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Generazione 1000 euro. Sono le prospettive economiche che hanno i giovani oggi rispetto alla situazione che vive il nostro Paese attualmente. Tra debito pubblico, disoccupazione, difficoltà ad uscire dalla propria casa e crearsi un’autonomia abitativa, lavorativa e quant’altro, i giovani sono una delle categorie più tartassate della nostra società. Ne abbiamo parlato anche in un convegno organizzato dal nostro Gruppo Consiliare regionale il 23 febbraio 2012 dove, grazie ad un momento democratico e di partecipazione molto ampia, abbiamo approfondito la questione e capito che a questa generazione vanno date delle prospettive perché possano credere anche in un futuro migliore, non solo come giovani ma come sistema Paese. In questo senso, dopo questo convegno, mi sono fatto portatore di queste istanze in Consiglio Regionale durante l’approvazione della nuova legge sui giovani. Una legge che, però, al di là di qualche punto positivo come l’edilizia abitativa e le garanzie per accedere a dei prestiti, diciamo che la costruzione generale è molto negativa.

Innanzitutto la prima questione è quella dei finanziamenti: hanno messo pochissimi soldi, meno di un milione di euro, su quella che è una categoria strategica per rilanciare l’economia della nostra Regione. Meno di un milione di euro che ho criticato perché proprio pochi mesi prima, a dicembre 2011, il Consiglio Regionale aveva stanziato con la legge finanziaria ben 11 milioni di euro, in contributi pluriennali, per la manutenzione delle chiese, che non sono una priorità come quella dei giovani. Hanno stanziato pochi soldi, con mille rivoli di finanziamento: non sono soldi che andranno direttamente ai giovani, ma agli oratori che vorranno adibirsi a centri di aggregazione giovanile, piuttosto che ad altri interventi di carattere immobiliare o piuttosto per chi lavora con i giovani. Avremmo invece voluto che fossero proprio i giovani a determinare, come avveniva nella legge precedente, dove dovevano andare questi contributi. Oggi non è più cosi: il Piano regionale, che decide le azioni concrete, è fatto con la “collaborazione” della “Consulta regionale”, istituto che sostituisce il vecchio Forum dei Giovani, e quindi il senso della partecipazione non c’è più; non hanno più questo ruolo determinante che avevano prima e vengono messi alle porte dal poter decidere: faranno altri per loro. Come lo faranno? Purtroppo alcuni emendamenti, a mio parere di carattere totalmente clientelare o con finalità elettoralistiche, sono stati introdotti nella nuova legge regionale e permettono alla Regione di fare iniziative dirette o collaborare con alcune associazioni che sceglierà lei in maniera discrezionale, decidendo di dare finanziamenti a queste associazioni amiche. Un finanziamento clientelare che rischia di prosciugare tutti i soldi di questa legge. La nostra posizione è stata molto critica di fronte a questa impostazione, che toglie ai giovani il determinare con la loro volontà i criteri con cui assegnare questi soldi dandoli in mano alla Regione per fare le solite “porcate” a cui la Casta ci ha già abituato.

Penso che questa debba essere l’ultima volta che in Regione si fa un pasticcio del genere, e penso che sia necessario, per fermare questa mala politica, che i giovani entrino in politica e inizino ad interessarsi di quello che li circonda. Io l’ho fatto, ma bisogna che tutti lo facciano perché alla fine non c’è altro strumento democratico per contribuire alle decisioni del Paese e della nostra Regione se non attraverso i partiti e i movimenti. La mia grande speranza è che, al di là di questa buia vicenda che si chiude per la nostra Regione, si possa aprire una speranza per il futuro che faccia sì che nel prossimo Consiglio Regionale non sia io l’unico Under 35 a rappresentare i giovani, ma tantissimi giovani a fare le scelte per il proprio futuro e quello del nostro Paese.

Approvata la legge sui giovani, il capogruppo Alessandro Corazza, unico under 35 in Consiglio e relatore di minoranza della legge, commenta il voto di astensione del Gruppo dell’Italia dei Valori: «Rimarrà una cattedrale nel deserto perché questa maggioranza non finanzierà adeguatamente i mille rivoli contributivi che ci sono e che la rendono peraltro poco trasparente. Solo due mesi fa, in finanziaria – ricorda Corazza in dichiarazione di voto – il Consiglio Regionale ha stanziato più di undici milioni di euro per la manutenzione delle chiese; possibile che ora non trovi nemmeno un milione per i giovani?

