Edilizia Futura, in aula volano accuse at



Gazzettino di Pordenone (dalla prima pagina)
martedì 21/11/2007 – di Loris Del Frate

Consiglio “turbolento” sulla delibera che di fatto ha sancito l’uscita dell’amministrazione dalla società dell’Ater
Alessandro Corazza attacca duramente l’ex presidente Alberto Scotti. Probabile coda giudiziaria

Consiglio comunale turbolento quello dell’altra sera. Ma se la discussione sulla possibilità (per ora del tutto teorica) di realizzare una moschea a Pordenone (con relativo referendum) è stata disinnescata senza problemi dal sindaco a creare tensioni è stata una delibera all’apparenza del tutto tranquilla: la cessazione dell’attività di Edilizia Futura (una società nata per costruire case a prezzi ridotti in comunione tra l’Ater, alcuni Comuni e l’Azienda speciale delle Farmacie di Porcia) e la cessione dell’uno per cento di quote che era stata acquisita dal capoluogo. C’è da fare un passo indietro, però, per capire di cosa stiamo parlando. Nel 2000 (presidente Ater l’ex leghista Alberto Scotti) nasce Edilizia Futura che tra i soci conta lo stesso Ater (circa 2 milioni e 100 mila la sua quota), il Comune di Pordenone (25 mila euro l’1 per cento), quelli di San Vito, Sesto, Spilimbergo (più o meno con percentuali simili al capoluogo) e l’Azienda speciale di Porcia che invece scelse di entrare con il 10 per cento, 245 mila euro chiedendo, però, di avere sempre il vicepresidente. Il primo a dirigere Edilizia Futura fu proprio Alberto Scotti che restò in carica sino alla fine del 2005, sostituito poi da Giorgio Francescut. Edilizia Futura aveva un compito preciso: realizzare nuove abitazioni a prezzi contenuti grazie all’apporto degli Enti locali. In realtà in sette anni ha realizzato solo due interventi, uno a Prata con 24 alloggi e uno a San Vito con 12. Non solo. A Prata si è aperto un contenzioso durissimo con alcuni proprietari e otto case sono ancora invendute. Anche a fronte di questo la Regione ha “chiesto” all’Ater (che di fatto fa la stessa cosa) di dismettere le sue quote. Da qui la necessità di chiudere l’attività. L’altra sera l’intervento più duro lo ha fatto il consigliere del Fiume Alessandro Corazza (rappresentante dell’Italia dei Valori). «Quella società – ha detto – è servita solo ad incrementare i costi della politica ed è stata un carrozzone inutile». Sin qui critica politica. Poi, però, Corazza ha calcato il piede sull’acceleratore mettendo nel mirino l’allora presidente Alberto Scotti. «Si è portato a casa due indennità – ha spiegato – e dalla mia indagine risulta che ha prestato assistenza legale all’Ater una volta che non era più presidente». Ma è stato il passaggio successivo quello più duro. «Non ho voluto neppure sapere quale è stata l’agenzia immobiliare che ha venduto quelle case perchè avrei corso il rischio di trovare conflitti di interesse». Una frase sibillina anche perchè Alberto Scotti, insieme ad un altro esponente politico che ha militato in passato nella Lega Nord, ha fondato negli anni scorsi una società immobiliare. Il consigliere Corazza nel suo intervento, nonostante fosse stato sollecitato a fare il nome dell’agenzia immobiliare, ha però detto più volte di non esserne a conoscenza. In seguito ha anche spiegato che i suoi rilievi erano solo di natura politica e non certo di carattere penale. A difendere Alberto Scotti in aula oltre al capogruppo leghista Daniele Caufin, anche lo stesso sindaco. Ieri, però, è sceso in campo pure il presidente attuale dell’Ater, Sergio Peressutti che tra l’altro è pure consigliere di amministrazione di Edilizia Futura. «Ho fatto una attenta verifica con il commercialista – ha spiegato Peressutti – e posso assicurare senza ombra di dubbio che per la vendita delle abitazioni di Prata non è stata liquidata alcuna fattura, nè esistono pratiche di intermediazione che possono essere associabili o riconducibili all’ex presidente o a suoi soci in eventuali agenzie immobiliari. Gli alloggi di San Vito erano già stati venduti direttamente sulla carta senza necessità di intermediazione». Una dichiarazione che mette a tacere ogni illazione. «Non so esattamente cosa abbia detto il consigliere – ha spiegato Alberto Scotti – ma sarà mia cura richiedere la registrazione del dibattito in consiglio. Solo allora valuterò come agire». Il Comune in ogni caso ha deciso di uscire da Edilizia Futura. A votare la maggioranza, astenuti prima del voto le opposizioni.


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