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Centocinquantamila presenze, dieci giorni di musica ascoltabile solo qui e non altrove. Un nuovo successo per il Rototom Sunsplash che ha chiuso l’altra sera i battenti in quel di Rivellino di Osoppo.  Gli stranieri si sono tutti presentati all’appello, ma per il presidente Filippo Giunta sono mancati i “locali” stimabili in circa ventimila persone. Coloro cioè che arrivano al festival per curiosità e che forse questa volta, sono stati bloccati dai rigidi controlli tanto che il presidente della manifestazione ha lanciato un grido di allarme: «Inizieremo subito i sopralluoghi in giro per l’Italia al fine di trovare un nuovo set per il festival, ma possiamo andare anche all’estero – annuncia Giunta -, non vogliamo trovarci più in una situazione come quella dei giorni scorsi».

 Un grido di allarme quello di Filippo Giunta che merita di essere raccolto. Il trasferimento della manifestazione sarebbe grave poiché si tratta di una iniziativa che ha un richiamo internazionale e che crea un enorme indotto culturale ed economico per la nostra regione. A chi ha portato avanti questa enorme macchina organizzativa va sicuramente il riconoscimento del territorio.

Il mio auspicio è che gli amministratori locali riescano a trovare un accordo con le forze dell’ordine affinché il festival possa rimanere all’interno dei nostri confini regionali.

Senza ombra di dubbio, la Regione Friuli Venezia Giulia ha da sempre prestato molta attenzione, sia nelle scelte legislative che nelle politiche attive, alla tutela del mondo dell’infanzia e dell’adolescenza. Ora che ci troviamo alla vigilia dell’approvazione del primo Piano regionale per la tutela dei minori la decisione – assunta nel luglio 2008 nel corso dell’assestamento di bilancio - di “sospendere” l’attività e le funzioni del Tutore dei Minori e, contestualmente, “provvedere al riordino delle azioni e degli interventi regionali in materia di famiglia e minori entro sei mesi”, suscita ancor più notevoli perplessità e un comprensibile sconcerto.
In quel provvedimento si prevedeva che, in via transitoria, le funzioni del Tutore dei minori previste dalla legge regionale n.49 del 24 giugno 1993 “fossero esercitate dal Presidente del Consiglio regionale”. Contemporaneamente, negli stessi giorni fu avviato in Parlamento su proposta del Ministro per le Pari opportunità l’iter legislativo per l’istituzione anche in Italia del Garante nazionale per l’Infanzia e l’Adolescenza figura prevista sia dalla Convenzione sui diritti del Fanciullo di New York (1989) che dalla Convenzione Europea sull’esercizio dei Diritti del Fanciullo (1996). Un istituto, peraltro, già esistente ormai da tempo in molti Paesi europei ed extraeuropei.
Se è vero che il sistema di promozione, protezione e garanzia dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza già esistente deve avere un punto di riferimento e di raccordo in una istituzione nazionale, è altrettanto necessario che il piano operativo non possa che svilupparsi su scala regionale, poiché è a questo livello che si collocano prevalentemente le politiche di welfare, come stabilito anche dalla riforma del Titolo V della nostra Costituzione. E’ in questo contesto normativo sospeso che si colloca la proposta di legge n.61 per l’“Istituzione del Garante regionale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza” promossa dai consiglieri dell’Italia dei Valori-Cittadini, sottoscritta da tutti i gruppi dell’opposizione e depositata lo scorso 9 aprile 2009 a Trieste.
Una proposta che trova ispirazione dalle tante sollecitazioni provenienti da qualificate organizzazioni come l’Unicef, Save the Children, Accademia Nazionale dei Lincei, dal vasto mondo del volontariato e dei servizi socio-sanitari pubblici che si occupano di minori e di adolescenti nella nostra regione. Un mondo, inutile nasconderlo, molto preoccupato e deluso per la scarsa sensibilità politica dimostrata dalla Regione con la decisione di cancellare dal nostro ordinamento un istituto di garanzia storico come il Tutore dei Minori.
Questa tavola rotonda si svolge quando sono trascorsi già quattro mesi dalla fine del periodo di transizione previsto in legge e vuole essere un’importante occasione pubblica per un confronto serio e qualificato fra i diversi attori oggi impegnati, a titolo diverso, nel delicato compito di garantire in Friuli Venezia Giulia pieno diritto di cittadinanza a chi ha meno voce per esigerlo.

