Chiuso il “carroccione” Edilizia Futura at



E’ notizia di alcuni giorni fa che è stata finalmente sciolta, a seguito di una sentenza della Corte dei Conti, “Edilizia Futura & Territorio”, società che si occupava di costruire abitazioni per calmierare i prezzi di mercato.
Da cittadino prima che da politico vorrei fare un bilancio di questa esperienza per capire a chi ha giovato e per capire il perché sia dovuta intervenire la magistratura contabile a ripristinare la legalità. La sentenza -sostanzialmente- chiedeva che l’ATER uscisse dalla società in quanto quelle stesse cose le poteva già fare lei; Edilizia Futura era praticamente un doppione. E doppia era anche l’indennità (più di 30.000 euro annuali, raddoppiati!) del Presidente dell’ATER che presiedette anche il Consiglio di Amministrazione di Edilizia Futura. E allo stesso modo videro incrementati i loro 370 euro al mese anche alcuni dei cinque Consiglieri dell’ATER chiamati a far parte di questa nuova società. Successivamente, a seguito dell’avvicendamento elettorale in regione, furono nominati altri consiglieri dal centro-sinistra, con buona pace di tutti.
A cinque anni di distanza -per procedere col nostro bilancio dei costi e dei benefici- gli unici complessi costruiti risultano essere quelli di San Vito al Tagliamento (14) e di Prata di Pordenone (24 alloggi). Otto di quest’ultimi peraltro sono rimasti invenduti e per quelli assegnati gli inquilini hanno avviato una raffica di contenziosi legali per presunti errori costruttivi e progettuali. Contenziosi che molto probabilmente affosseranno i bilanci di Edilizia Futura che è stato quindi il classico carrozzone della politica, finanziato dai soldi pubblici, che ha prodotto pochissimi risultati ed ha giovato principalmente alla “casta nostrana” dei politici. L’operazione, da quanto si può apprendere anche dalla stampa, nacque grazie ad una forte volontà politica dell’ATER, allora presieduta da un leghista, e vi parteciparono in minima parte alcuni Comuni della Provincia di Pordenone nonchè Porcia attraverso la società partecipata che gestisce le farmacie comunali, presieduta al tempo da una leghista (diventata poi Vice-Presidente della società). Scherzosamente direi che più che di “carrozzone” della politica, qualcuno potrebbe in questo caso parlare di “carroccione”… Certo è che ad oggi, nonostante sempre più partiti parlino di tagli ai costi della politica e di ricambio della classe dirigente, solo l’Italia dei Valori continua a dimostrare col coraggio di queste denuncie pubbliche di essere dalla parte dei cittadini.


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