I lecci di via San Giuliano at



Lunedì scorso in Consiglio comunale si è votata una mozione di indirizzo sulla riqualificazione di via San Giuliano che ha sollevato tanto clamore negli ultimi tempi, con tanto di assemblee popolari, petizioni, prese di posizione della circoscrizione e quant’altro.
La proposta prevedeva due soluzioni: la ristrutturazione della via senza abbattere i lecci (soluzione “a”) oppure abbattendoli (“b”). Riassumendo in maniera molto concisa le posizioni:
Chi era per il taglio degli alberi giustificava la sua posizione con i problemi di sicurezza legati alla accidentata pavimentazione che impedisce di camminare con facilità e ai disagi che causano le foglie cadendo nei giardini privati e otturando i tombini.
Chi era per il preservare i lecci aveva invece principalmente a cuore la preservazione dell’identità di questa strada e il mantenimento del verde.
Dopo un lungo dibattito durato fino all’una di notte passata e che ha visto l’intervento di molti Consiglieri, si è passato alla votazione: 19 favorevoli al progetto d iriqualificazione già presentato in Giunta e che li preserva, 11 contrari e a favore quindi del taglio, 2 astenuti (Sindaco e Presidente del Consiglio) e 9 assenti, usciti prima del voto (ed a favore del taglio).
Io, non con facilità, ho votato a favore del taglio, ma per una ragione ben precisa e suggerendo una alternativa che secondo me rappresentava un buon compromesso:
Questa scelta infatti non poteva prescindere dal considerare che abbiamo a che fare con esseri viventi e non con oggetti che si possono espiantare e ripiantare a piacimento: l’abitat naturale dei lecci infatti è un ambiente con clima mediterraneo, non quello di una città senza spazio; i lecci di via San Giuliano infatti soffrono, sono malati, attaccati da parassiti e sono stati piantati ad una distanza troppo ravvicinata: difficilmente sopravviveranno a dei lavori che prevedono anche il taglio delle loro radici!
La mia proposta, esplicitata nel mio intervento, era perciò quella di sostituirli con degli alberi più caratteristici della nostra zona, come ad esempio la quercia cipressina, piantandone un filare esclusivamente sul lato del fiume Noncello, in modo da permettere in quel versante anche l’eventuale realizzazione di una pista ciclabile e dall’altro lato della strada la realizzazione di un marciapiede in piena sicurezza ma che d’estate possa godere dell’ombra delle piante.
Questo in estrema sintesi la mia visione (inseribile nella soluzione “b” del taglio), che aveva peraltro trovato anche la condivisione di altri Consiglieri, ma che al momento del voto è caduta.
Affido al tempo il compito di dire da che parte stava la verità.


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