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I tempi cambiano e anche Pordenone, assieme a tutte le altre città italiane sotto i 100.000 abitanti che sono state colpite dalla legge Finanziaria 2008, vede cancellate le circoscrizioni. E, come tutti i cambiamenti, anche questo destabilizza e impensierisce più di qualcuno perchè viene a mancare un’istituzione democratica ormai consolidata che serviva a raccordare le esigenze del territorio con l’azione dell’Amministrazione comunale.
E’ anche vero però che questo cambiamento comporta una positiva e cospiqua riduzione dei costi della politica (500 euro l’indennità mensile del Presidente della Circoscrizione, a cui vanno sommati i gettoni di presenza dei Consiglieri e le varie spese di funzionamento) e cancella un livello di rappresentanza che non è molto incisivo (ha funzioni propositive e consultive ma non deliberative) e che spesso si rivela molto burocratico o legato a gerarchie che, specie per una città di poco più di 50.000 abitanti come Pordenone, non sono necessarie in quanto il cittadino si relaziona il più delle volte direttamente col Comune, anche attraverso l’insorgenza di Comitati laddove l’interesse da portare avanti fosse comune a più persone.
Oggi, inoltre, i rapporti sociali tra le persone sono cambiati: c’è meno tempo per stare insieme, la comunità non è più raccolta tutta attorno alla parrocchia e non ci si conosce nemmeno più tra vicini di casa; inoltre la battaglia per l’alfabetizzazione è stata vinta e quindi viene meno anche l’esigenza di un livello istituzionale che raccogliesse e traducesse le richieste di quella parte di cittadini meno conoscitori del sistema e del suo linguaggio, portandole poi all’attenzione del Comune.
Oggi, insomma, la società ha mutato modi e tradizioni del vivere rispetto al passato ed è più sensibile anche ai costi della politica. E un politico deve saper interpretare il presente, deve riuscire a vedere correttamente la direzione verso cui sta andando la società e deve avere idee e proporre soluzioni che diano una risposta alle nuove esigenze.Alessandro Corazza
Qual è quindi oggi il mezzo giusto per realizzare tutto questo? La risposta è la rete. Ma non più la rete di conoscenze personali che faceva sì che il cittadino riferisse le sue problematiche al Consigliere circoscrizionale che coonosceva, bensì la rete internet. L’amministrazione comunale ha già avviato un progetto che, benchè ancora non tutti ne abbiano colto la portata, è una vera e propria rivoluzione democratica: Attraverso “Wireless Naonis”, nato da un’idea che proposi in fase di realizzazione del programma elettorale, il Comune si è dato l’ambizioso compito di portare in tutta la città, entro il 2008, la connessione ad internet gratuita e senza fili. Grazie a quest’ultima sarà possibile connettersi ad internet ed entrare a far parte della comunità pordenonese accedendo, attraverso un portale, ad un’infinità di servizi. Questo è infatti l’altro ambizioso progetto che la città si è dato: la creazione di una comunità virtuale dove i cittadini di Pordenone possono condividere esperienze, informazioni e novità, segnalare disagi e problematiche, votare sondaggi e referendum, proporre e partecipare a concorsi di idee in questo spazio della rete che assomiglierà sempre di più ad un brainstorming, funzionale anche a dare impulso all’attività politica cittadina e a disegnare una nuova città più vicina ai cittadini.
Insomma, la comunità pordenonese cambia luoghi e si sposta nella rete internet e i processi democratici e partecipativi che prima avvenivano all’interno dei Consigli circoscrizionali adesso potrebbero essere svolti direttamente in internet da tutti i cittadini (alcuni fruendo dell’eventuale assistenza tecnica che potrebbe essere fornita nelle sedi delle circoscrizioni opportunamente dotate di computer) che attraverso forum, blog collegati in rete, votazioni e gli altri mille mezzi di cui è fatta la rete, formeranno quella che è la nuova e-democracy: la partecipazione diretta ai processi democratici e di governo della città.
In quest’ottica, sarebbe sbagliato e antistorico un eventuale dietrofront alla ricerca delle passate sicurezze. La cancellazione delle Circoscrizioni è un’intervento in linea con i tempi che cambiano e che risponde, con coraggio, alle esigenze di una società che ha mutato modi e tradizioni del vivere rispetto al passato e che è più sensibile ai costi della politica.





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