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L’Assessore Garlatti risponde all’interrogazione di Alessandro Corazza (Idv) che aveva denunciato gli errori nell’invio delle istruzioni elettorali per le recenti elezioni amministrative

Ha trovato risposta in Aula l’interrogazione di Alessandro Corazza (capogruppo di Italia dei Valori), che denunciava errori nell’invio da parte della Regione delle istruzioni elettorali riguardanti le recenti elezioni amministrative e chiedeva conto dell’errore.
La risposta è stata data senza troppi giri di parole: «La responsabilità – ha detto l’Assessore Garlatti – è imputabile a Poste Italiane S.p.A.». L’Assessore ha poi elencato i comuni interessati dal "disguido": Muggia, Trieste, Ronchi dei Legionari,  Cordenons, dove sono state recapitate istruzioni riguardanti il ballottaggio dove questo non era previsto dalla legge e viceversa. All’errore si è cercato di ovviare con la ristampa e riconsegna dei depliant nei comuni di Muggia, Monfalcone e Ronchi dei Legionari, con apposita indicazione di non tenere in considerazione quanto ricevuto in precedenza.
«Se c’è, come evidenziato, un problema relativo al servizio di distribuzione del materiale informativo da parte di Poste Italiane – ha replicato Corazza – non basta prenderne atto, ma bisogna attivarsi per risolverlo prima delle prossime elezioni. L’esercizio del voto di ogni cittadino è un diritto inviolabile e quindi è necessario intraprendere tutte le azioni necessarie affinché ci sia una corretta informazione per tutti, senza errori che generino confusione».
Il capogruppo dell’Italia dei Valori pone sul tavolo una riflessione: «Considerato che dal 1 gennaio 2011 è intervenuta la liberalizzazione dei servizi postali, per cui non esiste più la riserva postale a favore di Poste Italiane S.p.A., bisognerebbe adoperarsi per far affidare il servizio della distribuzione di materiali così importanti ad aziende che dimostrino di poter garantire un servizio efficiente, spezzando il regime di monopolio che di fatto tutt’ora esiste con Poste Italiane S.p.A.».
Corazza ha anche auspicato che la Regione chieda un risarcimento per il danno creato dalle Poste. «Non si può chiudere un occhio – spiega – quando in ballo c’è la corretta informazione di tutti i cittadini per l’esercizio del diritto di voto, che è alla base di ogni Stato di diritto».

Il capogruppo Idv in Consiglio regionale, Alessandro Corazza, annuncia una interrogazione alla Giunta regionale sulle errate istruzioni di voto contenute nelle lettere spedite dalla Regione agli abitanti di diversi comuni interessati dalle elezioni amministrative del 15-16 maggio, tra cui risulterebbero già coinvolti, stando alle prime segnalazioni, Trieste, Muggia (TS), Ronchi dei Legionari (GO), Cordenons (PN).
Alcuni comuni con popolazione superiore ai 15.000 abitanti si sono infatti visti recapitare il depliant informativo con le istruzioni per il voto nei comuni fino a 15 mila abitanti, quelli, cioè, per i quali non è previsto il turno di ballottaggio, e viceversa.
«Un errore grave – afferma Corazza – considerato e che, con queste indicazioni, l’elettore può essere disorientato e indotto a pensare che non ci sia né il ballottaggio né la possibilità di esprimere un voto disgiunto dove questo è possibile e viceversa».
Alessandro Corazza ha annunciato opportuni accertamenti in Regione per chiarire a chi siano imputabili le responsabilità di un simile errore che potrebbe trarre in inganno l’elettore e inficiare il voto e quali iniziative la Regione intenda intraprendere per rimediare alla errata comunicazione. E ancora, laddove il problema riguardasse il servizio offerto da Poste Italiane – atteso che, benché privato, opera in regime di monopolio e che quindi non vi è la possibilità di rivolgersi ad altri soggetti distributori -, quali azioni intenda intraprendere la Regione nei confronti del Ministero dello Sviluppo economico (Dipartimento per le comunicazioni) per rimediare a questi errori non occasionali ma di sistema.
«Un’amministrazione pubblica non può permettere che si verifichino questi errori su un tema così importante come il voto elettorale. Ci vuole più rigore e controllo su questi temi che sono alla base della democrazia, ed è proprio questo l’impegno dell’Italia dei Valori nelle istituzioni».

