Il Capogruppo dell’Italia dei Valori in Consiglio regionale Alessandro Corazza ha annunciato oggi un’interrogazione alla Giunta regionale sulla vicenda riguardante l’iniziativa “Alvei Puliti” promossa dalla Regione Friuli Venezia Giulia, che ha però fatto “strage di alberi” specie in Val Rosandra. Nel weekend del 24 e 25 marzo 2012 ha avuto luogo la prima fase dell’intervento regionale di prevenzione “Alvei puliti 2012″ organizzato dalla Protezione civile della Regione e che ha riguardato diversi fiumi, tra cui tratti del Torrente Rosandra. E’ proprio in questa zona che si sarebbero verificati, secondo alcuni cittadini nonché esperti ambientali, veri e propri “scempi ambientali” quali abbattimenti di alberi vecchi almeno quarant’anni e con modalità di taglio non del tutto ortodosse, con la conseguenza di ridurre la foresta a galleria ripariale che garantiva ombreggiamento e ossigenazione alla fauna che vi viveva. Risulterebbe inoltre compromessa la nidificazione di diverse specie di uccelli come il picchio rosso maggiore, il picchio verde, la ballerina gialla e bianche, il merlo acquaiolo, nonché sarebbero stati anche danneggiati i siti riproduttivi degli anfibi, in primis la Rana ridibunta, il cui spazio sarebbe stato danneggiato dai camion incaricati di asportare ramaglie e tronchi.

«Vogliamo sapere dall’Assessore all’ambiente – spiega Corazza – se, alla luce delle numerose proteste susseguite all’iniziativa, intenda far avviare un’ispezione per verificare i danneggiamenti che avrebbero compromesso l’habitat naturale e la fauna e, in caso affermativo, come giustifica l’accaduto e come intende eventualmente porvi rimedio, laddove possibile»

Corazza aggiunge però anche un altro quesito a cui chiama la Giunta a rispondere: «Prima di partire con un’operazione così impattante in termini di dispiego di mezzi e forze (si parla di più di 200 volontari soltanto in Val Rosandra, a cui va peraltro fatto un encomio per la disponibilità e la buona fede con la quale questi volontari si sono resi disponibili e che non hanno responsabilità), è stato fatto uno studio circa i siti coinvolti nell’operazione così da conoscere gli eventuali rischi per l’ambiente e la fauna del luogo e comportarsi di conseguenza, oppure ci si è concentrati sull’operazione di facciata senza calcolare le possibili conseguenze negative?»

Dopo le richieste dell’opposizione e l’audizione degli interessati, la Giunta fa dietrofront e annulla la dismissione delle quote di Banca Etica possedute dalla Regione. Il Capigruppo IDV Alessandro Corazza, presente in I^ commissione durante l’approvazione del testo “Riordino e disciplina della partecipazione della Regione Friuli Venezia Giulia a società di capitali”, esprime soddisfazione «per essere riusciti a fermare la Giunta e mantenere la partecipazione, per quanto minima, in una banca estranea alle speculazioni finanziarie e che nonostante la crisi continua a concedere mutui e a sostenere iniziative e progetti a vantaggio dei cittadini e di chi vive in condizioni di marginalità sociale, svolgendo quindi quelle funzioni che la stessa Regione promuove».

Nulla di fatto infine per l’emendamento del Consigliere Corazza che chiedeva, andando controcorrente, un aumento delle partecipazioni in Banca Etica per 130.000 euro, per il quale la partita si riprenderà più avanti in sede di variazione di bilancio. Il disegno di legge è infine passato a maggioranza con il voto contrario di IDV e Cittadini-LC. Quest’ultimo Gruppo, assieme a PD e SA – non presenti al momento del voto – esprimeranno i relatori di minoranza al DDL.

Alessandro Corazza, capogruppo IDV in Consiglio regionale, è intervenuto in I^Commissione dove è iniziato l’esame sul testo “Riordino e disciplina della partecipazione della Regione Friuli Venezia Giulia a società di capitali” «che sancisce di fatto un’unica vera dismissione – afferma Corazza – visto che tutte le altre sono già in liquidazione o normate: quella di Banca Etica per 50 mila euro».