Programma dell’evento:

INTRODUCE

Alessandro Corazza (Vicepresidente del Gruppo consiliare regionale Italia dei valori-Cittadini)

INTERVENGONO

Fabia Mellina Bares (Giurista - Esperta di diritto minorile)

Chiara Curto (Unicef - Italia)

Dario Bigattin e Luigi Piccoli (Referenti del Coordinamento per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza FVG)

Lucio Strumento (Pubblico tutore dei minori - Regione Veneto)

CONCLUSIONI

Roberto Molinaro (Assessore regionale Istruzione, formazione e cultura, politiche per la famiglia)

COORDINA

Piero Colussi (Presidente del Gruppo Consiliare regionale Italia dei valori-Cittadini)

LYMECROMA. Si è concluso domenica 9 maggio a Roma il Congresso del LYMEC, l’Associazione che raduna i giovani liberaldemocratici di tutta Europa e che fa riferimento al partito europeo dei liberali, democratici e riformatori (ELDR).
Coorganizzato dal Dipartimento Politiche Giovanili dell’Italia dei Valori, l’evento –preceduto da un Seminario di quattro giorni sul tema della libertà d’informazione e della privacy tenutosi a Tivoli- ha offerto la possibilità a quasi centocinquanta delegati provenienti da più di 25 Stati dell’Unione Europea di confrontarsi su molte problematiche comuni, in vista anche delle imminenti elezioni per il Parlamento Europeo. Tra i vari temi trattati nella due giorni di lavori rientrano la promozione del concetto di Cittadinanza Europea, l’incentivazione della mobilità internazionale degli studenti (Processo di Bologna), le questioni legate all’accesso dei giovani al mondo del lavoro e gli strumenti di tutela della privacy.
Dal dibattito si è poi passati all’azione attraverso l’organizzazione di una “street action” per la difesa del diritto ad un’informazione libera e plurale, che ha visto i giovani delegati radunarsi davanti a Palazzo Montecitorio, sede del Parlamento Italiano e luogo simbolicamente adatto per sensibilizzare l’opinione pubblica nei confronti del poco pluralismo e dell’assoggettamento politico a cui è piegata l’informazione in Italia: “un settore di fondamentale importanza che non si può non considerare se si vuole costruire una solida democrazia “ ha dichiarato Simona Mignozzi del Dipartimento Politiche Giovanili di IDV che ha aperto i lavori a nome di Massimo Romano, Coordinatore nazionale del Dipartimento impegnato nella competizione elettorale per lo scranno di Sindaco di Campobasso.
Nel pomeriggio di Sabato i delegati hanno anche eletto i dieci rappresentanti che a Novembre rappresenteranno il LYMEC al prossimo Congresso annuale dell’ELDR.
In questa consultazione si registra il successo della delegazione giovanile dell’Italia dei Valori che ha visto arrivare prima tra gli eletti, con 124 voti, Martina Monti, 20 anni, di Ravenna. “Sono molto orgogliosa di quanto avvenuto -afferma la Monti-. Oltre alla soddisfazione personale di essere la prima italiana ad essere delegata dal LYMEC a partecipare al Congresso dell’ELDR, è anche un ottimo risultato politico per il nostro partito che inizia a ritagliarsi sempre più spazio e credibilità nel contesto internazionale”.
Un successo che apre le strade ad ambiziose prospettive per l’Italia dei Valori che attraverso una partecipazione attiva in Europa potrà efficacemente portare avanti le battaglie per la legalità, la trasparenza, la solidarietà, la difesa dell’ambiente e la libertà d’informazione.

 


Una proposta di legge per istituire la figura del Garante regionale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.
L’ ho presentata assieme ai consiglieri regionali Piero Colussi (primo firmatario), Enio Agnola, Stefano Alunni Barbarossa, Roberto Antonaz, Paolo Menis e Franco Codega. [clicca qui per scaricare il testo della proposta di legge] Non una riproposizione della figura del Tutore dei minori, ma un’Istituto di garanzia nuovo ed innovativo.

Perché questa proposta? Nella legge di assestamento del bilancio 2008 votata lo scorso luglio era stato definito che le funzioni del Tutore dei minori previste dalla legge regionale 24 giugno 1993 fossero esercitate in via transitoria dal Presidente del Consiglio regionale.
Questo periodo transitorio - come ha spiegato il primo firmatario Piero Colussi  - è scaduto nel febbraio scorso e poiché nulla si è mosso, abbiamo ritenuto necessario farci promotori di una proposta di legge anche in vista dell’istituzione, da parte del Governo, del Garante nazionale.
Quando il centrodestra prese la decisione di abolire l’istituto del Tutore dei minori, venne detto che era per una questione di costi. La scorsa settimana, durante una conferenza stampa, il presidente Ballaman ha ufficializzato questo risparmio: 75 mila euro. I diritti dei minori e degli adolescenti perciò valgono meno di 75 mila euro? L’esigenza di affermare i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza attraverso un organismo indipendente e autonomo, nasce dalla Convenzione sui diritti del fanciullo approvata a New York nel 1989 e dalla Convenzione europea sull’esercizio dei diritti dei fanciulli, approvata a Strasburgo nel 1996.
Oggi si tratta di dare esito legislativo ad una pluralità di sitanze, a cui in alcuni casi si può e si deve rispondere con la figura del garante nazionale; in altri casi, con l’esercizio di funzioni che solo su scala regionale possono essere esercitate proficuamente. Solo pochi giorni fa il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato all’unanimità la legge che istituisce in quella regione il Garante per l’infanzia e l’adolescenza aggiungendosi in questo modo alle altre regioni che già hanno legiferato in materia: Lazio, Molise, Emilia Romagna, Campania, Marche e Veneto. Il modello di riferimento a cui ci siamo ispirati con la nostra proposta di legge, è quello del vicino Veneto che da sempre in questo specifico settore rappresenta un punto di riferimento per tutti coloro che si occupano di tutela dei diritti dei minori. In un ordinamento fortemente autonomistico come il nostro che evolve sempre di più verso il federalismo, il Garante deve trovare collocazione di strategia ed esercizio in ambito regionale, in un contesto imprescindibile di “vicinanza” con i problemi e con chi si occupa della cura e della tutela dei bambini. I soggetti interessati sono i bambini e i ragazzi stranieri non accompagnati che arrivano nel nostro paese e che vengono affidati ai sindaci; sono i piccoli che vivono in famiglia situazioni conflittuali; sono i bambini maltrattati, ma anche i ragazzi che accusano disturbi di tipo alimentare o abusano nell’uso dell’alcol. 
Mentre l’Unione Europea esclude ogni forma di discriminazione fondata sul requisito dell’anzianità di residenza e le Convenzione internazionali non ammettono discriminazioni dei minori nell’accesso all’istruzione e all’assistenza sociale, questo centrodestra con una serie di interventi legislativi esclude gli stranieri dai benefici del ‘fondo povertà’, dall’erogazione del bonus bebè e dall’assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica. Con l’approvazione di queste norme discriminatorie la regione Friuli Venezia Giulia rischia di allontanarsi sempre più dai processi di integrazione europea e di perdere la propria vocazione di area di incontro e convivenza tra culture, popoli e civiltà.
Questa nostra proposta pone un freno a questa deriva antieuropea.
 

