energia at

 

Questa sera, mercoledì, alle 22 (in replica domenica alle 20.30), andrà in onda uno "speciale" del telegiornale di Telefriuli sulla questione energetica in regione. Si parlerà del nucleare, delle biomasse, di elettrodotti, dell’energia per uso domestico e di quella necessaria all’industria. Vi prenderanno parte, oltre a me, Alessandro Colautti, Mauro Travanut, Roberto Asquini, Enore Picco e Giorgio Brandolin.

 

Tiene ancora banco la questione energia nucleare sollevata mercoledì scorso dal presidente della Regione renzo Tondo. Ieri ad esternare sono state soprattutto le opposizioni. Decisamente critico il capogruppo Idv in Consiglio Regionale Alessandro Corazza: «Le dichiarazioni di Tondo – spiega il capogruppo in consiglio regionale Alessandro Corazza - sebbene esprimano il diniego all’ipotesi di costruire una centrale nucleare sul nostro territorio regionale a causa soprattutto delle condizioni idrogeologiche della regione, svelano la sua totale apertura a tutte le fonti di energia, compresa quella nucleare. Una posizione, quella del presidente, che non tiene in minima considerazione i rischi e i pericoli connessi alla produzione di energia nucleare».

Corazza interviene anche circa l’ipotesi di collaborare con la Slovenia per il raddoppio della centrale nucleare di Krsko. «Tondo si dimentica delle 74 raccomandazioni fatte dall’Unione Europea e tuttora non adempiute. La centrale di Krsko è di seconda generazione, al pari di quella di Cernobyl».

 

m'illumino di menoIn occasione della sesta edizione di “M’illumino di meno”, la giornata nazionale del risparmio energetico che vedrà migliaia di persone coinvolte in una festa dell’energia pulita, il gruppo consiliare regionale dell’Italia dei Valori ha annunciato un’interpellanza alla giunta regionale. Nello specifico si  chiedono i motivi del ritardo dell’emanazione del regolamento previsto dalla legge 15 del 2007 “Misure urgenti in tema di contenimento dell’inquinamento luminoso, per il risparmio energetico nelle illuminazioni per esterni e per la tutela dell’ambiente e dell’attività svolta dagli osservatori astronomici”.  Nella legge si prevede che l’amministrazione regionale sia autorizzata a concedere contributi ai Comuni per la predisposizioni dei piani comunali di illuminazione, nonché concedere contributi ai soggetti pubblici per l’adeguamento degli impianti di illuminazione stradale con elevate efficienze che minimizzino le potenze installate e massimizzino le interdistanze tra gli apparecchi di illuminazione. La legge prevedeva che entro centottanta giorni dalla sua entrata in vigore la giunta regionale, su proposta dell’assessore all’ambiente, adottasse apposito regolamento recante i criteri e le modalità per l’erogazione dei contributi. 
«Fin’ora il regolamento non è stato mai emanato – ha spiegato il capogruppo dell’Idv Alessandro Corazza – ed è nostra intenzione chiedere alla giunta i motivi di tale ritardo».

L’interpellanza verrà presentata il 12 febbraio proprio in concomitanza con la giornata nazionale del risparmio energetico. “M’illumino di meno” nacque come un invito a rispettare un simbolico “silenzio energetico”, e ora si trasforma nell’invito a utilizzare le energie pulite: nelle piazze spente di tutta Italia si accenderanno luci virtuose alimentate a energia rinnovabile o dimostrazioni creative di consumo efficiente, per testimoniare il passaggio da un sistema ormai al collasso a una “gestione più illuminata del nostro futuro”». Ed è proprio in quest’onda che dipietrista va oltre il contenuto dell’interrogazione e rilancia: «Chiediamo – aggiunge - che venga fatto un gesto di responsabilità verso l’ambiente e che si manifesti concretamente la volontà di incentivare il risparmio energetico seguendo le direttive europee con riferimento al pacchetto clima-energia 20-20-20. Pertanto ritentiamo opportuno che venga ripristinato un apposito capitolo di spesa nella prossima variazione di bilancio, per poter garantire almeno la realizzazione da parte dei comuni del Piano Regolatore sull’illuminazione comunale che dia l’esatto stato di fatto delle reti e le priorità su cui intervenire».

 

Arriva da Roma il No al nucleare che l’Italia dei valori ha deciso di lanciare anche in regione. In occasione del congresso nazionale che ha visto riconfermato alla guida del partito Antonio Di Pietro, l’Idv del Friuli Venezia Giulia conferma la propria contrarietà alle centrali nucleari e rilancia il tema annunciando una raccolta firme per un referendum:

