«NON HO CHIAMATO IO LA CORTE DEI CONTI» at



Il Gazzettino – venerdì 23 gennaio 2009

Tiene banco il caso del bonus consiglieri. Parla il giovane dell’Idv: «Ho occhi vergini e mani pulite»

Il consigliere Corazza dopo l’avvio dell’indagine: «Ve l’assicuro, non cerco visibilità»

Trieste – Alessandro Corazza non immaginava che la sua denuncia politica sul bonus dei consiglieri regionali del Friuli Venezia Giulia sarebbe stata raccolta dalla Corte dei conti. Lui, il consigliere ragazzino, con i suoi 28 anni, occhialini, viso pulito e nessun capello fuori posto, lui non immaginava proprio che si sarebbe scatenata una gazzarra politica e forse giudiziaria. Non immaginava e non voleva. Ma ha fatto il suo dovere, dice a se stesso, sì, perché sennò che ci sta a fare lì, se deve rinunciare agli ideali da studente. Studente che è ancora, in Giurisprudenza. Giovane sì, ma mica un pivellino. È stato già nel cda di Erdisu e Ateneo di Trieste. Corazza, Italia dei Valori, è di Pordenone, dov’è consigliere comunale, ma è iscritto appunto all’Università di Trieste. Ha denunciato di aver subito intimidazioni per il suo j’accuse.
      «Come cittadino – spiega – ho ritenuto opportuno dire che non condividevo l’idea del bonus. Non condivido il concetto che ci potessero essere degli emendamenti "ad personam" e "ad cosas". Credo che si debba essere in linea con i criteri pubblicistici delle norme nella gestione del denaro pubblico».
      – Consigliere Corazza, nella denuncia del bonus non c’era un po’ di sfida verso i politici più navigati?
      «Non c’entra nulla. Sono appena arrivato in Consiglio e mi posso permettere di dire come vedo le cose».
      – Con occhi vergini?
      «Occhi vergini e mani pulite. Me lo posso permettere».
      – Come ha trovato, lei che è un debuttante, la politica regionale: limpida od opaca?
      «Non saprei come descriverla. Non m’interessa com’era fino a oggi. Ho avuto mandato per un tipo di politica pulita e trasparente. Credo in un forte ruolo della moralità nei consiglieri».
      – Ha stimolato lei la Corte dei conti?
      «No, è stata un’iniziativa loro, indipendente. Non so se è stato un atto dovuto o no. Sono solo stato il primo dei consiglieri a tirare fuori la faccenda. Anzi, mi dispiace di aver dovuto denunciare una cosa così».
      – Ha ottenuto una notevole visibilità con questo caso, mentre prima la conoscevano in pochi. Cammina a un metro da terra?
      «No, assolutamente. Non voglio avere nessun premio da primadonna. È normale che tutte le istituzioni si attivino per fare la propria funzione. Se la Corte dei conti ha voluto aprire l’inchiesta è giusto che la faccia».
      – E ora?
      «Avrei bisogno del supporto del mio stesso partito. Invece lì ci sono visioni diverse. Non vorrei trovarmi da solo e che l’Italia dei Valori diventasse un partito come gli altri. Magari un partito delle tessere».
      – Lei è giovane e ancora studia. Farà il politico di professione?
      «No, assolutamente. È per questo che posso fare certe uscite».
      – Cosa farà da grande?
      «Sono un idealista, ho un’idea romantica della politica».
      – Quindi?
      «Oggi sono qui. Faccio politica finché non mi fanno perdere l’entusiasmo. Finché la gente mi vota».

      Paolo Pichierri

 


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