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E’ iniziato il dibattito in I Commissione sul disegno di legge Finanziaria 2012. L’Italia dei Valori si è posta in maniera fortemente critica nei confronti dell’amministrazione regionale, in special modo riguardo il contributo per l’acquisto della prima casa, che la Giunta ha annunciato di voler riformare. «Quello sulla prima casa è uno degli interventi più importanti e atteso, sopratutto dai giovani, perché permette loro di uscire di casa e crearsi una autonomia. Sarebbe sbagliato sottofinanziare l’istituto in favore dei contributi per l’affitto, come già annunciato, le cui domande sarebbero in aumento: vorrebbe infatti dire che non si capisce che l’andare in locazione è una conseguenza della difficoltà sempre maggiore ad acquistare casa e non una semplice diversa scelta di vita. Se la giunta vuole riformare subito questo istituto, presenti gli emendamenti almeno già in commissione ed eviti di presentarli direttamente in Aula sottraendo così un importante intervento sociale al dibattito e al confronto approfondito».

Idv critica anche sulla decisione del taglio dell’Irap. «E’ un contributo a pioggia – ha commentato Alessandro Corazza, capogruppo Idv, nel suo intervento in Commissione – che si applica indiscriminatamente a tutte le imprese e non valorizza quindi i comportamenti virtuosi. Meglio sarebbe stato puntare sul sostegno di start-up, all’imprenditoria giovanile e femminile e a chi, con un valido piano di sviluppo, si impegna ad innovare conquistando nuovi mercati e creando ricchezza ed occupazione».

Per quanto riguarda la questione del debito pubblico della Regione, Corazza afferma che «è un bene che si sia abbassato il debito "effettivo" perché così facendo si liberano risorse che altrimenti sarebbero destinate a pagare gli interessi sul debito stesso, ma è allarmante che si sia al contempo autorizzato con legge un debito "potenziale" che permetterebbe alla Giunta di accendere mutui che peseranno sulle future generazioni. Ci saremmo aspettati quindi degli interventi atti a ridurre il debito potenziale della nostra Regione».

«Decisamente negativo è inoltre il fatto che non siano stati reperiti fondi per l’opera riguardante la terza corsia dell’A4, che risulta essere tutta sulle nostre spalle nonostante rientri, per il Cipe, tra quelle strategiche a livello nazionale».

«Non condividiamo inoltre l’intervento della Regione di acquisizione totale delle partecipate, come ad esempio Promotour, ma anche del Consorzio Aeroporto Friuli Venezia Giulia le cui perdite sono state appianate in questa maniera invece che puntando su una gestione di impronta privatistica che garantisse economicità, efficacia ed efficienza. Male anche tutti i debiti delle aziende o enti partecipati dalla regione che hanno sforato il bilancio per diversi milioni di euro».

«E intanto - prosegue – anche a causa dall’apertura fatta dall’ex Sindaco di Pordenone, si autorizza il ricorso al mercato finanziario per circa 10 milioni di euro (comuninsufficienti) per la realizzazione del nuovo ospedale a Pordenone, in zona Comina, che rappresenta una spesa insostenibile scaricata ancora una volta sulle spalle delle future generazioni che si dovranno far carico delle maggiori spese di gestione, nonostante la Corte dei Conti abbia già ricordato come in Friuli Venezia Giulia la spesa sanitaria sia già fuori controllo».

Corazza ha ricordato anche l’incostituzionalità delle cosiddette "tabelle della cultura". «Ogni anno mi trovo costretto a far notare a questo Consiglio che è necessaria una riforma che metta in sicurezza la nostra Regione da eventuali ricorsi in sede giudiziaria». Corazza ha citato la sentenza 137 del 2009 della Corte Costituzionale che ha decretato l’incostituzionalità della legge finanziaria 2007 della Regione Lazio per quanto riguardava le c.d. “tabelle della cultura”, «un sistema di riparto di contributi alle associazioni discrezionale, fatto direttamente per legge e analogo a quello attuato da noi, in cui non emergevano i criteri e le modalità, per cui alcune associazioni rientravano e avevano un determinato finanziamento, e altre no».