«Mentre il governo – spiega Paolo Bassi, coordinatore regionale Idv - ha approvato il decreto legislativo per individuare i siti delle centrali nucleari e il presidente della regione Tondo ha dato la disponibilità della regione Friuli Venezia Giulia (visto che tra i siti possibili vi sono Monfalcone e la zona di Spilimbergo), l’Italia dei valori ha già presentato il quesito referendario per impedire questa scelta folle, dire no al nucleare e sì agli investimenti sulle energie rinnovabili». «Gli italiani – continua il dipietrista - avevano già espresso la loro contrarietà nell’87 e lo ribadiranno con il nostro referendum. Il nucleare è una scelta costosa e pericolosa che condanna l’Italia all’arretratezza e ci riporta indietro di vent’anni ad una tecnologia superata, nociva e fallimentare». Come fatto per il Lodo Alfano l’Italia dei valori vuole rimettere nelle mani dei cittadini una decisione della quale non fu neppure fatta menzione nella campagna elettorale di chi ora governa e che va addirittura contro una precedente consultazione popolare che diede un risultato del 71% . Il quesito è già stato annunciato e ha lo scopo di chiamare i cittadini ad assumersi responsabilità importanti che peseranno sul loro futuro e su quello delle prossime generazioni.
Dal gruppo consiliare regionale dell’Italia dei Valori interviene anche il capogruppo Alessandro Corazza:  «Anzichè ritornare su scelte che appartengono ormai al passato – aggiunge - bisognerebbe puntare con decisione sul rilancio delle energie rinnovabili e sull’efficienza energetica. Se avessimo avviato subito il programma per le energie rinnovabili e per il risparmio energetico saremmo già in linea con quanto richiesto dal pacchetto clima-energia “20-20-20” che vuole appunto, entro il 2020, la riduzione del 20% delle emissioni di anidride carbonica e l’aumento del 205 dell’efficienza energetica e delle fonti di energia alternativa».

«Contro l’infezione nucleare che ci vogliono propinare – conclude Bassi – ci difenderemo con un referendum, che intendiamo portare nelle nostre piazze a partire da Aprile e che ci vedrà impegnati in prima linea nei prossimi mesi, per dimostrare che gli italiani e i friulani non vogliono tornare indietro ma guardare al proprio futuro». 

 La IV Commissione consiliare regionale, riunitasi il 10 settembre 2009, ha espresso parere favorevole unanime alla delibera di Giunta che ha per contenuto il protocollo regionale VEA per la valutazione della qualita’ energetica e ambientale degli edifici. Si tratta di un protocollo importante per il quale mi sento di esprimere compiacimento. Spiace pero’ constatare che il Protocollo sia stato licenziato quanto mai tardivamente dalla Giunta regionale che auspico recepisca il prima possibile i rilievi tecnici fatti in Commissione. Finalmente, con questo atto, anche il Friuli Venezia Giulia, attraverso un indirizzo volto al risparmio energetico e alla sostenibilita’ ambientale, da’ ora prova di una maggiore civilta’. 

Clicca qui per scaricare il protocollo VEA

 

Siamo sicuri che ci sia tutta questa gran voglia di nucleare in Friuli Venezia Giulia e in Italia? E lo scampato pericolo per il guasto accorso l’altro ieri alla centrale slovena di Krsko non deve far riflettere?
Domande, queste, che si pone il gruppo consiliare regionale “Italia dei Valori – Cittadini” alla luce di quanto accaduto in Slovenia. Quesiti che i consiglieri del gruppo (Piero Colussi, Alessandro Corazza, Enio Agnola, Stefano Alunni Barbarossa) girano al presidente della Giunta Renzo Tondo affinché riconsideri la sua tempestiva adesione al nucleare dopo la recente proposta del ministro Scajola.
la centrale nucleare di Krsko “Al di là dei dei rischi evidenti che può comportare anche la miglior tecnologia di costruzione delle centrali – ha dichiarato il capogruppo Piero Colussi – non si può dimenticare l’alto costo del nucleare. In Europa non si costruiscono più centrali atomiche (unica eccezione la Finlandia) e anche in America non si realizza più un reattore dal 1979. Infine, c’è un problema che tutto il mondo, l’Italia in particolare, non ha risolto: lo smaltimento delle scorie. Non sappiamo ancora dove collocare in sicurezza quelle delle centrali atomiche esistenti”. Per il capogruppo, le parole virtuose sono quelle di efficienza energetica: che definiscono le politiche mirate per un uso razionale dell’energia.
Per il vicecapogruppo Alessandro Corazza la scorciatoia del nucleare potrebbe non solo rivelarsi illusoria, ma – e questo è il vero rischio - distogliere l’Italia dalle fonti rinnovabili per le quali siamo in gravissimo ritardo rispetto all’Europa. E’ notizia di oggi che l’energia eolica sorpassa l’atomo. La produzione di energia nucleare su scala globale è in diminuzione in termini assoluti rispetto a quella di energia eolica. Le previsioni infatti sono che complessivamente l’energia eolica e quella solare (sia fotovoltaica che termica) entro il 2012 incideranno quattro volte di più dell’energia nucleare. Un orientamento in linea con gli accordi del protocollo di Kyoto.”
Il deputato Carlo Monai, infine, sottolinea: “La stabilità geologica deve essere un fattore imprescindibile per l’individuazione della ubicazione di simili impianti, perchè bisogna ridurre le componenti di rischio; la nostra regione sarebbe quindi automaticamente esclusa quale sito ideale per la realizzazione di un impianto delicato quale un reattore nucleare”.





AJAXed with AWP