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 «Vietare le riprese da parte del pubblico presente in Consiglio regionale è un atto oscurantista». Interviene così il capogruppo dell’IDV Alessandro Corazza, che non aveva perso occasione per criticare già in Aula l’intenzione, lanciata dal consigliere del PD Tesini e raccolta dal Presidente del Consiglio regionale Edouard Ballaman, di vietare la possibilità al pubblico di filmare le sedute del Consiglio regionale.
«E’ incredibile che il palazzo regionale, invece che aprirsi alla gente, si chiuda a riccio e neghi addirittura ai cittadini di poter filmare delle sedute che sono pubbliche per legge e peraltro già trasmesse in diretta. I politici sono chiamati ad amministrare la cosa pubblica in nome e per conto dei cittadini ed è davvero incredibile che alcuni sentano l’esigenza di nascondere alla gente il loro operato. Di cosa hanno paura? Se un politico inizia a difendersi dalla gente a cui deve rispondere, vuol dire che siamo davanti ad una patologia del sistema. E non è certo un caso che queste richieste siano giunte subito dopo un momento delicato come la discussione in Aula sull’ammissibilità dei referendum regionali contro i vitalizi e l’indennità di fine mandato, che ha visto quasi tutti i partiti votare per il loro affossamento, eccetto l’Italia dei valori che sul tema ha rilanciato depositando una proposta di legge.
Ballaman è dunque cosciente - continua Corazza- dell’impopolarità delle decisioni che prende il Consiglio regionale e temendo il giudizio dell’opinione pubblica, sceglie la via dell’oscurantismo: vieta con un colpo di mano la trasparenza, chiude in una torre d’avorio il Consiglio regionale, e toglie ai cittadini la possibilità di giudicare l’operato di chi hanno eletto.
Di questo passo non vorrei ritrovarmi di colpo catapultato dal Friuli Venezia Giulia alla vecchia Unione Sovietica, dove l’unico strumento di comunicazione autorizzato del palazzo rimarrebbe la webtv fvg.tv, magari con tanto di trasmissione in differita per permettere magari il taglio preventivo di qualche esuberanza degli assessori o dei consiglieri…
E’ una decisione inaccettabile e antidemocratica alla quale ci opporremo con tutti gli strumenti che abbiamo, mobilitando il popolo di internet e non dando pace al Consiglio fintanto che le riprese del pubblico non verranno nuovamente permesse.»

Il Gruppo dell’Italia dei Valori si è opposto fermamente alla repentina calendarizzazione in Aula dell’ammissibilità sul referendum contro vitalizi e indennità di fine mandato, inserita durante la pausa pranzo all’ordine del giorno del Consiglio regionale nella seduta pomeridiana e in discussione subito dopo la norma sui carburanti.
«E’ un vero e proprio blitz – ha denunciato il Capogruppo Alessandro Corazza – perché si mette all’ordine del giorno un tema così importante senza preavviso e senza dare la possibilità ai Consiglieri di prepararsi sul tema (è prevista solo un’ora di dibatitto!), trasformando quindi la decisione che sarebbe dovuta essere tecnica, in politica, checché ne dicano gli altri esponenti. Forse lo si è fatto per cercare di far passare inosservato in un caldo pomeriggio estivo una decisione che va contro il volere dei cittadini e ha come obiettivo soltanto quello di autotutelare la classe politica sempre più autoreferenziale e in palese conflitto di interesse».
Secondo Corazza, infatti, «l’Ufficio di Presidenza, anticipato ad oggi per prendere questa decisione, si sarebbe dovuto riunire dopo questa sessione di Consiglio regionale rimandando la decisione sui referendum alla seduta d’Aula di Settembre. Invece si è preferito, con questo colpo di mano, chiudere subito un argomento spinoso».
 
