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“Predicare bene e razzolare male”. Sembra essere il motto della Lega Nord, soprattutto in Friuli Venezia Giulia e, con una concentrazione allarmante soprattutto in provincia di Pordenone. Il Carroccio si è costruito negli anni – a suon di slogan e di buoni propositi ai quali i propri elettori hanno in buona fede creduto – un’immagine di partito puro, vicino alla gente, contro la casta e gli sprechi della politica. Ora, con il “caso Ballaman” e gli abusi sull’utilizzo delle auto blu, crolla definitivamente il castello di carte messo in piedi dalle camicie verdi. Dietro un’immagine pulita, di partito vicino alla gente, si nascondono le logiche e i vizi della vecchia politica.
E il Presidente del Consiglio regionale che utilizza l’auto e l’autista della Regione per "andare al mare" o per "andare a prendere i suoceri in aeroporto" è solo la punta di un iceberg. Già il fatto della sua successiva rinuncia all’auto blu è costata circa 3200 euro al mese in più di rimborsi spesa che prima non venivano elargiti, atteso che il contratto di noleggio dell’auto e l’autista permanevano in carico alla Regione.
Pensiamo poi, per esempio, al Sindaco sospeso di Azzano Decimo Enzo Bortolotti indagato perché avrebbe utilizzato il telefono del Comune per fare telefonate in paesi dell’est europeo.
Pensiamo, ancora, al sistema delle nomine degli amministratori pubblici che dovrebbe essere pulito e trasparente per un partito divenuto ormai “di potere” come la Lega Nord, e che invece veniamo a scoprire essere governato da logiche ben diverse, come si evince dalla assunzione a chiamata di un dirigente di un settore importante della Provincia di Pordenone (governata dal centro-destra) senza concorso pubblico e sui cui requisiti permangono forti dubbi, tanto che è stato depositato un esposto alla Procura. E pensiamo ancora all’ATER di Pordenone quand’era guidata dal leghista Alberto Scotti, che ha costituito la società "Edilizia Futura & territorio", chiusa a seguito della Sentenza della Corte dei Conti, che aveva comportato un inutile raddoppio di fatto delle indennità percepite dai componenti del CDA e costata ai contribuenti più di mezzo milione di euro. E potremmo continuare ancora.

Insomma, gli elettori della Lega Nord dovrebbero iniziare a guardare criticamente i falsi proclami di un partito che, allo stato attuale dei fatti, non ha fatto altro che illuderli di essere diverso dagli altri, ma ha dimostrato e dimostra ancora come le sue parole siano solo un’immagine volta ad ingannare gli elettori stessi. Fa sorridere quindi che dopo tutti questi fatti il Segretario regionale della Lega Nord Pietro Fontanini dichiari: «Siamo i migliori, i puri, diversi». Mi domando dov’è la coerenza tra quello che dicono e quello che fanno. Se nella Lega Nord esiste ancora una base "genuina", questa faccia sentire la sua voce e chieda coerenza e pulizia nel partito.

Stante questa situazione, siamo certi che l’avanzata elettorale della Lega Nord subirà, fin dalle prossime elezioni amministrative, un brusco rallentamento, perché il popolo del Friuli Venezia Giulia non è cieco: gli scandali sono sotto gli occhi di tutti e il giudizio su chi con i propri abusi ha leso la dignità stessa delle istituzioni che rappresenta, dal livello comunale a quello regionale, sarà inevitabilmente severo, sopratutto se a seguito dei suoi continui proclami, la Lega Nord non chiedesse coerenza nelle azioni ai propri esponenti ed eletti.

Come da mesi l’Italia dei Valori sta ripetendo, il modo in cui vengono impiegate le auto blu della Regione Friuli Venezia Giulia fa acqua da tutte le parti, e lo ha dimostrato l’inchiesta pubblicata dal Messaggero Veneto sugli spostamenti “personali” e “familiari” del Presidente del Consiglio regionale Edouard Ballaman.
Il Gruppo consiliare dell’Italia dei Valori aveva recentemente proposto sia degli emendamenti alla legge sull’assestamento di bilancio che un Ordine del giorno per riformare il sistema delle auto di rappresentanza, dimezzando il parco macchine e mettendolo a disposizione dell’intera Giunta – non più quindi dei singoli assessori – in modo che ci fosse un sistema di prenotazione che consentisse un uso più razionale delle auto e anche di verificare che esse venissero usate per scopi istituzionali e non personali. La risposta del Consiglio regionale è stata chiara: un secco e unanime "no", con qualche accusa di populismo, provenuta sopratuttto da uno sprezzante assessore De Anna.
Ora, grazie anche al dossier pubblicato dal Messaggero Veneto, i nodi vengono al pettine: «A questo punto – chiede ora con forza il capogruppo IDV Alessandro Corazza – vogliamo che vengano resi pubblici tutti gli spostamenti di tutti i componenti della Giunta e del Presidente della Regione, in onore della trasparenza e per permettere al Consiglio di riformare un servizio evidentemente abusato. Se, come abbiamo sempre denunciato, ci sono stati degli abusi (e il “caso Ballaman” lo testimonia), chi ha abusato dovrà prendersi le proprie responsabilità nonché rifondere la Regione dei danni erariali conseguenti ad un uso privatistico di risorse e mezzi pubblici. Inoltre appare ormai chiaro che il sistema va completamente riformato perciò la prossima settimana, quando in commissione verrà discussa la proposta di legge regionale di manutenzione, ripresenteremo l’emendamento con la nostra contro-riforma aspettandoci però che stavolta venga accolto, con uno slancio di responsabilità che deve investire tutto il Consiglio. Ci aspettiamo infatti delle risposte vere e concrete. Il silenzio degli altri componenti della Giunta su questo caso ci allarma e non vorremmo che si sia solo scoperta la punta di un iceberg. Quello che ora pretendiamo è che tutte le forze politiche convergano sulla nostra proposta, per salvare la dignità di una Regione che, a causa delle brutte figure a cui la “Casta” la sottopone, rischia di cadere sempre più in basso ed essere sempre più lontana dai cittadini.