MESSAGGERO VENETO, venerdì 6 maggio 2011, pagina 25 – Pordenone
 
CORDENONS Errore della Regione nell’invio dei dépliant informativi per le elezioni comunali di Cordenons: sebbene i residenti siano quasi 18.500, da Trieste, nelle case dei cordenonesi, sono state spedite le istruzioni per i Comuni sino a 15 mila abitanti. Una svista non da poco, considerato che in quest’ultimo caso non sono previsti né il ballottaggio né il voto disgiunto, due elementi che a Cordenons sono invece applicati, e neanche da poco tempo: questa non è infatti la prima consultazione amministrativa in cui i candidati possono giungere, dopo 15 giorni dal primo turno, al ballottaggio. Anche per questo motivo serpeggia l’ipotesi di un disegno politico per destabilizzare l’elettore. E’ quello che sostiene Italia dei valori: proprio uno dei candidati nella lista Idv-Libertà civica che sostiene Carlo Mucignat, Stefano Crocicchia, si è accorto del clamoroso errore. Crocicchia ha pubblicato il volantino del "misfatto" sulla sua pagina Facebook e ha informato il collega di partito, e capogruppo Idv in consiglio regionale, Alessandro Corazza. «Si stanno facendo strada le ipotesi per cui alla base di quel che è successo ci sia un disegno politico – ha dichiarato Corazza -. Si tratterebbe, in questo caso, di una situazione ben più grave rispetto a un errore». Corazza ha dunque annunciato opportuni accertamenti in Regione per chiarire a chi siano imputabili le responsabilità di una simile situazione che potrebbe trarre in inganno l’elettore e inficiare il voto. Anche i dépliant spediti a Pordenone non sarebbero chiari rispetto al voto disgiunto, e pure questo aspetto suffraga la convinzione di Corazza che alla base di tutto ciò non ci sia soltanto una svista. «Un’amministrazione pubblica non può commettere questi errori su un tema così importante come il voto elettorale – dichiara Crocicchia -. Ci vogliono più rigore e controllo su questi temi che sono alla base della democrazia, e sarà proprio questo l’impegno dell’Italia dei valori, a partire da Cordenons». Intanto, proseguono gli appuntamenti elettorali per i quattro candidati di Cordenons, Riccardo Del Pup, Carlo Mucignat, Mario Ongaro e Franco Vampa. Oggi, con i loro gazebo, saranno tutti presenti in piazza della Vittoria in occasione del mercato settimanale. Per quanto riguarda il prossimo appuntamento che li vedrà tutti insieme in un confronto pubblico, è fissato per lunedì, alle 20.30, nella sala consiliare: l’incontro è organizzato da Agesci, Ac e circolo Acli di Cordenons.

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Faccia chiarezza sulle possibili alleanze per scongiurare lo scenario morettiano del "continuiamo così, facciamoci del male".

Sconcerto viene espresso da Italia dei Valori, Sinistra Ecologia Libertà e la lista civica Del Ben per Pordenone, che sostengono come candidato Sindaco Giovanni Del Ben, per quanto espresso in una trasmissione televisiva dal capolista del PD Renzo Mazzer che avrebbe affermato che il PD ha già deciso che al secondo turno la loro coalizione, guidata da Pedrotti, non si apparenterà con nessun altra lista.
A poco serve la successiva corsa ai ripari di Bolzonello che ha smentito Mazzer, in maniera poco credibile però visto che proprio il Sindaco uscente è stato l’artefice del “veto” che ha spezzato il centrosinistra a Pordenone, escludendo sia possibili intese con IDV, senza alcuna giustificazione politica visto che il partito di Di Pietro è stato in maggioranza negli scorsi 5 anni, sia con SEL, che evidentemente fa anch’essa paura ai dirigenti del PD per l’attrattività che sta dimostrando sugli elettori del PD.

Che valore hanno dunque, si chiede Del Ben, le parole del coordinatore provinciale del PD Antonio Ius che aveva dichiarato che le Primarie sarebbero state il primo turno? Se la coalizione di Pedrotti, nel caso vada al ballottaggio, non farà apparentamenti al secondo turno, il centrosinistra rimarrà diviso con tutti i possibili scenari elettorali conseguenti, ed è giusto che gli elettori sappiano prima di andare a votare quali sono le logiche ad escludendum che guidano i vertici del PD.
Se all’eventuale secondo turno ci andassimo noi invece, apriremmo la nostra coalizione di centrosinistra ai loro apporti, perché riteniamo che solo un’ampia coalizione che riesca a riunire tutte le anime progressiste del centrosinistra possa rappresentare al meglio la città, rinnovandola contrastando anche quelle logiche di mera gestione del potere che rappresentano la crisi in cui sono caduti i partiti tradizionali.
E’ un appello a riunire il centrosinistra, quello che Del Ben rivolge al PD, che, se non accolto, ricondurrebbe ad uno scenario politico ben rappresentato dalla famosa frase di Nanni Moretti “Continuiamo così, facciamoci del male”.
Sarebbe invece più indicato che le relazioni politiche fossero approfondite attorno ad un tavolo piuttosto che esternate da una tribuna televisiva, con la speranza di far vincere la coerenza politica rispetto ai ragionamenti di potere, e si rettifichi la dichiarazione del capolista Mazzer riunendo al secondo turno tutto il centrosinistra, cosa che permetterebbe agli iscritti del PD che si sono candidati in liste civiche che sostengono Del Ben o Zanolin, di ritrovarsi nella medesima maggioranza al secondo turno. Sarebbe infatti difficile giustificare che degli iscritti del medesimo partito si ritrovino, dopo il primo turno, contemporaneamente seduti alcuni nei banchi della maggioranza ed altri in quelli dell’opposizione.