Sul ricorso ai derivati previsto in Finanziaria, rincuorano le garanzie che l’assessore Savino dà rispetto alla propria volontà di non fare ricorso a questo strumento finanziario. «Ora però – ha concluso Corazza – ci sarebbe bisogno che il Presidente Tondo fornisca analoghe garanzie che sia ancora l’assessore Savino ad occuparsi della materia, visto che negli ultimi mesi pare che i rimescolamenti della giunta siano stati la sua attività predominante».

Toni molto accesi durante la discussione in aula della legge sui requisiti per l’accesso al welfare. Il capogruppo dell’Italia dei Valori Alessandro Corazza ha giudicato insufficienti le modifiche introdotte in seguito alla sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato discriminatoria la normativa, avvertendo: «Così come riformulata, la legge è ancora passibile di impugnazione, in questo modo la nostra Regione rischia l’ennesima figuraccia».

L’attacco di Corazza si è concentrato soprattutto verso il gruppo della Lega Nord: «Il Carroccio – ha detto – è responsabile di forzare la mano in sede legislativa per puri scopi elettoralistici, sfornando norme che vanno a soddisfare gli istinti più bassi della nostra società e che sfociano nella discriminazione. Farlo, sapendo bene che ciò comporterà l’impugnazione della legge con i conseguenti costi in termini economici e di risorse, come già avvenuto più volte, rivela uno scarsissimo senso di responsabilità politica e un perverso modo di intendere l’amministrazione della cosa pubblica. Peggio ancora se gli effetti di tali strategie finiscono per essere subiti dai Comuni che, applicando la legge, si ritrovano a dover pagare le spese giudiziarie contro chi giustamente presenta ricorso e lo vince. A pagare i danni non dovrebbero essere i Comuni e neppure la Regione, dovrebbe pagare la Lega Nord».

«E’ impensabile – ha concluso Corazza – che un partito di governo non si prostri alla legalità, mettendo invece la propria volontà politica sopra i principi democratici entro i quali l’azione politica andrebbe ricondotta. Non si può continuare ad accettare delle violenze come quelle che si stanno perpetuando all’interno della maggioranza. I diritti non sono derogabili, non si contratta sui principi sanciti dalla Costituzione. In uno Stato di diritto le sentenze si accettano e si attuano, non c’è spazio per altri ragionamenti politici».

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Il Consigliere regionale dell’Italia dei Valori Alessandro Corazza ha depositato un’interrogazione urgente sulla questione del cosiddetto “pollo alla diossina”, che troverà risposta nella seduta del Consiglio regionale prevista per la prossima settimana. Le analisi di laboratorio, effettuate su un pollo ruspante nato e cresciuto in un’aia della frazione di Campagna, in Comune di Maniago (PN), erano state disposte dai comitati “Sì al riciclo totale”, “Campagna pulita”, “Sos San Lorenzo”, “Cittadini per l’ambiente”, e sono ora in mano ai carabinieri del Nas di Udine, alla Commissione europea di Bruxelles e all’Autorità europea per la sicurezza alimentare di Parma. Esse avevano rivelato il superamento dei tenori massimi del regolamento Ce 1881/2006 sia per Pcdd/f (cosiddetto “diossina”) che per Pcb diossina-simili.

In particolare, il capogruppo dell’Idv in Regione interpella la Giunta per sapere «quali azioni intende svolgere per acclarare l’eventuale presenza di diossina oltre ai limiti di legge su animali, terreni ed esseri umani nell’area di Campagna e nei comuni limitrofi e, nel caso i dati fossero confermati, cosa intende fare per tutelare la salute dei cittadini che vivono nel territorio interessato e per evitare forme di contaminazione che potrebbero interessare una scala più ampia di consumatori, anche al di fuori dell’Italia».

L’Italia dei Valori si era occupata della vicenda già nei giorni scorsi per mezzo del Parlamentare europeo Andrea Zanoni, che aveva preso contatti con i firmatari della denuncia per affrontare la questione a Bruxelles. A Zanoni è già stata inoltrata la documentazione del caso e non è esclusa un’interpellanza alla Commissione europea (del resto lo stesso esposto è stato consegnato ai carabinieri del Nas di Udine e all’Autorità europea per la sicurezza alimentare).

