rifiuti at



«No a connubi tra politica e affari, peraltro sulla pelle dei cittadini»
Dalla classifica delle spese relative alla campagna elettorale del 2008 sostenute da ogni Consigliere regionale del FVG, emergono dati molto interessanti, tra i quali i contributi dati ad alcuni di loro da parte di particolari aziende. Alessandro Corazza, capogruppo di Italia dei Valori in Consiglio regionale – uno di quelli ad aver speso di meno grazie ad una campagna elettorale fatta principalmente su internet – giudica «inopportuno» che alcuni politici abbiano accettato finanziamenti da parte di alcune particolari aziende. Più precisamente Corazza fa riferimento al contributo “bipartisan” che Geo Nova SPA – azienda che, tra le varie attività, commercializza rifiuti e prodotti derivati dal trattamento dei rifiuti (come il combustibile da rifiuto) – ha elargito a Elio De Anna (PDL) e Gianfranco Moretton (PD), politici coinvolti proprio nei processi decisionali che la riguardavano.
«Geo Nova Spa ha versato due contributi, di 20 mila euro l’uno, a Elio De Anna, allora Presidente della Provincia di Pordenone, e a Gianfranco Moretton, allora Assessore regionale all’ambiente. Guarda caso due soggetti che avevano poteri decisionali in merito alle attività di Geo Nova, come ad esempio l’autorizzazione agli impianti che la Provincia di Pordenone diede all’azienda situata a San Vito al Tagliamento proprio nel gennaio del 2008, all’inizio della campagna elettorale per le Regionali alle quali De Anna si candidava diventando poi Assessore regionale all’ambiente. E’ vero che la legge prevede che i politici possano ricevere contributi dai privati dandone pubblicità, ma quali garanzie hanno i cittadini che i politici una volta eletti operino con indipendenza e piena libertà di valutazione e non restituiscano invece il favore? Geo Nova poi, quale azienda a scopo di lucro, ha un evidente interesse diretto ad “investire” su due politici di schieramenti opposti che, una volta eletti, con tutta probabilità sarebbero diventati assessori, magari proprio all’ambiente. Diventa perciò indimostrabile se c’è stata effettivamente indipendenza da parte dell’Assessore De Anna nel predisporre il Piano Regionale sui Rifiuti che peraltro promuove la produzione di CdR-Q e la sua combustione in regione, un grande business per le aziende che comporta però un grave rischio per la salute umana e l’ambiente, diritti fondamentali che la politica dovrebbe tutelare.
Pochi mesi dopo la sua nomina ad Assessore regionale all’ambiente, De Anna inaugurava l’impianto Geo Nova di San Vito al Tagliamento, dichiarando «questo impianto della Geo Nova va nel senso della produzione di CdR, ma questo combustibile deve poi essere utilizzato, anche perché meno inquinante di alti combustibili». Una dichiarazione a cui oggi possiamo dare una nuova lettura.
«Chi accetta questo tipo di aiuti  economici – continua Corazza – non si stupisca che i cittadini si chiedano se c’è un nesso tra quelle sponsorizzazioni e le decisioni prese durante l’attività istituzionale da parte di chi si è lasciato pagare la campagna elettorale. Io, proprio per scongiurare possibili equivoci, quei soldi non li avrei mai accettati. Lasciare spazio a sospetti di connubi tra politica e affari toglie credibilità alle istituzioni e non risponde all’interesse generale dei cittadini». Proprio su questo punto Corazza ha annunciato la presentazione di una interrogazione a risposta immediata alla Giunta regionale. A seguito della risposta che gli sarà fornita, il consigliere si riserva di valutare anche eventuali successive azioni.

«Una legge finanziaria che mostra, se ancora ce ne fosse bisogno, che la Giunta Tondo naviga a vista senza avere una vision politica di dove portare questa Regione, spendendo il tempo a gestire il potere e sistemare questioni di partito che poco interessano alla gente. E le cose positive che emergono, come ad esempio i finanziamenti al diritto allo studio, alla prima casa, agli asili nido, agli ammortizzatori sociali, alla cultura e allo sport, sono state il frutto di una lunga contattazione con le opposizioni, basti pensare che sulla bozza licenziata dalla Giunta -ad esempio- non c’erano contributi per l’acquisto della prima casa". E’ questo il commento a freddo del Capogruppo dell’Idv Alessandro Corazza che ricorda che "le difficoltà economiche sono state messe in conto negli anni futuri quando, a causa della recente contrattazione fatta dalla Giunta regionale col Governo nazionale, ci troveremo ad avere meno introiti dal credito sulle compartecipazioni erariali provenienti dai redditi da pensione che lo Stato ci ha riconosciuto ma più soldi da versare a Roma come fondo perequativo per il federalismo fiscale».
Si ripropone di seguito una veloce analisi di alcuni passaggi salienti di questa legge finanziaria 2011.

