellare le  tredici unit&agrave; costituite nel territorio della provincia di Pordenone.</p>
<p style="text-align: justify; ">&laquo;Avviato in via sperimentale &ndash; spiega Corazza &ndash; a Pordenone il progetto ha  dimostrato che dove sono state formate le Utap si &egrave; riuscito ad ottenere un  maggiore servizio agli assistiti che si sono visti garantita l&rsquo;apertura  dell&rsquo;ambulatorio per ben dieci ore giornaliere&raquo;. Per Corazza la prosecuzione del  progetto &egrave; importante perch&eacute; &laquo;quando un medico di famiglia funziona e produce  assistenza di alta qualit&agrave;, questo si ripercuote positivamente sugli altri  livelli del sistema sanitario, sgravando l&rsquo;ospedale da oneri  impropri&raquo;.<br />
L&rsquo;Ass6 aveva gi&agrave; garantito la copertura economica per il rinnovo  che per&ograve; la Regione non ha ancora autorizzato. L&rsquo;Italia dei Valori ha chiesto  quindi alla giunta di spiegare le motivazioni, tecniche e politiche, della  sospensione di un progetto che ad oggi ha fornito ottimi risultati e maggiori  servizi a tutela della salute dei cittadini pordenonesi.</p>
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		<title>Stop ai vitalizi del Consiglieri regionali</title>
		<link>http://www.alessandrocorazza.it/homepage/rassegna/stop-ai-vitalizi-del-consiglieri-regionali/</link>
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		<pubDate>Thu, 25 Feb 2010 14:23:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>amministratore</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[rassegna stampa]]></category>

		<category><![CDATA[costi della politica]]></category>

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		<description><![CDATA[UDINE. Gli uffici legislativo e dell&#8217;avvocatura sono al lavoro, perch&#232; il presidente del Consiglio Edouard Ballaman vuole una decisione tecnica, non politica. In discussione ci sono i vitalizi per i consiglieri regionali, che dopo 5 anni da rappresentante eletto, percepisce una &#8220;pensione&#8221; di mille e 900 euro al mese. Un &#8220;bonus&#8221; che un Comitato udinese [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><img height="200" hspace="5" src="http://www.allegracombriccola.net/public/soldi%20e%20politica.jpg" width="250" align="left" border="0" mce_src="http://www.allegracombriccola.net/public/soldi%20e%20politica.jpg" alt="" />UDINE. Gli uffici legislativo e dell&rsquo;avvocatura sono al lavoro, perch&egrave; il presidente del Consiglio Edouard Ballaman vuole una decisione tecnica, non politica. In discussione ci sono i vitalizi per i consiglieri regionali, che dopo 5 anni da rappresentante eletto, percepisce una &ldquo;pensione&rdquo; di mille e 900 euro al mese. Un &ldquo;bonus&rdquo; che un Comitato udinese vuole abolire, prevedendo un referendum abrogativo. Diversi, per&ograve;, sono i dubbi che serpeggiano all&rsquo;interno del palazzo regionale sull&rsquo;ammissibilit&agrave; della consultazione referendaria. Non solo tra i consiglieri regionali, ma anche tra i dirigenti, &ldquo;tecnici&rdquo; che, pareri e leggi alla mano, sono impegnati a dimostrare l&rsquo;inammissibilit&agrave; del referendum. Che sarebbe basata, ad esempio, su una legge regionale del 2003 che prevede che non possano essere sottoposte a referendum abrogativo le leggi regionali di bilancio o di variazioni di bilancio. E il vitalizio &egrave; una legge di bilancio. &laquo;Personalmente &ndash; spiega Ballaman &ndash; non avrei nulla in contrario a eliminare i vitalizi, ma dalla prossima legislatura, mettendo cio&egrave; tutti, nuovi e uscenti, a conoscenza con chiarezza delle nuove regole. E comunque mi auguro che, se il referendum andr&agrave; avanti, il Consiglio regionale preveda una legge per superarlo, evitando strascichi giudiziari che senza dubbio ci sarebbero, perch&egrave; le nuove regole, a mio avviso, vanno fissate prima, non in corso d&rsquo;opera&raquo;. Ballaman, quindi, conferma che gli uffici sono al lavoro, anche se critica il poco tempo a disposizione per esprimersi. &laquo;L&rsquo;ufficio di presidenza del Consiglio &ndash; argomenta Ballaman &ndash; avr&agrave; 30 giorni di tempo per verificare l&rsquo;ammissibilit&agrave; del referendum e quindi ho chiesto ai tecnici della Regione di mettersi al lavoro per tempo visti i giorni che avremo a disposizione e l&rsquo;importanza della decisione&raquo;.<br />
E se la Lega non intende fare dichiarazioni, il capogruppo del Pdl Daniele Galasso non si tira indietro: &laquo;Le persone che appartengono al Comitato &ndash; afferma &ndash; mi risulta siano vicine all&rsquo;area socialista e che alcuni siano stati candidati per ruoli amministrativi, senza esiti soddisfacenti. Probabilmente, quindi, stanno cercando visibilit&agrave; per le prossime elezioni regionali. E comunque i numeri forniti dal Comitato sono sbagliati, perch&egrave; per ottenere il vitalizio noi versiamo di pi&ugrave; di quanto riferito da loro&raquo;. Anche Edoardo Sasco, capogruppo Udc, ritiene che qualunque strumentalizzazione vada respinta. &laquo;A posto del no ai vitalizi &ndash; interviene il centrista &ndash; avrei preferito un&rsquo;analisi seria su tutti i costi della politica, cos&igrave; che si potesse analizzare la situazione con calma e affinch&egrave; ognuno potesse fare la sua parte, non solo i consiglieri&raquo;.<br />
A fianco del Comitato a raccogliere le firme per la richiesta di referendum, invece, ci sar&agrave; Italia dei Valori, il cui segretario regionale, per altro, Carlo Monai, &egrave; un ex consigliere Fvg e oggi deputato. &laquo;Siamo favorevoli all&rsquo;eliminazione dei vitalizi &ndash; assicura il capogruppo Alessandro Corazza &ndash; e noi ci auguriamo che il referendum sia ammissibile, per questo aiuteremo il Comitato&raquo;. Il Pd, invece, non sosterr&agrave; il gruppo udinese nella raccolta delle sottoscrizioni. &laquo;Non siamo il Comitato &ndash; taglia corto il capogruppo Gianfranco Moretton &ndash; e quindi ci manteniamo su piani diversi. Quella del Comitato &egrave; una richiesta legittima e spontanea, cos&igrave; come come sar&agrave; dovere dell&rsquo;Ufficio di presidenza del Consiglio valutare l&rsquo;ammissibilit&agrave; nel rispetto dello statuto e delle leggi del Fvg&raquo;. <em>(Messaggero Veneto del 24-2-2010, pag. 7, Regione)</em></p>
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		<title>Stasera (mercoledì 17) alle 22 a Telefriuli per parlare di energia (replica domenica alle 20.30)</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Feb 2010 09:01:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>amministratore</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[agenda eventi]]></category>