Nel suo intervento il capogruppo di Idv ha criticato aspramente l’istituto del vitalzio: «E’ un’ingiustizia inacettabile che un Consigliere regionale dopo soli cinque anni di mandato maturi il diritto, al compimento del 65o anno d’età, ad un trattamento pensionistico peraltro sproporzionato rispetto a quanto effettivamente versato. Infatti in un contesto nazionale di tagli e sacrifici, dove il sistema pensionistico è passato ormai da tempo da retributivo a contributivo, il vitalizio diventa un privilegio inaccettabile e discriminatorio rispetto a chi non è Assessore o Consigliere regionale».
 
I dipietristi hanno fatto resistenza al trincerarsi del Consiglio regionale a difesa della norma sui privilegi dei propri componenti, chiedendo anche il voto per appello nominale su tutti e quattro i quesiti. Corazza ha annunciato immediatamente dopo la decisione dell’Aula l’imminente presentazione di una proposta di legge che abolisce il vitalizio per i consiglieri regionali. «Se i consiglieri regionali si nascondono dietro “problemi tecnici” di ammissibilità dei quesiti, risolviamo il problema presentando una legge che metterà le forze politiche che compongono il Consiglio regionale davanti alla loro responsabilità».

 

In merito all’audizione di oggi dei proponenti dei quattro referendum contro i vitalizi e le indennità di fine mandato dei Consiglieri regionali convocata dall’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale interviene Alessandro Corazza, capogruppo di Italia dei Valori, partito che già a suo tempo aveva condiviso l’iniziativa del comitato referendario. «Il Gruppo di Italia dei Valori - dichiara Corazza - quando si votò la costituzione dell’Ufficio di Presidenza fu tenuto fuori, per questo rivolgo un appello ai miei colleghi affinché valutino con attenzione un tema così sentito dalla popolazione del Friuli Venezia Giulia».
Poche settimane fa, in conferenza stampa, il Gruppo dei dipietristi ha annunciato la possibilità di portare in Aula una proposta di Legge contro i vitalizi e le indennità di fine mandato, nell’eventualità che i referendum fossero dichiarati inammissibili.
«Spero che l’Ufficio di Presidenza dia un segnale di apertura e di responsabilità e non si esprima unanimemente contro i referendum, in modo che la questione passi all’Aula e trovi quindi le doverose garanzie di un dibattito al quale tutte le forze politiche potranno partecipare». Un parere unanimemente negativo sull’ammissibilità dei referendum toglierebbe infatti la possibilità di rimettere la decisione al Consiglio regionale e quindi di portare ad un dibattito aperto sul tema. «Oggi più che mai, sopratutto davanti all’attuale scenario di crisi, la politica deve dare segnali importanti facendo essa stessa sacrifici così da riconquistare la fiducia della gente; diversamente non potremmo biasimare i cittadini se, ancora una volta, si sentissero traditi da una classe politica sempre più distante e che sente la necessità di difendersi da loro invece che di rappresentarli».

Approvato l’emendamento che finanzia anche i teatri, ma per l’Italia dei Valori si sarebbe potuto fare di più se molti fondi non fossero stati assegnati in maniera discrezionale invece che a chi aveva veramente bisogno. Corazza critica il sistema dell’assegnazione dei contributi: «E’ sbagliato che i fondi regionali vengano conferiti per legge, con emendamenti puntuali, alle associazioni, senza nessun criterio di merito, perché bisogna tenere in mente che quei soldi vengono di fatto sottratti alla molteplicità delle altre associazioni ed enti meritevoli, che rimangono all’asciutto solo per il fatto di non avere un "padrino" in Consiglio regionale. Questa è una vera e propria patologia del nostro sistema, che va sanata lasciando alla Giunta il compito di assegnare i fondi pubblici seguendo criteri oggettivi». Corazza ha auspicato anche che con il nuovo assetto della Giunta la promessa dell’assessore Molinaro di riformare il sistema delle "tabelle della cultura" non resti a metà.

