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Arriva un secco “no” dall’Italia dei Valori in merito alla questione legata alla riforma elettorale che ha visto la recente proposta del segretario del Pdl Isidoro Gottardo di eliminare il ballottaggio già alle ormai prossime elezioni del 2011. Ad intervenire, per i dipietristi, è il capogruppo in Consiglio regionale Alessandro Corazza, facente parte del comitato ristretto della V Commissione che sta esaminando la legge elettorale.
«Il secondo turno – spiega Corazza - garantisce maggiore democrazia perché permette all’elettore di esprimere al meglio la propria preferenza: al primo turno si permette al cittadino di votare il partito all’interno del quale si vede rappresentato e al secondo di scegliere il candidato che più si avvicina alle proprie idee, consentendo così di avere un risultato elettorale più rappresentativo del vero orientamento politico del cittadino e non influenzato da logiche come quella del "voto utile" o di altri compromessi».
Sull’opportunità di modificare la legge elettorale a pochi mesi dall’appuntamento con le amministrative 2011, Corazza non lascia alcuno spazio: «Non c’è alcuna necessità di rivedere l’attuale buona legge elettorale e comunque ormai i tempi non ci sono più perché è già iniziata la contrattazione tra le forze politiche. Cambiare le regole del gioco a partita iniziata non solo non è corretto ma è un modo “truffaldino” di gestire la democrazia». Non ci può essere – conclude Corazza - una modifica che sia costruita intorno alle esigenze elettoralistiche delle segreterie di partito. La legge elettorale non è un vestito da confezionare addosso ai partiti, bensì un strumento di garanzia per il cittadino, affinché questi abbia la possibilità di essere rappresentato al meglio. Dev’essere quindi pensata in maniera generale e astratta e non può in alcun modo basarsi sugli equilibri politici del momento storico attuale, così da garantire al meglio rappresentanza dei cittadini e quindi essere garanzia di democraticità. Per rispettare questo principio, una riforma della legge elettorale, qualora fosse veramente necessaria, andrebbe pensata (diversamente da come purtroppo spesso avviene) il più lontano possibile dagli appuntamenti elettorali».
«Così come per il terzo mandato dei Sindaci, anche per il ballottaggio il capitolo dev’essere ormai chiuso, e auspico che su questo punto convenga anche il resto dell’opposizione che nella legislatura precedente è stata autrice dell’attuale buon impianto elettorale.

FAC SIMILE scheda referendaria NON ATTINENTE al presente referendumPremetto innanzitutto che questa legge elettorale per l’elezioni del Parlamento italiano (Camera e Senato) andrebbe cambiata in fretta, a prescindere dall’esito che avrà il referendum, per rimettere la possibilità all’elettore di eleggere direttamente il proprio rappresentante (con collegi uninominali) o per dargli la possibilità di scegliere esprimendo una preferenza. Oggi, così com’è, la legge elettorale è simile alle liste fasciste in cui il partito decideva di fatto gli eletti.
Personalmente ritengo che gli appelli a boicottare il referendum -affinché non raggiunga il quorum- non siano opportuni. Il referendum è l’unico strumento previsto dalla Costituzione che resta in mano ai cittadini per abrogare direttamente ciò che i partiti producono di "sbagliato". Dequalificare così un tale strumento non è opportuno, sopratutto in questo momento storico di crisi delle istituzioni e considerando che in futuro potremmo averne davvero bisogno.
Entrando nel merito dei TRE quesiti referendari, ritengo che ai PRIMI DUE sia opportuno votare NO per evitare che un partito con la maggioranza relativa si trovi ad avere la maggioranza dei voti in Parlamento: sarebbe un profilo assimilabile a quello della dittatura del partito di maggioranza, consci anche del fatto che oggi i Parlamentari non hanno quell’indipendenza di mandato che avevano in passato, dato che sono stati eletti per "nomina" delle segreterie di partito e non per il numero delle loro preferenze personali.
Al TERZO QUESITO, che vieta le candidature multiple (cioè in più di un collegio), ritengo che sia opportuno votare SI’ per togliere l’ennesima possibilità alla partitocrazia di scegliere chi deve subentrare in Parlamento, cosa che avviene quando il primo degli eletti (candidato in più collegi) esercita discrezionalmente l’opzione per un collegio invece che per un altro in base a chi è il candidato che gli subentrerebbe.
Comprendendo che molti che sono contrari ai primi due quesiti del referendum temono che sia più opportuno astenersi dal voto invece che compartecipare al raggiungimento del quorum recandosi alle urne per votare NO, il mio consiglio è quello di RITIRARE ALMENO LA SCHEDA DEL TERZO QUESITO e votare SI’. Così almeno togliamo ai partiti uno strumento per decidere ciò che spetta ai cittadini.