«Va fatta immediatamente chiarezza – ha dichiarato Alessandro Corazza – su un fatto che, se confermato, sarebbe gravissimo e comporterebbe la messa in atto urgente di tutti gli accorgimenti precauzionali per evitare che le conseguenze siano disastrose, e la ricerca delle responsabilità. La zona coinvolta era già sotto osservazione in quanto interessata da emissioni maleodoranti e dalle attività degli stabilimenti industriali di Fanna. Anche per questo è quanto mai opportuno che si diano al più presto risposte ai cittadini che, anche e non solo per questa vicenda, vivono in perenne allarme a causa di una mai risolta questione ambientale e suppliscono alle mancanze di chi dovrebbe vigilare, controllare e agire a tutela dell’ambiente e della salute umana».

Il Presidente del Gruppo consiliare regionale dell’Italia dei Valori Alessandro Corazza ha bocciato oggi in VI Commissione consiliare la legge di modifica delle attuali normative sul welfare, approvate nel 2009 dal Consiglio regionale e che individuavano i requisiti per l’accesso ai servizi, che la sentenza della Corte Costituzionale ha dichiarato illegittime perché creano discriminazioni. «Il disegno di legge proposto dalla Giunta – ha esordito – non pone rimedio all’attuale situazione di discriminazione, così come era negli intenti della proposta di legge che il nostro Gruppo ha presentato assieme ai colleghi di opposizione, ma fa solo un’operazione di maquillage. La maggioranza al Governo continua ad essere schiava dei ricatti interni della Lega Nord, fino al punto di non arrivare a recepire in questo disegno di legge tutti i rilievi della Corte costituzionale e continuando quindi a violare i diritti civili dei cittadini».

Come ricordato dal capogruppo, l’Italia dei Valori aveva attaccato la Lega già durante la votazione sull’assestamento di bilancio di luglio (leggi l’articolo), chiedendo, in maniera provocatoria, che le spese giudiziarie dei Comuni soccombenti in giudizio per aver applicato la tanto discussa norma fossero poste a carico del Carroccio, responsabile di aver imposto una norma «consapevolmente incostituzionale, creata all’unico scopo di alimentare una campagna elettorale permanente che permette alla Lega Nord di sfamare gli istinti più bassi del proprio elettorato». «E’ impensabile – ha proseguito Corazza – che un partito di governo non si prostri alla legalità, mettendo invece la propria volontà politica sopra i principi democratici entro i quali l’azione politica andrebbe ricondotta. Non si può continuare ad accettare delle violenze come quelle che si stanno perpetuando all’interno della maggioranza. I diritti non sono derogabili, non si contratta sui principi sanciti dalla Costituzione. In uno Stato di diritto le sentenze si accettano e si attuano, non c’è spazio per altri ragionamenti politici».

Se l’attuale maggioranza che governa la Regione non ha coraggio di difendere i diritti dei cittadini ma, pur di restare al Governo, preferisce cedere davanti ai ricatti incostituzionali della Lega Nord, è meglio che rimetta il proprio mandato e si ritorni a votare, chiedendo ai cittadini cosa preferiscono. Non ci può essere– conclude Corazza – contrattazione politica sui diritti civili e sui pronunciamenti della Corte Costituzionale».

Il Capogruppo dell’Italia dei Valori Alessandro Corazza è intervenuto oggi in I Commissione durante l’esame del Rendiconto 2010 della Regione Friuli Venezia Giulia, che fa sintesi di quanto fatto dall’attuale maggioranza l’anno scorso. Corazza ha posto l’accento in particolare sui rilievi espressi dalla Corte dei Conti in occasione del giudizio di parificazione.

«Ogni anno, puntualmente la Corte dei Conti rileva determinate irregolarità e ci segnala cosa va corretto – ha detto Corazza – ma evidentemente non c’è la volontà politica e l’interesse di ascoltare e riparare ai danni».

L’esponente dell’Italia dei Valori è poi entrato nei dettagli sottolineando gli aspetti negativi dell’amministrazione: «Il Friuli Venezia Giulia detiene il triste record – ha spiegato – di essere la Regione d’Italia con la peggiore capacità di attrazione dei fondi europei. In questo momento storico questa connotazione assume caratteri di particolare gravità, perché maggiori fondi europei allungherebbero di molto la “coperta” che con l’attuale crisi diventa sempre più corta».

«E intanto – prosegue – anche a causa dall’apertura fatta dall’ex Sindaco di Pordenone, ci si è avventurati nel progetto dell’Ospedale di Pordenone in Comina, che rappresenta una spesa insostenibile scaricata ancora una volta sulle spalle delle future generazioni che si dovranno far carico delle maggiori spese di gestione, nonostante la Corte dei Conti abbia già ricordato come in Friuli Venezia Giulia la spesa sanitaria sia fuori controllo».