IL "PECCATO ORIGINALE"
Questa legge Finanziaria nasce da un peccato originale che è costituito dall’imposizione del taglio della spesa di 77 milioni rispetto all’anno precedente imposto dal Ministro Tremonti. Pur essendo il Friuli Venezia Giulia una regione virtuosa che ha risparmiato nei precedenti due anni 430 milioni di euro, viene trattata allo stesso livello delle altre Regioni a statuto speciale dove gli sprechi abbondano.
«Il Friuli Venezia Giulia non gode della fiscalità di vantaggio che gli dovrebbe essere riconosciuta – spiega Enio Agnola – in virtù delle fiscalità vigenti nei Paesi confinanti, a differenza ad esempio del Trentino Alto Adige».
Agnola ha espresso il suo concetto con una metafora: «Il condominio Italia, fatto di 20 appartamenti, ne contiene 15 con il riscaldamento centralizzato (le Regioni a statuto ordinario) e 5 con il riscaldamento autonomo (le Regioni a statuto speciale), solo che di esse una (il Friuli Venezia Giulia) consuma il 30% mentre le altre 4 hanno i serbatoi pieni».

LA MORATORIA CONTRO L’INCENERIMENTO DEI RIFIUTI
Non passa la moratoria sull’incenerimento dei rifiuti proposta dall’Italia dei Valori e votata solo dai Cittadini – Libertà Civica e Sinistra Arcobaleno
E’ stato bocciato l’emendamento proposto dal gruppo IDV contro l’incenerimento dei rifiuti, sottoscritto anche dai Cittadini, che imponeva una limitazione all’incenerimento dei rifiuti e del combustibile da rifiuti: «Non c’è alcuna esigenza di speculare con ulteriori autorizzazioni dato che, stando ai dati tecnici, se tutte le quattro provincie raggiungessero gli obiettivi di raccolta differenziata indicati dall’Unione Europea – ha affermato il capogruppo Alessandro Corazza – l’inceneritore di Trieste soddisferebbe già tutte le richieste.Spiace quindi vedere che in una battaglia di sostenibilità ambientale volta a bloccare ulteriori autorizzazioni all’incenerimento, fonte di gravi patologie e pericoli per la salute umana e per l’ambiente, anche il Pd ci abbia lasciati soli dimostrando come siano altre le logiche che prevalgono in questo settore».

COMPARTO UNICO: UNA FORZATURA INACCETTABILE
Tra i peggiori “capitoli” della storia di questa legge c’è quello che riguarda il Comparto unico e le modalità con le quali la Giunta ha imposto le proprie decisioni che riguardano 16 mila dipendenti pubblici. L’emendamento che blinda lo stanziamento per il rinnovo del contratto su una cifra non condivisa dalla maggioranza dei sindacati è arrivato in Aula intorno alla mezzanotte di venerdì, e ha causato una discussione di diverse ore che ha determinato di fatto il record di durata della sessione d’Aula. L’Italia dei Valori aveva già denunciato, con un’interpellanza, il fatto che siano state forzate le regole e le prassi sindacali quando alcuni giorni fa è stato sottoscritto un verbale d’intesa con sole due sigle sindacali, rappresentanti il 30% dei lavoratori. Oltre a questo non si prevedono più norme a tutela dei lavoratori in caso di esternalizzazione dei servizi pubblici e il fondo salariale accessorio viene praticamente azzerato.
 
