Nomina all’ATER di Pordenone: “E’ necessaria una svolta” at



In merito all’intesa raggiunta all’interno del centrodestra per la nomina di Claudio Serafini, segretario organizzativo della Lega Nord del Friuli occidentale, alla carica di Presidente dell’Ater di Pordenone, interviene il capogruppo dell’Italia dei Valori in Consiglio Regionale Alessandro Corazza: «Mi domando quali siano stati i criteri e le logiche alla base della scelta di affidare la presidenza dell’Ater ancora una volta ad un’esponente della Lega Nord, se non la sola pretesa della segreteria del partito di piazzare un uomo di propria fiducia per dare continuità ad un mandato iniziato 10 anni prima con il leghista Alberto Scotti.
Un mandato che ha dato però un pessimo esempio di capacità amministrative scialacquando soldi pubblici nella vicenda “Edilizia Futura e Territorio” che ha visto l’interessamento anche della Corte dei Conti e che ha giovato per certo solo ai componenti del CdA che hanno visto raddoppiare le loro prebende, con l’indennità del Presidente passata così a più di 60 mila euro annui».
«Preoccupano inoltre – continua Corazza – le parole del Segretario provinciale della Lega Nord di Pordenone, secondo cui il compito principale della nomina di Serafini sarebbe quello di assegnare gli alloggi popolari in virtù prioritariamente dell’appartenenza etnica e religiosa piuttosto che su basi solidaristiche e sociali di chi effettivamente vive a Pordenone».

«Ma quelle parole che nel merito denotano xenofobia, valgono poco perché le leggi non sono derogabili dalle Ater che devono limitarsi a dare attuazione alle normative. Davanti al quadro appena ricordato quindi, questo gran gridare appare più come un tentativo di sviare l’attenzione della gente dal fatto che quello che pare interessi veramente ai vertici del partito sia gestire un’azienda pubblica e un sistema di potere che a suo tempo fruttò diversi soldi agli amministratori, Presidente in testa, e a quelle, che a volte erano sempre le stesse, a cui vennero affidati degli incarichi esterni, troppo spesso con l’assenso di chi avrebbe dovuto opporsi a questo inutile aumento dei costi della politica e la cui compiacenza è stata invece successivamente premiata».
Corazza conclude con l’auspicio che il centrodestra riveda i nominativi contestati, adegui ai principi di meritocrazia e capacità i criteri con cui individuare gli incarichi, e che il quadro complessivo delle nomine all’Ater di Pordenone possa rappresentare quindi quella svolta verso una maggiore attenzione e rigore morale nella gestione del pubblico che la popolazione della Provincia di Pordenone si aspetta visti anche i sacrifici che molta gente è chiamata a fare a seguito della crisi economica in cui siamo caduti.


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