I dipietristi chiedono la discussione in aula di un provvedimento per abrogare i privilegi dopo il no alla proposta di referendum  

Ma il Pd è diviso, Travanut contro Serracchiani: «La sua strategia è inopportuna»

UDINE. L’opposizione si divide sull’abrogazione dei vitalizi ai consiglieri regionali. Idv presenta una proposta di legge; Mauro Travanut (Pd) attacca la segretaria regionale Debora Serracchiani; Kristian Franzil (segretario regionale Prc-Se) invita il Pd ad assumere una posizione unitaria.
Il gruppo dell’Italia dei valori in consiglio regionale, dopo la bocciatura dei referendum da parte dell’aula, ha presentato una proposta di legge per abolire l’assegno vitalizio dei consiglieri e l’indennità di buonuscita. L’iniziativa è stata presa «in risposta» alla decisione del consiglio che ha decretato l’inammissibilità dei referendum contro i privilegi. «Se i consiglieri regionali si nascondono dietro “problemi tecnici” di ammissibilità dei quesiti - ha detto Alessandro Corazza, capogruppo dell’Idv - risolviamo il problema presentando una legge che metterà le forze politiche che compongono il consiglio regionale davanti alle loro responsabilità». Secondo Corazza, «in aula è stato fatto un vero e proprio blitz, mettendo all’ordine del giorno un tema così importante senza preavviso e assegnando a esso una sola ora di dibattito, trasformando quindi la decisione che sarebbe dovuta essere tecnica, in politica. Forse lo si è fatto - ha aggiunto - per cercare di far passare inosservato in un caldo pomeriggio estivo una decisione che va contro il volere dei cittadini e ha come obiettivo soltanto quello di autotutelare la classe politica sempre più autoreferenziale».
Il vicecapogruppo del Pd, Mauro Travanut, intanto attacca la segretaria regionale del suo partito Debora Serracchiani, che aveva affermato che il tavolo di lavoro per ridurre i costi della politica può essere archiviato. «È del tutto inopportuno definire una strategia come indicata dalla segretaria. Il tavolo politico, tra l’altro anche da noi promosso, ha l’obiettivo di trovare i numeri e le opportunità reali per intervenire in materia e sicuramente non è fallito alcunché, ma sicuramente si tratterà di intensificare un lavoro collegiale per approdare a qualcosa di serio e di concreto - continua Travanut -. Se tutti i partiti dovessero invece presentare separatamente progetti tra loro anche distanti il risultato sarebbe inevitabile: non si farebbe nulla. Quindi - sono ancora le parole di Travanut - bisogna fare esattamente l’opposto di quello che dice la segretaria Serracchiani e non dire che il tavolo si è svuotato. L’indirizzo del Pd in consiglio - continua Travanut - è invece di lavorare per conto nostro per un progetto e confrontarlo al tavolo. Se invece, come sostiene la segretaria, si dovesse seguire il suo indirizzo alla fine avremmo un sacco di articoli senza speranza che diventi legge. Mi auguro che un simile atteggiamento si possa anche perseguire ad altri livelli e nello specifico a livello europeo e a livello romano».
Anche Kristian Franzil, segretario regionale Prc-Se, critica le parole dell’europarlamentare Serracchiani. «Non si comprendono le parole della segretaria del Pd se non come una smentita dell’operato del suo gruppo consiliare regionale - sostiene Franzil -. Non è altrimenti possibile sostenere una cosa e il suo opposto, ovvero che bisognava votare contro la legittimità dei referendum sui vitalizi e poi dire che il voto contrario è stata una brutta pagina della politica regionale. Dunque invitiamo il Pd del Friuli Venezia Giulia a trovare una posizione unitaria e poi a esporla agli altri gruppi di opposizione, per evitare ambiguità», conclude Franzil.

