Stop ai vitalizi del Consiglieri regionali at



UDINE. Gli uffici legislativo e dell’avvocatura sono al lavoro, perchè il presidente del Consiglio Edouard Ballaman vuole una decisione tecnica, non politica. In discussione ci sono i vitalizi per i consiglieri regionali, che dopo 5 anni da rappresentante eletto, percepisce una “pensione” di mille e 900 euro al mese. Un “bonus” che un Comitato udinese vuole abolire, prevedendo un referendum abrogativo. Diversi, però, sono i dubbi che serpeggiano all’interno del palazzo regionale sull’ammissibilità della consultazione referendaria. Non solo tra i consiglieri regionali, ma anche tra i dirigenti, “tecnici” che, pareri e leggi alla mano, sono impegnati a dimostrare l’inammissibilità del referendum. Che sarebbe basata, ad esempio, su una legge regionale del 2003 che prevede che non possano essere sottoposte a referendum abrogativo le leggi regionali di bilancio o di variazioni di bilancio. E il vitalizio è una legge di bilancio. «Personalmente – spiega Ballaman – non avrei nulla in contrario a eliminare i vitalizi, ma dalla prossima legislatura, mettendo cioè tutti, nuovi e uscenti, a conoscenza con chiarezza delle nuove regole. E comunque mi auguro che, se il referendum andrà avanti, il Consiglio regionale preveda una legge per superarlo, evitando strascichi giudiziari che senza dubbio ci sarebbero, perchè le nuove regole, a mio avviso, vanno fissate prima, non in corso d’opera». Ballaman, quindi, conferma che gli uffici sono al lavoro, anche se critica il poco tempo a disposizione per esprimersi. «L’ufficio di presidenza del Consiglio – argomenta Ballaman – avrà 30 giorni di tempo per verificare l’ammissibilità del referendum e quindi ho chiesto ai tecnici della Regione di mettersi al lavoro per tempo visti i giorni che avremo a disposizione e l’importanza della decisione».
E se la Lega non intende fare dichiarazioni, il capogruppo del Pdl Daniele Galasso non si tira indietro: «Le persone che appartengono al Comitato – afferma – mi risulta siano vicine all’area socialista e che alcuni siano stati candidati per ruoli amministrativi, senza esiti soddisfacenti. Probabilmente, quindi, stanno cercando visibilità per le prossime elezioni regionali. E comunque i numeri forniti dal Comitato sono sbagliati, perchè per ottenere il vitalizio noi versiamo di più di quanto riferito da loro». Anche Edoardo Sasco, capogruppo Udc, ritiene che qualunque strumentalizzazione vada respinta. «A posto del no ai vitalizi – interviene il centrista – avrei preferito un’analisi seria su tutti i costi della politica, così che si potesse analizzare la situazione con calma e affinchè ognuno potesse fare la sua parte, non solo i consiglieri».
A fianco del Comitato a raccogliere le firme per la richiesta di referendum, invece, ci sarà Italia dei Valori, il cui segretario regionale, per altro, Carlo Monai, è un ex consigliere Fvg e oggi deputato. «Siamo favorevoli all’eliminazione dei vitalizi – assicura il capogruppo Alessandro Corazza – e noi ci auguriamo che il referendum sia ammissibile, per questo aiuteremo il Comitato». Il Pd, invece, non sosterrà il gruppo udinese nella raccolta delle sottoscrizioni. «Non siamo il Comitato – taglia corto il capogruppo Gianfranco Moretton – e quindi ci manteniamo su piani diversi. Quella del Comitato è una richiesta legittima e spontanea, così come come sarà dovere dell’Ufficio di presidenza del Consiglio valutare l’ammissibilità nel rispetto dello statuto e delle leggi del Fvg». (Messaggero Veneto del 24-2-2010, pag. 7, Regione)


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