«E’ una scelta deprecabile – spiega Corazza – per la valenza sociale che rappresenta l’istituto stesso. Per questo motivo abbiamo presentato un emendamento che autorizza l’amministrazione regionale ad aumentare la partecipazione azionaria a Banca Etica mediante l’acquisto di nuove azioni per 130.000 euro, in modo da aumentarne sensibilmente la partecipazione. Un’azione che permetterebbe alla banca (che peraltro non facendo “finanza creativa” non è responsabile della crisi finanziaria in cui ci troviamo) di attivare finanziamenti per importi pari a 12 volte il valore del nuovo capitolo sociale, venendo incontro alle esigenze di tutti quei cittadini e giovani che faticano ad avere un mutuo e ai quali, coerentemente, la Regione sta cercando di dare risposte.

Corazza ha anche chiesto che venisse raccolta la richiesta di Banca Etica, raccolta dalla Commissione, di essere ascoltata in audizione già domani (giovedì) pomeriggio.

«Tra circa un mese la Giunta regionale dovrà licenziare la legge comunitaria 2011 e noi dobbiamo ancora votare la comunitaria 2010 per recepire nel nostro ordinamento regionale le direttive europee che darebbero chiarezza e univocità alle leggi». E’ questo il motivo che ha portato il capogruppo IDV Alessandro Corazza a chiedere all’Aula di invertire l’ordine del giorno discutendo la mozione sul CONI solo successivamente alla legge comunitaria che aspetta di essere votata già dall’ottobre 2011, dopo essere stata rimandata di Consiglio in Consiglio per ben quattro volte. Ma l’Aula non solo non ha recepito la priorità, ma, dopo una prima richiesta del Capogruppo della Lega Nord Narduzzi di chiudere la seduta anticipatamente subito dopo la votazione della mozione sul CONI, ha votato, con la sola contrarietà dell’IDV, la proposta del Capogruppo del PD Moretton di rinviare in Commissione l’esame della legge comunitaria 2010 determinando di fatto il suo affossamento.

Duro quindi l’intervento del Capogruppo IDV Alessandro Corazza, che denuncia come «tutto ciò fa emergere con chiarezza le difficoltà della maggioranza, soprattutto nel recepire la direttiva Bolkestein in tema di commercio, ma anche del resto dell’opposizione nel recepire ad esempio le direttive europee sulla caccia che evidentemente si scontrano con ben altri interessi rispetto a quelli della corretta conservazione della fauna selvatica».

«Serve poco lamentarsi delle direttive europee e contravvenire al loro recepimento esponendo la Regione alle procedure di infrazione, dando l’impressione di volersi difendere più dall’Unione Europea che nell’Unione Europea. Quello che la Lega e altri partiti devono imparare è che da quando esiste l’Unione Europea bisogna attivarsi nella fase ascendente del diritto e sapersi muovere per tempo nelle sedi opportune per portare avanti le proprie posizioni. Per questo ottuso ostruzionismo saranno ancora una volta i cittadini italiani a pagare il conto».

Si è svolto oggi in aula il botta e risposta tra Alessandro Corazza (capogruppo dell’Italia dei Valori) e la giunta regionale sulla questione del conflitto d’interessi sollevata dal Wwf e raccolta dal Consigliere regionale in capo all’architetto Bortolo Mainardi, Commissario straordinario per la Tav nel tratto Venezia-Trieste e allo stesso tempo membro della commissione VIA statale che deve giudicare l’impatto ambientale dell’opera sul territorio. Corazza nell’interrogazione chiedeva che la Giunta regionale si attivasse presso il Ministero affinché risolvesse la situazione rimuovendo Mainardi da uno dei due incarichi.

Nella risposta, avvenuta per bocca dell’assessore Riccardi che si è limitato a leggere un testo preparato dall’assessore Ciriani, impegnato all’estero, si specificava che il servizio di VIA regionale non ha competenza in materia di nomina dei componenti della VIA statale, cosa mai chiesta né messa in dubbio nell’interrogazione dell’esponente Idv.

«Ne deduco– ha replicato Corazza – che la Regione non solo non ha intenzione di fare nulla per rimediare al conflitto di interessi, ma ne è stata lei stessa l’artefice, in quanto è stato proprio Tondo a indicare il nome di Mainardi con una lettera al Ministero già nel settembre 2010, sapendo che egli faceva parte della Commissione VIA fin dal 2008, ed era anche membro del Cda dell’Anas. Non aver risposto, o meglio, aver risposto in maniera da farci pensare che non abbiano neppure letto la nostra interrogazione, denota mancanza di rispetto per tutti quei cittadini che si aspettano il rispetto delle regole e dei principi sacrosanti che Stato e Regione devono garantire».

