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MESSAGGERO VENETO, pag. 10 – Regione – mercoledì 15 giugno 2011
  
Dopo l’esito del referendum, le critiche del centro-sinistra Pd e Cgil: rispettare la gente. L’Idv: centrale da smantellare 
  
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di Paolo Mosanghini UDINE Il giorno dopo l’esito dei referendum, il centro-sinistra chiede al presidente della Regione Renzo Tondo di ripensare alla soluzione da lui caldeggiata per una collaborazione tra Italia e Slovenia per il raddoppio della centrale nucleare di Krsko. Il voto dei cittadini ha decretato il no al nucleare, e il Pd lo sottolinea. «L’esito del referendum mostra chiaramente come gli italiani tutti, friulani in testa, rifiutino con decisione il ritorno al nucleare. E i sostenitori dell’opzione nuclearista come il presidente della Regione Renzo Tondo dovrebbero trarne le debite conseguenze», ha commentato il senatore del Pd Carlo Pegorer. «I referendum – prosegue – hanno dimostrato l’alto senso civico e la voglia di partecipazione dei cittadini, che evidenzia tra l’altro una innegabile voglia di cambiamento. Fa specie sentire il governatore di una Regione che parla di essi come di “una mistificazione”, quando più e più volte ha nascosto le sue convinzioni dietro alla foglia di fico del raddoppio della centrale nucleare di Krsko. Ora – continua il parlamentare – Tondo mostri di rispettare il volere dei suoi stessi concittadini e chieda al più presto al governo suo “amico” un rapido e deciso intervento in sede europea per far effettuare gli stress test sulla sicurezza della centrale di Krsko, e non si attardi in discutibili progetti per il potenziamento di quella centrale». Per il segretario regionale della Cgil, Franco Belci, «le stizzite reazioni di Tondo all’esito del referendum dimostrano scarso rispetto nei confronti dei cittadini». «La Cgil – ricorda Belci – è stata tra i promotori dei referendum sull’acqua, ha lavorato con i comitati dal basso per informare le persone, discutere. Su questo le persone si sono autonomamente espresse e la volontà degli elettori va rispettata». Riguardo alle affermazioni di Tondo sul sostegno al raddoppio della centrale slovena di Krsko, Belci aggiunge che «è la Slovenia stessa a non parlare più di raddoppio. L’ostinazione del governatore, evidentemente animato da un furore ideologico, copre un vuoto progettuale sul quale la Cgil ha da tempo richiamato l’attenzione». Anche il gruppo consiliare Cittadini-Libertà civica attacca il governatore. «Anche Renzo Tondo è stato costretto ad ammettere che il voto sui referendum è stato una spallata nei confronti del centrodestra e del governo Berlusconi reso possibile, tra l’altro, anche dalla sua incapacità a comunicare», ha detto Stefano Alunni Barbarossa. «Meglio tardi che mai – ha sottolineato il capogruppo – ma ci saremmo aspettati dal presidente anche una seria autocritica e un cambio di indirizzo rispetto alla vera e propria furbata rappresentata dalla sua insistenza sul raddoppio della centrale nucleare di Krsko e alle rassicurazioni del Governo (alle quali solo lui ha creduto) che nessun sito sarebbe stato individuato sul territorio regionale (a Monfalcone in primis) per la costruzione di un impianto nucleare». Per l’Italia dei valori, «l’esito di questo referendum è l’ultima occasione che Tondo ha per riprendere in considerazione il piano di smantellamento della pericolosa centrale di Krsko» afferma il capogruppo dell’Idv in consiglio regionale Alessandro Corazza. «L’Italia dei valori, dopo aver promosso il referendum sul nucleare, è pronta ancora una volta a farsi portavoce del volere dei cittadini presentando una mozione in consiglio regionale che vincoli la Regione a recepire l’esito referendario e chiudere la centrale di Krsko, puntando sulle energie rinnovabili. Una mozione che ci piacerebbe presentare senza strumentalizzazioni politiche», conclude Corazza. Il Comitato per la vita del Friuli rurale, infine, contrario alla realizzazione dell’elettrodotto Redipuglia-Udine ovest chiede «le dimissioni di Tondo», contestando la politica energetica della giunta.

Agnola: “Una proposta per  tutti i cittadini della regione e per le imprese”

Con il metano per autotrazione in Friuli Venezia Giulia si otterrebbero consistenti risparmi per l’utenza privata che vanno fino al 65% e per quella industriale del 30%. Inoltre si ottengono notevoli vantaggi ecologici, come ad esempio la totale assenza di polveri sottili, al punto che questi mezzi sono autorizzati a circolare anche durante i blocchi del traffico cittadino.  E’ stato questo l’asse principale su cui si è sviluppato il convegno “Viaggiare a metano” organizzato dal gruppo consiliare regionale dell’Italia dei Valori del Friuli Venezia Giulia.

Abbiamo realizzato questa iniziativa – ha spiegato Enio Agnola – in quanto siamo determinati a presentare una proposta di legge regionale che produca il risultato di togliere la nostra regione dallo stato di “fanalino di coda” sulla disponibilità di questo tipo di carburante, con la presenza di solamente tre distributori in tutto il territorio regionale. Ce ne dovrebbero essere 37 per essere a livello delle migliori regioni italiane»

Nel corso del convegno, dopo l’introduzione dell’esperto di Green Economy Vittorino Cuttini, si sono confrontati le massime espressioni nazionali delll’industria di settore, rappresentata da NGV System di Torino e dalla Vanzetti Enineering, dellla distribuzione, rappresentata dal presidente nazionale di Federmetano Dante Natali, dalla ricerca scientifica econometrica di Bologna, e la politica regionale e nazionale.