Anche se la legge ha in sé dei contenuti che la salvano da un giudizio totalmente negativo, come ad esempio le misure per l’autonomia abitativa e l’imprenditoria, non è però accettabile l’uso elettoralistico e clientelare che verrà fatto di quei finanziamenti che la Giunta regionale potrà assegnare in maniera del tutto arbitraria alle associazioni con cui sceglierà direttamente di collaborare per la realizzazione delle iniziative culturali, peraltro derogando la legge regionale “antinepotismo” ( vedi emendamento 34.2 ).

Con quale criterio o motivo, infatti, si giustificherà la scelta di un’associazione piuttosto che di un’altra, analoga, per istituire un intervento sociale o culturale?

Mi stupisce pertanto il voto favorevole alla legge del PD che in fondo, forse, non disprezza così tanto l’attuale sistema bipolare…».

Sono infine passati gli emendamenti del Gruppo IDV che introducono la carta giovani [emendamento 36 bis.1], che abrogano i contributi agli ultra sessantacinquenni che affittano ai giovani [emendamento 14.2], che apre, nelle associazioni iscritte al registro regionale, alla presenza per massimo un quinto agli over 35 purché non ricoprano ruoli negli organi direttivi, e altri emendamenti minori.

Una grande affluenza giovanile e un effervescente vento di partecipazione democratica hanno caratterizzato il riuscito convegno “Generazione mille euro, le prospettive alla luce della nuova proposta di legge regionale sui giovani”, tenutosi giovedì sera presso i pnbox studios a Pordenone. L’appuntamento, organizzato dal gruppo consiliare regionale dell’Italia dei valori e partecipato da una novantina di persone, ha visto tra i relatori l’europarlamentare IDV Andrea Zanoni, conosciuto soprattutto per le sue battaglie ambientaliste, che ha presentato i dati della disoccupazione giovanile in Unione Europea; il capogruppo IDV Alessandro Corazza, unico under 35 in Consiglio regionale, che ha presentato la proposta di “legge per l’autonomia dei giovani e sul Fondo di garanzia per le loro opportunità” che sarà votata dal Consiglio regionale il prossimo martedì 28 febbraio; Paolo Ermano, dell’università di Udine, ha illustrato la situazione economica in cui verte il nostro paese e la regione, e Marco Pasutto, del tavolo regionale di lavoro sulla L.R.12/2007 che ha confrontato l’attuale legge sulle politiche giovanili con la legge sui giovani in imminente approvazione portandone alla luce opportunità e limiti.

Tra gli intervenuti anche Giuliana Pigozzo, segretaria provinciale della CGIL, e molte persone con gli occhi carichi di speranza e lucido rancore che hanno trovato finalmente espressione, sfogo, riflessione, in una serata diversa, di confronto e di incontro, di dibattito e di ascolto, volata per quasi due ore e mezza.

«La vera conquista di questa entusiasmante serata è stata la partecipazione democratica – ha spiegato Corazza – che ci ha permesso di raccogliere indicazioni e spunti di cui mi farò portavoce al Consiglio regionale per dare una prospettiva migliore ai giovani. In un momento di crisi come l’attuale, questo format diventa anche strumento di rappresentanza democratica per ridare contenuti e dignità alla politica».

Sarà illustrata in un convegno giovedì 23 febbraio alle 20.30 nei Pnbox Studios, da parte del Gruppo IDV al Consiglio regionale.
Qual è la situazione sociale ed economica che vivono attualmente i giovani nella nostra regione? E quali sono le opportunità e i limiti offerti dalla legge sui giovani che sarà approvata dal Consiglio Regionale a fine mese? Sono due delle principali domande a cui darà risposta il convegno “Generazione 1000 euro: Le prospettive alla luce della nuova proposta di legge regionale sui giovani” organizzato dal gruppo consiliare regionale dell’Italia dei Valori giovedì 23 febbraio alle 20.30 a Pordenone.

Il convegno vedrà la partecipazione dell’europarlamentare IDV Andrea Zanoni che illustrerà la situazione dei giovani e della disoccupazione nell’Unione Europea. I limiti e le opportunità che offre la nuova proposta di legge regionale saranno invece presentati da Alessandro Corazza, l’unico consigliere regionale under35 in FVG, capogruppo dell’Idv. A loro si affiancheranno Paolo Ermano, ricercatore dell’Università di Udine, e Marco Pasutto, del tavolo di lavoro sull’attuale legge regionale sulle politiche giovanili, che illustreranno rispettivamente la situazione attuale della generazione 1000 euro e le differenze della nuova proposta con l’attuale legge in vigore.

