Internet? Francamente non ho conoscenza del mezzo at



Vi segnalo questa intervista fatta a Silvio Berlusconi in cui il candidato per l’ennesima volta a Presidente del Consiglio dei Ministri dichiara, parlando di internet, “non ho conoscenza del mezzo” e, rivolto al giornalista che gli ha posto la domanda, continua: “mi dispiace di averla delusa, ma è la verità”.

Quello che io mi chiedo è: come può una persona che non conosce internet candidarsi a guidare il paese in un contesto in cui la competizione nei mercati si fa su scala globale e nel quale la differenza è data proprio dall’uso delle più moderne tecnologie? Può una persona nata negli anni ’30 avere una visione di dove sta andando il mondo che gli permetta di poter prevedere ed interpretare correttamente i cambiamenti della nostra società?
Io penso che l’idea che Berlusconi ha della nostra realtà, e con lui anche molti altri politici “nostrani”, sia un’idea vecchia, chiusa ancora nella logica della lotta tra pochi gruppi o famiglie italiane, ben ammanicate con la politica, per la spartizione delle ricchezze che una volta erano statali e che ora sono state svendute ai soliti privati (De Benedetti che acquistò le Autostrade, Tronchetti Provera con Telecom Italia, ecc.) o per la costituzione di grandi gruppi di potere (gli Agnelli, le scalate al Corriere della Sera, ecc.).
L’immagine che ne traggo io è di una mera gestione del potere più simile ad un assalto alla “diligenza Italia” che ad una reale volontà di rilanciare il paese investendo nelle sfide di lungo periodo, come l’istruzione e la formazione (ricordo che in Europa siamo il fanalino di coda per quanto riguarda gli investimenti in Ricerca e Sviluppo, inferiori all1% del PIL, che l’Agenda di Lisbona fissava però al 4%), le nuove tecnologie (che è il settore che ci permetterebbe di competere anche con gli Stati che garantiscono meno diritti sociali ai lavoratori) e la sburocratizzazione dei processi per permettere a chi vuol costituire un’impresa di poterlo fare agevolmente (direttive europee prevedono tempistiche di 24 ore che invece in Italia sono un’utopia).
Oggi lo sguardo del politico dovrebbe essere rivolto fuori dall’Italia, con l’intento di mettere il nostro paese al passo coi tempi (dire “all’avanguardia” è fin troppo ambizioso…) e in grado di competere con il resto del mondo evitando così il rischio di essere tagliati fuori dal mercato a causa dei muri della farraginosa e lenta burocrazia italiana e dell’elevata tassazione: cosa denunciata peraltro anche da Riccardo Illy nel suo interessante libro “così perdiamo il Nord”.


2 Responses to “Internet? Francamente non ho conoscenza del mezzo”

  1. 1 francesca Tomasini

    Grande Ale!!!

    Franci

  2. 2 Luca Bagatin

    Non hai la ragazza ?
    E fatte Corazza !

    ;-) ))

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