Al convegno ha partecipato anche il Sindaco di Udine Honsell, che, da metanista convinto, si è presentato all’iniziativa a bordo di un auto a metano. Honsell ha sottolineato gli sforzi della sua giunta per favorire l’utilizzo dei mezzi a metano anche all’interno delle società partecipate SAF e dall’AMGA, presente anch’essa all’iniziativa con il presidente Antonio Nonino.

Dopo una panoramica sulla legislazione nazionale tenuta dall’On. Carlo Monai e su quella della vicina Austria, illustrata da Elena Guerra, il consigliere regionale Enio Agnola ha annunciato la presentazione di una proposta di legge regionale per creare i presupposti normativi ed economici affinché la regione Friuli Venezia Giulia possa recuperare il tempo perduto e consentire a cittadini ed imprese di questa regione vantaggi economici e ottenere la riduzione dell’inquinamento atmosferico che sta attanagliando le nostre principali città.

Una legge per favorire l’utilizzo del metano per autotrazione nel Friuli Venezia Giulia.
La proposta di legge prevede agevolazioni economiche ai cittadini ed alle imprese che utlilizzano automezzi a metano: contributi per l’acquisto di apparecchiature di ultima generazione che consentono di fare rifornimento degli automezzi direttamente dalla rete pubblica del metano domestico; rimodulazione dei contributi per l’installazione di nuovi impianti di distribuzione con percentuali maggiori a coloro che installano impianti a metano e la creazione di uno sportello unico che consenta di istruire in forma mirata e rapida le nuove autorizzazioni che al momento prevedono lungaggini inaccettabili e tali da dissuadere gli operatori.

Nel chiudere l’iniziativa, Agnola ha annunciato che il Gruppo regionale ha istituito un gruppo di lavoro che si avvarrà anche delle disponibilità emerse nel corso del convegno, che accompagnerà l’evolversi di tutta questa materia con l’obiettivo di far recuperare alla nostra regione il tempo perduto. «Un tempo – ha detto Agnola – fatto di risorse economiche e costi ambientali».

 

In Friuli Venezia Giulia attualmente esistono solo 3 distributori di metano per autotrazione. Eppure, tra i carburanti disponibili sul mercato, il metano rappresenta una delle alimentazioni più ecocompatibili oltre che economicamente vantaggiosa.

Dalla consapevolezza di quanto nel nostro paese e nella nostra regione stia crescendo la sensibilità delle aziende e dei privati nei confronti del metano è nata l’iniziativa del gruppo consiliare regionale Italia dei Valori – Lista Di Pietro di presentare una proposta di legge per incentivare l’utilizzo del metano per autotrazione e lo sviluppo della rete distributiva in Friuli Venezia Giulia.

Il convegno del 16 aprile in programma alla Fiera di Udine (Torreano di Martignacco), oltre a rappresentare un trampolino di lancio della proposta legislativa, sarà un momento di divulgazione e di confronto sulle opportunità economiche ed ecologiche del metano per gli autoveicoli privati, per il trasporto merci leggero e pesante e per il trasporto pubblico.

 

Programma convegno

"VIAGGIARE A METANO: risparmio economico e sostenibilità ambientale.

Una legge per il Friuli Venezia Giulia"

Sabato 16 aprile, ore 9.00 – Fiera di Udine – Torreano di Martignacco (UD)


ENIO AGNOLA, Consigliere regionale IDV
Introduzione

VITTORINO CUTTINI, esperto green economy
Relazione introduttiva su caratteristiche, vantaggi economici ed ecologici del metano e rete distributiva in Friuli Venezia Giulia

DANTE NATALI, Presidente FEDERMETANO
Metano per auto: la rete distributiva in Italia

VANNI CAPPELLATO, Presidente Consorzio NGV System Italia
L’industria italiana del metano per i trasporti: stato attuale e sviluppo

VITTORIO ZURLETTI, VANZETTI ENGINEERING Srl
Metano liquido: estensione della rete GNC. Innovazione per la trazione pesante

LICIA BALBONI, Coordinatrice attività regionali FEDERMETANO
La normativa regionale per il settore carburanti: stato attuale e prospettive

ELENA GUERRA, già componente del Cda Udine Servizi
La diffusione del metano per autotrazione nella vicina Austria

FURIO HONSELL, Sindaco del Comune di Udine

CARLO MONAI, Parlamentare  IDV
La mobilità sostenibile va…sostenuta. Alcune proposte

ENIO AGNOLA, Consigliere regionale IDV
Presentazione proposta di legge regionale

Moderatore: 

Gian Primo Quagliano, Direttore Metauto Magazine

«Soddisfazione» è stata espressa dai consiglieri regionali dell’Italia dei Valori Alessandro Corazza ed Enio Agnola – per l’ammissione dei quesiti referendari sui quali i dipietristi si erano spesi anche in Friuli Venezia Giulia la scorsa estate. Tra i quesiti ammessi, l’eliminazione della possibilità di realizzare «nel territorio nazionale impianti di produzione di energia nucleare», che toglierebbe così di mezzo l’eventualità che una centrale nucleare venga costruita sul territorio del Friuli Venezia Giulia (il sito candidato è quello della zona di Monfalcone). Ammesso anche il quesito referendario contro la privatizzazione dell’acqua e quello che propone l’abrogazione della legge sul legittimo impedimento, che la Corte Costituzionale ha ridimensionato nella recente sentenza e che viola principio costituzionale dell’uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge e quello contro la privatizzazione dell’acqua.
«La parola ora passa ai cittadini – hanno dichiarato i due consiglieri regionali dell’Italia dei Valori – che grazie all’impegno di tanti volontari dell’Italia dei Valori, scesi in piazza a raccogliere le firme, potranno finalmente dire la loro su temi di grandissima importanza».



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