«Sarà l’ultima occasione utile per conoscere, analizzare ed eventualmente proporre delle modifiche alla legge, da portare all’attenzione del Consiglio Regionale nella prossima seduta del 28 febbraio 2012 – afferma Corazza – ed esorto tutti i giovani, e in particolar modo coloro che lottano ogni giorno tra la precarietà e la disoccupazione, a partecipare attivamente, segnalando proposte e perplessità. Adesso è il momento di farsi sentire e di riprendersi quel futuro che troppe volte ci ha visti inermi spettatori o deleganti di ciò che non è più possibile delegare: il nostro tempo».

L’appuntamento è fissato per giovedì 23 febbraio, alle ore 20.30, presso i Pnbox Studios, alla Bastia del castello di Torre, in via Vittorio Veneto 23, a Pordenone.

programma della conferenzaVenerdì 13 gennaio alle ore 17.30, presso la Saletta incontri dell’ex Convento di San Francesco in Piazza della Motta a Pordenone, si terrà la conferenza “SCUOLA E REGIONE. Una proposta per la qualità del sistema di istruzione e formazione nel FVG” organizzata dal Gruppo consiliare regionale Idv.

Verrà illustrata la proposta di legge presentata in Consiglio regionale dal Gruppo dell’Italia dei Valori per la salvaguardia e per il decentramento della scuola, per la gestione regionale degli organici e l’ampliamento dell’offerta formativa, consultabile sul sito del Consiglio regionale.

Interverranno il capogruppo IDV Alessandro Corazza, la Consigliera provinciale di Udine Paola Schiratti, Vice Presidente della Commissione scuola (e coordinatrice regionale donne IDV), il Preside Bruno Seravalli, con uno spazio per interventi dal pubblico e dibattito.
L’Idv del FVG chiede alla Regione un’ assunzione di responsabilità per innalzare il livello di qualità di tutto il sistema formativo regionale, considerando i livelli di eccellenza delle prestazioni raggiunte dai nostri studenti e studentesse, come dimostrano le diverse ricerche nazionali ed internazionali (OCSE PISA, MATHESIS, PROVE INVALSI,…).

La nostra proposta legislativa tiene conto di alcune recenti questioni e problematiche che in questi ultimi quattro anni hanno caratterizzato lo scenario normativo:

  1. Riduzione complessivo del tempo scuola
  2. Riduzione degli organici delle istituzioni scolastiche
  3. Riduzione o eliminazione delle compresenze didattiche
  4. Competenza esclusiva per rilascio qualifiche e diplomi professionali
  5. Assolvimento dell’obbligo di istruzione anche attraverso i percorsi di istruzione e formazione professionali
  6. Attuazione di accordi regionali in tema di sussidiarietà ed integrazione tra i centri di formazione accreditati e gli istituti professionali per la realizzazione di percorsi triennali
  7. Istituzione degli istituti tecnici superiori

LA NOSTRA LEGGE SE APPROVATA CONSENTIRA’ DI GARANTIRE:

Nelle scuole elementari:

  1. Risorse umane per soddisfare in ogni plesso le richieste degli utenti di un tempo scuola di 30 o 40 ore garantendo le necessarie compresenze
  2. servizi (es:la mensa) e strutture necessarie
  3. assegnazione agli alunni portatori di Handicap delle necessarie ore di sostegno
  4. il mantenimento delle scuole di vallata nelle aree montane anche con numeri di allievi inferiori agli standard previsti
  5. riduzione del numero di alunni per classe rispettando le norme sulla sicurezza
  6. mantenimento delle scuole di quartiere e di frazione nelle città con oltre 10.000 abitanti anche se con meno di 10 classi
  7. qualità dell’edilizia scolastica e delle dotazioni didattiche

Nelle scuole secondarie:

  1. Risorse umane per garantire il monte ore necessario alla qualità dell’insegnamento nelle discipline e le attività laboratoriali, stabilendo il corretto rapporto tra prove d’esame e tempo scuola
  2. Valorizzazione della seconda lingua comunitaria in tutti gli ordini di scuole e in particolare nella scuola di secondo grado. Insegnamento delle lingue dei paesi confinanti in tutti gli ordini di scuole nei comuni di confine
  3. Investimento sulle nuove tecnologie e sulla didattica per adeguare la scuola a stili cognitivi degli studenti, potenziando l’uso del laboratorio, la multimedialità e la rete.
  4. Orientamento come intervento che accompagna il pieno sviluppo della persona in relazione ai cambiamenti sociali.
  5. Parità di genere perseguita nella istruzione e nella formazione professionale, intesa come politica mirata a migliorare l’ingresso e la permanenza delle donne nel mondo del lavoro, rimuovendo le cause della segregazione orizzontale e verticale.