Infine, un ultima richiesta a fare chiarezza sulle alleanze arriva con l’ultima domanda di Del Ben che invita il PD a dire se ad un’alleanza con IDV, SEL e la civica Del Ben «preferirebbe l’API o il FLI guidati ora da Alberto Rossi?».

Da qui l’appello a sostenere il nuovo centrosinistra, formato dalle tre liste IDV, SEL e lista Del Ben per Pordenone, che si pone come la nuova alternativa per contrastare la cultura berlusconiana e ridare dignità e contenuti alla politica.

I candidati di Italia dei valori che sostengono la candidatura a sindaco di Pordenone di Giovanni Del Ben si sono presentati oggi, venerdì 22 aprile, in una conferenza stampa alla presenza del candidato Del Ben, del coordinatore regionale di Idv, Giovanni De Lorenzi, del presidente del circolo di Pordenone-Cordenons del partito, Vincenzo Colacino e del Capogruppo IdV in Consiglio regionale, Alessandro Corazza, che è anche Consigliere comunale uscente ma continuerà il suo mandato solo in Regione (“Idv è contro i doppi incarichi” – ha affermato).
Cinque i punti programmatici della coalizione a sostegno di Del Ben sindaco che, oltre a Idv (presente con 40 candidati), è formata da Sel e dalla civica Del Ben per Pordenone. “Pordenone, un mosaico da comporre assieme” queste le parole che identificano il programma, riassunto da parte di Alessandro Corazza e realizzato in modo partecipato attraverso una serie di incontri pubblici preliminari, proponendo un nuovo metodo da cui partire per sconfiggere la crisi della politica “intrappolata in logiche di potere e che non dà risposte ai cittadini”, di pensare lavoro ed economia (in questo s’inserisce anche il rifiuto di presentarsi nelle liste per le elezioni circoscrizionali “che così come sono state reintrodotte servono più ai politici che alla gente”), attenzione agli aspetti della salute, della sanità e dell’assistenza (quella di Giovanni Del Ben è l’unica coalizione che difende l’attuale ubicazione dell’ospedale contro ulteriori speculazioni edilizie). E ancora, Pordenone città sostenibile, ovvero una città mirata all’efficienza energetica, ad una mobilità efficiente (criticati i 15 milioni di euro sottratti da Provincia e Comuni all’ATAP) e con un sistema di gestione dei rifiuti che contribuisca a migliorare la salubrità dell’aria bandendo l’incenerimento, e maggiore attenzione alla gestione del territorio.
“Sono grato per il sostegno di Italia dei Valori – ha dichiarato Giovanni Del Ben – che si è concretizzato nell’elaborazione di un programma innovativo che pensa al rinnovamento della classe politica e alle nuove generazioni in modo coerente: più della metà sono giovani sotto i 35 anni (la media dell’età dei candidati è inferiore ai 37 anni). I legami con i partiti regionali e nazionali consentono di creare la rete di impegno che è non solo utile ma necessaria alla città. Stiamo lavorando assieme da molte settimane e sono convinto che con noi Pordenone potrà migliorare. La strada giusta è nel pensare europeo, e i giovani lo sanno fare bene”.
“Non è la prima volta che IdV si presenta a Pordenone – ha puntualizzato Colacino – ma è oggi più matura e radicata rispetto a dieci anni fa. Ora, nonostante i veti incrociati di parte del Pd che vorremmo rientrassero all’eventuale ballottaggio per riunire il centrosinistra, abbiamo presentato una lista completa, giovane, con facce nuove e idee fresche che porteranno un’aria nuova in Consiglio comunale”.
“In Italia c’è in gioco la democrazia – ha asserito De Lorenzi, con esplicito riferimento alla questione della volontà di sopprimere il referendum sul nucleare. A Pordenone, la presenza di Idv fa sì che questi argomenti di stretta attualità possano essere trasferiti ai cittadini. Lo si vede dalla squadra, eterogenea, amalgamata, con un candidato credibile, autorevole, che siamo sicuri ci condurrà al ballottaggio”.
 