TAGLIO AI COSTI DELLA POLITICA: IDV UNICA FORZA DELL’OPPOSIZIONE A VOTARE L’ART. 12
Il Gruppo consiliare regionale dell’Italia dei Valori è stato l’unico, tra le forze dell’opposizione, a votare a favore dell’art. 12 della Legge Finanziaria che riduce i costi della politica, recependo -seppur parzialmente- i dettami del Decreto Legge Calderoli. «Come avevamo già annunciato – ha detto il capogruppo dell’Idv Alessandro Corazza – abbiamo scelto con coerenza di dare il nostro “sì” ad un articolo che, anche se lo sforzo non è stato molto grande, contribuisce a tagliare i costi della politica in un momento storico di crisi economica in cui tutte le categorie fanno sacrifici e il divario sociale tra chi ha troppo e chi troppo poco è ingiustamente sempre più ampio». L’articolo 12 è stato infatti accolto con i voti della maggioranza più quelli dell’Italia dei Valori. E’ inoltre passato l’emendamento (12.4) proposto da Idv e sottoscritto anche da Razzini e Piccin, che permette di mantenere il Presidente del Consiglio comunale anche per i Comuni sopra i 15 mila abitanti, laddove previsto dallo Statuto (erano già esonerati dal taglio i i Comuni capoluogo di provincia nonchè le Province), lasciando quindi quello che è un istituto di garanzia democratica ma eliminandone però l’indennità, prima prevista, e quindi con una sensibile diminuzione dei costi della politica.
 
CULTURA E SPORT
Benché alla fine dei giochi la cultura abbia avuto riassorbiti molti dei tagli annunciati, rimane la contrarietà sul metodo con cui questi contributi siano stati assegnati.
Non è infatti accettabile che, a maggior ragione in un momento di cirisi dove le risorse andrebbero centellinate con giustizia, equità e secondo criteri ogettivi che premino il merito e riconoscano le associazioni che lavorano realmente, gran parte dei finanziamenti vengano invece ripartiti secondo indicazioni dei Consiglieri regionali che adesso vengono addirittura previsti per legge. "A fronte dell’esigenza di mettere in sicurezza i riparti sulla cultura rispetto ai rilievi di illegittimità e incostituzionalità provenienti dalla magistratura e dovuti alla mancanza di chiarezza nelle modalità di riparto dei finanziamenti, l’Assessore De Anna – ha affermato Corazza durante la discussione dell’articolo – invece che riformare il sistema come voleva fare il precedente Assessore Molinaro, ha legalizzato le indicazioni discrezionali dei Consiglieri mettendole di fatto in legge! Una cosa che qualifica De Anna come "Assessore ai bouns" più che alla cultura!".

PARCHI, RISERVE NATURALI, ITALIAN BAJA
A giudicare dal taglio che c’è stato per i parchi e le riserve naturali della nostra Regione sembra che questi siano considerati un lusso da non potersi più permettere. «A nostro avviso – spiega Enio Agnola – sono invece delle risorse su cui investire, perché rappresentano delle eccellenze che, se valorizzate, portano turismo e quindi maggiori entrate. Il drastico taglio ai parchi e alle riserve naturali costituisce una mortificazione per quello che noi essere un settore vitale per la nostra Regione.
Forti critiche del Gruppo Italia dei Valori anche per l’emendamento che prevede la possibilità per la competizione rallistica Italian Baja di transitare nei Magredi, nonostante la presenza di zone protette quali Sic e Zps. «Non si può svendere un sito di così di grande importanza naturalistica quale quello dei Magredi – ha detto Alessandro Corazza – giustificandolo con i rientri economici portati da una competizione rallistica internazionale. Questo atteggiamento conferma quello mantenuto fin’ora da questa Giunta, teso a considerare il territorio non come qualcosa da tutelare per i suoi risvolti paesaggistici, ma solo come qualcosa da sfruttare e da cui trarre un guadagno».

WI-FI GRATUITO NEI LUOGHI ED EDIFICI PUBBLICI
E’ stato accolto l’emendamento proposto da Alessandro Corazza e sottoscritto da tutte le altre forze politiche che stanzia 260.000 euro per finanziare i progetti dei Comuni che diffonderanno nel loro territorio l’accesso gratuito e senza fili ad internet. «Un primo passo verso il diritto di tutti i cittadini di accedere liberamente alla rete e all’informazione libera». Una norma colta al volo anche in virtù del decadimento, dal 1 gennaio 2011, del decreto Pisanu, che vincolava l’accesso alle reti internet ad una serie di procedure di identificazione che ne ostacolavano la libera fruizione. «L’accesso a internet è un diritto che andrebbe garantito a tutti e in tutti i luoghi della nostra Regione – ha detto Corazza – ed è un bene che la nostra proposta sia stata recepita anche dalle altre forze politiche che ne hanno compreso l’importanza votando l’emendamento». «L’obiettivo – spiega ancora Corazza – è di recuperare quel gap che ci divide dagli altri paesi dell’Europa, beneficiando nei luoghi e negli edifici pubblici delle nostre città, a partire dalle scuole e dalle biblioteche, di un servizio che permetterà di avere risvolti positivi sia in termini economici, legati al turismo e al commercio, sia in termini socio-culturali, permettendo a tutti i cittadini di accedere liberamente all’informazione attraverso il proprio computer, palmare o smartphone».