Qui trovi il programma della conferenza ed il relativo evento su facebook che ti invitiamo a promuovere.

Ci apprestiamo a votare una Finanziaria e un Bilancio di previsione 2012-2014 segnati da un difficile momento storico che, anche per effetto della manovra Monti, impone severi tagli alle spese che richiedono per la nostra Regione ulteriori grandi sacrifici e che ci accomuna alle Regioni ordinarie, magari anche meno virtuose.

A dirlo è Alessandro Corazza di Idv, il quale ha citato il taglio, seppure ora ridotto, dell’IRAP pensato per le aziende del Friuli Venezia Giulia come un intervento che toglie risorse importanti al bilancio regionale senza offrire reali occasioni di sviluppo; un contributo che si applica indiscriminatamente a tutte e quindi non valorizza le virtuose.

Con le risorse disponibili si potrebbero, invece, proporre misure orientate alla creazione di infrastrutture collegate allo sviluppo economico e alla ripresa del settore più in crisi, quello dell’edilizia. Si potrebbe rifinanziare il Fondo di rotazione della manovra anticrisi con misure di sostegno mirate ai settori della internazionalizzazione, dell’aggiornamento tecnologico, della green economy; dare contributi specifici per gli oneri burocratici e applicativi delle norme di sicurezza sui luoghi di lavoro; rafforzare la garanzia regionale concessa per ottenere il contributo sulla prima casa; recuperare il taglio agli enti locali avviando un processo di revisione dei criteri di trasferimento tenendo conto dell’applicazione dell’IMU; creare uno specifico fondo "lavoro giovani" incentrato su formazione/apprendistato e sul telelavoro.

L’autorizzazione al ricorso al mercato finanziario mediante la contrazione di mutui rappresenta un ammontare che si va ad aggiungere alle autorizzazioni degli anni precedenti (845 milioni non ancora oggetto di effettivo ricorso al mercato finanziario). Corazza ha definito la cosa un indebitamento potenziale enorme, che permette di avere oggi un bilancio ricco, ma che sarà a carico delle future generazioni laddove si desse effettivamente corso alle autorizzazioni. Operazione, pertanto, eticamente discutibile.

L’assenza di una visione politica di questa Finanziaria si vede, in particolare, rispetto al contributo per l’acquisto della prima casa: sottofinanziare il contributo per l’acquisto della prima casa in favore dei contributi per le locazioni, le cui domande sarebbero in aumento, è sbagliato. Significa non capire che scegliere l’affitto è una conseguenza della difficoltà ad acquistare casa, non una diversa scelta di vita.

Decisamente negativa è, inoltre, la mancata disponibilità finanziaria per la terza corsia della A4, tutta sulle nostre spalle nonostante sia di importanza strategica nazionale che parrebbe però rientrata in seguito all’intervento finanziario recentemente garantito dal governo tecnico.

Spiace constatare che, oltre ai tagli al settore, assistiamo, ancora una volta, alla mancata riforma e messa in sicurezza di tutto il sistema della cultura che è a rischio di illegittimità ed incostituzionalità a causa della discrezionalità con cui vengono ancora oggi assegnati i contributi.

Idv propone di sostenere i progetti dei Comuni che per la diffusione dell’accesso locale gratuito e senza fili a Internet. Nella precedente Finanziaria sono stati messi a bilancio 260.000 euro per questi progetti, ma non è stato ancora emanato il regolamento attuativo. Ingiustificate sono le mancate riforme organiche del trasporto pubblico locale, dei servizi idrici e della gestione dei rifiuti urbani.

Constando infine che lo strumento dei contratti di solidarietà ha trovato un suo utilizzo importante, come ammortizzatori sociali, a sollievo delle imprese e dei lavoratori con difficoltà occupazionale, ci rincuora ricordare che questo strumento fu proposto a suo tempo dal nostro gruppo e accolto dalla maggioranza.



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