Per quanto riguarda la questione del debito, Corazza afferma che «è un bene che si sia abbassato il debito effettivo perché così si liberano risorse che altrimenti sarebbero destinate a pagare gli interessi sul debito stesso, ma non si può non vedere con negatività che si sia al contempo autorizzato un debito potenziale che permetterebbe alla Giunta di accendere mutui spendendo soldi che non ha».

Corazza ha citato sopratutto i mancati contributi per la prima casa: «E’ uno degli interventi più importanti e atteso dai giovani perché permette loro di uscire di casa e crearsi una autonomia. Andare a restringere gli attuali parametri, com’è stato annunciato, è una scelta sbagliata. Ma sarebbe ancora più sbagliato farlo in favore dei contributi per l’affitto, le cui domande sarebbero in aumento, perché vuol dire che non si capisce che l’andare in locazione è una conseguenza della difficoltà sempre maggiore ad acquistare casa e non una semplice diversa scelta di vita. Questo dimostra il fatto che oggi più che mai c’è bisogno del contributo regionale per la prima casa, addirittura insufficiente, che va quindi potenziato. E già dalla prossima variazione di bilancio andranno rifinanziate le domande di chi ha già fatto richiesta di contributo nell’anno in corso e sta aspettando risposta, prima di cambiare -eventualmente- le regole.

Infine, Corazza ha ricordato alla Giunta come già la Corte dei Conti avesse ricordato che nel settore dello sport e tempo libero manchi un quadro completo ed omogeneo che offre a Giunta e Consiglio degli "spazi di manovra" discrezionali, e spesso anche clientelari, nell’attribuzione dei fondi. «E’ mortificante ed imbarazzante vedere che, nonostante i ripetuti richiami della magistratura, il Consiglio regionale non voglia legalizzare e mettere al riparo da eventuali ricorsi questo sistema di finanziamento delle associazioni che va drasticamente riformato».

Nel complesso, il giudizio dell’Italia dei Valori rispetto al quadro politico chiusosi nel 2010 è negativo e dipinge una maggioranza intenta più all’ordinaria spartizione di potere che a risolvere i problemi dei cittadini, e in particolare delle future generazioni su cui scarica invece molte spese e responsabilità.

Rimandata alla decisione del “Comitato ristretto” anche la richiesta, presentata nella mattinata dal Capogruppo IDV Corazza, di ristabilire in V Commissione delle nuove priorità per l’esame dei provvedimenti afferenti i costi della politica, visto che il tavolo sui costi della politica non aveva dato un parere unanime sulle stesse. Il Capogruppo dell’IDV aveva infatti chiesto, anche a fronte dell’instabilità del Governo nazionale e delle dichiarazioni rese dal Presidente Tondo in merito ad un possibile voto anticipato nel 2012, di partire con l’analisi dei provvedimenti che il Consiglio regionale potrebbe votare in autonomia legiferando entro l’anno (come la soppressione dei vitalizi, la riduzione dell’indennità e del rimborso spesa, ma anche la riduzione degli assessori esterni) e di prendere in esame successivamente l’analisi delle proposte di modifica del numero dei Consiglieri regionali che richiederebbero invece l’intervento di un Parlamento sempre più in odore di rinnovo. La c.d. “legge voto” necessita infatti di tempi lunghi: oltre all’analisi del Comitato ristretto, della V Commissione e l’approvazione del Consiglio regionale, serve anche un doppio voto, da tenersi a distanza di tre mesi l’uno dall’altro, di Senato e Camera dei Deputati, sempre che la legislatura non si interrompa prima facendo decadere la proposta di modifica.

«Con questo teatrino – afferma Corazza – si preferisce “l’incerto” al “certo”, prendendo in giro i cittadini che attendono un segnale immediato e concreto sulla riduzione dei costi della politica».

A riprova della mancanza di concretezza di questa proposta di riduzione del numero dei Consiglieri, Corazza ha anche stigmatizzato l’assenza in Commissione di un rappresentante della Giunta, nonostante la questione della riduzione dei Consiglieri fosse stata proposta in Aula dal Presidente della Regione in persona andando a cambiare lo stesso programma elettorale della maggioranza.



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