Sabato 31 luglio 2010, Messaggero Veneto - Regione, pag. 8

Alessandro Corazza ha formalizzato l’annunciata proposta dei dipietristi per ridurre realmente i costi delle cosiddette “auto blu”, inserendola all’interno del Regolamento di organizzazione dell’Amministrazione e degli Enti Regionali, sul quale la I Commissione era oggi chiamata a dare parere. L’idea del Gruppo dell’Idv è di riscrivere la norma che prevede l’assegnazione di due autisti di rappresentanza a disposizione del Presidente della Regione e di un autista per ogni Assessore. «Riscontrato che la cancellazione tout court delle auto blu non trova seguito, per dare un segnale di contenimento dei costi e per economizzare al meglio la gestione di uno strumento che troppo spesso viene abusato – spiega il Capogruppo Alessandro Corazza - abbiamo formalizzato in Commissione una proposta affinché venga istituito un parco macchine a disposizione non più dei singoli Assessori ma di tutta la Giunta, e che gli autisti vengano assegnati man mano che le esigenze di rappresentanza lo richiedano, permettendo così di ridurre i numero di auto ed ottimizzare le risorse della Regione». «In questo modo – conclude Corazza -  si creerebbe un vero risparmio per la Regione, contrariamente a quanto si sarebbe verificato se fosse passata la norma che permetteva agli Assessori esterni di rinunciare all’autista di rappresentanza a fronte di un cospicuo conguaglio economico».
Corazza ha comunque contestato il metodo adottato in sede di calendarizzazione dei lavori, che portava a dare parere sul Regolamento di organizzazione dell’Amministrazione e degli Enti Regionali prima che la proposta di legge 123 “Norme urgenti in materia di personale e di organizzazione” fosse approvata dall’Aula. «Non condividiamo i termini generali di questa operazione fatta dalla Giunta – ha dichiarato Corazza -  sia nel merito che nel metodo. Ci ritroviamo infatti a dare un parere su un regolamento prima che la legge a cui fa riferimento sia approvata in Aula. In questo modo si manca di rispetto all’Assemblea che dovrebbe essere l’organo legislatore che fa le regole a cui poi i regolamenti di Giunta si adattano, e non il contrario».
Tra le proposte di modifica del regolamento presentate dal Gruppo dell’Italia dei Valori c’è anche la riduzione al 10% dei direttori centrali con contratti esterni che rivestono carattere di fiduciarietà a fronte del limite del 20% proposto nel regolamento.

Domani in I Commissione consiliare, chiamata a esprimere il parere sulla deliberazione della Giunta regionale concernente l’approvazione in via preliminare dello schema di modifiche al Regolamento di organizzazione dell’Amministrazione e degli Enti Regionali, sarà formalizzata dal gruppo Italia dei Valori la proposta alternativa alla gestione delle “auto blu”.

I dipietristi avevano già da diverse settimane annunciato la volontà di voler riscrivere la norma che prevede l’assegnazione di due autisti di rappresentanza a disposizione del Presidente della Regione e di un autista per ogni Assessore. «Per dare un segnale di contenimento dei costi e per economizzare al meglio la gestione di uno strumento che troppo spesso viene abusato – spiega il Capogruppo Alessandro Corazza - proporremo che venga istituito un parco macchine a disposizione non più dei singoli Assessori ma della Giunta, e che gli autisti vengano assegnati man mano che le esigenze di rappresentanza lo richiedano, permettendo così di ridurre i costi ed ottimizzare le risorse della Regione». «In questo modo – conclude Corazza -  si creerebbe un vero risparmio per la Regione, contrariamente a quanto si sarebbe verificato se fosse passata la norma che permetteva agli Assessori esterni di rinunciare all’autista di rappresentanza a fronte di un cospicuo conguaglio economico».

In merito all’audizione di oggi dei proponenti dei quattro referendum contro i vitalizi e le indennità di fine mandato dei Consiglieri regionali convocata dall’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale interviene Alessandro Corazza, capogruppo di Italia dei Valori, partito che già a suo tempo aveva condiviso l’iniziativa del comitato referendario. «Il Gruppo di Italia dei Valori - dichiara Corazza - quando si votò la costituzione dell’Ufficio di Presidenza fu tenuto fuori, per questo rivolgo un appello ai miei colleghi affinché valutino con attenzione un tema così sentito dalla popolazione del Friuli Venezia Giulia».
Poche settimane fa, in conferenza stampa, il Gruppo dei dipietristi ha annunciato la possibilità di portare in Aula una proposta di Legge contro i vitalizi e le indennità di fine mandato, nell’eventualità che i referendum fossero dichiarati inammissibili.
«Spero che l’Ufficio di Presidenza dia un segnale di apertura e di responsabilità e non si esprima unanimemente contro i referendum, in modo che la questione passi all’Aula e trovi quindi le doverose garanzie di un dibattito al quale tutte le forze politiche potranno partecipare». Un parere unanimemente negativo sull’ammissibilità dei referendum toglierebbe infatti la possibilità di rimettere la decisione al Consiglio regionale e quindi di portare ad un dibattito aperto sul tema. «Oggi più che mai, sopratutto davanti all’attuale scenario di crisi, la politica deve dare segnali importanti facendo essa stessa sacrifici così da riconquistare la fiducia della gente; diversamente non potremmo biasimare i cittadini se, ancora una volta, si sentissero traditi da una classe politica sempre più distante e che sente la necessità di difendersi da loro invece che di rappresentarli».





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