		<category><![CDATA[energia]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160;
Questa sera,  mercoled&#236;, alle 22 (in replica domenica alle 20.30), andr&#224; in onda uno  &#34;speciale&#34; del telegiornale di Telefriuli sulla questione energetica in regione.  Si parler&#224; del nucleare, delle biomasse, di elettrodotti, dell'energia per uso  domestico e di quella necessaria all'industria. Vi prenderanno parte, oltre a me, Alessandro Colautti, Mauro Travanut, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p align="justify"><img height="200" hspace="5" src="http://www.andreabruscia.it/idv/corazza_telefriuli.jpg" width="268" align="left" border="0" mce_src="http://www.andreabruscia.it/idv/corazza_telefriuli.jpg" alt="" />Questa sera,  mercoled&igrave;, alle 22 (in replica domenica alle 20.30), andr&agrave; in onda uno  &quot;speciale&quot; del telegiornale di Telefriuli sulla questione energetica in regione.  Si parler&agrave; del nucleare, delle biomasse, di elettrodotti, dell&#8217;energia per uso  domestico e di quella necessaria all&#8217;industria. Vi prenderanno parte, oltre a me, Alessandro Colautti, Mauro Travanut, Roberto Asquini, Enore Picco e  Giorgio Brandolin.</p>
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		<title>No al nucleare: Krsko come Chernobyl</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Feb 2010 11:29:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>amministratore</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[rassegna stampa]]></category>

		<category><![CDATA[ambiente]]></category>

		<category><![CDATA[energia]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160;
Tiene ancora  banco la questione energia nucleare sollevata mercoled&#236; scorso dal presidente  della Regione renzo Tondo. Ieri ad esternare sono state soprattutto le  opposizioni. Decisamente critico il capogruppo Idv in Consiglio Regionale  Alessandro Corazza: &#171;Le dichiarazioni di Tondo &#8211; spiega il capogruppo in  consiglio regionale Alessandro Corazza - sebbene esprimano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;<img hspace="5" height="478" border="0" width="400" src="http://www.andreabruscia.it/idv/epolis_nucleare.jpg" alt="" mce_src="http://www.andreabruscia.it/idv/epolis_nucleare.jpg" /></p>
<p align="justify">Tiene ancora  banco la questione energia nucleare sollevata mercoled&igrave; scorso dal presidente  della Regione renzo Tondo. Ieri ad esternare sono state soprattutto le  opposizioni. Decisamente critico il capogruppo Idv in Consiglio Regionale  Alessandro Corazza: &laquo;Le dichiarazioni di Tondo &ndash; spiega il capogruppo in  consiglio regionale Alessandro Corazza - sebbene esprimano il diniego  all&rsquo;ipotesi di costruire una centrale nucleare sul nostro territorio regionale a  causa soprattutto delle condizioni idrogeologiche della regione, svelano la sua  totale apertura a tutte le fonti di energia, compresa quella nucleare. Una  posizione, quella del presidente, che non tiene in minima considerazione i  rischi e i pericoli connessi alla produzione di energia nucleare&raquo;.</p>
<p align="justify">Corazza interviene anche circa l&rsquo;ipotesi di collaborare con la  Slovenia per il raddoppio della centrale nucleare di Krsko. &laquo;Tondo si dimentica  delle 74 raccomandazioni fatte dall&rsquo;Unione Europea e tuttora non adempiute. La  centrale di Krsko &egrave; di seconda generazione, al pari di quella di Cernobyl&raquo;.</p>
]]></content:encoded>
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