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LYMECROMA. Si è concluso domenica 9 maggio a Roma il Congresso del LYMEC, l’Associazione che raduna i giovani liberaldemocratici di tutta Europa e che fa riferimento al partito europeo dei liberali, democratici e riformatori (ELDR).
Coorganizzato dal Dipartimento Politiche Giovanili dell’Italia dei Valori, l’evento –preceduto da un Seminario di quattro giorni sul tema della libertà d’informazione e della privacy tenutosi a Tivoli- ha offerto la possibilità a quasi centocinquanta delegati provenienti da più di 25 Stati dell’Unione Europea di confrontarsi su molte problematiche comuni, in vista anche delle imminenti elezioni per il Parlamento Europeo. Tra i vari temi trattati nella due giorni di lavori rientrano la promozione del concetto di Cittadinanza Europea, l’incentivazione della mobilità internazionale degli studenti (Processo di Bologna), le questioni legate all’accesso dei giovani al mondo del lavoro e gli strumenti di tutela della privacy.
Dal dibattito si è poi passati all’azione attraverso l’organizzazione di una “street action” per la difesa del diritto ad un’informazione libera e plurale, che ha visto i giovani delegati radunarsi davanti a Palazzo Montecitorio, sede del Parlamento Italiano e luogo simbolicamente adatto per sensibilizzare l’opinione pubblica nei confronti del poco pluralismo e dell’assoggettamento politico a cui è piegata l’informazione in Italia: “un settore di fondamentale importanza che non si può non considerare se si vuole costruire una solida democrazia “ ha dichiarato Simona Mignozzi del Dipartimento Politiche Giovanili di IDV che ha aperto i lavori a nome di Massimo Romano, Coordinatore nazionale del Dipartimento impegnato nella competizione elettorale per lo scranno di Sindaco di Campobasso.
Nel pomeriggio di Sabato i delegati hanno anche eletto i dieci rappresentanti che a Novembre rappresenteranno il LYMEC al prossimo Congresso annuale dell’ELDR.
In questa consultazione si registra il successo della delegazione giovanile dell’Italia dei Valori che ha visto arrivare prima tra gli eletti, con 124 voti, Martina Monti, 20 anni, di Ravenna. “Sono molto orgogliosa di quanto avvenuto -afferma la Monti-. Oltre alla soddisfazione personale di essere la prima italiana ad essere delegata dal LYMEC a partecipare al Congresso dell’ELDR, è anche un ottimo risultato politico per il nostro partito che inizia a ritagliarsi sempre più spazio e credibilità nel contesto internazionale”.
Un successo che apre le strade ad ambiziose prospettive per l’Italia dei Valori che attraverso una partecipazione attiva in Europa potrà efficacemente portare avanti le battaglie per la legalità, la trasparenza, la solidarietà, la difesa dell’ambiente e la libertà d’informazione.

 

Report sulla visita alle istituzioni europee

La sede del Consiglio delle Regioni, a Bruxelles

La V Commissione del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, competente in materia di rapporti esterni e con l’Unione Europea, si è recata a Bruxelles dal 10 al 12 febbraio per conoscere le strutture regionali presenti in loco e le attività di interesse regionale che svolge l’UE, al fine di predisporre il documento di indirizzo della Giunta regionale in materia di politiche internazionali della Regione.

L’Ufficio di collegamento di Bruxelles
La Regione Friuli Venezia Giulia è presente nella capitale europea con un ufficio, formato da cinque funzionari, che assicura i rapporti tra la nostra regione e le istituzioni comunitarie. In questo suo compito è capofila di tutte le regioni italiane e, nell’ottica di dare maggiore concretezza all’euroregione, divide la sede con la rappresentanza della Carinzia, affiancata dall’Istria e dal Cantone di Sarajevo.

Il padre dell’ERASMUS
Il sopralluogo ha permesso ai Consiglieri di conoscere il dr. Domenico Lenarduzzi, Direttore generale onorario della Commissione Europea e fondatore dell’ERASMUS, il progetto europeo che permette ogni anno a 160.000 studenti universitari di fare una formativa esperienza di studio all’estero. Lenarduzzi, forte dei suoi 74 anni di esperienza, 54 dei quali passati a Bruxelles, ha contribuito alla stesura di due documenti: “L’Europa dei cittadini” e “L’Europa della conoscenza”, uniformando in tutta Europa simboli e procedure, abolendo le frontiere, favorendo la mobilità di cittadini e merci, promuovendo la formazione continua e l’apprendimento delle lingue: conquiste che sebbene oggi sembrino scontate, una volta rappresentavano una barriera insormontabile.

La Rappresentanza permanente d’Italia presso l’UE
La prima giornata si è poi conclusa nella sede della Rappresentanza permanente d’Italia presso l’Unione Europea (ItalRap) che ha un ruolo di raccordo tra Italia e UE e fa attività di lobbing per tutelare gli interessi italiani, contribuendo -laddove possibile- ad indirizzare le Direttive e i Regolamenti europei in senso maggiormente favorevole.

Il Comitato delle Regioni e il GECT
Il ponte sul fiume Guadiana che collega Spagne e PortogalloLa seconda giornata si è aperta nella sede del Comitato delle Regioni (CdR), organo consultivo (i cui pareri sono però spesso obbligatori) che riveste un ruolo propulsivo in materia di cooperazione transfrontaliera. E’ uno dei principali sostenitori politici del GECT (gruppo europeo di cooperazione territoriale), strumento giuridico europeo che consente ad autorità territoriali (Regioni, autorità locali o nazionali, organismi di diritto pubblico o associazioni) di due o più Stati di istituire gruppi di cooperazione con personalità giuridica, finanziati dall’UE, per organizzare -ad esempio- servizi di trasporto o sanità transfrontalieri. Introdotto il 5 luglio 2006 dal regolamento (CE) n. 1082/2006 del Parlamento Europeo e del Consiglio, è stato già adottato da una dozzina di Stati membri (per l’Italia bisognerà invece aspettare almeno sei mesi ancora) e tra i primi progetti in fieri è presente il GECT ”Euroregion Alpes-Mediterraneé” formato da Piemonte, Liguria, Valle D’Aosta, e dalle Regioni francesi della Provenza-Alpi-Costa Azzurra e Rodano-Alpi.

Un ruolo sempre maggiore per l’UE
Gli incontri avuti con alcuni Europarlamentari e deputati italiani presenti a Bruxelles hanno evidenziato come ormai l’80% delle decisioni che ricadono sulla nostra testa siano assunte dall’UE, attraverso le sue istituzioni. Delle tre procedure che l’UE ha per operare (co-decisione, consultazione e consenso) la co-decisione è la più usata e permette alla Commissione Europea di coinvolgere il Consiglio dei Ministri e successivamente il Parlamento Europeo che, attraverso propri emendamenti, può influenzare notevolmente il processo legislativo, assumentosi un ruolo sempre più determinante nello scacchiere europeo.

Take a week to change tomorrow
Il sopralluogo ha fornito inoltre l’occasione per partecipare a qualche sessione della terza edizione della “settimana dell’energia sostenibile” che si tiene annualmente a Bruxelles. In tempi di crisi economica è significante il segnale dato dal Consiglio d’Europa che ha confermato l’obiettivo della Commissione Europea di diminuire le emissioni di anidride carbonica del 20%, aumentare l’efficienza energetica del 20% e di incrementare del 20% l’uso di fonti rinnovabili, il tutto entro l’anno 2020. Uno impegno europeo da portare anche nella nostra Regione!

 





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