GIOVANI E STUDENTI: PRIMA CASA E DIRITTO ALLO STUDIO
Una delle categorie senz’altro più penalizzate sarebbero stati i giovani se, a fronte delle proteste sollevate da tutta l’opposizione, il Consiglio non avesse messo al riparo il settore stanziando i fondi mancanti – afferma Alessandro Corazza -. Abbiamo così ottenuto la copertura dei contributi regionali per l’acquisto della prima casa (edilizia agevolata) e delle altre tipologie di intervento; del Consorzio universitario di Pordenone e di tutte le borse di studio universitarie, anche se però lo stanziamento si ferma a 1,680 milioni di euro che verificheremo se sarà sufficiente a soddisfare tutte le domande, così come afferma un po’ troppo velocemente l’Assessore Molinaro; dell’edilizia scolastica, con un finanziamento ventennale.

SOSTEGNO ALLE SCUOLE DI MONTAGNA
Profonda soddisfazione è stata espressa, invece, dal Consigliere regionale Enio Agnola per il provvedimento che prevede l’assegnazione di un milione di euro a beneficio dei comuni montani con meno di 3.000 abitanti per il settore  della scuola
. «Ho lavorato con convinzione affinché venisse portata in Finanziaria questa proposta – spiega Agnola – che darà sollievo a dei comuni che altrimenti non avrebbero potuto garantire un servizio scolastico adeguato a causa della stagione di forti ristrettezze economiche che anche i Comuni stanno pagando».

Maggiore sostegno alla cultura e ai teatri stabili, wifi gratuito nei luoghi pubblici, moratoria sull’incenerimento dei rifiuti. Sono solo alcune delle proposte che il Gruppo consiliare regionale dell’Italia dei Valori ha depositato prima dell’esame in Aula della legge finanziaria, iniziato oggi.  La forte critica del capogruppo Alessandro Corazza si è basata sulla «mancanza di capacità da parte della Giunta nel procacciare i fondi che, in un momento di forte crisi, sarebbero stati determinanti a spostare la bilancia del benessere per la nostra Regione». Il riferimento del dipietrista è al mancato utilizzo dei fondi europei, che il Presidente della Regione Tondo ha imputato a dei ritardi da parte degli uffici. «Svariati milioni di euro in più che avrebbero fatto comodo – ha detto Corazza – per dare ossigeno all’economia della Regione. A questo si aggiunge l’atteggiamento remissivo da parte di Tondo nei confronti dell’imposizione di Tremonti di una riduzione della spesa di 77 milioni rispetto all’anno precedente, indipendentemente dall’andamento delle entrate, senza tener conto dei risparmi che negli anni scorsi erano stati effettuati volontariamente dal Friuli Venezia Giulia e non dalle altre Regioni».
Tra la sessantina di emendamenti portati dal Gruppo dell’Idv, spicca quello sul finanziamento ai progetti dei Comuni che diffondono l’accesso a internet gratuito e senza fili nel proprio territorio, prevedendo uno stanziamento di 300 mila euro per il 2011. Una proposta che Corazza e l’Idv hanno in serbo da diverso tempo, ma che era rimasta bloccata dal Decreto Pisanu che imponeva la schedatura degli utenti per motivi di sicurezza, rendendo di fatto difficile il libero accesso alla rete gratuita nelle piazze. «Dal primo gennaio il Decreto Pisanu decadrà – spiega Corazza – e finalmente l’Italia uscirà dal medioevo wireless. Ci allineeremo al resto del mondo evoluto in tema di internet senza fili: per questo la nostra proposta è più che mai attuale e da cogliere al volo».

