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PASSA LA LEGGE DI MANUTENZIONE, RINOMINATA “OMNIBUS” DALLE OPPOSIZIONI, E FORTEMENTE CONTESTATA DALL’ITALIA DEI VALORI.

CORAZZA (IDV): «L’ENNESIMA BRUTTA PAGINA PER LA NOSTRA REGIONE, DOVE SI MASCHERANO COL TERMINE “LEGGE DI MANUTENZIONE” SI MASCHERANO I SOLITI FAVORI AGLI AMICI A CUI LA CASTA CI HA ORMAI ABITUATO»  

E SULLA CACCIA. «PICCOLA SODDISFAZIONE PERSONALE, PER AVER OTTENUTO LO STRALCIO DEGLI EMENDAMENTI CHE NON ADEGUAVANO L’ORDINAMENTO REGIONALE ALLE SENTENZE DELLA CONSULTA, MA LA MATERIA NECESSITA DI ESSERE RIVISTA AL PIU’ PRESTO».

Una seduta molto calda quella del Consiglio regionale di venerdì. I lavori, prima previsti fino alle 13.30, erano stati prorogati fino al pomeriggio di venerdì dal Presidente del Consiglio per permettere di arrivare all’approvazione definitiva della contestata legge di manutenzione, ribattezzata “omnibus” dall’opposizione a causa di una numerosa pioggia di emendamenti puntuali o ad personam, ma la decisione non è stata digerita con facilità dai Capigruppo, alcuni dei quali, come Corazza (IDV), Sasco (UDC) e Asquini (Misto), avrebbero preferito riconvocare il Consiglio regionale in un’altra giornata apposita per portare a termine con la necessaria attenzione il provvedimento.

Ma i numerosi emendamenti presentati dal Gruppo dell’Italia dei Valori in materia di caccia hanno costretto la maggioranza a chiedere una sospensione dei lavori per stralciare la maggior parte dei propri emendamenti che altrimenti avrebbero impedito ai lavori di terminare nella giornata.

«Sono contento di questi stralci perché gli emendamenti presentati dal centrodestra andavano a deregolamentare la materia riducendo la tutela della fauna selvatica nella nostra regione, e peraltro non recepivano nemmeno la sentenza della Corte Costituzionale che definisce incostituzionali le Associazioni dei cacciatori, che è l’unica cosa che la legge di manutenzione avrebbe dovuto fare – dichiara Alessandro Corazza, capogruppo dell’IDV e relatore di minoranza della legge -. Con i nostri emendamenti avevamo proposto di mettere ordine all’ordinamento regionale che oggi è in pieno caos e a rischio di impugnazioni. E’ stata l’ennesima occasione persa per affrontare una riforma organica della materia, che è diventata ormai improcastinabile».
Erano anni che in Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia non venivano portate con forze tante proposte ambientaliste e a tutela della fauna selvatica.

Ha destato le proteste di molti consiglieri dell’opposizione quello che Alessandro Corazza definisce  «un colpo di mano del vicepresidente Salvador» a proposito della repentina apertura della votazione su un emendamento che andava a cancellare dalla normativa regionale l’incompatibilità con incarichi sindacali per chi andrà a rivestire il ruolo di Presidente della Zona industriale di Trieste. «E’ l’ennesima norma ad personam, fatta per permettere a chi già riveste il ruolo di Presidente di un’associazione (sindacale) di categoria di andare a ricoprire il ruolo di Presidente della Zona Industriale di Trieste, cosa che oggi non è permessa come riferito proprio dall’IDV e SA durante la seduta del Comitato sulle nomine del Consiglio regionale, riunitosi alcuni giorni fa per dare l’apposito parere. E’ incredibile come alcuni Consiglieri regionali di maggioranza usino il potere legislativo di cui dispongono per favorire questa o quella persona invece che nell’interesse generale. I cittadini col loro voto alle elezioni ci danno un mandato per portare avanti un programma politico: usare i poteri legislativi che ci vengono conferiti a servizio di quel mandato per favorire invece delle singole persone non è eticamente ammissibile. Se è questo il risultato che i triestini del PDL volevano ottenere preannunciando la costituzione di loro Gruppo in Consiglio regionale, non credo che gli elettori in buona fede del PDL, ma soprattutto i cittadini onesti, possano apprezzare». 

Riassumendo sommariamente le quattro giornate d’Aula che hanno portato all’approvazione di un testo di legge di quasi duecento articoli, l’Italia dei Valori ha fatto una dura opposizione in particolare sull’aver tolto l’obbligo per i proprietari di impianti di termovalorizzazione di indennizzare il Comune in cui sorgono;

sull’aumento di due unità del personale che potrà essere chiamato in comando presso la Regione, scavalcando quindi chi fa i regolari concorsi pubblici;

sull’aumento della pensione per i dirigenti regionali che andranno in quiescenza entro un certo termine inserito ad hoc;

sulla possibilità di nominare due vicedirettori per ogni direzione (con un massimo complessivo di 5);

sulle ennesime deroghe alla disposizioni sull’inquinamento luminoso, passate con un voto trasversale anche del PD;

sulla soppressione di tutte le aree di reperimento ad eccezione del solo parco del Livenza, quando anche le risorgive dello Stella meritavano di rimanere tali, così come le Prealpi Giulie e la Catena carnica.

In generale, l’Italia dei Valori, attraverso la dichiarazione finale di voti del Capogruppo Corazza, ha condannato tutte quelle norme puntuali che vanno a favorire Comuni, Parrocchie o particolari Associazioni che hanno un “padrino” in Consiglio regionale, andando a creare una forte ingiustizia rispetto alla generalità dei cittadini e dei soggetti che vengono così discriminati.

Roma, 17 aprile 2008 (Adnkronos)
“Noi dell’Italia dei Valori siamo pronti a sostenere il federalismo fiscale, chiedendo un periodo di accompagnamento alle regioni”. Lo ha detto il portavoce dell’Italia dei Valori, Leoluca Orlando a Sky Tg24 Economia. ”Il federalismo fiscale serve di piu’ alle regioni del Sud che a quelle del Nord perche’ hanno maggiormente bisogno di essere responsabilizzate ed avere meno soldi da spendere ne e’ la soluzione. Il federalismo -conclude Orlando- deve pero’ essere raggiunto con gradualita”’.



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