Nucleare: pericolose le dichiarazioni di Tondo at



Dopo il “no” di Lubiana alla partecipazione italiana al raddoppio della centrale nucleare di Krsko, Alessandro Corazza, capogruppo di Italia dei Valori in Consiglio regionale, esprime preoccupazione e vuole sapere al più presto dal Presidente Tondo come intende comportarsi ora che la sua strategia politica ha subito un duro contraccolpo. «Temiamo che ora il Presidente Tondo, al di là delle Sue dichiarazioni, non sia più in grado di rassicurare realmente i cittadini della nostra regione sul fatto che non si stiano studiando soluzioni per costruire centrali nucleari non solo a Monfalcone ma in tutto il nostro territorio regionale».
 Corazza spiega i motivi del suo attacco al Presidente della Regione: «Negli ultimi mesi Tondo si è preso una grossa responsabilità aprendo al nucleare, salvo poi però cercare una soluzione fuori dalla nostra Regione, quale è appunto il raddoppio della centrale di Krsko. 

Oggi che infatti emerge che l’ipotesi di partecipare al raddoppio della centrale di Krsko non ha convinto la Slovenia che si è già espressa con un secco “no”, sarà in grado il Presidente di scongiurare che il governo nazionale opti per un progetto nucleare nel nostro territorio regionale? Meglio sarebbe stato – spiega il dipietrista – rimanere più prudenti ed evitare di pronunciarsi a favore di una tecnologia rischiosa ed economicamente poco sostenibile per un paese come l’Italia che ha abbandonato ormai da decenni la ricerca e lo sviluppo in questo settore». Anziché ritornare su scelte che appartengono ormai al passato – aggiunge – bisognerebbe puntare con decisione sul rilancio delle energie rinnovabili e sull’efficienza energetica. Se avessimo avviato subito il programma per le energie rinnovabili e per il risparmio energetico saremmo già in linea con quanto richiesto dal pacchetto clima-energia “20-20-20” varato dall’Unione europea che vuole appunto, entro il 2020, la riduzione del 20% delle emissioni di anidride carbonica e l’aumento del 20% del risparmio energetico e dell’energia derivante da fonti rinnovabili». «L’Italia dei Valori – ricorda Corazza – partirà al più presto con la raccolta firme per il referendum nazionale contro il ritorno al nucleare, con il quale dimostrerà che i cittadini italiani e della nostra regione vogliono opporsi ad una scelta profondamente sbagliata che mette a rischio la sicurezza di tutti i cittadini, qual è il nucleare, e auspica che l’alternativa al nucleare non sia una scelta che pone altrettanti problemi di sicurezza e salvaguardia dell’ambiente come quella del rigassificatore.


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