Contro la privatizzazione dell’acqua: non è possibile gestire un bene pubblico con le logiche di mercato at



IL MESSAGGERO VENETO, 18 novembre 2009, pag 3 – Attualità

UDINE. Si allarga la “guerra” dell’acqua dopo la presa di posizione del gruppo consiliare del Pd che sabato scorso, nel corso di una conferenza stampa, ha annunciato la presentazione di una mozione consiliare per chiedere al Presidente e al consiglio regionale di fare pressione sul governo per far sì che la Regione abbaia totale competenza sulla gestione dell’acqua. L’obiettivo del Pd è quello di evitare la privatizzazione prevista dal disegno di legge già approvato dal Senato. L’acque – sostiene il Pd – è un bene pubblico e dunque va evitata la privatizzazione che creerebbe nuovi business e che soprattutto farebbe impennare le bollette.
Immediata la replica del Pdl. Il senatore Ferruccio Saro e il deputato, Isidoro Gottardo, coordinatore regionale del Pdl, avevano ribattuto affermando che il Pd stava creando inutili allarmismi e che in realtà la norma già approvata dal Senato prevede la privatizzazione soltanto nella gestione idrica mentre i Comuni rimarrebbero proprietari della rete e degli acquedotti. Ma l’altro ieri il Pd aveva controribattutto invitando la Lega Nord a votare la mozione. Il Carroccio, per bocca del responsabile Commissione ambiente del Carroccio, Loreto Mestroni, aveva bocciato qualsiasi ipotesi di privatizzazione. «Qualunque ipotesi di privatizzazione è fuori dal mondo – aveva spiegato Mestroni –, l’acqua è il bene inalienabile per definizione, deve essere alla portata di tutti i cittadini e gestito con la massima trasparenza. E per noi non esiste nessuna distinzione tra la proprietà dell’acqua e la sua gestione: tutto deve essere pubblico, i privati non devono metterci il naso. Nessuno, quindi, venga a parlarci di società miste». Nel mirino del Carroccio anche il capogruppo del Pd, Moretton. «Siamo sorpresi della sua svolta ambientalista – aveva aggiunto Mestroni – visto che da vicepresidente della giunta di sinistra si era inchinato ai diktat del governatore Illy, avvallando la proposta di svendere l’acqua friulana a Nord Est Servizi».
Intanto, ieri il Gruppo consiliare Italia dei Valori si è schierato con il resto dell’opposizione. Lo ha reso noto il capogruppo Alessandro Corazza ribadendo l’intenzione da parte del suo partito – a livello nazionale – di raccogliere le firme per un referendum per difendere il patrimonio acqua. «Non si può gestire con logiche di mercato – ha sottolineato – il bene più prezioso oggi esistente sulla terra togliendo al pubblico il pieno controllo di esso, cedendolo a privati che inevitabilmente ragionerebbero solo in termini di profitto immediato. Le conseguenze per i cittadini sarebbero certamente negative». «L’acqua deve rimanere pubblica – ha aggiunto il collega di gruppo Enio Agnola – come si addice a un bene essenziale, che non può essere ridotto a una merce. Per questo abbiamo deciso di sostenere le mozioni presentate dall’opposizione contro la privatizzazione dell’acqua».
E due mozioni sono state depositate presentate in Consiglio regionale da Stefano Pustetto (Sa-Sd): la prima, contro la privatizzazione della gestione dell’acqua, verrà discussa martedì durante i lavori dell’Aula, mentre non è stata ancora calendarizzata la seconda con oggetto la lotta all’omofobia e alla transfobia. (Domenico Pecile)
 


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