Un conflitto d’interessi, quello di Mainardi, che Corazza non esita a condannare in quanto «chi riveste incarichi pubblici deve perseguire l’interesse generale con imparzialità per cui è inaccettabile che questa persona sia da una parte commissario straordinario dell’opera in realizzazione e dall’altra componente della commissione VIA che deve giudicare la compatibilità ambientale della medesima opera che egli stesso deve realizzare. Elementari criteri di ragionevolezza e di correttezza amministrativa imporrebbero che i due ruoli venissero ricoperti da due distinte persone, a tutela dell’interesse generale, e quindi dell’ambiente e della salute umana, mentre la Regione vuole accentrare tutte le decisioni e il potere su un’unica persona che porti avanti la linea del governo per imporla arbitrariamente su tutto e su tutti».

«Se è così che intendete affrontare la questione della Tav in Friuli Venezia Giulia – ha concluso Corazza, rivolgendosi alla Giunta – siete voi stessi che create ed alimentate le condizioni affinché crescano movimenti di protesta e si creino situazioni di rottura tra i cittadini, che giustamente pretendono correttezza, e le istituzioni, che dimostrano di non rispettarla».

Leggi l’Interrogazione: link
Leggi la risposta della Giunta: risposta IRI 757

Sono state approvate oggi in Consiglio regionale le disposizioni urgenti per le elezioni amministrative del prossimo 6 e 7 maggio 2012 che anticipano di quattro giorni i termini di presentazione delle sottoscrizioni per presentare le candidature, nel mirino del Capogruppo IDV Alessandro Corazza che ha denunciato il ritardo con cui il provvedimento è stato licenziato.

«Non è chiaro se sia frutto dell’incompetenza della Giunta o della sua colpevole inerzia: fatto sta che il gravissimo ritardo con cui è stato licenziato il disegno di legge in materia elettorale, a sole otto settimane dalle elezioni amministrative, si è trasformato in uno sgambetto elettorale, a danno soprattutto dei partiti e delle liste civiche emergenti, come ad esempio il MoVimento 5 stelle, che non possono già disporre di Consiglieri comunali uscenti disposti ad autenticare loro le firme necessarie per presentarsi». Alessandro Corazza, Capogruppo IDV, descrive così le sue accese perplessità rispetto ad una legge che si è resa necessaria per evitare che gli uffici elettorali lavorassero durante la domenica di Pasqua. Ma il cuore della questione è nei tempi: «Il Governo nazionale è stato decisamente più tempestivo licenziando il Decreto Legge che anticipa i termini già il 27 febbraio 2012, a più di un mese dal termine per la presentazione delle candidature. In Regione invece, dove l’autonomia in materia di enti locali permette alla Giunta Tondo di decidere delle date diverse rispetto alle nazionali, la decisione di fare l’election day è stata intempestiva arrivando fuori tempo massimo, quando sarebbe stato ormai opportuno fissare una data per le elezioni qualche settimana più in avanti per non inciampare in questa difficoltà».

«Questa irresponsabilità della Giunta non penalizzerà certo i partiti più stutturati e rappresentati nelle istituzioni, che già sapevano di questa evenienza -potendosi quindi attrezzare per tempo- e che non hanno comunque difficoltà a raccogliere le sottoscrizioni potendo contare su molti autenticatori – continua Corazza – quanto piuttosto le numerosissime e sempre più presenti liste civiche che spesso nascono proprio in risposta ai mali della partitocrazia e dalle quali i partiti tradizionali cercano di difendersi. Sono infatti proprio i normali cittadini, la società civile, e chi non è vicino ad ambienti politici a essere penalizzati da questo anticipo nella presentazione delle candidature, che per molti si trasformerà in un’esclusione di fatto dalla competizione elettorale in quanto è risaputo, per chi ha esperienza in materia, che gli ultimi giorni sono i più cruciali per raggiungere l’obiettivo delle firme necessarie alla presentazione, e che è sempre difficile ottenere la disponibilità di un consigliere comunale o un funzionario pubblico ad autenticare le firme».

Il provvedimento di legge, votato all’unanimità con la sola astensione dell’IDV, ha anticipato di 4 giorni il termine ultimo per la presentazione delle candidature con le relative sottoscrizioni, spostandolo da venerdì 6 e sabato 7 aprile a lunedì 2 (dalle ore 8) e martedì 3 aprile 2012 (fino alle 12).



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