Continua la bagarre sulle circoscrizioni. A dare il via ad un’altra puntata sulla ormai spinosa questione delle elezioni circoscrizionali di Pordenone ci pensa ancora una volta il Consigliere comunale Alessandro Corazza, che già nella sua veste di Consigliere regionale dell’Italia dei Valori si era opposto alla reintroduzione in Regione di questo istituto già abrogato a livello nazionale. Ed è proprio dal livello nazionale che nascono altri problemi.

«La normativa nazionale, oggi abrogata, –spiega il dipietrista- non fornisce alcun riferimento su come regolare l’elezione dei Consigli circoscrizionali, demandando agli Statuti e regolamenti comunali. La decisione del Consiglio regionale di dare la possibilità ai Comuni che lo volessero di reintrodurre questo istituto previa delibera del Consiglio, ha fatto sì che a Pordenone una cordata di 21 Consiglieri, capeggiati da Giuseppe Pedicini, ora candidato a Sindaco, proponesse la loro reintroduzione, modificando peraltro il regolamento comunale che ne disciplina il numero, portato da sei a quattro, ma senza inserirne le modalità di elezione».

Una mossa, quella di ridurne il numero, apparentemente oculata, se non fosse che è proprio da qua che nacquero i primi problemi sollevati proprio da Corazza nell’ultimo Consiglio comunale del 7 marzo: La normativa regionale recita testualmente che l’indizione delle elezioni va fatta sulla base del regolamento comunale vigente alla data di entrata in vigore della medesima legge, avvenuta a gennaio 2011, e cioè nel numero di sei circoscrizioni, così previste nel regolamento in vigore a gennaio 2011.
Ma una interpretazione dell’ufficio elettorale regionale diceva il contrario, tanto da giustificare l’indizione delle elezioni nel numero di quattro circoscrizioni, e cioè sulla base di quanto previsto nel regolamento modificato successivamente all’entrata in vigore della legge, aprendo a possibili ricorsi al TAR che potrebbero portare anche all’annullamento delle elezioni circoscrizionali.

A questo che fu definito «un pasticcio» dal Consigliere Corazza, si aggiunge oggi una sua nuova denuncia, con tanto di lettera di chiarimenti inviata al Segretario e ViceSegretario comunale: «I partiti in questi giorni sono alle prese con la raccolta delle sottoscrizioni necessarie a presentarsi alle elezioni comunali, -afferma il dipietrista- ma quanto a quelle circoscrizionali manca un’univocità su come procedere. Risulta infatti che, in assenza di una normativa nazionale, ci sia un vuoto normativo su come procedere per le elezioni circoscrizionali». E scoppia la bagarre.
«Giuseppe Pedicini, che si è fatto capofila della reintroduzione delle circoscrizioni in Comune, -ricorda il Consigliere dell’Italia dei Valori- pare che si sia “dimenticato” che sarebbe stato necessario regolamentare, contestualmente alla modifica del numero delle circoscrizioni, anche tutti quegli aspetti legati alle modalità su come procedere alle elezioni. Una leggerezza che rischia di gettare il Comune nel caos e di costare caro alle casse dello stesso nell’eventualità che qualcuno facesse ricorso al TAR».

Corazza, nella sua lettera di chiarimenti, rileva alcune criticità con riferimento al numero minimo di candidati per lista che non sarebbe specificato se arrotondato a 6 o a 7; alla necessità o meno di procedere alla raccolta delle sottoscrizioni; a quale sia il numero richiesto, se necessario, dei sottoscrittori; se questi debbano risiedere in quella
circoscrizione o semplicemente all’interno del Comune; e, infine, la cartografia indicante i confini delle circoscrizioni, così come era indicato nella delibera del Consiglio comunale di modifica al regolamento per la istituzione, le elezioni ed il funzionamento dei Consigli circoscrizionali, votata il 7 marzo 2011, ma ad oggi inesistente. Tutte questioni per le quali mancherebbe un riferimento normativo certo, essendo stata abrogata la normativa nazionale ed non essendo stata disciplinata nemmeno nel suddetto regolamento comunale.

«Al di là dell’opportunità o meno del loro reinserimento, per il quale come IDV ci siamo sempre detti contrari al pari delle Province, questa è una responsabilità non da poco per una persona che si candida a fare il Sindaco di Pordenone e che dovrebbe far riflettere tutti i cittadini sull’opportunità di affidare il Comune a chi tratta certe questioni con troppa leggerezza e poca responsabilità. Ci potrebbe costare davvero caro» è l’affondo finale di Corazza.

 



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