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I Giovani dell’Italia dei Valori, di Sinistra Ecologia Libertà ed i Giovani Democratici della provincia di Pordenone organizzano una tavola rotonda per dibattere sulle opportunità e i limiti offerti dalla “legge per l’autonomia dei giovani e il Fondo di garanzia per le loro opportunità” di imminente approvazione in Consiglio regionale.
L’iniziativa, aperta a tutte le associazioni giovanili, sindacati, categorie e soggetti interessati, sarà l’ultima occasione per analizzare la proposta di legge, conoscerne le prospettive, le opportunità e i limiti e raccogliere eventuali osservazioni da portare all’attenzione del Consiglio regionale.
L’appuntamento è per Giovedì 19 Gennaio, ore 17:30, presso la saletta incontri dell’ex convento di S. Francesco in Piazza della Motta a Pordenone. Ad introdurre e presentare il quadro regionale della situazione giovanile sarà Nicola Pissas, Responsabile regionale giovani IDV. Ad illustrare la proposta di legge è stato invece chiamato Alessandro Corazza, il più giovane Consigliere regionale, in una veste più tecnica che politica. Infine Marco Pasutto offrirà un confronto con l’attuale legge regionale n. 12/2007 avendo fatto parte del tavolo di lavoro che l’ha creata.
«In un momento storico di crisi e difficoltà come l’attuale, – spiega Nicola Pissas – questa è un’occasione importante di “democrazia partecipativa” per poter conoscere e contribuire a delineare gli strumenti che serviranno alla nostra generazione, e quindi all’intera società, per darsi delle prospettive di vita migliori di quelle che ci aspettano».

Segue DIBATTITO.

Scarica la proposta di legge

Partecipa e diffondi!

Respinta in Consiglio regionale la mozione (n. 92) presentata dall’opposizione che chiedeva di prendere atto dell’esito del referendum sul nucleare del 12 e 13 Giugno scorso bloccando il raddoppio della centrale nucleare di Krsko e vincolando la Giunta a fare un Piano regionale per l’emergenza nucleare nonché un nuovo Piano Energetico Regionale.

Approvate invece le due mozioni speculari di Camber (PDL) e Sasco (UDC) che chiedevano gli stress test su Krsko.

La mozione n. 92 è stata illustrata in Aula dal capogruppo dell’Italia dei Valori Alessandro Corazza, primo firmatario della stessa, proprio per vincolare innanzitutto la Giunta a dare attuazione a quanto i cittadini hanno deciso il 12 e 13 giugno 2011 col referendum contro il ritorno al nucleare, promossi proprio dall’Italia dei Valori con banchetti in tutta Italia: «La mozione – ha dichiarato Corazza – chiedeva: la dismissione della centrale nel più breve tempo possibile; un nuovo Piano energetico regionale per promuovere le energie rinnovabili; lo sviluppo di un piano regionale d’emergenza da attuarsi in caso di incidente nucleare; l’effettuazione degli stress test alla centrale di Krsko per verificarne l’effettivo livello di sicurezza ».

«Ma ancora prima - conclude Corazza – la mozione chiedeva alla Giunta Tondo di recepire in Regione l’esito referendario: il referendum è l’ultimo treno che passa per Tondo per poter cambiare linea politica rispetto al raddoppio, da lui auspicato, della centrale di Krsko, senza perdere la faccia. Il Presidente della Regione ha infatti rotto l’asse europeo che chiedeva la dismissione di Krsko, aperto al raddoppio ipotecando per i prossimi decenni la sicurezza dei cittadini della nostra Regione, ma è stato tagliato fuori dall’operazione economica, visto che la Slovenia ha chiaramente dichiarato che farà, ma da sola. Oggi il referendum gli avrebbe dato la scusa, ma anche la forza democratica, per affermare la contrarietà al raddoppio, mettendo in sicurezza i cittadini della regione. E’ da irresponsabili irridere e non tenere minimamente conto, come fa la maggioranza regionale, dell’esito referendario e della sicurezza dei cittadini, sottovalutando un argomento che Fukushima dimostra essere più attuale che mai ».

Sabato prossimo il noto Circolo culturale Eureka di Pordenone – organizzatore anche di PordenonePensa – inaugura la nuova sede. In epoca di pesanti ristrettezze economiche e di drastici tagli al settore culturale operati dalla Regione da ormai un triennio ci sarebbe da salutare con gioia tale notizia, al di là degli orientamenti politici dell’associazione in oggetto, ma…

Credo che i contributi regionali che hanno consentito ad Eureka di acquisire l’immobile e che ammontano a complessivi 350.000 euro (17.500 euro anno per venti anni) verranno revocati.

La Regione nel 2009 ha ripartito fondi per la diffusione di centri di aggregazione giovanile sul territorio regionale. I fondi sono andati essenzialmente agli Oratori e ai centri di aggregazione giovanile dei Comuni e prioritariamente a favore di strutture esistenti per opere di miglioramento e messa a norma. In ogni caso, e questo è il punto da sottolineare, in relazione a spazi dove vengono svolte attività di tipo educativo, ricreativo, sportivo, artistico e culturale rivolte ai giovani.