Di grande importanza anche la richiesta di moratoria all’incenerimento di rifiuti, che come quella sul wifi sarà presentata in Aula, portando a compimento una politica che Italia dei Valori ha assunto sia a livello nazionale che locale contro l’incenerimento e a favore del cosiddetto obiettivo "rifiuti zero".
Tra gli altri emendamenti di marca dipietrista ci sono anche il maggiore sostegno ai parchi e le risorse naturali – i cui finanziamenti sono stati ridotti all’osso già dalla scorsa legge finanziaria -  e al settore della cultura e dei lavoratori dello spettacolo, «tra i più penalizzati nonostante le roboanti promesse dell’assessore De Anna». Sulla cultura Corazza avanza una critica anche sul metodo dell’assegnazione delle risorse: «Ancor più perché limitate – afferma – andrebbero ripartite secondo criteri oggettivi e trasparenti che valutino il merito della singola proposta, e non basarsi sulla discrezionalità dei Consiglieri regionali».
Il capogruppo dell’Italia dei Valori parla anche di costi della politica: «Abbiamo dimostrato maturità nel recepire alcune norme che tagliano i costi della politica a livello comunale  e provinciale, adesso si potrebbe dare il buon esempio andando a intervenire sui costi del Consiglio regionale» «Tra i pochi aspetti positivi di questa manovra – ha concluso Corazza – c’è la continuazione del sostegno all’istituto dei contratti di solidarietà difensiva, fortemente voluti già dallo scorso anno dall’Italia dei Valori e poi adottati dalla Giunta. Uno strumento a tutela dei lavoratori che si è rivelato efficace e che viene giustamente rifinanziato».

Il Gruppo consiliare regionale dell’Italia dei Valori ha depositato un interpellanza alla Giunta sui rischi dello smaltimento dell’amianto in Friuli Venezia Giulia in deroga alla legge, permesso da un’ordinanza della Protezione Civile nazionale, emanata con la dichiarazione dello stato d’emergenza rilasciata dal Governo nazionale a seguito della tromba d’aria che lo scorso luglio ha colpito la nostra regione.
Il Gruppo dell’IDV ha chiesto che si accerti che agire in deroga alla legge non comporti problemi per la salute e per l’ambiente. Una preoccupazione, questa, condivisa anche dalla Commissione Amianto, ascoltata in III e IV Commissione consiliare pochi giorni fa.
La questione sollevata da Corazza riguarda l’ordinanza 3894 emessa dalla Protezione Civile e controfirmata dal Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi in seguito alla tromba d’aria che il 23 luglio 2010 ha colpito 28 comuni del Friuli Venezia Giulia. «L’ordinanza – spiega Corazza – prevede numerose deroghe alla legge n. 257 del 27 Marzo 1992 e del Decreto legislativo 81/2008 , contenenti norme relative alla cessazione dell’impiego di amianto, quindi limitando fortemente le procedure di sicurezza necessarie a tutelare la salute e l’ambiente durante le pericolose operazioni con l’amianto».
«Allo stato dei fatti – ha detto Corazza – la nostra Regione diventa un luogo dove poter smaltire l’amianto e i rifiuti pericolosi in deroga alla legge, e questo rappresenta un fatto gravissimo perché implica il rischio di una corsa allo smaltimento facile e quindi meno oneroso in Friuli Venezia Giulia, disattendendo importanti garanzie riguardanti la tutela dell’ambiente e la salute dei cittadini e degli operatori».
I dipietristi chiedono quindi alla giunta in che modo ed entro quali tempi intende tutelare il territorio regionale da una possibile corsa allo smaltimento facilitato di rifiuti pericolosi e di amianto che perdurerà in Regione fino alla scadenza dell’ordinanza fissata per il 31 luglio 2011. «Inoltre – conclude Corazza – vogliamo sapere come viene giustificata la richiesta di un periodo di emergenza lungo un intero anno, visto che proprio le deroghe alle procedure previste dalla legge dovrebbero servire per una celere risoluzione dei danni causati dall’evento atmosferico dello scorso luglio».

Il Consigliere regionale dell’Italia dei Valori Alessandro Corazza è intervenuto sulle disposizioni in materia di attività estrattive (cave) arrivate all’esame della IV Commissione a seguito del rinvio che l’Idv insieme ai gruppi dell’opposizione avevano chiesto con forza e ottenuto durante l’esame in Aula della legge di manutenzione dello scorso ottobre.

«E’ un progetto di legge che prevarica i comuni centralizzando tutte le scelte nelle mani della Regione, in barba al volere dei Comuni, che più di tutti rappresentano le istanze dei cittadini». Inoltre, per Corazza «i cavatori, come chiunque sia portatore di interessi particolari, sono più forti di chi tutela l’interesse generale di tutti i cittadini e dell’ambiente, perciò il legislatore dovrebbe prendere maggiormente le parti delle comunità locali e dell’ambiente, che costituiscono la parte debole da difendere rispetto agli interessi economici di alcune lobby».