Il centro-sinistra ha perso le elezioni provinciali di Pordenone ma da questa tornata elettorale emergono anche delle buone notizie: l’Italia dei Valori ha eletto nel Consiglio Provinciale di Pordenone Fabio Gasparini, 28 anni, di San Vito al Tagliamento (che ha ottenuto l’8,75% dei voti). Un segnale positivo per un partito che, in provincia di Pordenone, ha puntato molto sui giovani e sul rinnovamento della classe politica.
L’elezione di Fabio, che seguo da quando si è avvicinato al partito poco meno di un anno fa, è il risultato dello splendido lavoro svolto a San Vito al Tagliamento da un gruppo composto soprattutto da giovani idealisti con tanta voglia di fare e di cambiare in meglio la nostra realtà.
Felicissimo di questo risultato, adesso lavoreremo insieme per valorizzare in Provincia e in Regione soprattutto quelli che sono i nostri temi forti: legalità, trasparenza, giustizia sociale, efficienza della pubblica amministrazione e lotta a sprechi e clientelismi, rispetto dell’ambiente, moralità in politica, migliori politiche sulla mobilità e l’effiicenza energetica.
In bocca al lupo, Fabio!

Il Gazzettino - 12 Giugno 2008

PROPOSTA DI LEGGE

Trieste. Il gruppo consiliare Italia dei ValoriCittadini lancia una sfida al presidente del Friuli Venezia Giulia, Renzo Tondo e al governo ombra del Partito democratico. Lo fa presentando una proposta di legge dal titolo Nuova disciplina delle nomine di competenza regionale che va ad inserirsi nell’ottica di una politica di trasparenza che accomuna i due movimenti.

«Si tratta di una proposta rivoluzionaria è intervenuto il capogruppo in Consiglio regionale di Italia dei ValoriCittadini Piero Colussi, in occasione di una conferenza stampa ieri a Trieste che vuole assicurare pari opportunità di accesso alle cariche pubbliche a tutti i cittadini e garantire un filtro imparziale formato da tecnici super partes».
foto Consiglio regionale FVGLa proposta di legge, già presentata nella precedente legislatura ma mai attivata, sembra ora aver superato le passate problematiche di costituzionalità ed obbliga la Regione a pubblicare l’elenco annuale delle nomine in scadenza, consentendo così, a chi è interessato, di presentare il proprio curriculum. Stabilisce poi che i curricula siano redatti secondo il modello Ue con precise caratteristiche, «oltre alle qualificazioni professionali e alle esperienze maturate, i candidati dovranno anche indicare i redditi dichiarati negli ultimi anni, in modo da dimostrare che hanno adempiuto agli obblighi fiscali» ha precisato Colussi. È prevista, quindi, l’istituzione di un’Autorità di garanzia costituita da tre esponenti imparziali e competenti, il primo nominato dal presidente della Regione e gli altri due dal Consiglio, uno per la maggioranza, l’altro per l’opposizione. «L’Autorità ha spiegato il capogruppo di IdvCittadini assieme ai consiglieri Alessandro Corazza, Stefano Alunni Barbarossa ed Enio Agnola vaglierà i curricula, potrà promuovere audizioni dei candidati e predisporre l’elenco dei candidati idonei alla nomina. La scelta finale ha aggiunto spetterà ai politici che dovranno motivare le decisioni prese». Inoltre, su richiesta, l’Autorità potrà effettuare anche controlli e valutazioni sulla corrispondenza tra obiettivi posti e raggiunti dai manager secondo criteri di efficacia ed efficienza. «Questa legge ha sottolineato Colussi aiuterà le istituzioni a diventare nei fatti una casa di vetro ed è un modo per capire se la voglia di trasparenza e l’abbattimento dei costi della politica sono solo parole o se a queste seguono dei fatti concreti».