Il fatto che nella sede di Eureka potranno svolgersi marginalmente anche alcune iniziative rivolte ai giovani non sarà sufficiente a mascherare da “centro di aggregazione giovanile” ciò che è in realtà la sede del Circolo culturale Eureka. Sede dove si svolgeranno essenzialmente le attività proprie di questa realtà culturale così caratteristica da esser stata, proprio nel 2009, riconosciuta dalla Regione quale organismo culturale di interesse regionale ricevendo un significativo contributo nella famosa Tabella della cultura.

La mia non è un’illazione, ma si basa su quanto dichiarato qualche giorno fa su un quotidiano locale dalla stessa Presidente di Eureka Elena Ceolin: “In sede organizzeremo poi le prossime edizioni di PordenonePensa e di Giallo a Maniago, eventi che intendiamo ulteriormente innovare tant’è che abbiamo dei progetti specifici al riguardo”.

In questo modo i soldi pubblici vengono sottratti ai veri centri di aggregazione giovanile, quelli che non hanno “agganci politici.

Purtroppo, in barba ai veri centri di aggregazione giovanile, qualcuno ha avuto una pensata… COSA FARE SE UN CIRCOLO CULTURALE HA BISOGNO DI UNA SEDE? EUREKA! UN CENTRO DI AGGREGAZIONE GIOVANILE!

Mentre in Italia il governo mette a punto gli ultimi stratagemmi della "legge bavaglio", il parlamento islandese ha appena approvato all’unanimità una proposta di legge che renderà il diritto di bloggare sacrosanto ed inviolabile. Evidentemente in Islanda la libertà di stampa ha il valore che merita. I blogger non saranno perseguibili per le cose che scriveranno e nessuno potrà fare loro causa, neppure se pubblicheranno segreti di stato o documenti riservati militari. Non solo: se qualcuno li querelerà, oltre a vedere sgretolarsi la sua richiesta di ritorsione legale contro il muro della legge, i blogger lo potranno denunciare per avere tentato di mettere il bavaglio all’informazione libera.

 Questo è il senso della risoluzione denominata IMMI – Icelandic Modern Media Initiative, che porterà alla modifica di ben 13 leggi in 4 ministeri diversi nel giro di soli dodici mesi. Smári McCarthy, fondatore di Icelandic Digital Freedoms Society, e la deputata Birgitta Jonsdottir forse non si rendono neppure conto della portata del loro successo e di avere scavato un solco entro il quale in tanti ora potranno mettersi a lavorare per allargarlo e allungarlo fino al proprio paese.

 

Il Coordinamento giornalisti precari e freelance dell’Assostampa Friuli Venezia Giulia ha diramato un comunicato stampa sui risultati della riunione pubblica sul precariato giornalistico tenutasi venerdì 11 dicembre presso il Circolo della Stampa di Trieste e che ha visto l’adesione di vari esponenti politici e di altre organizzazioni sindacali.
Dall’incontro è emersa la necessità, per i precari, di regole precise e di una forte azione sindacale.
Il tema è molto sentito dall’Italia dei Valori che da sempre si batte per la libertà di stampa e dell’informazione, troppo spesso assoggettata al potere di chi comanda. Proprio il 28 novembre scorso avevamo organizzato a Pordenone un incontro con Oliviero Beha, gornalista de "Il Fatto quotidiano" e scrittore, che ci ha parlato de “i nuovi mostri” e della stampa taroccata, all’apertura del quale ho presentato l’iniziativa di cui mi sono fatto promotore in Regione e che aveva trovato una sensibilità abbastanza trasversale anche tra le altre forze politiche rappresentate in Consiglio regionale (PDL a parte): un’interpellanza al Presidente della Regione Renzo Tondo affinché attivasse un tavolo con gli editori, l’ordine dei giornalisti e il sindacato per approfondire le prospettive dell’informazione nella nostra Regione e affinché adottasse delle misure che andassero a tutelare la grave situazione di precariato e sottoretribuzione che coinvolge centinaia di collaboratori e freelance in Friuli Venezia Giula. L’interpellanza, sebbene sia stata depositata già il 4 settembre scorso, è rimasta tutt’ora inevasa. Speriamo che non sia questa la risposta che Tondo intende dare ai freelance e precari della nostra Regione!

Leggi la condizione e le rivendicazioni dei precari dell’informazione.

Sabato 28 novembre alle 17.30 a Pordenone, presso l’auditorium della Regione, via Roma 2, si terrà una conferenza organizzata dal gruppo consiliare regionale dell’Italia dei Valori, che avrà come tema principale l’informazione. A parlarne è stato invitato Oliviero Beha, scrittore e giornalista pluripremiato, autore di "Italiopoli" e "I nuovi mostri", quest’ultimo incentrato sulle cause e gli effetti della crisi, non solo economica, ma anche culturale del nostro paese, accompagnata dalla condizione di degrado e di servilità dei sempre più influenti mezzi di comunicazione.

Introdurrà la conferenza il presidente del gruppo consiliare regionale Italia dei Valori del Friuli Venezia Giulia Alessandro Corazza, depositario di una recente interrogazione in Regione sul preoccupante taglio delle retribuzioni dei collaboratori precari e freelance del Friuli Venezia Giulia, che comporta di fatto un peggioramento della qualità dell’informazione e una mancata salvaguardia dell’indipendenza del giornalista.
Modererà Beniamino Pagliaro, giornalista che collabora con l’Agenzia ANSA e il Messaggero Veneto occupandosi di economia e politica.



Il giornale dei Giovani dell'Italia dei Valori:

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Io c'ero al Vaffanculo Day

Basta! Parlamento pulito

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