«Un esempio su tutti – continua Corazza – è il caso del Monte San Lorenzo di Maniago, dove si è scelto di non dare ascolto alla comunità locale che chiedeva uno stop all’escavazione del monte nell’interesse del cementificio di Fanna che, mai contento, ha anche chiesto ed ottenuto di ampliare ulteriormente il proprio business andando a bruciare rifiuti, senza badare alle denunce delle persone che vivono nel territorio riguardanti conseguenze negative sulla salute della gente».
«Tutto questo – spiega Corazza – evidenzia la visione culturale di questo centrodestra che considera la terra come qualcosa di mercificabile e che ha valore solo in quanto sia consentito il suo sfruttamento economico, senza apprezzarne gli aspetti ambientali e paesaggistici».

Il dipietrista attacca infine l’atteggiamento passivo della Lega Nord rispetto alla legge in esame: «Sono sorpreso dall’atteggiamento della Lega Nord – aggiunge – perché mi sarei aspettato che nei confronti di norme del genere avrebbe sollevato delle barricate. Invece è lei stessa a votare questi provvedimenti che non tutelano le comunità locali ma permettono le fortune economiche dei cavatori a danno dei cittadini e del territorio. E’ l’ennesima dimostrazione che esistono due carrocci: uno sulla carta, che enuncia buone intenzioni e proclama battaglie a favore delle realtà locali; e una reale, che vota a testa bassa norme come questa, sperando che i cittadini distratti non se ne accorgano».

Nel corso dell’audizione della Commissione regionale Amianto, presente oggi in III e IV Commissione consiliare, è intervenuto il Consigliere regionale dell’Italia dei Valori Alessandro Corazza, che si è detto preoccupato dalle deroghe in essere dopo la dichiarazione dello stato d’emergenza rilasciata dal Governo nazionale a seguito della tromba d’aria dello scorso luglio e ha chiesto che si accerti che agire in deroga alla legge non comporti problemi per la salute e l’ambiente in futuro. Una preoccupazione questa, condivisa anche dalla Commissione Amianto.
Corazza ha annunciato che su questo tema il gruppo regionale dell’Idv presenterà un’ interpellanza. La questione sollevata da Corazza riguarda l’ordinanza 3894 emessa dalla Protezione Civile e controfirmata dal Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi in seguito alla tromba d’aria che il 23 luglio 2010 ha colpito 28 comuni del Friuli Venezia Giulia. «L’ordinanza – spiega Corazza – prevede numerose deroghe alla legge n. 257 del 27 Marzo 1992 e del Decreto legislativo 81/2006 , contenenti norme relative alla cessazione dell’impiego di amianto, quindi limitando fortemente le procedure di sicurezza necessarie a tutelare la salute e l’ambiente durante le pericolose operazioni con l’amianto».
«Allo stato dei fatti – ha detto Corazza – la nostra Regione diventa un luogo dove poter smaltire l’amianto e i rifiuti pericolosi in deroga alla legge, e questo rappresenta un fatto gravissimo perché implica il rischio di una corsa allo smaltimento facile e quindi meno oneroso in Friuli Venezia Giulia, disattendendo importanti garanzie riguardanti la tutela dell’ambiente e la salute dei cittadini e degli operatori».
I dipietristi in commissione hanno anticipato che nell’interrogazione chiederanno alla giunta in che modo ed entro quali tempi intende tutelare il territorio regionale da una possibile corsa allo smaltimento facilitato di rifiuti pericolosi e di amianto che perdurerà in Regione fino alla scadenza dell’ordinanza fissata per il 31 luglio 2011. «Inoltre – conclude Corazza – chiederemo come viene giustificata la richiesta di un periodo di emergenza lungo un intero anno, visto che proprio le deroghe alle procedure previste dalla legge dovrebbero servire per una celere risoluzione dei danni causati dall’evento atmosferico dello scorso luglio».



Cerca in questo sito

Il giornale dei Giovani dell'Italia dei Valori:

energie libere

Io c'ero al Vaffanculo Day

Basta! Parlamento pulito

Libera, contro le mafie

3K2 theme by Hakan Aydin


AJAXed with AWP