Sui contributi ai teatri Corazza si dice poco soddisfatto: «I tagli operati al settore che include i teatri lirici da parte del governo nazionale hanno suscitato una pesante protesta da parte dell’Italia dei Valori. I lavoratori vanno tutelati così come va valorizzato tutto il settore. In questo senso, ci saremmo aspettati degli interventi più robusti da parte della Giunta che tenessero in considerazione tutte le realtà teatrali della regione e non solo le cinque più rappresentative»

Per Alessandro Corazza il riassetto delle deleghe operato dal Presidente della Regione Tondo è l’esempio di come le logiche di potere dei partiti si impongano e influenzino negativamente l’amministrazione regionale che dovrebbe invece attenersi esclusivamente al programma politico sul quale è stata eletta.
«Questa Regione ha già pagato un pesante dazio con la destituzione dell’Assessore Alessia Rosolen per ragioni di potere interno al PDL e non di merito, finendo per bloccare i lavori sui giovani e sul sistema universitario regionale che ne stanno pagando i ritardi. Ora - continua Corazza - le logiche di potere finiscono per massacrare addirittura l’organizzazione burocratica della Regione andando ad accorpare delle Direzioni i cui benefici organizzativi però saranno tutti da verificare, e noi vigileremo sull’efficacia di questa riforma.
Inoltre - conclude il dipietrista - preoccupa la crescita del potere della Lega Nord che sta creando caos nell’ordinamento regionale, che è ormai costantemente rattificato dagli interventi della Corte costituzionale, espressasi anche oggi bocciando parte della legge regionale 13/2009 su caccia e demanio: dopo il flop delle ronde e la recente bocciatura da parte del Tribunale di Udine della legge regionale leghista che impone 10 anni di residenza in Italia e cinque in Friuli Venezia Giulia per ottenere i contributi sul bonus bebé, arriva l’ingiustificato "premio" del Presidente Tondo, che è solo un dazio elettorale e nulla ha a che fare con un’operazione per migliorare la gestione della regione.

Sulla manovra di assestamento di bilancio è intervenuto in I Commissione Alessandro Corazza, evidenziando gli elementi di criticità contenuti nel disegno di legge. «Se ci si ritrova con “soli” 19 milioni a disposizione – è stato il primo punto toccato da Corazza – è a causa di una credibilità politica regionale debole nei confronti dello Stato, dal quale non è ancora riuscita a pretendere i 482 milioni di euro di crediti derivati dalle compartecipazioni nelle pensioni. Quello che emerge, è la mancanza di un vero disegno politico. Anziché investire, ad esempio, su ricerca e innovazione, che sono gli elementi cardine per uscire dalla crisi attraverso il sostegno a idee nuove e progetti innovativi, ci si limita a mettere delle “toppe”, molte delle quali che servono a porre rimedio ad errori fatti dai nostri stessi amministratori, come nel caso dell’aeroporto, del quale la Regione si è fatta carico di risanare tutti i debiti attraverso il proprio intervento pubblico.
Corazza ha lanciato quindi una provocazione alla Giunta, ricordando che il Governo nazionale ha adottato un Ministero apposito per l’attuazione del programma: « Forse Tondo dovrebbe istituire una delega analoga  – ha detto il dipietrista, constatando che che la Giunta è sempre molto impegnata su questioni di potere e di rimpasti -: appare infatti evidente da questa manovra di bilancio che manca una visione politica di dove portare questa Regione».

Critiche dall’esponente dell’Italia dei Valori anche per quanto riguarda la gestione del settore turistico: «Il turismo, che in passato veniva gestito secondo logiche di merito e non lottizzatrici, sta vivendo una fase di decadimento che non si potrà certo arrestare grazie ad un nuovo logo, che anzi, è uno degli elementi che ha fatto emergere l’ulteriore dato negativo di una mancanza di coordinamento delle varie iniziative di programmazione della regione, e che andrebbe stoppato senza spendere ulteriori risorse economiche».

Il capogruppo dell’Idv ha infine dichiarato che il suo gruppo consiliare porterà particolare attenzione alla fase d’esame del testo in Aula per contrastare eventuali emendamenti “ad personam” che non rispettino i criteri di merito e di reale bisogno nell’assegnare i fondi, evitando di finire in casi simili a quello della “legge mancia” che ha assegnato una cifra spropositata al comune di Forni di Sotto, guarda caso dove è sindaco il figlio del senatore Vanni Lenna».

 





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