«Pensiamo che anche nel settore della sanità, in cui la trasparenza è carente, ha concluso il Gruppo ci debba essere un testo simile che regoli il tema delle competenze e della legalità».
Elisabetta Batic

Martedì 6 maggio 2008 si è tenuta a Trieste la prima riunione della X legislatura del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia.
Anche per me è stata una nuova esperienza, da neoeletto, iniziata con il compito di fare da segretario in quanto Consigliere più giovane (mentre il Consigliere anziano presiedeva l’Assemblea).
All’ordine del giorno c’era la prestazione del giuramento da parte dei Consiglieri regionali espresso in italiano e, secondo la sensibilità di ciascuno, eventualmente anche in una delle altre lingue ufficiali riconosciute dalla regione: friulano, sloveno, tedesco.

Successivamente si è proceduto con l’elezione del Presidente del Consiglio regionale che avrà il compito di regolare i lavori assembleari durante questo mandato e che le urne hanno decretato essere il leghista Edouard Ballaman.
Per le due cariche di Vice Presidente sono stati eletti Maurizio Salvador (UDC) e Annamaria Menosso (PD) e per i quattro ruoli di Segretari Pedicini (PDL), Tononi (PDL), Brussa (PD) e Antonaz (SA). Esclusione dall’ufficio di Presidenza del Consiglio quindi per il Gruppo “Italia dei Valori - Cittadini” che nonostante rappresentasse la seconda forza di opposizione con quattro componenti non avrà rappresentanza istituzionale: un fatto decretato dai 3 voti di “Sinistra l’Arcobaleno” uniti ai 15 del “Partito Democratico” (quest’ultimo rappresentato sia con un Vice Presidente che con un Segretario) che hanno così rotto non solo la consuetudine di lontana memoria che vedeva ogni forza di minoranza rappresentata nell’ufficio ma anche la coalizione di Intesa Democratica.

da la repubblica.it di giovedì 17 aprile 2008
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E’ stata una campagna elettorale giocata molto sul web quella di Alessandro Corazza che a soli 28 anni è diventato consigliere regionale, forte di 546 voti personali e di un partito, Italia dei valori, che ha raddoppiato i consensi rispetto al 2003. La propaganda via web è anch’essa un segno di novità: appassionato di computer, Corazza fa parte del gruppo di lavoro costituito in municipio a Pordenone per diffondere la connessione internet gratuita. Un’iniziativa spiegata con un video sul sito di Beppe Grillo e che ha avuto l’onore dell’homepage nazionale: sarà anche per questo che molti “grillini”, esclusi dalle regionali, hanno puntato su di lui come segno di cambiamento.
«Riccardo Illy, secondo me – commenta dal suo sito web Corazza – non meritava di perdere. Ma in questa triste situazione, almeno un piccolo bagliore c’è. Sarò felice e orgoglioso di rappresentare in consiglio regionale non solo le istanze dei giovani, ma anche tutti i cittadini che sono stufi della politica fatta per partito preso, degli scontri strumentali della destra contro la sinistra, dei privilegi della “casta”, della giustizia uguale per quasi tutti».
Un programma ambizioso quello di Corazza, anche nei proclami: «Sarò il cane da guardia dei cittadini perbene, contro gli sprechi, i giochi di potere, le lottizzazioni dove non c’è meritocrazia. Lavorerò – continua – perché la politica risponda agli interessi concreti della gente piuttosto che a quelli di parte dei politici, come ho già fatto nelle mie esperienze precedenti».
Corazza sottolinea che fino a quando i cittadini lo voteranno «avrò le mani libere per portare queste battaglie nelle istituzioni, senza che nessuno possa comprarmi con nomine o promesse. Ed è questa la forza del mio consenso: 546 voti di opinione, raggiunti senza accordi sottobanco o promesse a chicchessia, ma solo con la forza delle mie idee».
Corazza è stato eletto per la prima volta in consiglio comunale a Pordenone nel 2006, all’interno della lista civica Il Fiume, espressione del sindaco, Sergio Bolzonello. E proprio il primo cittadino, che di elezioni evidentemente se ne intende, a margine della visita di Kofi Annan in città aveva presentato a Illy «questo giovane che ha buone probabilità di essere eletto in consiglio regionale». Così è stato.





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