auguri!L’anno si e’ chiuso con la votazione in Consiglio regionale della legge finanziaria 2009. Ad esclusione di alcuni importanti interventi come quello sulla viabilita’ pordenonese, ora finanziata, la finanziaria e’ stata un esempio di norme puntuali e troppo spesso clientelari, nella quale ciascuno ha inserito finanziamenti per questioni di loro specifico interesse che non erano una risposta all’interesse generale di tutta la collettivita’. Ecco il video coi commenti miei e di due miei colleghi del Gruppo consiliare "Italia dei Valori-Cittadini" Piero Colussi ed Enio Agnola.

 

PORDENONE - Migliaia di iscrizioni a “Facebook” e una festa già fissata a Pordenone per il 24 ottobre. Nuovi luoghi d’incontro. Dagli studenti ai politici: cambia il modo di comunicare.

La “Facebook mania” dilaga anche a Pordenone. Dalla piazza reale, luogo di incontro e di divertimento, migliaia di giovani si sono trasferiti su quella virtuale offerta dal popolare sito, tra i dieci più cliccati al mondo e con 130 milioni di utenti. Non la solita comunità virtuale con “nickname” (pseudonimi, ndr) e utenti anonimi, ma persone con nomi e cognomi reali. Che permettono di ritrovare vecchi amici, colleghi o compagni di scuola con cui si erano persi i contatti, condividere foto e video e organizzare eventi.
Sul web non mancano i nomi noti, dai politici agli sportivi. Fra i primi, il consigliere regionale Alessandro Corazza, che di internet ha fatto il cavallo di battaglia della propria campagna elettorale, e la consigliere comunale Giordana Panegos. Tra gli sportivi, Daniele Molmenti, il canoista di Cordenons campione d’Italia e in gara alle ultime Olimpiadi, Matteo Chiarcossi, navigatore del neovincitore del titolo tricolore di rally Luca Rossetti, e il ciclista di Casarsa Enrico Gasparotto.
Tra le possibilità offerte ci sono poi i gruppi, in cui persone con interessi comuni possono condividere le proprie passioni. Il più numeroso in assoluto, con oltre 1100 membri, è “Un grado di separazione - l’esperimento pordenonese”: l’obiettivo è verificare la teoria secondo cui, specie in una piccola città, basta una persona che faccia da tramite per mettere in contatto due sconosciuti. Al secondo posto, il gruppo “Pordenone”, con 600 iscritti. Molto frequentati anche quelli dei vari istituti superiori, con il liceo Grigoletti che svetta a quota 360 iscritti, seguito da Don Bosco e Kennedy. Non mancano le curiosità, con due gruppi dedicati ad Anna Ciriani, in arte Madameweb, e uno intitolato “Gigi Di Meo, un uomo un perché”.
“Facebook” spopola tra i giovani come tra le aziende. Per queste ultime, infatti, si tratta di uno degli strumenti più moderni per fidelizzare i propri clienti e creare una comunità. In questo senso si sono mosse anche aziende pordenonesi, come la Super//Fluo, società che ha acquisito la Sèleco. Gli introiti legati alla pubblicità, d’altronde, costituiscono la principale fonte di guadagno di “Facebook”, che per quest’anno stima introiti per 300 milioni di dollari.
Anche Pordenone avrà il suo “Facebook party”, che si terrà venerdì 24 ottobre a partire dalle 23 al Royal City di via Musile. L’evento riprende quanto sta avvenendo in molte altre città in Italia e nel mondo, dove ne sono già stati organizzati altri per far incontrare, anche nel mondo reale, persone che fino a quel momento si erano conosciute solo attraverso la rete.
Massimo Vendramini





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