Ad una percezione di insicurezza questa maggioranza può solo dare una percezione di risposta at



Questa maggioranza già in campagna elettorale ha creato una diffusa percezione di insicurezza che non trova effettivo riscontro nella realtà del Friuli Venezia Giulia visto che la nostra regione è tra le meno soggette ad atti di criminalità. Sullo slancio di una iniziativa elettorale però, nel frattempo, il bisogno di sicurezza si è radicato nella popolazione e ad esso oggi si deve dare, attraverso questa legge, una risposta. O, meglio, solo una ennesima percezione di risposta.
L’istituzione di figure quali i “volontari per la sicurezza” infatti creano forti perplessità tra gli stessi giuristi per il loro dubbio inquadramento istituzionale, a metà tra il privato e il pubblico.
Perché allora, più semplicemente, non potenziare gli organismi già previsti dalla legge?
E’ comprensibile la necessità di riformare la polizia locale visti i cambiamenti avvenuti nella società, ma se l’impianto generale non cambia profondamente, sarà difficile scalfire la forte contrarietà a questo testo in discussione mercoledì 1 e giovedì 2 aprile 2009 in Consiglio Regionale.
Sia l’istituzione di associazioni private fortemente connotate politicamente e che si danno il compito di vigilare sul territorio che la volontà di affidare molti servizi a istituti di vigilanza privata, rappresentano l’abdicazione dello Stato dal tutelare e garantire uno dei principi fondamentali della nostra Costituzione qual è la libertà personale dell’individuo. E cosa succederà se in futuro verranno a crearsi situazioni o episodi dove a causa della mancanza di professionalità anche di un singolo volontario si incorrerà in pericolosi incidenti?
La norma ha un impianto centralistico che punta ad assoggettare la polizia locale ad un controllo regionale e che si esprime anche attraverso l’istituzione di molti organismi come l’Osservatorio regionale sulla sicurezza integrata, il Coordinamento organizzativo nelle emergenze, il Comitato tecnico regionale per la polizia locale e la Scuola di polizia locale (cui si aggiunge l’istituzione della Giornata della polizia locale). Ma qual è l’effettiva necessità di tutti questi organismi? Non è solo questione di costi, ma anche di scelte politiche. Sarebbe più opportuno lasciare l’individuazione delle problematiche sulla sicurezza locale ai Comuni, che sono in grado di meglio interpretare le peculiarità del proprio territorio.
Inoltre la disciplina riguardante l’accesso ai ruoli e l’inquadramento del personale di polizia locale tende a una “militarizzazione” del Corpo (già evidenziato dall’obbligo di armarsi), con l’assegnazione di funzioni più proprie di altre forze di Polizia e con il rischio di accavallare competenze e funzioni.
Non ultimo, davanti soprattutto alle continue richieste della Lega Nord di approvare con urgenza questa legge, va sottolineato come ci sia attualmente in vigore il Decreto Legge n. 11 del 23 febbraio 2009 che disciplina “misure urgenti in materia di sicurezza pubblica e di contrasto alla violenza sessuale, nonché in tema di atti persecutori”. Se questo DL, nel venire convertito in legge (cosa da effettuarsi entro il 20 aprile 2009), fosse modificato, rischierebbe di cambiare quelli che sono i principi quadro ai quali la normativa regionale deve attenersi, con la logica conseguenza di aver approvato una legge regionale incostituzionale.

 Alessandro Corazza (gruppo consiliare regionale IdV-Citt), relatore di minoranza del DDL Seganti


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